lunedì 2 novembre 2009

Cosa ne penso di - The Island

---- SPOILER!! -----
[Contiene la fine - e non solo -, non leggete se non volete essere spoilerati!]

Ambientato in un futuro, che mi ha ricordato, per alcuni aspetti, quello di 1984, The Island è un film che fa riflettere un bel po' (o almeno, che ha fatto riflettere me).

Scarlet Johansson e Ewan Mc Gregor, apparentemente tra i pochi sopravvissuti ad una non meglio definita contaminazione che ha coinvolto tutto il mondo, vivono felicemente nel 2019, senza porsi troppi quesiti, in una torre asettica in cui vestono tutti allo stesso modo, in cui sono controllati costantemente, in cui altri decidono cosa devono mangiare e in cui hanno tutti il medesimo sogno: essere sorteggiati per andare sulL'ISOLA - The Island, unico luogo rimasto incontaminato sulla Terra.

Tra tutti, Lincoln 6 Echo (E. McGregor), sembra essere l'unico a porsi delle domande e, un bel giorno, quasi per caso scopre la verità: lui e le altre centinaia di persone, sono semplicemente le "polizze assicurative" di ricchi sponsor.
Sono dei cloni, che servono solo come pezzi di ricambio (toh, che idea... qualcuno nel mondo reale avrà già preso spunto?!).
Nati già adulti, i cloni, nelle loro sacche piene di liquido amniotico (o qualcosa di simile), sono bombardati con ricordi fittizi e il miraggio dell'isola, la loro mentalità corrisponde a quella di un quindicenne e non ricevono nessun tipo di informazione sul sesso. Nella loro misera vita, i cloni non hanno altro obiettivo che vincere la lotteria che li porterà sull'isola. Che ovviamente non esiste. Essere sorteggiati significa che lo sponsor ha bisogno di un pezzo di ricambio. Essere sorteggiati è la morte.

Dopo aver assistito a qualche scena agghiacciante che gli apre la mente, Lincoln, insieme alla sua amica Jordan 2 Delta (S. Johansson), riesce a fuggire e scopre il mondo reale, diretto alla ricerca del suo sponsor convinto che questi lo aiuterà [i cloni sono parecchio ingenui].

Alla fine, il film si conclude bene, se così si può dire.
Perché i cloni, resi edotti da Lincoln e Jordan, riescono a fuggire. Mi chiedo che faranno, poi, una volta nel mondo reale. Ma il film finisce, lasciando in sospeso la (mia) domanda.

L'idea del film mi è sembrata carina (come idea per un film, non per la realtà), anche se già un po' vista da qualche altra parte (vedi es. Blade Runner) e molto plausibile, purtroppo. Chissà che non succeda già, in qualche remoto anfratto nel deserto, in qualche area 51 di cui non sappiamo nulla. Spero di no, ma non mi stupirei del contrario L'ambizione dell'Uomo non ha limiti.
Ma non mi voglio addentrare in questi discorsi.

Mi ha fatto ridere una scena:
Jordan è al bar (nel mondo reale) e un tizio la rimorchia e le chiede il numero (di telefono).
Lei, che non sa cosa è il numero di telefono, risponde "2 Delta" (che è il numero parte del suo nome).

Mi ha fatto sorridere un'altra scena:
Jordan e Lincoln si baciano per la prima volta e lui dice "Questa cosa con la lingua è meravigliosa... perché non l'abbiamo mai fatta?".


Mi è piaciuto, anche se alcune scene d'azione troppo mirabolanti le avrei evitate decisamente. Secondo me non hanno aggiunto alcun valore al film, anzi. Ho letto da qualche parte che il film non è stato un gran successo e che sono stati incolpati gli attori di questo. A me sono piaciuti molto i due protagonisti.
E S. Johansson è bellissima (a questo proposito, qualcuno ha commentato, durante la visione del film: "Ma come fa [Scarlett Johansson], ad ogni inquadratura, ad essere più bona che nell'inquadratura precedente?!").

E, con questa saggia domanda, vi lascio.

Qua sotto una parte della colonna sonora (bellissima).

domenica 18 ottobre 2009

Wedding dance


E' bello vedere gente che sa divertirsi.
E anche che sa ballare, aggiungo con invidia, dato che io non so nemmeno ballare il ballo del qua qua. A questa mia affermazione, un amico ha risposto "Si può rimediare"... non mi ha mai visto "ballare" (le virgolette sono d'obbligo nel mio caso), io quando ballo assomiglio a questo tizio con un secchio in testa un pochino ubriaco. :))
Guardatevi questi video.


Non so se sono veri, mi sembra di sì... Quello del ballo al ricevimento soprattutto.
Ho qualche dubbio su quelli in cui le stesse persone prima si sposano e poi divorziano.
Ma... chi può dirlo?
Comunque sono bellissimi!

Wedding dances

Video 1
Video 2
Video 3



giovedì 15 ottobre 2009

Su di me: le prime cose che mi vengono in mente

Premessa
Questo post è molto lungo e rischia di essere molto scocciante, a meno che non siate seriamente interessati alla mia persona o non siate dei tipi curiosi come quelli che guardano il grande fratello.
Quando avevo sedici anni e scrivevo i diari "segreti" (ne ho scritti parecchi), ricordo
molto bene che una volta buttai giù un sacco di pagine su di me, usando frasi che iniziavano con "Mi piace" e "Non mi piace". Ieri ho letto un bel post del mio amico di blog CyberLuke che mi ha ricordato tantissimo quelle pagine di diario (scritte ventidue anni fa). E, non so perché, mi è venuto istintivo rispondere, in qualche modo, al post di Cyber (cui, come promesso, dedico questo post). Quindi, nel titolo ho scritto le prime cose che mi vengono in mente, ma, in effetti, molte di queste cose sono venute in mente a Cyber.

Penso che avere fiducia in se stessi sia fondamentale nella vita di ciascuno di noi esseri umani, ma non sopporto chi di questa fiducia fa un piedistallo sul quale ergersi e da cui sparare sentenze su tutto e tutti.
Credo generalmente nell'onestà della gente e non penso male di qualcuno a meno che non abbia le evidenze oggettive per farlo. Credo che giudicare gli altri sia quanto di più insopportabile e sbagliato si possa fare.

Ammiro chi vive la sua vita facendo quello che gli piace fare e non la "spreca" tutta appresso al lavoro e alla routine quotidiana.
Non sopporto quelli che si lamentano in continuazione e che non sono mai contenti di come gli vanno le cose. Non mi piacciono le persone troppo formali, quelle che sembra che recitino anche quando parlano con la loro mamma, non sopporto chi si crede migliore e non sa ascoltare gli altri, non mi piacciono quelli che si fanno un sacco di problemi se devono invitare qualcuno a cena e preferiscono non invitare se non hanno il cibo giusto (io sono una di quelle che improvviserebbe ogni sera cene con amici, anche a base di toast con la sottiletta).
Non mi piacciono gli estremisti, da qualunque lato stiano. Non tollero la discriminazione e la violenza in nessuna forma. Odio chi maltratta gli animali e le persone. Amo i cani.


Non sopporto quelli che si odiano per ragioni politiche o calcistiche. Il calcio mi fa proprio schifo, ho visto i mondiali una sola volta, nel 1982. Guardare le partite con gli amici per me è una sofferenza terribile. Penso che una buona parte dei tifosi siano in realtà dei violenti che non aspettano altro che un pretesto per dar sfogo al loro istinto.
Non sopporto la televisione, le soap opera di qualunque nazionalità (e pensare che sono cresciuta con Ciranda de Pedra e Dancing Days), i quiz, i reality show e tutte le trasmissioni dei canali nazionali (con poche eccezioni, che non mi vengono in mente in questo momento). Proprio mi infastidisce guardare lo sport in tv, specialmente la Formula Uno, il motociclismo o la lotta/pugilato. Mi diverte tantissimo Friends (solo se visto in lingua originale), che è il mio tv show preferito. Mi piacciono anche altre serie americane, tipo Dr. House e Dawson Creek e sono una Lost obsessed.

Non mi ritengo una persona particolarmente romantica o sdolcinata, anche se la mia passione per alcune cose (musica, film, libri) estremamente romantiche o proprio sdolcinate, ogni tanto, mi fa riconsiderare la mia posizione.
Amo guardare i film e, se un film mi piace, lo guardo anche decine di volte e non mi stanco mai. Tra i film che ho visto più volte nella vita ci sono Titanic, I ponti di Madison County, Twilight, Ragione e sentimento, Io e Annie, Mediterraneo, Marrakech Express, Shining, The others.
Odio i film western, quelli in cui si comb
atte - soprattutto pugilato - con qualche eccezione. Non mi piacciono i film (e i libri) gialli, ma amo i thriller, soprattutto se c'è una componente psicologica, tipo sdoppiamento di personalità e cose simili. In genere, non mi piacciono i film horror, soprattutto se sono anche splatter e non sopporto i film comico demenziali (i vari Vacanze di Natale, che non riesco nemmeno a guardare per pochi minuti).
Mi piace lo stile dei film di Woody Allen, soprattutto quello di Io e Annie, Manhattan, Anything Else.
Spesso i
musical mi fanno addormentare quasi istantaneamente (tranne Jesus Christ Superstar - che adoro -, The Rocky Horror Picture Show, Grease e qualche altro).

Mi piace abbastanza il genere fantascienza, soprattutto nei libri, alcuni film del genere mi annoiano a morte, come ad esempio The Abyss o i vari Alien. Anni fa guardavo appassionata i telefilm della serie "Twilight Zone". E trovo che 2001 odissea nello spazio sia un bel film, ma il libro mi è piaciuto MOLTO di più.



Adoro i dietro le quinte dei film, compro DVD solo per questo. Non sopporto le voci di molti doppiatori italiani e amo ascoltare le voci reali degli attori, non solo perché mi piace associare la faccia alla voce vera, ma anche perché ho riscontrato in diverse occasioni che le frasi dei film non italiani sono tradotte in modo non corretto e a volte il significato è persino distorto. Per questo, se posso, guardo sempre i film in inglese.

Adoro leggere, amo i libri. Un libro ti trascina dentro la sua storia, ti fa innamorare dei suoi personaggi, al punto da dispiacerti quando il libro finisce. Compro libri a decine su internet e adoro le librerie... ci sto dentro delle ore fino a quando non trovo qualcosa che mi ispira. Leggo di tutto, con preferenza per i romanzi thriller. Non disdegno comunque, anche romanzi di altro genere, gli unici che leggo mai o raramente sono quelli della serie Harmony, quelli storici e i saggi, che mi annoiano profondamente. Amo lo stile e i libri di Isabel Allende, Ken Follett, Stephen King, Jeffery Deaver, Sidney Sheldon, Carlos R. Zafon, Oriana Fallaci, Jostein Gaarder. Non amo particolarmente il genere fantasy, Harry Potter a parte, anche se La storia infinita è uno dei libri più belli che abbia mai letto; ho letto più volte Lo hobbit e Il signore degli anelli, ma, nel complesso, il genere di Tolkien mi viene un po' pesante. Adoro la saga di Harry Potter e quella di Twilight (mi riferivo a questo, anche, quando parlavo della passione per cose estremamente romantiche). Adoro due manga: Video Girl Ai e Ranma 1/2. Romanticissimo il primo e spassosissimo il secondo. Se ne leggessi altri, probabilmente li adorerei pure, ho letto solo queste due serie per intero e mi sa che i manga mi piacciono.
Mi piace scrivere, da morire. Anche se purtroppo non credo pubblicherò mai nulla, nemmeno un libro sul mio blog, nemmeno un e-book, come un altro amico di blog ;) .
Ho tonnellate di creme, bagnoschiuma, profumi, ecc. ma uso quasi sempre lo stesso prodotto. Odio le verdure (cotte e crude) e la carne rossa, amo la pizza e i dolci (soprattutto al cioccolato).
Adoro viaggiare, potessi viaggerei continuamente... ho iniziato a farlo tardi per motivi economici e ancora ho viaggiato poco, ma fare ALMENO un viaggio decente l'anno è il mio obiettivo (quest'anno spero New York).


Adoro la musica, ascolto di tutto, da Loreena Mc Kennit agli Alan Parson Project, da Guccini a Baglioni, dai Pink Floyd a De Gregori, passando per i Carmina Burana, i Cold Play e i Dead Can Dance. Non amo particolarmente la musica troppo da discoteca (ad eccezione di alcune canzoni che mi ricordano i pomeriggi giovani, tipo No Killing e Blister in the sun) e la latino americana, ad eccezione degli Inti Illimani (che adoro). Strimpello la chitarra e adoro stare ad ascoltare le persone che suonano il pianoforte o la chitarra. In generale, ho una pessima memoria e non ricordo quasi nulla di alcune materie che ho studiato a scuola o all'università. Mi piacciono molto le lingue straniere (e sono anche abbastanza portata, credo), adoro l'inglese e cerco di impararlo con ogni mezzo possibile.

Sono una schiappa totale in disegno, non so fare nemmeno la O col bicchiere. Mi piacciono molto i quadri di Van Gogh, Chagall e Klimt, ma nel complesso di arte ci capisco poco, soprattutto di quella moderna.


Sono attratta dalla tecnologia in generale e da internet in un modo pazzesco. Mi piace giocare con la Playstation. Ho decisamente più computer di quelli che mi servono e nessuno di questi è un Mac Intosh. Odio profondamente i comportamenti di massa, non frequento locali alla moda, odio i centri commerciali soprattutto il sabato e la domenica. Vado in vacanza ad agosto solo perché non posso fare diversamente.

Adoro il mare. Odio il freddo. Mi piacciono i giochi da tavolo, fare le parole crociate e mangiare la nutella a cucchiaiate. Sono incapace di tenere viva una pianta e, anche quelle rare volte in cui mi ricordo di darle l'acqua, alla fine muore. I miei fiori preferiti sono le margherite bianche.




Sul mio biglietto da visita c'è scritto consulente aziendale, ma decisamente è più figo dirlo che farlo
.
Il sogno della mia vita è fare quello che fa lui.


mercoledì 14 ottobre 2009

Facebook, questo sconosciuto


L'altro giorno è successa questa triste cosa (un ragazzo si è suicidato, facendo il conto alla rovescia su facebook). Al di là delle considerazioni sull'evento tragico in sè, la prima cosa che ho pensato è stata "Ok, adesso condanneranno facebook, come se fosse la causa del suicidio".

Oggi ho poi visto
questo video.

Pieno di considerazioni davvero illuminanti.
Fatte da uno che dimostra di non averlo nemmeno mai aperto.

Facebook = istigazione alla violenza, violazione della privacy e paranoia.

Forse non sa che chi scrive cose su facebook è perfettamente consapevole che altri leggeranno quanto ha scritto. Anzi uno scrive per farsi leggere, se no non scrive.
E
chi non vuole fare sapere i fatti suoi non deve mettere informazioni, cliccare dappertutto, diventare fan di questo o quest'altro, sottoscrivere gruppi, ecc.
Meglio ancora, deve solo non iscriversi al social network.

Iscriversi a facebook è una libera scelta.

E poi... istigazione alla violenza e paranoia?!

E, infine, cosa c'entra facebook con il suicidio di quel ragazzo?

Ma forse è solo una semplice strumentalizzazione di un tragico evento.
E, alla fine, ho pensato "Ecco, avevo ragione. Adesso lo chiudono!"


lunedì 12 ottobre 2009

Fun theory

Questo convincerebbe persino me a salire usando le scale e non la scala mobile. Chi mi conosce sa che è una difficile impresa.
Probabilmente, inoltre, nonostante l'età, io non riuscirei a resistere e improvviserei Fra Martino Campanaro saltando sui tasti (magari non tutte le volte).

Questo video dovrebbe portarmi a fare delle considerazioni intelligenti - che, inconsciamente, ho già fatto - ma adesso non ho voglia di applicarmi per rendere le mie farneticazioni intelligenti comprensibili in linguaggio (umano) parlato.

Di sicuro, in quella scala, comunque ci sarebbero persone molto più divertite del solito.


Grazie, Nick.

venerdì 9 ottobre 2009

Meno male che ho disdetto Sky


Non guardo la televisione, di solito.
Poco fa, mentre guardavo, su youtube, un video di un gruppo che si chiama Tokio Hotel e che non conoscevo, ho buttato un occhio e un orecchio alla Tv accesa davanti a me (ci tengo a precisare che non ero io a guardarla).
Credo fosse Striscia La Notizia, non ne sono sicura, comunque ho assistito a cinque minuti di un furioso Sgarbi che, dopo essersi tagliato le unghie in TV (ma non sapeva di essere ripreso, si deve dire a sua discolpa), ha insultato una tizia che non so proprio chi fosse, chiamandola ripetutamente guardona e pettegola. Sembrava una di quelle che fa parte del pubblico di qualche trasmissione. Forse tipodei programmi di Maria De Filippi. Ma non ne ho idea, in effetti.
Per fortuna.
L'altro giorno ho disattivato Sky (considerato che pagavo 30 e. per il pacchetto base, o poco più che base, comunque senza cinema e sport e ciò che potrebbe essere interessante). Siccome a casa mia, senza Sky non si vede nessun canale, nemmeno la RAI, tra poco meno di un mese potremo anche evitare di accendere la TV.
O forse potremmo venderla.

Comunque, adesso c'è il Gladiatore. La colonna sonora è spettacolare.

L'educazione. Questa sconosciuta.


Generalmente mi tengo lontana da qualunque discorso di politica.
Non sopporto la gente che si scanna per la politica (e anche per il calcio, ma questo è un altro discorso).
Questa mia intolleranza per chi si odia per motivi del cavolo, trova la sua origine non solo nel mio modo di essere in generale, ma in un evento accaduto tanti anni fa, quando di politica mi interessavo molto meno di adesso.

Un sabato sera ho fatto una festa in campagna.
Ero totalmente consapevole del fatto che molti dei miei amici erano politicamente schierati da una parte, ma questo non mi ha impedito di invitare altri amici politicamente schierati dalla parte opposta.
Ingenuamente avevo pensato che tutto ciò non avesse alcuna importanza (per me non l'aveva allora, non ce l'ha adesso e non l'avrà mai), ma quello che è successo mi ha fatto stare parecchio male.
E' successo che il gruppo di quelli che erano politicamente schierati dall'altra parte non è sceso nemmeno dalla macchina, se non per prendere le cose da mangiare e quando mi ha salutato ha fatto qualche battuta (che non ho apprezzato) sugli altri miei amici.
Ritengo che se ad essere in minoranza fosse stato l'altro gruppo sarebbe successa la stessa cosa, quindi non
ha importanza chi stava di qua o chi stava di là.

Anche adesso, chi sta
di qua o chi sta di là non ha nessuna importanza.
Qua non si parla di idee politiche, si parla di educazione. Di rispetto tra esseri umani. Anzi, non voglio nemmeno parlarne. Lascio la parola al video.


giovedì 8 ottobre 2009

Marzo - Parole per aria

G.A. Sartorio. Dal blog di Ariano


E' seduta su uno scoglio, il mare le scalpita accanto.
Un piede in acqua, poi l’altro… è fredda.
Le viene in mente che è ancora inverno.
Trema, ma prosegue fino a che l’acqua le arriva alla vita e
apprezza, sotto i suoi piedi nudi, la fresca monotonia del fondale.
Si sente quasi mancare, l'acqua brucia, la punge,
come fossero mille chiodi conficcati nella sua pelle.
Ma il desiderio è più forte.
E' immersa completamente adesso
e guarda lontano, smarrita.
Lo sguardo perso là in fondo, lungo la linea dell’orizzonte.
E poi crede quasi di vederlo.
Se n’è andato da quasi un anno e il tempo per lei si è fermato
a quel triste giorno di marzo.
Ha vissuto questi lunghi mesi, trascinandosi pacatamente
per le piatte vie della sua vita, senza più scopo, solo memoria.
Ma adesso osserva l’orizzonte e lui è lì,
la guarda come ha fatto mille altre volte,
con i suoi occhi lucenti che sprizzano desiderio di lei.
E, come in un sogno,
il più dolce mai fatto,
lui avanza lentamente verso di lei,
con le braccia protese per accoglierla.
E lei, finalmente, sorride e si abbandona,
perdendosi per sempre
nel suo abbraccio.

mercoledì 7 ottobre 2009

Ottimizzazione dei tempi: confermare gli appuntamenti.

Questa mattina, di buona lena, mi sono avviata, stranamente molto di buon umore, verso Siracusa per un appuntamento di lavoro (la strada ora è un po' meglio di quando ho scritto questo post oppure quest'altro).
Non che normalmente io sia di cattivo umore, ma andare a Siracusa al mattino non rientra tra le mie dieci attività preferite (sebbene lavori con delle persone simpatiche!).

Mentre guidavo, canticchiando alcune delle mie canzoni del momento (tipo questa qui), pensavo, contenta, che sarei arrivata prestissimo, dato che non c'era praticamente nessuno per strada.
Verso metà strada o poco più, non so cosa mi abbia indotto a telefonare per confermare l'appuntamento (certo ci potevo pensare prima di uscire), comunque meglio tardi che mai. La mia amicacliente L. (con cui avevo, secondo me - o meglio secondo la mia Smemo -, l'appuntamento), alla mia richiesta di conferma, ha risposto candidamente: "L'appuntamento non era oggi, hai sbagliato giorno... Io non sono nemmeno in ufficio!!".
Wow!! Ecco perché non c'era nessuno per strada... quando ho un appuntamento reale, almeno un po' di confusione c'è sempre e, a volte, pure la coda di mezz'ora (o più, se ho un appuntamento particolarmente importante).
Comunque, l'imprevisto mi ha dato modo di riscoprire il piacere di percorrere le strade squallide e identiche della zona industriale di Catania e mi ha riportato alla mente dei bei ricordi del giorno del colloquio di lavoro con il mio ex capo, guru e maestro, dottor C.
Ovviamente mi ero persa in quelle strade identiche, desolate e allora per me sconosciute. Mi vergognavo come una pazza a telefonare per dire una cosa del genere, ma, dopo qualche giro in tondo, con i finestrini sprangati (non è una zona bellissima) e senza aria condizionata (era luglio), mi ero decisa a fare questa figuraccia, sperando che non compromettesse le possibilità di lavorare insieme. C. avrà di sicuro pensato che non ero dotata di alcun senso dell'orientamento (e poi ha avuto modo di constatarlo personalmente nei diversi anni in cui abbiamo lavorato insieme e in cui gli telefonavo regolarmente quando mi perdevo in giro per Catania e provincia), ma questo, per fortuna, non rientra tra i requisiti strettamente indispensabili nella mia professione e non ha avuto alcun impatto sul nostro rapporto professionale.
Avendo lavorato in quella zona per quattro anni, questa volta non mi sono persa e sono stata in grado di tornare a casa senza chiedere indicazioni a nessuno... In totale sono stata fuori un'ora o poco più. Poco male, poteva andare peggio.

E ho imparato una cosa importante: è sempre meglio confermare gli appuntamenti di lavoro scritti in agenda, specie se sono stati scritti parecchi giorni prima e magari si è un po' distratti ogni tanto.



E comunque, parlando di altro...
questo è il motivo per cui MAI e POI MAI io farò bungee jumping (clicca).

lunedì 5 ottobre 2009

Cosa ne penso di - Harry Potter e il Principe Mezzosangue

Finalmente ho visto il sesto film di Harry Potter.
Il libro, che mi è piaciuto tantissimo, e il trailer spettacolare avevano fatto crescere in me molte aspettative... pensavo che questo film sarebbe stato qualcosa di stupefacente, anche meglio del quarto (il mio preferito in assoluto).
Invece mi ha deluso, come il quinto.
E' molto lento e aveva ragione mia mamma che lo aveva visto la scorsa settimana. "Non succede niente" mi aveva detto. "Ma come niente? - le avevo risposto io - e gli horcrux? e la morte di...? e la storia di Harry con...?" (lascio i puntini, non si sa mai qualcuno non voglia sapere).
"Sì, tutte quelle cose succedono, ma... non succede niente!".
Ecco, questa è una frase insensata, ma è quello che ho pensato anche io quando l'ho visto.
Ci sono delle belle scenografie, tipo quando H.P. e S. vanno a prendere un horcrux e qualche altra. Ma sinceramente non ho trovato molto altro di bello (e io sono una fan sfegatata). La storia è come se fosse raccontata al rallentatore.

Sicuramente, dopo aver visto il film, posso parlare con cognizione di causa di quello di cui avevo già parlato qui. Cioè del fatto che ci sono genitori che si sarebbero lamentati del consumo di alcool eccessivo in questo film. Lamentela assurda. Faccio fatica anche a ricordarmi le scene in cui c'è gente che beve (mi pare che sono due): in una i tre amici bevono una burrobirra ai Tre manici di scopa e Hermione poi è leggermente brilla (e simpatica); in un'altra, Silente offre da bere un bicchiere di qualcosa a Ron - per festeggiare un avvenimento - e lui ci resta quasi secco perché il qualcosa era avvelenato.

Nel frattempo, ho trovato una delle ricette dell'incriminata Burrobirra
(Ingredienti per due persone):
  • 2 bicchieri di birra
  • 1 grossa noce di burro
  • panna da cucina
In un pentolino fate sciogliere il burro mentre in un altro recipiente scaldate leggermente la birra. Un po’ alla volta e delicatamente versate il burro sciolto nella birra e mescolate. Infine aggiungete la panna un cucchiaino per volta, continuando sempre ad amalgamare il tutto, fino a quando la bevanda non sarà cremosa.

Ci sono altre ricette in giro, questa è quella che mi è sembrata più semplice per chi ha voglia di provare. Sinceramente a me non viene la voglia: la birra non mi piace e con la panna e il burro mi sa di cosa che resta nella pancia per due giorni, anche se la parte golosa di me - molto dominante - mi dice che chilosàungiornodiquesti...

domenica 4 ottobre 2009

Cosa ne penso di - Uomini che odiano le donne

Se avete letto il libro, ovviamente non c'è confronto: il libro è molto più bello.

Per chi non conosce il libro... si tratta di un thriller, se vogliamo.
La storia di un giornalista che viene ingaggiato per far luce sulla sparizione di una ragazza, accaduta quaranta anni prima. Il giornalista, Mikail, viene aiutato da una strana ragazza, Lisbet, che sembra un po' disadattata (ma non lo è anche se è sotto tutela) e che ha notevoli capacità investigative (grazie anche ai mezzi non proprio leciti che usa).
Proprio in breve, la trama è questa.
Ho detto che il libro è molto più bello... quasi sempre succede così.
Anche il film è molto bello, però. Anche se hanno dovuto tagliare un sacco di parti, altrimenti sarebbe stato davvero troppo lungo. Ed è abbastanza lungo, comunque.
Quindi, quando lo guardate, non fate come noi che iniziamo a vedere i film alle 23! L'altra sera, nessuno è riuscito a tenere gli occhi aperti per tutto il tempo. Qualcuno ha dormito sin dai titoli di testa. Altri solo per pochi minuti verso la fine, come me. Sono proprio incapace di stare sveglia per tutto il tempo, se inizio a guardare i fil di notte, dopo aver bevuto vino a cena, oltretutto. E' stato già tanto che sono riuscita a dormire solo qualche minuto.
Nel film c'è qualche scena un po' forte... chi ha letto il libro può immaginare di quali scene parlo. Poco è lasciato all'immaginazione. Comunque serve: fa odiare il sadico porco ancora di più.
Gli attori sono a me sconosciuti e li ho trovati adeguati ai personaggi del libro, anche se Lisbet ed Erika me le aspettavo diverse.
Nel complesso, mi è piaciuto.



mercoledì 23 settembre 2009

Cosa ne penso di - Generazione mille euro

Questa è l'unica generazione in cui i figli stanno peggio dei padri.

E' una citazione dal film "Generazione mille euro", cui non avrei dato due lire prima di vederlo e che invece ho trovato molto carino.

E' un film italiano, tratto dal libro omonimo, con attori giovani, cosa che, di solito, mi ispira abbastanza in un film.


Protagonista è la generazione dei trentenni precari del nostro tempo.

Quelli che vivono con mille euro al mese e che sanno che il loro contratto potrebbe non essere,
anzi probabilmente non sarà, rinnovato alla scadenza.
Quelli che hanno studiato qualcosa e si ritrovano a fare tutt'altro, perché hanno una laurea e magari anche un master in matematica e poi fanno i muratori o gli operatori di call center.

Avete presente quei giovani non più così giovani di cui ogni tanto parlano in TV scuotendo la testa con rassegnazione? Ecco... quei giovani sono io.
Altra citazione.

Alla fine,
il film non è certo un capolavoro e il senso della storia, in fondo, è molto triste, ma guardarlo, secondo me, potrebbe essere un modo simpatico di passare un'oretta e mezza.





lunedì 21 settembre 2009

All work and no play...

All work and no play makes Jack a dull boy.


Questa è una frase famosa di uno dei miei film preferiti (e anche del libro), che sarebbe "Shining" di S. Kubrick (tratto dall'omonimo libro di S. King, che è uno dei miei scrittori preferiti).
Per quelli a cui interessa, del libro e del film ne ho parlato qui.


Ora non voglio parlare del film o del libro, ma questa sera mi sento abbastanza di umore simile a quello di Jack, quando scriveva quella frase all'infinito.
Probabilmente non cercherò di ammazzare nessuno con l'ascia, ma mi sento abbastanza... non mi viene il termine adatto.
Arrabbiata, forse. Ma non solo... angosciata, un po'.
Mi sento come se dentro di me si agitasse una forza che non riesco a placare e che non posso fare venire fuori... come ho detto, non voglio fare male a nessuno!

E comunque, non c'è nessuno che meriterebbe che io gli facessi del male, per questo.
Ci sono cose che succedono e, alla fine, forse, dovevo essere io a prevederle.

Qualche volta il mio lavoro mi dà proprio fastidio. Oggi è una di quelle volte.

Grazie ad un amico testacchione per l'inconsapevole ispirazione.


venerdì 11 settembre 2009

Non ho un titolo per questo post.

In questi giorni, per ovvii motivi, si è parlato molto di Mike Bongiorno.
E, nonostante non fossi una sua fan accanita, è stato un dispiacere sapere che ci ha lasciato. Come ci si dispiace, sempre, quando qualcuno muore.
In qualche modo, poi, la sua morte, mi fa sentire ancora più vecchia.
Probabilmente perché ho molti ricordi legati alle trasmissioni di Mike intorno agli anni '80, dato che ogni giovedì era prassi guardare i suoi quiz con mia zia e "L'amico è" - sigla di una delle sue trasmissioni - è stata una delle mie canzoni preferite per un certo periodo.

Negli ultimi anni poi Fiorello - che è una persona che stimo tantissimo e che mi fa morire dal ridere - ci scherzava spesso.

A questo proposito, le sue imitazioni di Mike a Viva Radio Due più volte mi hanno fatto ridere come una pazza in macchina mentre guidavo, tornando o andando a lavorare. In particolare, quella della cagnetta Laika (verso 6.30 del precedente video), è stata quella che ha fatto venire un attacco di risate isterico che io e Marco non dimenticheremo mai, sulla strada per Siracusa, una mattina di qualche anno fa.


Concludendo - che è poi la ragione per cui ho scritto questo post: poco fa, per caso, mi sono imbattuta in questa indagine antibufala che riguarda Mike Bongiorno, secondo la quale la sua gaffe più famosa (quella della signora Longari) non sarebbe mai avvenuta.

Non che questa notizia per me rappresenti chissà cosa, anzi proprio non me ne importa nulla, ma, facendo un'associazione di idee in senso molto largo, ogni giorno che passa sempre di più, mi fa chiedere a quante baggianate - magari studiate a tavolino - diamo credito pensando siano reali.

Hey there Delilah, what's it like in New York City?

Mi sa che questo post inaugura la serie delle romanticherie. In questo caso musicali.
Non mi definisco una sdolcinata, soprattutto in fatto di musica, ma, ogni tanto, la mia attrazione per alcune cose estremamente romantiche, mi fa riconsiderare la mia posizione. Comunque...

Oggi mi sono imbattuta per caso in questa canzone - che non conoscevo (così come non conoscevo l'autore e cantante Tom Higgenson, che fa parte di un gruppo, almeno credo, i Plain White T's) - e me ne sono innamorata.
La prima cosa che mi ha spinto verso questa canzone è stato il fatto che, ascoltandola, ho pensato che è semplice da suonare e siccome da un paio di giorni sto cercando di ricordarmi come si strimpella una chitarra (hobby che, per quanto in maniera assolutamente personale e malissimo, coltivavo circa venti - o di più - anni fa) ho deciso di impararla.
Se non fosse per le dita della mano sinistra che sono già estremamente doloranti (primo, non prendevo in mano la chitarra - acustica - da oltre quindici anni e poi, forse, dovrei anche cambiare le corde), credo che l'obiettivo potrei raggiungerlo presto.

Ascoltandola e riascoltandola, poi ho pensato che è davvero carina. Proprio tenera.
Se guardate il video, l'autore spiega da cosa gli è stata ispirata questa canzone. Ed è carinissimo.

Quando presenta la canzone, dice: "This song is called 'Hey there Delilah'. Everyone always asks me if ther's a really D. and if that's her real name. And... yes, there is a real D. and her name actually is D., believe it or not. But the story behind the song... we never dated, was just a girl that I met, who went to school in NYC and I just ... thought she was very pretty and she inspired me to write the song."
Che tradotto significa: "Questa canzone si chiama 'HTD'. Tutti mi chiedono se si tratta di una reale D e se è il suo vero nome. E... sì, D. è reale e il suo nome è davvero D., credeteci o no. Ma la storia dietro la canzone... non siamo mai usciti insieme, era una ragazza che ho conosciuto, che andava a scuola a NYC e io ho subito pensato che fosse molto carina e mi ha ispirato la canzone".



Plain White T's - Hey There Delilah


Hey there Delilah

What's it like in New York City?

I'm a thousand miles away

But girl tonight you look so pretty

Yes you do

Time Square can't shine as bright as you

I swear it's true

Hey there Delilah

Don't you worry about the distance

I'm right there if you get lonely

Give this song another listen

Close your eyes

Listen to my voice it's my disguise

I'm by your side

Oh it's what you do to me

Oh it's what you do to me

Oh it's what you do to me

Oh it's what you do to me

What you do to me

Hey there Delilah

I know times are getting hard

But just believe me girl

Someday I'll pay the bills with this guitar

We'll have it good

We'll have the life we knew we would

My word is good

Hey there Delilah

I've got so much left to say

If every simple song

I wrote to you

Would take your breath away

I'd write it all

Even more in love with me you'd fall

We'd have it all

Oh it's what you do to me

Oh it's what you do to me

Oh it's what you do to me

Oh it's what you do to me

A thousand miles seems pretty far

But they've got planes and trains and cars

I'd walk to you if I had no other way

Our friends would all make fun of us

And we'll just laugh along because we know

That none of them have felt this way

Delilah I can promise you

That by the time we get through

The world will never ever be the same

And you're to blame

Hey there Delilah

You be good and don't you miss me

Two more years and you'll be done with school

And I'll be making history like I do

You know it's all because of you

We can do whatever we want to

Hey there Delilah here's to you

This ones for you


lunedì 7 settembre 2009

Libri delle vacanze


Nel mese di vacanza, ho potuto dedicare molto tempo ad una delle mie occupazioni preferite: la lettura. Ho letto molti libri, quasi tutti molto belli e di alcuni voglio parlare qui.

Un libro che mi ha colpito molto, prestato dalla vicina di ombrellone Manuela che me lo ha consigliato caldamente, è "
Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte". E' veramente un bel libro, scritto in prima persona da un ragazzo autistico, che indaga sull'uccisione del cane della vicina di casa. L'autore non soffre di autismo, è uno scrittore britannico, ma il libro è scritto calandosi molto bene nella mente di qualcuno che soffre di questa patologia (per quanto ne posso sapere, avendone letto e visto in film, come "Rain Man").
La matematica non è come la vita perché nella vita non esistono risposte chiare e dirette.

I cani sono fedeli e non dicono bugie perché non sanno parlare.


"
La biblioteca dei morti" è un thriller di cui non avevo sentito parlare, che ho comprato perché il titolo mi piaceva molto e che non ha deluso le mie aspettative. La trama, che ha per oggetto una strana biblioteca, è incentrata su una serie di omicidi che hanno come comune denominatore il fatto che le vittime, prima di morire, ricevono una cartolina con disegnata una bara. Io non ne avevo sentito parlare, poi ho scoperto che si trattava di un caso letterario, già segnalato su diversi siti, mesi fa.

"
Memory" è un thriller di Nicci French. Avevo letto un altro thriller di questi autori (il nome è uno pseudonimo, in realtà sono due persone che scrivono insieme) che però non mi aveva colpito, ma ho deciso ugualmente di comprare questo. La scelta si è rivelata ottima e il libro mi è piaciuto moltissimo. La storia ha origine dalla scoperta dei resti di Natalie Martello, scomparsa molti anni prima. Jane, la protagonista, era molto amica di Natalie e decide di fare chiarezza sulle circostanze della sua morte.

"
Dance dance dance", anche questo prestato da Manu. Non è un libro facile. Molto più di tanti altri, deve essere letto con lo spirito "giusto". Altrimenti rischia di sembrare insensato. Perché non è un romanzo e basta. E' qualcosa di più. E' la storia di un trentenne alla ricerca di qualcosa - di se stesso - e che, nella sua ricerca, si imbatte in diverse persone che contribuiscono al suo ritrovarsi. Una storia con un tocco di paranormale e di qualcosa che alla fine è rimasta un po' misteriosa, elementi che hanno contribuito a rendere questo libro, per me, molto fascinoso.

"
La rabbia degli angeli", consigliato da Vally, così come altri di Sidney Sheldon. L'autore, uomo, era bravissimo a scrivere storie di donne dalla vita complicata e questa è una delle migliori. La protagonista, Jennifer, è un avvocato che si trova a dover fronteggiare un potente mafioso, impelagandosi in loschi affari. E, in mezzo ai loschi affari, una storia d'amore. Anzi due.

"
La somma dei giorni", nel quale Isabel Allende racconta la sua storia dalla morte della figlia Paula ai nostri giorni. Lo stile è sempre quello, il suo: episodi, raccontati con semplicità e simpatia.

Per ora mi fermo, probabilmente riprenderò questo post per aggiungere altri libri.


Altro mare...

Abbiamo preso commiato già da una settimana dal nostro mare, visibile in alcune foto sulla destra della pagina del mio blog, quello di San Lorenzo (SR). Che è anche il mare di tante altre persone che, come noi, trascorrono da anni un lungo periodo di vacanza in quella zona. Anzi in quella spiaggia, assolutamente non attrezzata con, come unica attrattiva "mondana", un chioschetto.
In effetti, forse è una spiaggia ancora vivibile ad agosto perché non ci sono nemmeno i bagni, quindi, a parte quelli che hanno la casa lì (o amici di quelli che hanno la casa), non c'è tantissima gente.
E il mare non ha nulla da invidiare a quello delle Maldive o altri posti che si vedono sui cataloghi delle riviste di viaggi in paesi esotici.

Avendo dovuto interrompere la piacevole pratica quotidiana di stare in spiaggia tutto il giorno, ritornati a casa, stiamo ovviamente perdendo l'abbronzatura, che si va appiccicando agli indumenti, lasciando sulla nostra pelle delle chiazze molto poco gradevoli alla vista. Prima di sbiancare completamente e tentando di combattere il caldo pazzesco che da queste parti non è per niente diminuito - ma che probabilmente come altri anni, svanirà da un giorno all'altro e dal condizionatore passeremo al piumone in 24 ore - ieri abbiamo deciso di andare a farci un bagno (nel senso letterale del termine).

Siamo stati al mare, in un tratto imprecisato del lungomare tra Riposto e Fondachello (in provincia di CT).
Il panorama che ci si è presentato davanti (foto a sinistra) era quello di un lungo tratto di spiaggia di sassolini piccoli, con un discreto numero di persone - ma non tanto considerato che era domenica - e un mare mosso dai colori bellissimi.
Abituati all'acqua che in quella zona è generalmente congelata, siamo rimasti molto sorpresi quando ci siamo immersi in quell'acqua stranamente calda.
Non era sporca anche se qualcosa mi diceva che non era il caso di tenere gli occhi aperti sott'acqua - cosa che faccio sempre perché mi piace molto andare sott'acqua e guardare, soprattutto quando il fondale è fatto di sassolini.

Al secondo bagno avevo la sensazione di avere le mani unte. E poi mi sentivo sporca.
Ho iniziato a gufare, dicendo che secondo me eravamo nel mezzo di qualche schifosissimo scarico di qualche industria o fogna o chissà cosa. Marco ha pensato che fossi paranoica come al solito e mi ha zittito, facendomi notare che c'era un sacco di gente e che a 50 metri da noi c'era pure un lido e quindi non poteva essere... l'unto e la puzza erano solo mie impressioni.
Io ho pensato "Sarà... ", ma non mi sono fatta altri bagni nonostante il caldo.


Appena siamo andati via, abbiamo notato, all'ingresso della discesa a mare, un cartello che diceva "Divieto di balneazione" (motivato con qualcosa tra cui spiccavano le parole "inquinamento delle acque").

Altro che San Lorenzo!

La solita routine...

San Lorenzo, Marzamemi (SR)


Poco fa parlavo con una mia amica del fatto che, anno dopo anno, rientrare (mentalmente) dalle vacanze si fa sempre più difficile.
Coetanee quasi quarantenni, anche se ci sentiamo ancora coetanee dei ventenni (e ci chiediamo, stupite, perché ormai ci danno del lei e si rivolgono a noi con il termine "signora"), abbiamo pensato che forse è l'età a farci sentire così!!
Spero di no, spero che sia solo perché quest'anno la vacanza è stata lunga.


La vacanza lunga ha questo effetto collaterale... quando facevo un paio di settimane di vacanza era molto più semplice: di fatto era come nemmeno essere andata in vacanza, in due settimane quasi nemmeno me ne rendevo conto, la mente non smetteva di pensare al lavoro (almeno la mia).

Non che rimpianga le due settimane, comunque.

San Lorenzo, Marzamemi (SR). Mare che nulla ha da invidiare al mare delle Maldive, tanto per fare un esempio.


In un mese, invece, uno se lo dimentica proprio il lavoro.


E questo potrebbe diventare un problema, se sfuggisse al controllo, per me che ho un lavoro autogestito... si fa in fretta a "perdere il treno" se non ci si rimette in carreggiata presto.

Per rafforzare l'oblio, quest'anno in vacanza, le comunicazioni sono state parecchio complicate.
Per riuscire a parlare al telefono cellulare (concessione esclusiva per la famiglia) era necessario posizionarsi in luoghi strategici e rimanere immobili.
Per usufruire della connessione a internet, era necessario un preliminare screening girovagando per il giardino con il computer portatile (con chiavetta internet inserita) in mano, fino a quando non compariva almeno una tacca che indicava una potenza del 2% circa di quella teorica e di solito succedeva in luoghi impervi, come appiccicata alla siepe, nei dintorni del pozzo o in prossimità del cancello, oltretutto quasi sempre di notte e praticamente al buio. 
Le due tacche, che comunque non consentivano di navigare ad una velocità decente, non si trovavano ogni volta che facevo lo screening, infatti, la maggior parte delle volte, dopo dieci minuti di tentativi infruttuosi, spegnevo il computer e rimandavo il tentativo a tre-quattro giorni dopo.
Io, che sono una internet dipendente, sono stata un mese entrando in rete solo tre-quattro volte e quasi esclusivamente per controllare la posta.
Comunque adesso sono rientrata.
Un saluto a tutti gli amici di blog, a chiunque passa di qua e alla mia cuginetta che oggi fa il compleanno.

giovedì 30 luglio 2009

Curiosando qua e là

Oggi ho visto almeno due notizie che mi hanno fatto pensare.

La prima è quella che, secondo quello che pubblica il sito haisentito.it, pare che il sesto film della saga di Harry Potter abbia suscitato una reazione da parte di alcuni genitori perché sembra che Harry e i suoi amichetti maghi bevano un po' troppo alcool in questo sesto capitolo.

Se volete leggere questa notizia, che mi fa sorridere perché mi sembra un tantino esagerata, andate qui.
Normalmente non prendo posizioni senza conoscere esattamente quello di cui parlo, non ho ancora visto il film, che spero di vedere domani, ma ho letto più volte il sesto libro e mi ricorderei se la Rowling avesse scritto pagine e pagine che promuovono l'abuso dell'acool tra i giovani.
Io sono una fan di Harry Potter, dei libri soprattutto, ma anche dei film. E sostengo che i libri e i film di Harry Potter, a partire dal secondo libro, non siano adatti ai bambini sotto gli 8-10 anni. Ma non perché ci sono troppe scene in cui si beve alcool nel film (ma dai!!), ma perché ci sono delle scene davvero forti, come ho detto anche qui.
La cosa che mi fa pensare su questa notizia curiosa è che i genitori che si lamentano per questa cosa dell'alcool, magari sono gli stessi che lasciano i bambini posteggiati davanti alla TV a vedere programmi completamente diseducativi come "Il grande fratello", "Uomini e donne" e altre perle (direi la maggior parte di quelli che ci sono in giro... per questo non guardo mai la TV).


La seconda notizia, invece, è parecchio più seria ed è questa qui.
Francamente quando l'ho letta sono rimasta un po' sbalordita. A che pro gli insegnanti devono conoscere i dialetti e le tradizioni locali per poter insegnare? Ovviamente, se conoscono queste cose ben vengano, ma mi sembra un tantino assurdo che queste cose diventino dei requisiti per poter insegnare.
Incredula, mi sono messa a cercare su internet, chiedendomi se per caso, questa cosa del dialetto non fosse una bufala e allora ho trovato questo articolo. Quindi ho scoperto che è una mezza bufala, cioè non ci dovrebbero essere gli esami di dialetto per gli aspiranti insegnanti, ma un esamino sulle tradizioni locali.
Non è un caso che oggi molti sono gli insegnanti meridionali che lavorano al nord.