martedì 13 gennaio 2009

Anta Anta Pero Pero Penta Pinta Pim Però


Sono cresciuta con le favole di Gianni Rodari: mia mamma mi leggeva i suoi libri ogni sera quando mi metteva a letto. Da bambina più grande, leggevo da sola i suoi "romanzi" per bambini.
Se dovessi avere un figlio, spero di riuscire a trasmettergli lo stesso amore per la lettura che mia mamma ha trasme
sso a me.Alcuni dei titoli che ricordo a memoria sono "Le favole al telefono", "Le filastrocche in cielo e in terra", "Il libro degli errori", "Le novelle fatte a macchina", "La gondola Fantasma", Gli affari del signor Gatto", "Le avventure di Cipollino"... Ce li ho ancora tutti questi libri e, anche se ho passato l'infanzia da un bel pezzo, ogni tanto li rileggo.
Le sue favole mi sono sempre piaciute tanto: assurde e bizzarre, con una morale che da piccoli non sempre è facile da capire.
Spopolava, nelle favole della mia infanzia, Giovannino Perdigiorno, che viaggiava nei paesi più strani... Nel paese senza punta dove perfino le spine delle rose facevano il solletico invece di pungere o nel paese degli uomini di burro che vivevano nel frigorifero per non sciogliersi.
Un ricordo speciale (per i luoghi che mi fa tornare in mente) è legato al signor Fallaninna che era così delicato che morì perchè cadde su una cacca di mosca.
C'era poi il naso che scappava dalla faccia di un signore che metteva le dita nel naso... un signore con cui un po' tutti i bambini sentono di avere qualcosa in comune, ma che non mi ha dissuaso dalla soddisfacente attività di perlustrazione del mio naso nell'infanzia!
Ricordo brevi frammenti della strada di cioccolato (non mi dispiacerebbe se esistesse davvero!), della pioggia di confetti di Piombino, di Alice Cascherina che cascava dappertutto, della bambina che dava da mangiare alla sua bambola le carte di caramella... e, infine, ricordo questa frase: "Anta anta pero pero penta pinta pim però", che conclude una delle "Favole al telefono".

Secondo Rodari "le fiabe contribuiscono ad educare la mente, la fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo".
Non mi metto certo al suo livello (!), ma condivido il suo pensiero e credo che Rodari abbia dato un contributo non indifferente alla letteratura infantile (e alla mia infanzia di sicuro!).

3 commenti:

  1. come dimenticare le interminabili letture (tu avresti voluto che continuassi per sempre) a cui mi sottoponevi anche se, a volte, la mia povera gola anelava un po' di silenzio. tanto che, quando nacque tuo fratello, io ti delegai il compito di leggergli le favolette e finalmente mi riposai...
    un bacio.
    mamma

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  2. Non mi ricordavo questa delega di compiti!!
    E io gliele leggevo?

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  3. certo che gliele leggevi e anche lui ha recepito lo stesso tuo amore per la lettura, a quanto pare...

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