domenica 18 gennaio 2009

Cosa ne penso di - Il piccolo principe




"Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere!"


Questo non è un libro per bambini, è un libro "per tutti quei grandi che sono stati bambini ma non se lo ricordano più". 
In libreria lo si trova tra i libri per ragazzi. E' un libro illustrato, contiene alcuni disegni dello stesso Autore, disegni molto semplici e nel contempo molto belli. Esiste una edizione formato A4 circa, che è veramente bellissima, comunque tutte le edizioni tascabili (la mia preferita è quella Bompiani) sono belle ugualmente.
Il libro è stato scritto nel 1942 ed è raccontato in prima persona dall'Autore, Antoine de Saint Exupéry. La storia è quella di un pilota che rimane in panne con il suo aeroplano nel deserto del Sahara. Nella realtà egli ha avuto veramente una simile avventura, nel 1935, nel deserto del Sahara, e fu ritrovato vivo per miracolo.
Durante la sua "tappa" obbligata nel deserto, Antoine conosce un bambino biondo che dice di provenire da un asteroide che si chiama B612. E' un bambino molto strano: per prima cosa gli chiede di disegnare una pecora e non si accontenta di pecore dall'aspetto malaticcio, oppure con le corna o troppo vecchie... è soddisfatto solo quando Antoine, esasperato, disegna una scatola con dei buchi e gli dice che la pecora è lì dentro e i buchi le servono per respirare!
Beh, questo, alla fine, è il succo dell'intero libro... ciò che è molto facile da dimenticare quando ci si "scontra" con il vivere quotidiano: 
"L'essenziale è invisibile agli occhi"!
Il Piccolo Principe è arrivato sulla terra dopo aver visitato altri sei pianeti dagli strani abitanti: un re, un vanitoso, un ubriacone, il tizio dei lampioni, un finanziere e un esploratore. Ognuno di essi è troppo impegnato nella propria attività, sia essa "regnare", "vantarsi", "bere", "accendere lampioni", "contare i soldi" e "esplorare", per capire il significato vero e le cose importanti della vita.
Nel breve periodo che trascorre sulla terra, nel deserto, insieme al pilota, il Piccolo Principe racconta le sue avventure... che ad Antoine dapprima sembrano strampalate, ma a poco a poco ne capisce il vero significato.
Il Piccolo Principe gli racconta della sua rosa, quella che ha fatto crescere e che è una rosa diversa dalle altre perché è LEI che ha innaffiato ed ha protetto dalle bestie feroci e dai bruchi... gli racconta della Volpe che voleva essere addomesticata perché "se tu mi addomestichi avremo bisogno l'uno dell'altro... se tu mi addomestichi riconoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il rumore dei tuoi passi mi farà uscire dalla tana come una musica".
Alla fine della storia, il Piccolo Principe torna sul suo pianeta, ma lo fa in uno strano modo... "Sembrerò morto, ma non lo sarò davvero... non posso portare il mio corpo, è troppo pesante", lasciando Antoine con un senso di vuoto, ma consapevole di tante piccole e importanti verità.
La realtà anche in questo caso ha una strana attinenza con il racconto. 
Nel 1944, l'aereo da ricognizione, su cui viaggiava Antoine de Saint Exupéry, fu disperso nel Mare Mediterraneo e abbattuto da un aereo tedesco.
Il suo corpo non venne mai trovato.
Come il Piccolo Principe, forse, è tornato sul suo pianeta.

4 commenti:

  1. mi piace un sacco questo libro.marghi

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  2. @marghi: mi fa piacere che ti piaccia :)

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  3. come si crea un blog?

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  4. Credo che bisogna molto riflettere dopo ogni capitolo

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