venerdì 20 febbraio 2009

Un cesto riempito alla rinfusa di fobie


Ho appena finito di leggere, o forse più corretto dire, di fagocitare l'ennesimo thriller.
Si chiama "Il suggeritore", è di un tale D. Carrisi, che non conoscevo, e credo sia uscito da poco. L'ho preso sul sito IBS, partecipando ad una sorta di promozione, per cui mi hanno mandato le prime dieci pagine, io le ho lette, gli ho spedito via mail un commento e mi hanno mandato un codice con cui ho preso il libro a 1 euro. E' la seconda volta che prendo un libro a 1 euro con le stesse modalità. Non so se questa promozione arriva a chiunque ha fatto un acquisto su IBS, perché io sono di sicuro una cliente parecchio fidelizzata.
Il libro mi è piaciuto tantissimo: l'ho trovato molto scorrevole da leggere e con una storia interessante, per quanto, ovviamente, non sia un Armony!! Oltretutto, ha riservato un gran bel colpo di scena verso la fine, come piace a me.

Amo molto i libri di questo genere, anche se non so esattamente perché dato che, spesso, riescono a farmi venire gli incubi. Oltretutto il pensiero che di eventi "thriller" ne accadono continuamente nel mondo, mi atterrisce...
Perché mi piacciano così tanto i libri del genere è un mistero che mi sono, in parte, spiegata diversi anni fa, leggendo le parole di un Grande Scrittore.
Un giorno, ho fatto una cosa che non faccio di solito: ho letto la prefazione di uno dei libri si Stephen King (che è uno dei miei autori preferiti).
Il libro è una raccolta di racconti che si chiama "A volte ritornano".
Sono rimasta molto colpita, oltre che dalla simpatia dell'Autore, anche da quello che ha scritto e come lo ha fatto. King parla della paura, della sua paura di quando, a letto, si assicura di dormire tutto ben sotto le coperte e di non lasciare che un piede "esca fuori" dal letto, non si sa mai qualcuno sbuchi da sotto per trascinarlo con sé... non succede, si sa, ma lui lo fa (e l'ho sempre fatto pure io!!!). Spiega perché lui scriva romanzi del genere e dice che per lui è naturale, perché nella mente di ciascuno di noi ci sono dei filtri che "trattengono" le nostre ossessioni... E la sua ossessione è il macabro.
Infine, King spiega anche perché, secondo lui, le persone leggono così tanto questo genere di libri - e non solo, si riferisce infatti a qualunque notizia "macabra".
Riporto queste poche righe, tratte dalla citata prefazione, che mi piacciono molto:

Davanti ad un racconto dell'orrore non riusciamo a credere veramente a quello che leggiamo. Non crediamo nei vampiri, nei lupi mannari e nei camion che improvvisamente si mettono in moto e si guidano da soli. Gli orrori ai quali tutti crediamo sono (...) l'odio, l'alienazione, la vecchiaia senza amore, l'avanzare in un mondo ostile sulle gambe malferme dell'adolescenza... Il racconto di mostruosità e terrore è come un cesto riempito alla rinfusa di fobie: quando l'autore passa accanto a voi, prendete dal cesto uno dei suoi orrori immaginari e deponete, al posto di quello, uno dei vostri orrori reali... almeno per un po' di tempo.

1 commento:

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