martedì 3 febbraio 2009

Roads? Where we're going we don't need roads


"Strade? Dove stiamo andando non c'è bisogno di strade!"
(citazione da "Ritorno al futuro").

Uno dei miei film preferiti è "Ritorno al futuro", tutta la trilogia, ma in particolare il primo.
Quello che mi attira proprio in questo film è l'eventualità che esistano infinite realtà possibili, una per ogni volta che abbiamo avuto la possibilità di scegliere cosa fare.
A volte, mi sorprendo a immaginare che, da qualche parte, nel tempo o nello spazio, possano esistere altre "me stessa" che vivono vite diverse, in luoghi diversi... una me stessa diversa per ogni volta che la mia strada ha incrociato altre strade ed io ne ho imboccata (ovviamente) una sola.

Non sono pazza e non è, forse, un desiderio, è solo un pensiero.
Non ho rimpianti e sono felice della mia vita oggi: sono felicemente sposata, ho una casa, un lavoro che (nonostante alcuni mal di pancia!) mi soddisfa, ho tanti amici e una bellissima famiglia. Della mia vita attuale non cambierei una virgola.

Questo discorso sulle realtà parallele mi riporta automaticamente a pensare alle "coincidenze".
C'è un libro che ho letto diversi anni fa, che parla di coincidenze, almeno per buona parte.
Si chiama "La profezia di Celestino". Adesso non so dire se è un libro che rileggerei o consiglierei, so solo che quando lo lessi, mi colpì molto. Probabilmente, come dice lo stesso libro, da qualche parte all'inizio, bisogna leggerlo nel momento giusto (cosa che io penso di tutti i libri).
"Cosa pensi che significhi tutto ciò? Significa che eri pronto. Sei come tutti noi che ci troviamo qui: eri arrivato al punto in cui avevi bisogno del Manoscritto perchè la tua vita continuasse ad evolversi".

"Queste coincidenze avvengono sempre più frequentemente colpendoci più di quanto ci si aspetterebbe dal caso puro e semplice. Sembrano dovute al destino, come se la nostra vita fosse guidata da una forza inspiegabile. L'esperienza provoca una sensazione di mistero ed eccitazione e, come risultato, noi ci sentiamo più vivi".

Alcune volte mi è capitato che delle coincidenze fossero estremamente e stranamente significative... come se in quel momento si fosse creata una telepatia tra me e un'altra persona, come se ci fosse veramente un disegno dietro. Ma, razionalmente, sono cosciente che alle coincidenze noi diamo il significato che vogliamo, in base alla sensazione del momento, quindi a come ci sentiamo. Cioè, le coincidenze, molto probabilmente, non significano nulla!

Se abbandono la razionalità, invece, mi piace immaginare le coincidenze come dei varchi, delle porte temporali, dei punti in cui diverse realtà parallele si incontrano... varchi in cui è possibile passare da una realtà ad un'altra.

E a volte basterebbe proprio poco.

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