domenica 15 marzo 2009

Antigua, vita mia e Arrivederci piccole donne


Entrambi storie di donne, come gli altri suoi libri che ho letto d'altronde, questi due meravigliosi libri si distinguono per la passione che secondo me l'autrice Marcela Serrano ha messo nel descrivere personaggi, storie e luoghi e per il coinvolgimento che hanno saputo creare in me.

Le protagoniste di Antigua, vita mia sono Josefa e Violeta, due amiche d'infanzia, che, ormai cresciute, vivono in Cile le loro vite profondamente diverse e che, divise (fisicamente e non) dagli eventi della vita, si ritrovano infine ad Antigua. Antigua, un paese del Guatemala che, nel libro, è il simbolo della rinascita, della vita, della passione... dove TUTTO ricomincia.
Violeta, nel libro, si chiama così in onore di Violeta Parra, una cantante cilena (reale) morta suicida nel 67, a cui l'autrice ha dedicato il libro e le cui canzoni sono spesso cantate dagli Inti Illimani (tipo questa bellissima canzone che si chiama La exiliada del sur).

Arrivederci piccole donne è la storia di quattro donne cilene, dall'infanzia all'età adulta.
Non sono sorelle come le piccole donne di L. M. Alcot, ma cugine, pur essendo altrettanto legate.
E' una storia molto bella con cui la Serrano ha voluto rendere omaggio ad un libro su cui "molte generazioni di donne si sono formate".
Molte sono le affinità con il romanzo della Alcot, a partire dall'associazione di ciascuna delle cugine con una delle sorelle March. Ma ovviamente lo stile è diverso e la storia è completamente diversa, non solo per la collocazione spazio-temporale (Cile, dagli anni 70 ai giorni nostri).

Nel consigliare a chiunque passi di qua la lettura di questi libri, ringrazio la mia amica Ale (per avermi spassionatamente consigliato di leggere Antigua) e mia mamma (per avermi altrettanto spassionatamente consigliato Piccole Donne).

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