martedì 24 marzo 2009

Storie di ordinaria follia




Sono sola nel grande giardino e sto andando via. 
Il portone è chiuso e io non posso uscire, perché si può aprire solo da dentro. Devo aspettare che si ricordino di me e mi aprano.
Si avvicina, allegro, un uomo. Lo conosco, l'ho visto altre volte. Ha gli occhi spiritati. Mi parla, sa come mi chiamo, me lo ha chiesto prima.
Mi dice:
- Lo sai chi è la mia pornostar preferita? 
 
Dentro di me penso dove vorrà arrivare?
Mi dimostro amichevole, gli sorrido e gli do corda:
- Non lo so. Chi è?
Lui mi spiega, facendomi grandi sorrisi, che la sua preferita è Cicciolina e inizia a farmi diverse domande su di lei. Io rispondo, inventando un po' (dato che di Cicciolina so ben poco) e lui mi chiede anche di Moana Pozzi "l'amica di Cicciolina, quella che è morta". Parla dei loro capelli e mi dice che sono belle donne. Io annuisco.
Il portone resta chiuso.
Lui, sempre sorridente accanto a me, mi chiede:
- Ce l'hai una foto di Cicciolina?
Rispondo di no, che non ce l'ho e allora mi dice:
- Me la porti una sua foto?
Rispondo che la prossima volta gliela porterò. Me lo richiede diverse volte e io glielo prometto.
Lui sembra felice.
Poi rimaniamo a corto di argomenti e penso che è davvero ora di uscire. Non so più come intrattenerlo e temo il prossimo argomento di conversazione.
Mi viene in mente di chiedergli il favore di andarmi ad aprire il portone.
Niente di più facile. Lui è contentissimo di esaudire il mio desiderio e corre in casa.

Mentre il portone si apre e io sguscio via, per un attimo penso lo avessi chiesto prima.
Ma subito dopo ripenso ai suoi grandi sorrisi mentre parlavamo e penso che va bene così.




Per lavoro mi capita di frequentare residenze per malati psichiatrici. Non sono un medico, non interagisco con loro di solito. Solo, ogni tanto, mi capita di parlare con qualcuno di loro. A volte ne ho un po' paura. Altre volte no. Spesso basta poco per fare felice qualcuno che vuole solo parlare, come la signora I. che una volta mi ha raccontato tutta la sua vita a partire dalla seconda guerra mondiale, oppure che vuole solo un abbraccio, come B. che voleva un bacio sulla guancia per il suo compleanno, oppure come A. qui sopra che voleva una foto di Cicciolina, o ancora come GianB. che vuole solo darmi un bacio sulla guancia per salutarmi quando mi vede.

1 commento:

  1. Sono felice mi abbia linkato questi due post, ogni uomo è un mondo a se e ogni uomo che perde il lume, di mondi, ne ha molti, tutti racchiusi dentro. un abbraccio tesoro (anche se non penso che oggi sia il tuo compleanno) ;)

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