domenica 22 marzo 2009

Sul freddo e i test contagiosi


Da qualche giorno è tornato il freddo... ovviamente non parlo di freddo polare, siamo pur sempre a Catania, ma ieri notte verso l'una, la temperatura esterna era 4 °C.
Il paesaggio qua sopra non so dove sia, ma non è, ovviamente, Catania.
Per fortuna le giornate quasi calde degli scorsi giorni non ci avevano ancora indotto a togliere la coperta elettrica dal letto e le coperte in pile, che trascorrono l'inverno sul divano, pronte per essere usate da chiunque passi di qui. Adesso stanno tutte e due addosso a me, che continuo però a sentire un freddo cane.

Odio il freddo, soprattutto da quando non sono più una ragazzina.
Mi si congelano e screpolano le mani, mi si ghiaccia il naso, mi devo vestire con più strati di maglioni che di certo non mi snelliscono, non sopporto la puzza che fa la stufa a gas (fonte di calore a casa mia) e ultimamente mi ammalo "ogni due per tre" (chissà poi perché si dice così).
Oltretutto, amo il mare e la sensazione che dà il calore del sole sulla pelle (lo dicevano anche i Nomadi che "il fuoco di un camino non è caldo come il sole del mattino")... queste cose d'inverno è difficile apprezzarle per bene.
E poi il test di facebook mi dice che la mia stagione è l'inverno...


Questi test, spesso stupidissimi e raramente davvero carini, si diffondono su fac
ebook come le malattie infettive: nel giro di pochi giorni tutta la cerchia di "amici" fa gli stessi e in alcuni casi ci si confronta sui risultati. E questa, anche se i test sono assurdi, è una cosa carina.

I test mi sono sempre piaciuti, sono uno strumento scaccia pensieri, alcune volte anche divertente. Una volta, era estate e con alcune mie cugine, di cui non faccio i nomi per pudore (!), ne abbiamo inventato uno (che non so dove sia finito) che andrebbe benissimo da mettere su facebook, visto il livello medio... (ometto il titolo sempre per pudore, ma se lo trovo lo pubblico).

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