sabato 16 maggio 2009

Cosa ne penso di - Non ti muovere, film di S. Castellitto






Non so dove vanno le persone che muoiono, ma so dove restano.
Pensando a "Non ti muovere" due immagini mi tornano in mente, la prima è la faccia di Sergio Castellitto, la seconda è una scarpa rossa con il tacco… la seconda potrebbe provenire indifferentemente dal libro di Margaret Mazzantini o dal film di Sergio Castellitto, la prima invece proviene, ovviamente, dal film.
Ho guardato recentemente i contenuti speciali del DVD (un intero DVD di extra) e mi sono innamorata di questo film ancora più di quanto non lo fossi già.
Tratto dal libro di Margaret Mazzantini (compagna di Castellitto, che è l'attore principale e regista), il film è, secondo me, uno dei (pochi) casi in cui la trasposizione cinematografica di un libro è riuscita alla grande. Oltretutto non si tratta di un libro qualunque, "Non ti muovere" è un libro bellissimo.
La storia è quasi tutta un flashback di Timoteo (Castellitto), che, fuori da una sala operatoria nella quale sua figlia Angela sta combattendo tra la vita e la morte, decide di raccontarle (o forse meglio dire raccontarsi) una storia. La sua storia.
La storia del suo vero e grande amore, non per la mamma di Angela e sua attuale moglie (Claudia Gerini), ma per una poveraccia di nome Italia (Penelope Cruz).
Con pochi balzi nel presente, Timoteo rivive quel periodo di circa un anno (credo) nel quale ha amato Italia dapprima con violenza e poi con il cuore, disperatamente.
Un periodo nel quale però non ha saputo seguire il suo cuore, se non quando era troppo tardi e nel quale si è limitato a "lasciarsi vivere", per il timore di perdere tutto.
E tutto ha perso comunque, alla fine.
Il suo racconto però è catartico. Grazie ad esso, alla fine, Timoteo trova la pace.
L'ultima scena mi dà i brividi.

Veramente bravissimi i tre attori principali, si sono calati nei personaggi con un'efficacia incredibile.
Sergio Castellitto è Timoteo, in questo film "riempie" le scene, è anche vero che è il protagonista assoluto, ma secondo me è stato strepitoso. Ha interpretato benissimo le debolezze, le insicurezze, l'egoismo, le paure, la tristezza e la gioia di Timoteo. Un personaggio apparentemente calmo che dentro si trascina un dramma, un personaggio però troppo debole… un personaggio che mi ha fatto una grande antipatia (sia nel libro, sia nel film) per la sua incapacità di vivere... l'ho pure odiato Castellitto, con le sue debolezze! O meglio, con le debolezze di Timoteo! (l'integrazione tra personaggio e attore per me è totale qui!). Un personaggio che alla fine "salvo" perchè mi fa pena e perchè nel suo raccontarsi alla fine c'è una sorta di redenzione.
Ad affiancarlo, Castellitto ha scelto due bellissime signore.
Claudia Gerini, nei panni della sua aristocratica moglie, splendida e altera, superba e raffinata, che sembra non accorgersi della mancanza di sentimenti da parte di suo marito oppure non ci fa troppo caso; dedita alla carriera e alla vita sociale. Un personaggio scialbo che io non ho rivalutato mai in questa storia. Bellissima e brava l'attrice.
Penelope Cruz ad interpretare Italia, un'attrice bellissima, imbruttita da morire in questo film, fino a farci credere che si tratti veramente di una poveraccia, una donna che inizialmente scambiamo anche per prostituta, una donna assai poco elegante che mastica il chewingum con la bocca aperta, si trucca in maniera vistosa e spropositata e cammina con le gambe aperte. Fantastica attrice questa splendida e raffinata donna, se riesce a farci pensare tutto questo di lei!
Il personaggio di Italia, in tutta questa storia, è quello più vero e sincero, quello che mette il cuore nelle cose e, come spesso succede, quello che ci rimette di più.
Mi è piaciuto moltissimo, sia il libro, sia il film. Lo consiglio vivamente a tutti. Con i fazzolettini di carta alla mano perchè è struggente.
Forse, una delle poche volte, in cui il film mi ha colpito ancora di più del libro.
Probabilmente per la bravura degli attori, di cui ho già parlato.
Ma il merito della storia è comunque di Margaret Mazzantini.

Alcune frasi tratte dal film
Non lo so dove vanno le persone che muoiono ma so dove restano.
Chi ti ama c'è sempre, c'è prima di te, prima di conoscerti.

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