mercoledì 15 luglio 2009

Alan Parson Project e altro


Non so che faccia abbiano gli Alan Parson Project e in quanti siano (e mi pare di aver sentito che forse adesso si sono "sciolti")... so solo che emozione mi dà ascoltare le loro canzoni.

La musica è potentissima, almeno per me, nello scatenare emozioni.
Molti miei ricordi sono associati a canzoni. Dopo anni, ascoltare una determinata canzone, mi sa catapultare istantaneamente nel momento in cui ho vissuto quella scena della mia vita, tanto che mi capita di rivivere, come fossero ieri, dialoghi e sensazioni vecchissimi. Solo grazie alla musica.
E non è per niente raro che una canzone mi faccia piangere, a volte anche singhiozzare (prima di ricompormi rapidamente, per evitare di essere vista da qualcuno che potrebbe pensare che sono una pazza!) e che mi dia la pelle d'oca.
In questo, non solo gli Alan ParsonProject riescono bene, ma anche ad esempio Claudio Baglioni (vecchio vecchio stile, quello di Notti, Fotografie, Ragazze dell'est per intenderci) o Francesco Guccini, che è, semplicemente, un poeta (inquesto ultimo video, è carinissimo l'inizio in cui Ligabue presenta Guccini) o gli Inti Illimani (di questa canzone, che mi fa venire i brividi per varie ragioni, ne ho parlato anche qui) o i Pink Floyd o Enya o Elisa.
Potrei proseguire un'altra ora con le canzoni che mi piacciono molto, ma, ad un certo punto, mi devo fermare.
Le prime canzoni degli APP le ho conosciute negli anni '90, non mi ricordo bene come... ricordo solo un'audiocassetta con alcune canzoni registratemi non so da chi nel lato B (nel lato A c'era Venditti). Ardua la competizione tra i due lati della cassetta...
Prime fra tutti, Eye in the sky e Silence and I mi hanno subito colpito per la straordinaria bellezza di testi e musiche, tanto che quella cassetta l'ho rovinata quasi immediatamente perché l'ascoltavo troppe volte, facendo rew e ffw continuamente tra le due canzoni citate (che non erano neppure vicine).
Una canzone che mi ha regalato un'infinità di emozioni e i brividi quando la ascoltavo e cantavo è Limelight, tempo fa divenuta famosa per una pubblicità (di una lavatrice, mi sembra), che mi fa pensare ad un viso sorridente e un paio di Ray Ban, stile Tom Cruise in Top Gun.
Insieme a questa, in quel periodo, Genesis, una canzone strumentale, bellissima (questo video è un po' forte), che mi ricorda paesaggi lunari e un'estate di molti anni fa.

Since the last goodbye... last but not least. Che mi fa venire in mente un fiume di lacrime, il tempo che passa e Video Girl Ai.

5 commenti:

  1. Dillo che con questo post vuoi farmi concorrenza! :D Scherzo! Peccato che in questo caso non posso fare altro che dire: ottimi gusti!

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  2. Eh sì... non è concorrenza è coincidenza (di gusti, anche) perché questo post ce l'ho in cantiere da almeno un paio di anni (prima non avevo il blog e scrivevo su un sito di sondaggi e opinioni che si chiama ciao.it, ce l'avevo in cantiere già lì, il titolo era "A come Alan Parson Project). Ti piace anche l'altra musica citata?

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  3. Adessere sincero no. Per me la musica è, scusa la ripetizione, musica. Gli artisti italiani che hai citato sono prevalentemente poeti-cantanti. Li riconosco come tali ma a me piacciono i suoni. Dei tuoi citati rimangono pertanto APP, Pink Floyd e Inti Illimani. Per il resto amo l'hard rock dei Led Zeppelin al metal dei Metallica. Tra i pochi italiani che apprezzo c'è Battiato, anche se certi album sono impossibili!

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  4. Alan Parsons Project ha lasciato un segno profondo in tutto il decennio ottanta, pubblicando a ripetizione degli album indimenticabili.
    The Turn Of A Friendly Card è probabilmente il suo capolavoro, ma anche Eye in The Sky e Gaudi potrei portarmeli sulla proverbiale isola deserta.
    Devo solo ricordarmi di portare anche uno sfracello di batterie.

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  5. Questo era il gruppo di cui parlavi nel commento al mio post. Sto ascoltando ora "Eye in the sky" e in effetti l'ho sentita un sacco di volte ma ingnoravo sia il titolo sia il gruppo. :S Bellissima!

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