domenica 5 luglio 2009

Cosa ne penso di - Io e Annie




Secondo me una relazione è come uno squalo, deve andare sempre avanti se vuole sopravvivere... ecco, io credo che quello che resta a noi sia uno squalo morto!

Questo è uno dei miei film preferiti.


E' un film del 1977, uno dei capolavori di Woody Allen, che ha vinto 4 Oscar: Miglior Film, Miglior regia (Woody Allen), Miglior Attrice (Diane Keaton), Miglior Sceneggiatura Originale.Giustifica

Il titolo originale del film è "Annie Hall", ho letto in giro per la rete che Annie è il nome con cui Woody chiamava Diane quando stavano insieme e Hall è il vero cognome di Diane Keaton

E' il primo film di Woody Allen che ho visto, tantissimi anni fa ed è quello che mi ha fatto appassionare a questo eccentrico "vecchio" regista. E, circa la sua visione alquanto pessimistica sui rapporti uomo-donna, credo che questo sia uno dei film che più ne rappresenta il pensiero.

Il protagonista, l'attore Alvy Singer (WA), racconta, in forma di lungo monologo, aiutandosi con frequentissimi flashback, la sua storia d'amore, ambientata negli anni '70, con Annie (DK).
Alvy, attraverso la rivisitazione della sua infanzia, del suo rapporto con le donne e in particolare con Annie, racconta la visione pessimistica del rapporto tra uomini e donne per Woody Allen.


Il film è poco lineare, è frammentato (appunto per continui flashback), ma non per questo difficile da seguire o noioso. I protagonisti principali sono Woody Allen e Diane Keaton, che in quel periodo stavano insieme e che sul set hanno un feeling eccezionale, anche quando non stanno insieme (tipo in "Misterioso Omicidio a Manhattan", del 1993).

La storia è ambientata a New York, con brevi intermezzi a Los Angeles: Alvy e Annie si conoscono, tramite amici comuni, ad una partita di tennis e da subito si piacciono.
Lei è una
ragazza stravagante e insicura, che si veste in modo originale (con la cravatta di nonna Hall, la "mangia-ebrei"), che canta "La di dah", guida come una pazza ed aspira a diventare cantante.
Lui è un attore, in analisi da 15 anni ("Gli do un altro anno di tempo e poi vado a Lourdes!"), ossessionato dalla morte, con una visione tremendamente pessimistica della vita, che adora New York e non può stare lontano dalla sua città.

Si amano, vanno a vivere insieme e si lasciano. Succede...
"Non è mai per qualcosa che si fa, l'amore svanisce" (citazione dal film). E poi, forse, in un certo modo continuano ad amarsi, ma non tornano insieme.
Il film si conclude con il monologo di WA qua sotto, che mi colpisce ogni volta che lo leggo, per quanto penso sia vero.


Frattanto si era fatto tardi e tutt'e due dovevamo andare per i fatti nostri. Ma era stato molto bello, rivedere ancora Annie, dico bene? Mi resi conto di quanto era in gamba - stupenda - e, sì, era un piacere... solo averla conosciuta... e allora io... ripensai a quella vecchia barzelletta, quella in cui c'è questo tizio che va dallo psichiatra e gli fa: "Dottore, mio fratello è pazzo. Crede d'essere una gallina."
E allora il dottore gli dice: "Ma perché non lo rinchiude in manicomio?" E quel tale gli risponde: "Già! Ma poi dopo, l'ovetto fresco, a me, chi me lo fa?".
Insomma, mi pare ch'è proprio così, grosso modo, che la penso io, riguardo ai rapporti umani. Mi spiego, sono del tutto irrazionali e pazzeschi e assurdi e... ma... mi sa tanto che li sopportiamo perché, hem... tutti quanti... più o meno ne abbiamo bisogno, dell'ovetto fresco.


1 commento:

  1. Commento anche questo, mi sembra una vergogna che non sia stato commentato da nessuno :)

    Che dire ? Un grande film, anche per me è uno dei migliori in assoluto. Dipende dal mio stato d'animo, se sono tranquillo "Io & Annie" e "Manhattan" sono i miei preferiti, altrimenti "Il cacciatore" di Cimino :)

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