martedì 28 luglio 2009

Il buon giorno si vede dal mattino

Svegliarsi con un mal di testa bestiale non è mai piacevole, ma se uno deve anche uscire alle 7,30 di casa diventa abbastanza fastidioso. Se poi uno deve uscire per andare ad un appuntamento da un medico, in una struttura sanitaria pubblica, allora è una rottura. E se poi gli prendono pure la multa perché ha parcheggiato in divieto di sosta, allora è una tremenda rottura.

Voglio spendere qualche parola sulla meravigliosa esperienza presso la suddetta struttura sanitaria pubblica. La cosa che subito è balzata al mio occhio stanco, appena arrivata (alle 9), è stata che c'erano circa un centinaio di persone in attesa e che, nell'ufficio accettazione, sembrava che ci si perdesse un po' più tempo del normale...

Venti minuti per riempire una scheda?

Ma non è stato difficile comprenderne i due motivi:
1) c'è un solo impiegato all'accettazione... l'altro forse è in ferie, pensiamo all'inizio... ma no, in effetti l'altro impiegato c'è, ma compare solo a momenti, non so sulla base di cosa, forse, ho notato, in base alle lamentele che pervengono alle sue orecchie: si lamenta uno solo, non vale la pena di interrompere la mia attività alternativa all'accettazione che è, francamente, una rottura di palle... si lamentano in tre (di cui uno molto inca#!@ato), allora meglio che vada prima che qui scoppi un casino e chiamino davvero Striscia la Notizia.


2) i computer qui pare che non sappia nessuno cosa siano (siamo nel terzo mondo) e scrivono tutto a penna (con pigrizia e calligrafia quasi incomprensibile) ed è una cosa assurda se pensiamo che riempiono una scheda con tutti i dati anagrafici dell'utente, per ciascun esame (quindi, per me che dovevo fare tre esami, hanno compilato tre schede con gli stessi dati! Oltretutto, il mio nome lungo, cognome lungo e indirizzo molto lungo, non hanno aiutato a snellire i tempi di compilazione della modulistica...). Mah, sono completamente senza parole. Tra un pochino si informatizzano pure i panifici e le strutture sanitarie no!

Comunque, dopo appena QUATTRO ore di attesa in una stanza non esattamente capace di contenere efficacemente tutta la carne umana sudata che si trovava lì dentro, sono riuscita a fare gli esami e a tornarmene a casa.

Però, nel frattempo, verso la seconda ora di attesa, è successo qualcosa che ha reso la giornata ancora più bella.
Sono andata a cambiare il biglietto del parcheggio (strisce blu) e mi sono resa subito conto che c'era qualcosa che non andava nella strada, prima affollata, che adesso mi sembrava deserta (alle 11 del mattino).
E non riuscivo a credere ai miei occhi quando ho visto il camioncino della Sostare che stava rimorchiando la mia macchina... nella mia testa si sono formati alcuni pensieri in quel momento: Che cretina! Ho sbagliato a scrivere l'orario di arrivo oppure Che cretina! Ho sbagliato marca delle schede parcheggio oppure Ma sarà davvero la mia macchina quella? Qual è la targa della mia macchina?!

Purtroppo era la mia macchina, senza alcun dubbio... ho chiesto, in verità non troppo carina e gentile (in mia difesa, ricordo che ero stata già due ore in attesa e me ne aspettavano ancora almeno altre due, in una stanza affollata e molto calda, con un gran mal di testa), al tipo che stava accanto alla mia macchina nella sua tutina blu, perché mai la stessero rimuovendo.
Lui mi ha guardato come avrebbe guardato una povera pazza, facendo un cenno con la sua mano verso una serie di cartelli con scritto, grande come una casa, che c'erano lavori sulla strada e che quindi c'era la rimozione forzata. Io sono, in effetti, un po' distratta, ma oggi non ero da sola e mi sembra strano che in due persone sveglie e adulte, non ci siamo accorte di almeno tre grossi cartelli che indicavano il divieto di sosta, di cui uno quasi in mezzo alla strda, oltretutto c'era tutta la strada piena di macchine parcheggiate nelle strisce blu (quattro delle quali sono state rimosse forzatamente)... anche loro erano dei poveri pazzi oppure cecati, sicuramente.
Mi sono sentita presa in giro e ho cominciato a blaterare al tizio con la tutina che quei cartelli alle nove non c'erano. Ovviamente lui non c'entrava nulla e anzi è stato gentile ad ascoltarmi e, di fronte alla mia riluttanza a pagare i quaranta euro di multa, a rispondermi: "Signorina, se non paga io la macchina non gliela posso dare. E si ricordi che in caso di contestazione, è la sua parola contro quella dei vigili. E se perde, poi deve anche pagare il doppio della multa". Non avevo troppa scelta e ho pagato.


2 commenti:

  1. Visto che siamo in argomento, ti racconto ciò che è successo stamattina a me e la mia compagna. Alzati come te di prima mattina, ci rechiamo in ospedale. Niente di che, un controllino. Cinzia porta con sè due provette contenenti... pipì. Io le faccio solo compagnia, lei prende il numerino e attende il suo turno. Al momento di consegnare le provette, l'infermiera la ferma. 'Quelle non vanno bene per gli esami che deve fare e poi non sono sterili'. Cinzia le spiega che le provette gliele hanno date loro pochi giorni prima e non ha usato quelle provette per casualità, ma perchè così indicato dalla dottoressa. L'infermiera non vuol sentir ragioni e le da un barattolo. Uno solo. Dice di tornare domani.
    Sulla via del ritorno c'è una ASL e tentiamo la sorte. Nuovo numerino, nuova attesa. Al momento clou, l'addetta ci informa che il ritiro delle urine si fa solo il lunedì. Le consegna allora una provetta e un barattolo e un arrivederci.
    Siccome l'ASL è più vicina, attenderemo lunedì, ma mi chiedo: se fossimo andati ancora da un'altra parte i barattoli sarebbero diventati tre? O avrebbero voluto una forma e una combinazione ancora diversa?

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