mercoledì 14 ottobre 2009

Facebook, questo sconosciuto


L'altro giorno è successa questa triste cosa (un ragazzo si è suicidato, facendo il conto alla rovescia su facebook). Al di là delle considerazioni sull'evento tragico in sè, la prima cosa che ho pensato è stata "Ok, adesso condanneranno facebook, come se fosse la causa del suicidio".

Oggi ho poi visto
questo video.

Pieno di considerazioni davvero illuminanti.
Fatte da uno che dimostra di non averlo nemmeno mai aperto.

Facebook = istigazione alla violenza, violazione della privacy e paranoia.

Forse non sa che chi scrive cose su facebook è perfettamente consapevole che altri leggeranno quanto ha scritto. Anzi uno scrive per farsi leggere, se no non scrive.
E
chi non vuole fare sapere i fatti suoi non deve mettere informazioni, cliccare dappertutto, diventare fan di questo o quest'altro, sottoscrivere gruppi, ecc.
Meglio ancora, deve solo non iscriversi al social network.

Iscriversi a facebook è una libera scelta.

E poi... istigazione alla violenza e paranoia?!

E, infine, cosa c'entra facebook con il suicidio di quel ragazzo?

Ma forse è solo una semplice strumentalizzazione di un tragico evento.
E, alla fine, ho pensato "Ecco, avevo ragione. Adesso lo chiudono!"


3 commenti:

  1. È sempre stato così: colpa di Facebook, colpa di YouTube, colpa di Internet, colpa della Playstation, colpa della tv, colpa della radio, colpa del telegrafo, colpa del motore a scoppio, dell'elettricità, della ruota, del fuoco.
    Che palle.
    L'essere umano è refrattario per natura a prendersi qualsiasi tipo di colpa o responsabilità. Ma è bravissimo a ricercarla negli altri. O in qualche cosa inanimata, che non si può difendere ma è solo una sua invenzione.

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  2. Che palle, davvero!
    Come quella di Harry Potter che istiga gli adolescenti a bere!!!
    Ma il caso più tipico l'ho visto tempo fa: una tipa aveva il suo bel blog a tema cucina sana e cose del genere. Alcuni dei suoi post più interessanti raccontavano la sua esperienza di digiuno (controllato) come pratica di depurazione del corpo e cose così...
    La mamma di una ragazza affetta da anoressia, nei commenti, ha insultato la tipa dicendole che leggendo post come quello sua figlia si era ammalata. Niente di più assurdo: la blogger salutista non accennava minimamente, nei suoi post, al digiuno come pratica per dimagrire, anzi, non ha mai scritto se e quanto peso ha perso con quell'esperienza. Probabilmente è stato più facile per la mamma colpevolizzare i blog, quindi internet, invece che cercare qualche responsabilità anche dentro di sè.
    (Mi pare che spesso l'anoressia sia associata a rapporti familiari non "sani", in particolare con la figura materna).
    Mi sono dilungata... Ciao

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