giovedì 8 ottobre 2009

Marzo - Parole per aria

G.A. Sartorio. Dal blog di Ariano


E' seduta su uno scoglio, il mare le scalpita accanto.
Un piede in acqua, poi l’altro… è fredda.
Le viene in mente che è ancora inverno.
Trema, ma prosegue fino a che l’acqua le arriva alla vita e
apprezza, sotto i suoi piedi nudi, la fresca monotonia del fondale.
Si sente quasi mancare, l'acqua brucia, la punge,
come fossero mille chiodi conficcati nella sua pelle.
Ma il desiderio è più forte.
E' immersa completamente adesso
e guarda lontano, smarrita.
Lo sguardo perso là in fondo, lungo la linea dell’orizzonte.
E poi crede quasi di vederlo.
Se n’è andato da quasi un anno e il tempo per lei si è fermato
a quel triste giorno di marzo.
Ha vissuto questi lunghi mesi, trascinandosi pacatamente
per le piatte vie della sua vita, senza più scopo, solo memoria.
Ma adesso osserva l’orizzonte e lui è lì,
la guarda come ha fatto mille altre volte,
con i suoi occhi lucenti che sprizzano desiderio di lei.
E, come in un sogno,
il più dolce mai fatto,
lui avanza lentamente verso di lei,
con le braccia protese per accoglierla.
E lei, finalmente, sorride e si abbandona,
perdendosi per sempre
nel suo abbraccio.

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