giovedì 25 giugno 2009

Palabras en el aire?


Ad un amico che sta per intraprendere un coraggioso viaggio, in attesa di leggere le sue palabras en el aire.
O qualunque cosa saranno.
..


L'amicizia non è diminuita dalla distanza o dal tempo,
dalla prigionia o dalla guerra, dalla sofferenza o dal silenzio.
È in queste cose che essa mette più profonde radici.
È da queste cose che essa fiorisce....




mercoledì 24 giugno 2009

Il sorprendente esito dell'esame di matematica

L'altro giorno raccontavo alle mie amiche di un esame sostenuto molti molti anni fa, al primo anno di università, che è stato uno dei successi (universitari) più inaspettati che mi siano capitati. In effetti di successi universitari me ne sono capitati abbastanza pochi (giusto questo e un altro), ma la cosa che mi sorprende di più è che questi successi riguardano materie che odiavo con tutto il cuore, tipo matematica e fisica.


L'esame di matematica lo temevamo tutti.
Una buona percentuale di colleghi era rimasta bloccata almeno un paio di sessioni, se non un paio di anni, sull'esame scritto di matematica (materia propedeutica per le materie del II anno).

Io, consapevole dei miei limiti, previdente, avevo preso, per la prima e unica volta nella mia vita, lezioni private: andavo da una professoressa di matematica tre volte a settimana.
Il giorno prima dell'esame sapevo perfettamente (a memoria, ovviamente) tutti i teoremi e sapevo fare gli esercizi... o almeno, li sapevo fare quasi tutti: c'erano le equazioni differenziali che proprio non mi entravano in testa e anche lo studio di qualche funzione, tipo dell'iperbole. Sto pescando tra ricordi remoti, magari lo studio dell'iperbole non esiste, comunque di sicuro l'iperbole mi dava, già allora, qualche problema!

All'orale ero ferratissima, pensavo avrei preso il mio primo 30 e lode (matematica per me era il terzo esame).

Il giorno dello scritto, appello di luglio, eravamo quanto la Germania.
In pieno accordo con la legge di Murphy, il mio compito prevedeva quattro esercizi... di sicuro c'era un'iperbole e un'equazione differenziale (gli altri due proprio non li ricordo):
appartenevano TUTTI e quattro alla categoria di quei (pochi) esercizi che non sapevo fare.
Avevo comunque tentato e risolto (a mio modo) gli esercizi, consapevole che tanto bene non sarebbe potuta andare: altro che trenta e lode... a quel punto speravo almeno in un diciotto.
Il mio compito è stato valutato con il voto 1/30 (peggio di me solo una ragazza che ha preso ZERO)... ovviamente non ero ammessa all'orale.

Pensando ai soldi buttati per la professoressa e consapevole di essere veramente ferrata all'orale, mi sono presentata comunque, implorando il prof. di farmi fare l'esame: gli ho detto qualcosa come "Le giuro che sono preparatissima", mentre quello, con il mio compito da UNO tra le mani, mi guardava un po' scettico.

Alla fine, si è impietosito e mi ha fatto fare l'esame orale. Mi ha chiesto di tutto di più e alla fine mi ha detto: "Signorina, le faccio i miei complimenti. Mi dispiace solo perché, con quello scritto, proprio non le posso dare più di ventisei".

Da speriamo almeno 18 a 26... WOW!!


Tour de force


Ho accettato il lavoro di cui ho parlato nel precedente post, quindi ho iniziato ad aggiornare un pugno di carte, studiando contemporaneamente il riferimento normativo.
Il lavoro è bello, mi consente oltretutto di conoscere cose nuove.
Il problema è solo il (poco) tempo... infatti, la scadenza è ancora prima del previsto, non il 7 luglio, bensì il 30 giugno!
Una sola settimana... in un periodo pieno.
Comunque sono abituata a questi tour de force, perché da sempre il cliente-tipo preferisce ammazzarsi di lavoro negli ultimi giorni (e io di conseguenza), piuttosto che lavorare tranquillamente per tutto l'anno.
Ma allora io perché sto perdendo tempo invece di lavorare adesso?
Perché sono fusa!! Ho bisogno di una pausa.
Oggi ho iniziato a lavorare alle 8. E ieri sera, o meglio notte fonda, mi sono addormentata sulla tastiera mentre lavoravo, mi sono fatta almeno tre orette di sonno praticamente seduta.

Cosa non troppo positiva, visti i recenti problemi di salute, che forse sono correlati alla scorretta postura.




venerdì 19 giugno 2009

Periodi pieni


Nella mia vita lavorativa da libero professionista (che parolona... sembra una cosa importante, magari che guadagno un sacco di soldi, ma che altro non significa che nessuno mi corrisponde un fisso mensile, purtroppo!) ho notato una costante


Ci sono periodi pieni di lavoro e periodi meno pieni, addirittura periodi vuoti (pochi per fortuna, significherebbe ancora meno soldi di così... ed è abbastanza triste già adesso!).

La costante è che nei periodi pieni si concentrano sempre un sacco di cose contemporaneamente... personalmente, in periodi in cui non avevo nemmeno il tempo di cazzeggiare su internet (non trovare il tempo di fare questo per me significa che proprio sono oberata) mi è capitato:


a) che mi proponessero uno o più nuovi lavori parecchio interessanti che ho dovuto, ovviamente, rifiutare (per poi accettarne uno quando mi è stato riproposto nel periodo pieno successivo, perché alla fine i soldi servono);

b) che mi venisse un malanno di origine sconosciuta che mi ha costretto a letto per una o più settimane e poi a girare medici medici per ricercarne le cause (con il risultato di aver perso il tempo girando invece di lavorare, non aver trovato la causa e aver fatto le corse per portare a termine il lavoro);

c) che mi telefonasse la signorina del buono vacanze del matrimonio per dirmi "Guardi che il suo buono sta per scadere, se non lo usa entro il prossimo mese non vale più"... peccato, una vacanza gratis sprecata (meno male che il buono matrimonio ne prevedeva due e una l'abbiamo fatta);

d) che mi telefonasse un caro amico e cliente e mi dicesse "Sai, ho pensato che devo prendermi anche questo certificato, ai sensi di questa norma (a me sconosciuta)... però entro tre settimane. Posso contare su di te?" (questo sta accadendo proprio in questo momento, le tre settimane scadono il 7 luglio... non so dire di no agli amici e, a costo di levarmi la vita, se la norma non pretende cose dell'altro mondo, ovviamente, può contare su di me!).

a) e b) sono eventi ricorrenti, nei periodi pieni.
Questo è un periodo pieno e si stanno verificando a), b) e d).
Oltretutto è pure estate e uno dovrebbe anche andare al mare ogni tanto.

Perché ti stupisci? - mi ha detto un amico - Non te la ricordi la legge di Murphy?
Sì, me la ricordo.


giovedì 18 giugno 2009

Assurdità in vendita (2)

Dopo la carta igienica e l'estensione del braccio di cui ho parlato qui, mi sono chiesta chissà quali altre assurdità ci sono in giro nel mondo e ho deciso di mettermi proprio alla ricerca.

Senza nemmeno farlo apposta, mi sono imbattuta assolutamente per caso in questa Cooking Pasta Machine, che promette pasta pronta e condita in 60 secondi. Così, a pelle, non mi ispira molta fiducia. Ma, secondo chi scrive l'articolo, questo aggeggio lo sivedrà presto nei bar, quindi vedremo.

Poi, invece andandomela proprio a cercare, ho trovato alcune altre assurdità.

Tralasciando quelle very spicy che mi vergogno pure a mettere qui (ma che potete pure guardare qui), segnalo il meraviglioso posacenere che tossisce, indicato come ottima idea regalo per i fumatori, che immagino lo butteranno nella spazzatura dopo mezza giornata, dato che questo simpatico posacenere dall'aria normale, tossisce appena ci si poggia una sigaretta. Sono sicura che nessun fumatore lo gradirebbe.



Questo camaleonte da monitor è un oggetto che si attacca al computer tramite porta USB e che, pensate un po', ruota gli occhi e esce la lingua!! Mi fa schifo solo il pensiero di avere una cosa così che pende sul mio monitor.



Non schifosa, ma altrettanto inutile, è la forchetta elettrica!! A che serve? Pare che l'abbiano inventata per evitare l'immane fatica di ruotarla quando si mangiano gli spaghetti. Vi risparmio la foto.

Altrettanto inutile è il cono rotante... potete tenere la lingua ferma mentre leccate il gelato, sarà lui a ruotare!!

Davvero, come stare senza?!







Mal di mare e Dr. House


Sono passati ormai oltre venti giorni e credo che il mal di mare a questo punto dovrebbe essere passato... e invece no. Ormai non ricordo più la sensazione normale del non sentirsi sempre come se si stesse su una barca, con il rollio sotto i piedi.

Se il Dr. House, ritratto qui accanto in una foto parecchio carina, esistesse davvero, a quest'ora mi avrebbe ricoverata al
Princeton-Plainsboro Teaching Hospital e avrebbe scritto i miei sintomi sulla sua lavagnetta (anzi, li avrebbe fatti scrivere a Cameron). Domani, o al massimo in un paio di giorni, avrebbe tirato fuori la diagnosi e la cura.

Perché Gregory House, interpretato da un affascinante Hugh Laurie (chissà perché, spesso, i maschi odiosi sono anche molto affascinanti), è un odioso e arrogante misantropo ed è anche parecchio asshole, ma, di sicuro, è un gran medico.
Perché il Dr. House al paziente ci pensa. Fosse anche perché vuole che guarisca solo per dimostrare che è lui il migliore. E quelle poche volte che il paziente muore non si può dire che lui non ce l'abbia messa tutta!

Ma di Dr. House non ce ne sono molti, anche se forse ho conosciuto una Dott.ssa Cameron recentemente.
Ma ancora non ne sono sicura.

lunedì 15 giugno 2009

No, il labirinto non c'entra niente!

 






















Per coloro che non dovessero averlo riconosciuto, questo è il labirinto di Harry Potter e il calice di fuoco... quello che porterà Harry e Cedric dritti al cimitero da Voldemort (poverini, soprattutto Cedric).

Ma cosa c'entra il Labirinto?
Quello di HP proprio nulla, l'ho messo solo perché mi piaceva l'immagine.

Volevo parlare del Labirinto che si trova all'interno del nostro orecchio e che ci consente di stare in equilibrio (una cui rappresentazione grafica è a sinistra).

Essendo afflitta, ormai, da oltre quindici giorni di costanti capogiri, iniziati in occasione del viaggio in nave per Napoli, ero certa, dopo consultazioni amichevoli con diversi amici medici, di avere una patologia dell'apparato vestibolare nota come Labirintite.

Ma una visita dallo specialista, che mi ha shakerata a dovere, ha decretato che il labirinto non c'entra. Dobbiamo cercare altrove le cause. Considerato che le altre cause dei capogiri potrebbero essere molteplici e alcune anche parecchio brutte, avrei preferito che confermassero la diagnosi amichevole e che mi dessero una bella cura specifica.




domenica 14 giugno 2009

Assurdità in vendita - Carta igienica

Mi sono imbattuta in due assurdità che hanno per oggetto la carta igienica.

La carta igienica Sudoku, qui accanto, è in vendita già da un po' sul sito dmail. Non riesco a pensare chi possa comprarla... voglio dire, se la si usa per farci i sudoku (oltretutto non credo sia molto comodo scrivere sulla carta igienica), non si dovrebbe poi usarla per pulirsi, quindi tanto vale portarsi in bagno il giornalino del Sudoku che è anche molto più comodo scriverci su e lasciare perdere questa.


Non conoscevo invece il sanitary paper extension arm and holder... che si chiama Confort wipe (cliccate per vedere il video) e ci promette che non dovremo mai più toccare la dirty carta igienica con le mani, oltretutto, in alternativa, potremo usarlo per lavarci la schiena durante la doccia (o grattarci la schiena, aggiungo).
Devo ammettere che, in alcuni casi, un oggetto come questo, potrebbe davvero essere utile, ma francamente lo spot pubblicitario mi ha fatto morire dalle risate.

About personal diary and stuff


Sometimes I think that I would have liked to grow up in this age. In the internet age.
Probably I would have written my thoughts in a single blog instead of a lot of personal diaries. I'm pretty sure that I would have spread my secrets all over the internet. That wouldn't been such a good idea, indeed.
So, better this way... with a ton of magic diaries holding the secrets of my live, that no one would never know.
I've grown up in the age of paper and pencils. I used to have a lot of pen friends and my mail box was rarely empty. I used to have a good calligraphy then. Now I write a lot, but mostly using a keyboard, and my calligraphy is not so good anymore.


As some of you know, I'm italian and I try to learn english language in different ways.
Mostly I watch movies with english audio, but I think writing may be a good way to improve too.
I'd like any suggestion about my writing.


Statistiche per blog


Ho trovato questo programma navigando su un blog e mi è piaciuto, perché ti dice quanti utenti hanno visitato il tuo blog e da quale parte del mondo vengono.

Il mio blog lo visitano in pochi e vengono da una parte del mondo a me molto nota, tipo casa dei miei genitori!!, ma ho pensato che è una cosa carina, anche se inutile, avere un programma che fa questo genere di statistica.

Così adesso c'è un "uno nero" sulla destra (anche graficamente bruttino secondo me), che sta a indicare il numero di persone online... ovviamente solo io.

sabato 13 giugno 2009

Cosa ne penso di - Video Girl Ai


Quella notte il cielo sembrava voler piangere.

Giustifica
Yota Moteuchi è un ragazzo di 16 anni, molto altruista e timido.
Il suo soprannome è Motenai Yoda, che significa "Sembra che non abbia successo con le donne" (si tratta di un gioco di parole, che solo chi legge gli ideogrammi può capire) e questo la dice lunga sul suo personaggio.
Yota è innamorato di Moemi, che è innamorata di Takashi (il più bello della scuola e migliore amico di Yota). Yota e Moemi sono amici e lui cerca di aiutarla a conquistare Takashi, ma, ovviamente, questo lo fa deprimere!
Una sera, sconsolato, entra al "Gokuraku", un videonoleggio che può essere visto solo dai puri di cuore, coloro che pur soffrendo piangono per il dolore altrui, come Yota. Credendo di noleggiare un film pornografico, Yota sceglie una cassetta dal titolo "Io ti consolerò", con in copertina una sedicenne molto carina, che si chiama Ai Amano.
In effetti, Yota non ha noleggiato un video porno, ma una video girl.
Le Video Girl sono delle bellissime ragazze che, uscite magicamente dal videoregistratore, hanno il compito di consolare i malcapitati che hanno avuto una delusione d'amore. Sono sensuali, carine, dolci e sanno cucinare benissimo.... almeno quasi tutte.
Aiutano il loro protetto tenendo ben presente due cose fondamentali: le Video Girl non si possono innamorare degli esseri umani e poi hanno una durata limitata.

Il videoregistratore rotto di Yota fa in modo che la sua sensuale Video Girl si trasformi in un maschiaccio... è dispotica, non sa cucinare e le si sgonfiano pure le tette!
La missione di Ai è comunque quella di consolare Yota e aiutarlo a conquistare Moemi, ma... essendo difettosa, Ai si innamora di Yota.
Yota fa una tenerezza pazzesca. E' un timidone, uno sfigato, uno di quelli che le ragazze non guardano, perchè guardano i belli come Takashi, un insicuro e crede che le cose giuste da fare siano scritte nei manuali, come "Il manuale della prima volta" o "Il libro degli uomini innamorati". Ma Yota ha un cuore grande, un cuore puro, è sensibile e affettuoso e grazie ad Ai imparerà che, per avere successo basta essere se stessi e non farsi troppi problemi.
Ai è carinissima, simpaticissima, fa ridere un sacco, per come se ne frega delle apparenze, per la sua spontaneità, per le sue battute e per i suoi scherzi... e poi è tenera.

Video Girl Ai,
manga di Masakazu Katsura, è una storia speciale. Romantica, comica, sentimentale, tenera, esilarante. Anche commovente... alla fine piango sempre.

Kokoro divenne... un essere umano.

Meno male che c'è il servizio antibufala!!



Leggendo, come faccio da diversi anni ormai, il blog di Paolo Attivissimo, che scova tutte le bufale della rete, mi sono imbattuta in una delle ultime da lui descritte.
Sono alcune foto, spacciate come testimonianze "eccezionali" della recente tragedia aerea, che in realtà sono delle foto tratte da Lost.
Mi chiedo tra quanto cominceranno ad arrivarmi email che parlano di queste "eccezionali" foto.

Quasi dieci anni fa era quasi normale che le persone cancellassero il file
sulfnbk.exe dal loro computer dopo aver ricevuto un'email allarmistica da parte di un amico (che gli era stata inviata da un amico e così via, fino ad arrivare a sconosciuti probabilmente abitanti in Alaska o là vicino), senza nemmeno controllare se il file sulfnbk, nonostante il nome così sospetto, per caso non fosse invece un file di sistema.
Non dimenticherò mai l'episodio, perché, dopo aver cancellato il file
pericoloso, quella persona venne da me e a raccomandarmi di cancellare il file. Io, di fronte alle email allarmistiche avevo, già allora, un atteggiamento parecchio diffidente e, in quell'occasione, feci una brevissima ricerca su internet, scoprendo quello che c'era da scoprire sul file incriminato. Quando raccontai l'esito della mia ricerca, lui disse "OPS! E adesso?" (in realtà il file si poteva ripristinare e non credo che l'eliminazione del file avesse provocato chissà quale danno al suo PC comunque).
Credo che sia stata quella la volta in cui ho scoperto l'utilissimo servizio antibufala di Paolo Attivissimo, che leggo sempre quando mi arrivano email assurde (e di solito le trovo lì sul suo blog, in diverse lingue o versioni).

Comunque, dicevo, che se dieci anni fa era forse normale fare
queste cose (credere a tutto quello che la gente continua a spammare), adesso, nell'era di internet, non credo lo sia più.

Che il web è diventato, negli ultimi anni, una fonte di comunicazione e informazione
incredibile, è un dato di fatto.
Ma credo sia anche altrettanto noto per tutti che è facile fare girare, soprattutto per
i blog a carattere non giornalistico, informazioni false che si diffondono come i virus.

Come ad esempio, nel campo del
gossip. Se cercate notizie su qualcuno famoso, troverete pubblicato tutto e il contrario di tutto. Di solito, le uniche informazioni attendibili sono quelle supportate da fotografie, ma anche le foto sono spesso facilmente interpretabili in modo assolutamente personale... quando non si tratta di fotomontaggi.

Mi vengono in mente, a questo proposito, delle foto famose.

La prima foto è quella sopra, si chiama Lunch atop a skyscraper e ritrae un gruppo di lavoratori a NY negli anni '30 mentre costruivano il Rockfeller Center. E' una foto che viene usata, spesso, nei corsi di formazione in materia di sicurezza sul lavoro, per mostrare come NON si lavora in sicurezza (e direi!! sono, senza alcuna imbracatura, seduti su una trave a oltre 250 metri di altezza). Ho recentemente sentito dire che questa foto sia in effetti un fotomontaggio, sebbene le condizioni dei lavoratori non fossero probabilmente tanto dissimili da quelle mostrate. Non so se è vero o no, personalmente penso sia vera.

La seconda foto è in effetti un gruppo di fotografie, recentemente pubblicate da El Pais... ma non credo si tratti di fotomontaggi.




mercoledì 10 giugno 2009

Oltre che degli aerei, ho paura pure degli squali...



Il mare è tra le cose che amo di più al mondo.
Amo il suo profumo e il suo colore, in tutte le sue sfumature di blu possibili e immaginabili.
Amo immergermi, nuotare sott'acqua, guardando il fondo fatto da sassolini o scogli bianchi e poi riemergere guardando, in alto, il sole filtrare attraverso la superficie.

Da qualche anno a questa parte, mi è venuta una fobia pazzesca per l'acqua profonda.
Se vedo il fondo va bene, anche se il mare è profondo 50 metri, ma se non riesco a vedere il fondo, ma solo un uniforme colore blu sotto di me, anche se la profondità è di un metro e mezzo, mi viene l'ansia. Così mi viene l'ansia anche a fare eventuali bagni notturni.

Mi sono chiesta varie volte da dove viene questa ansia irrazionale, dato che nulla lo riesce a spiegare tra le mie esperienze "marine" (oltretutto vissute sempre in piena serenità, avendo imparato a nuotare molto piccola).

L'unica ragione che trovo a questa mia paura è il fatto che ho un terrore particolare per gli squali.
E se non vedo il fondo, uno squalo potrebbe prendermi di sopresa... se invece il fondo lo vedo, certo non credo riuscirei a scappare, ma almeno me ne accorgerei!
Anche per questo la mia paura di volare (su un aereo) diventa totale quando sotto di me vedo solo acqua (come quando da Trapani ho preso un aeroplanino per Lampedusa, volo di mezz'oretta che mi ha angosciato più del volo per posti molto più lontani).

Come se precipitare sulla terra ferma fosse meglio.

Cosa ne penso di - On writing (S. King)


On writing, autobiografia di un mestiere, non è un romanzo, è una sorta di "insegnamento", che può diventare fonte d'ispirazione per gli aspiranti scrittori: è il racconto dell'esperienza di scrittore di Stephen King, che dà alcuni buoni consigli supportati da simpatici esempi.

In questo libro SK si racconta con semplicità, simpatia e sincerità.

Racconta le sue difficoltà di quando i suoi racconti venivano rifiutati dalle case editrici, quando viveva, non proprio benestante, già con moglie e due figli, in una roulotte e scriveva poggiandosi su un tavolino per bambini. Racconta l'inaspettato successo di Carrie, il suo primo romanzo, "salvato" da sua moglie Tabitha, dato che a lui non piaceva e lo aveva cestinato.
Carrie è il romanzo che gli ha dato la notorietà, cui sono seguiti solo successi.


Divenuto preda di alcool e droghe, SK ci rivela con dispiacere di non ricordare nulla della redazione di alcuni suoi libri, come ad esempio Cujo, proprio perchè scriveva con la mente "confusa" da queste sostanze... E ci racconta, poi, di come si sia salvato da alcool e droghe grazie a sua moglie... la sua Fedele Lettrice.

Dopo una prima parte del libro dedicata proprio alla sua esperienza, in cui traspare tra l'altro moltissimo l'amore per sua moglie e per la sua famiglia, SK dà a chi aspira a diventare scrittore alcuni semplici consigli, basati sulla sua esperienza.
Una cosa fondamentale che ci dice è che per essere dei buoni scrittori prima di tutto bisogna essere dei grandi lettori.
Cosa su cui concordo tra l'altro in pieno (nel mio piccolo...).


Ci svela che ogni scrittore ha una cassetta degli attrezzi, in cui per prima cosa ci deve stare il vocabolario! Ci fa capire che odia gli avverbi, le parole inutili, quelle troppo "pompose"... perché un racconto deve parlare di cose semplici, deve consentire a chi legge di immedesimarsi.

Ci racconta qualcosa sull'uso dei dialoghi in diversi autori e su come non sia facile scrivere dei dialoghi che funzionano.
Nel mio piccolo di aspirante scrittrice, questa è una cosa che ho notato, almeno per quello che mi riguarda!


Ci consiglia di scovare un buon posto in cui metterci a scrivere, un posto umile senza troppe distrazioni, un posto in cui si può "chiudere la porta".
Ho rivisto nella descrizione della stanza in cui lui scrive, molto della stanza di Scott Landon (Lisey's Story).


E' un libro scritto con molta semplicità e si lascia leggere molto piacevolmente, come tutti gli altri libri del Re (almeno per quanto mi riguarda).
E' un libro che consiglio... soprattutto a chi ama scrivere e conserva nel cuore il sogno di vedere pubblicato un libro.
E lo consiglio non solo ai suoi "fan numero 1" (direbbe Annie Wilkies di Misery non deve morire) ma un po' a tutti... ricordando che non è un romanzo dell'orrore e quindi se SK non piace come romanziere non è detto che non piacerà questa interessante autobiografia.

Cosa ne penso di - Harry Potter and the GOF


La storia di HP mi affascina molto: ho letto tutti i libri e visto tutti i film, varie volte.
L'autrice, JK Rowling, è un genio e io la invidio (!!), perché vorrei saper scrivere come lei. Ha creato una saga incredibile, fantasiosissima, pazzesca, che spesso è considerata una storia per bambini. Immagino che chi considera HP una storia per bambini non abbia mai letto una sola riga dei libri, comunque.

Il 4° capitolo della saga "Harry Potter and the goblet of fire (HP e il calice di fuoco)", tra i film, è il mio preferito... tra i libri se la batte con il 6° che mi ha letteralmente stregato (vedremo come sarà il film, a breve in uscita al cinema).

Il film inizia con una scena abbastanza "forte": in una vecchia casa disabitata (casa Riddle), Frank il giardiniere scopre Voldemort che complotta con i suoi amici Codaliscia e Barty Crouch e, rivelato dal serpente Nagini (non dimentichiamo che Voldemort parla il serpentese!), viene ucciso per mano di Voldemort, tramite la più terribile delle maledizioni senza perdono... l'AVADA KEDAVRA!!!
Questa scena è abbastanza "da paura" per i bambini, intanto perchè si svolge tutta in una tetra e buia casa abbandonata, con tanto di gradini che scricchiolano, poi Voldemort è veramente ORRIPILANTE e nel film l'Avada Kedavra viene resa molto bene, con una luce verde che uccide sul colpo chiunque colpisca.

Subito dopo il lampo di luce verde, la scena si sposta a casa di Ron, dove Harry si sveglia agitato con la cicatrice dolorante e capiamo che ha sognato proprio la scena appena accaduta!
Harry e Hermione sono da Ron perchè devono andare tutti insieme alla Coppa del Mondo di Quiddich.
Il Quiddich è lo sport favorito dai maghi, un gioco molto fantasioso, inventato dalla Rowling, che si gioca a cavallo delle scope con delle palle dai nomi strani e dotate di vita propria.

Proprio durante la manifestazione sportiva però accade qualcosa di terribile... si manifesta il marchio nero, segno inequivocabile che Voldemort è tornato.
Nel frattempo, Hogwarts (la scuola di magia e stregoneria in cui studia HP) è in fermento perchè è l'anno del Torneo TREMAGHI, torneo che vede la competizione di tre giovani maghi provenienti da scuole di magia diverse.
Giungono al castello quindi i rappresentanti delle scuole Beaux Baton (leggiadre fanciulle vestite d'azzurro, accompagnate da Madame Maxime, una gigantessa alquanto brutta che stride un po' con la dolcezza delle sue ragazze) e Durmstrang (robusti e duri ragazzoni accompagnati da Karkaroff che un tempo era un mangiamorte).
I Mangiamorte sono i seguaci di Voldemort.

Coloro che vogliono partecipare al torneo non devono fare altro che inserire il proprio nome nel calice di fuoco e sarà lo stesso calice a decidere chi saranno i tre maghi in competizione (uno per scuola)... la regola assoluta è che solo i maghi di almeno 17 anni posso iscriversi.

Come è possibile allora che Harry Potter, che ha solo 14 anni, venga scelto dal calice come quarto partecipante al torneo tremaghi? Chi ha messo il suo nome nel calice?
Harry giura di non essere stato lui... ma non tutti gli credono, persino Ron, il suo migliore amico.
E poi... il torneo tremaghi è una competizione dura e pericolosa, come farà Harry a competere con maghi che hanno almeno tre anni di esperienza più di lui?

I maghetti stanno crescendo... crescono i personaggi, infatti questo è il primo episodio in cui si inizierà velatamente a delineare qualche storia d'amore, anche se questi adolescenti del mondo della magia mi sembrano molto più imbranati degli adolescenti di oggi!
Crescono anche gli attori che hanno circa 15-16 anni (il film è del 2005).
Harry (Daniel Radcliff) è allungato anche se tutto sommato è quello rimasto più uguale di tutti (glieli potevano tagliare i capelli!).
Ron (Rupert Grint) si è fatto un ragazzone dal lunghi capelli rossi e Hermione (Emma Watson) una ragazzina niente male (troppo bellina al ballo).

La bellezza del film secondo me è ovviamente correlata alla bellezza del libro e devo dire che mi sono sembrate molto ben fatte diverse scene che un conto è scriverle ma un altro conto è renderle in un film senza cadere nel grottesco, nella banalità.

Con questo non voglio assolutamente sottovalutare la genialità della bravissima scrittrice K. Rowling perchè dalla sua fantasia ha saputo creare un mondo parallelo fantastico con perfette descrizioni di luoghi e di personaggi, ma proprio perchè lei è bravissima non è facile che un film riesca a tener testa al libro.

Tutti i film secondo me hanno saputo rendere perfettamente i libri, con molta attenzione per tutti i particolari, ma questo per me è il migliore (anche se forse mi faccio influenzare dal fatto che questo volume di HP è il mio preferito).
Ho trovato molto bello, per esempio, l'arrivo e la partenza delle scuole Beaux Batons e Durmstrang... la prima su un carro volante trainato da cavalli bianchi bardati di azzurro, la seconda su un veliero che emerge e poi sprofonda negli abissi del lago di Hogwarts.

Mi è piaciuta molto la scena del ballo e tutto sommato anche la parte in cui la dolce musica da ballo lascia il posto alla scatenata musica rock di un gruppo di tizi dalle facce truccate...

Ho trovato molto terrificante la scena al cimitero verso la fine del film, scena che, quando ero al cinema io, ha provocato lo scoppio a piangere di diversi bambini piccoli...
In questo film
Voldemort ha finalmente il proprio volto: orrendo, sfigurato, molto simile ad un serpente, è quello di Ralph Fiennes.
E
compaiono nuovi personaggi.. oltre i membri delle scuole avversarie, tra cui spiccano Victor Krum e Fleur Delacourt, cito Rita Skeeter la giornalista pettegola, Madame Maxime la gigantessa accompagnatrice delle ragazze di Beaux Batons (anche Hagrid il gigante buono ha una compagna della sua stazza!), il professor Malocchio Moody un orrendo e storpio tizio con una gamba finta e un occhio mobile, la dolce Cho Chang e il bel Cedric Diggory.
A questo proposito, apro una parentesi sul dolce e carino attore Robert Pattinson che ha interpretato Cedric e che, recentemente, ha letteralmente SPOPOLATO, dopo aver interpretato Edward Cullen in Twilight.

E' un film per me molto bello ed è assolutamente da consigliare.
A chi intende portarci bambini sotto gli 8 anni, consiglio di leggere prima il libro o di guardarlo e poi decidere.

Cosa ne penso di - Lady Oscar


Lady Oscar è il motivo per cui una delle poche pagine di storia che ho studiato con piacere a scuola è stata quella della Rivoluzione Francese.

La trama di questo cartone memorabile è, più o meno, la seguente.

Nella Francia degli anni precedenti la Rivoluzione Francese, Oscar Francois de Jarjayes, che nasce nel 1755, viene cresciuta come un maschio dal padre, il nobile generale Jarjayes, che dopo 5 femmine, avrebbe voluto un maschio.

Oscar ha quindi una storia intrigante: è una donna che vive per altrui volere come se fosse un uomo e viene allevata come un militare, insieme a Andrè Grandier, il nipote della governante.

***Dalla prima sigla italiana, cantata dai Cavalieri del Re, "il buon padre voleva un maschietto, ma haimè sei nata tu, nella culla ti ha messo un fioretto, lady dal fiocco blu"***

Intanto, a Versailles, Luigi XV Re di Francia muore, lasciando il trono a Luigi XVI, che nel 1770, sposa una Maria Antonietta d'Austria poco più che bambina (15 anni) che diventa la Regina di Francia.
Oscar, anche lei quindicenne e già comandante delle Guardie Reali, diviene molto amica e confidente della Regina e lo rimarrà sino alla fine, anche quando il destino separerà le loro strade definitivamente.

Il cartone animato mostra uno spaccato della vita di Corte: la "prediletta" di Luigi XV, la Contessa du Barry e la sua caduta con la morte del Re; i giochi e il lusso della Regina Maria Antonietta e delle sue amiche; le battute di caccia alla volpe del Re Luigi XVI; i balli a Versailles nei quali spesso Oscar danza con la Regina...
Dall'altro lato, la Francia del popolo, un popolo sempre più povero e sempre più "arrabbiato", fino alla presa della Bastiglia il 14/7/1789, che scatena la Rivoluzione Francese.
Con questo sfondo, il dramma di una ragazza che non può amare perchè ha scelto di celare la sua femminilità sotto un'uniforme.
Il dramma di Andrè, che da sempre è innamorato di Oscar, consapevole che tra loro vi è una barriera insormontabile che è il ceto sociale.

Il dramma del Conte di Fersen e della Regina di Francia, amanti, che non potranno mai vivere il loro amore alla luce del sole.
La vicenda si conclude, molto tristemente, all'indomani della Rivoluzione Francese.

Trovo bellissime le musiche di questo cartone animato: non parlo delle sigle della versione italiana, ma della colonna sonora originale, della quale ascoltiamo alcuni piccoli spezzoni in particolari scene degli episodi.
E' abbastanza facile reperire i brani su internet e ne vale la pena. La sigla iniziale è "Ai wa fukamaru", quella finale "Bara wa utsukushiku chiru"... le riconoscerete come quelle musichette che c'erano alla fine degli episodi o in momenti molto tristi o significativi!


L'anime, che è andato in onda in Italia per la prima volta nel 1982, è tratto dal manga "Berusaiyu no bara" di Riyoko Ikeda. Il titolo originale significa "La rosa di Versailles" e in Italia, il cartone è diventato "Lady Oscar"(anche se il titolo originale era molto meglio). Pare che "rosa" fosse riferito, nel manga, alla regina Maria Antonietta di Francia, ma nel cartone, vi sono comunque diversi momenti in cui ci si riferisce a Oscar come una rosa. Come ad esempio, quando Andrè le confessa il suo amore e le dice, strappandole la camicia dell'uniforme sotto cui cela il suo corpo femminile: Una rosa è una rosa anche se essa sia bianca o rossa. Una rosa non sarà mai un lillà.

martedì 9 giugno 2009

Appunti di viaggio - Il lungo ponte piovoso


Perché avete scelto proprio Ischia come meta delle vostre vacanze?

La domanda ci viene posta da un signore che ci porge un microfono, mentre un altro ci riprende con la telecamera. Probabilmente andremo in onda in qualche telegiornale o trasmissione locale.
Stranamente rispondo alla domanda senza troppo imbarazzo all'idea di andare in televisione e l'unica cosa a cui penso è che, cavolo!, la TV ingrassa!!
Mi viene in mente una battuta di Friends, in una puntata in cui i ragazzi guardano un filmino in cui Monica era molto grassa... di fronte alle osservazioni degli amici sulla sua stazza, lei commenta "Camera adds ten pounds!" e Chandler ribatte "And how many cameras were on you?!"

Abbiamo trascorso il lungo ponte più piovoso dell'ultimo periodo ad Ischia. 
Ischia è carinissima e, se capitasse di starci qualche giorno senza diluvi continuativi, probabilmente il soggiorno sarebbe ancora più piacevole. Dei cinque giorni di vacanza, infatti, ha piovuto per tre e noi, che speravamo di tornare a casa abbronzatissimi, siamo potuti andare al mare solo tre volte (di cui una per puro miracolo, dato che al mattino faceva freddo tanto da indossare i giubbotti con cappuccio e alle due c'era una giornata da agosto inoltrato). 
Meno male che, oltre alle canottiere, abbiamo messo in valigia i giubbotti, i maglioncini e l'ombrello.
Ischia è piena di salite (e discese) e ci sono per fortuna gli autobus (affollatissimi, ma comodi).
Il mare è bello (ma non dappertutto).
Si paga poco (mi aspettavo decisamente prezzi più alti, considerata la località).
In quei luoghi fanno una pizza spettacolare (anche se io sono una fan della pizza comunque sia!).
Ci sono le terme.
Le terme sono luoghi molto particolari che però non mi attirano molto, forse perché non mi piace in generale fare il bagno in pozze d'acqua calda, per di più troppo piccole e con dentro un numero di persone eccessivo. Mi ricorda una piscina schifosissima in un lido in cui andavo da piccola, sempre con acqua troppo calda e di colore poco limpido! Oppure quando a Vulcano, nella splendida pozza di fango, infilavo la mano e tiravo fuori, insieme al fango, anche tanti - tantissimi - capelli (e peli). 

Ovviamente, nulla di tutto ciò ho trovato nell'unico parco termale che ho visitato che, alla faccia dei miei pregiudizi, mi è piaciuto parecchio (anche se il bagno nelle pozze di acqua calda l'ho evitato!).










Ma alle piscine e anche alle terme, io preferisco decisamente il mare.
Il mare è molto bello, ma non a Ischia Porto... almeno nella nostra esperienza. Lì
sembrava peggio della peggiore spiaggia libera qui a Catania e il mare era una schifezza, oltre che affollatissimo. Se dovessimo tornare probabilmente andremo a Forio, una località con un mare notevole. Ho trovato bellissimo anche il mare delle terme di Negombo (qui accanto): una specie di baia che mi ha ricordato una meravigliosa località di Ibiza, con acqua trasparente e circondata da montagne, che si chiamava San Miguel (se non ricordo male).

Noi abbiamo alloggiato in un residence molto carino (e nuovo) ad Ischia Porto che aveva un solo inconveniente... si trovava in cima ad una strada molto molto in salita. Farsi la scarpinata più volte al giorno non è stato molto piacevole, anche perché spesso c'era la pioggia, ma almeno le salite quotidiane sono servite a non farmi ingrassare troppo in quei giorni di vacanza!! Per il resto era perfetto, era pure esattamente al centro del paese.

Nonostante il tempaccio, comunque, è stata una vacanza molto carina... merito della compagnia, la solita (anzi, metà della solita attuale, per essere precisi...).
Unica nota stonata è stato un malessere che mi ha accompagnato dal primo all'ultimo giorno di viaggio (e oltre): il mal di mare... o di terra. Sparito solo oggi, dopo più di una settimana di continuo rollio sotto i piedi, causato dal viaggio in nave CT-NA A/R.

lunedì 8 giugno 2009

Introduzione alla "rubrica" dei Fidanzati Tipo


Voglio premettere che quanto ho inserito in questa rubrica è chiaramente ironico, il cui spunto è ovviamente il mio vissuto, opportunamente rielaborato ed anche esasperato per renderlo più simpatico (o almeno lo spero).
L'idea di scrivere questa "rubrica" mi è venuta dopo aver letto diversi libri di Sophie Kinsella, che mi hanno fatto morire dal ridere... e mi sono detta: "Mi piacerebbe scrivere qualcosa con uno stile ironico, come lei" e sono venute fuori alcune cose (lungi da me paragonarmi a lei, comunque...).
Il primo post di questa rubrica è Il Lanternino
(di cui ho parlato qui), pezzo cui sono molto affezionata, anche perché scriverlo mi ha fatto fare diverse risate.
Sono stata molto indecisa se postare o no questa rubrica e spero che nessuno si senta offeso, anche perché: 1) sono (per lo più) ironica!, 2) non sono sessista e credo che uomini e donne abbiano difetti e pregi non in quanto tali, ma in quanto esseri umani (e basta), 3) uno di questi "fidanzati tipo" l'ho sposato.

Indice:

Il lanternino
Il tipo confuso e infelice
Il Super Eroe
Il tipo "Sono davvero troppo confuso!"
Il tipo "Ti farei di tutto compreso scambiarci la gomma americana"

Fidanzati Tipo - Il SuperEroe


Il tipo che non sbaglia mai (il supereroe).

Questa tipologia di fidanzato si riconosce subito perché appena succede qualcosa, ne incolpa immediatamente te. Fosse anche perché ha perso tutte le sue palline da tennis che tu non sai nemmeno dove sono conservate. O perché non trova il cellulare che perde ogni 5 minuti.

Quando questo tipo di uomo commette un errore, trova sempre il modo di “uscirsene fuori” dicendo che lui ha fatto di tutto per fare le cose correttamente e che se è lo ha commesso comunque, quasi sicuramente è colpa tua oppure, raramente, colpa di qualcosa o qualcun altro.

Non è mai colpa sua, comunque.

La tua sfiga beffarda fa in modo che, a volte, riesca pure ad avere ragione ad incolparti perché ogni tanto è davvero, almeno parzialmente, colpa tua!

Se siete sulla strada per recarvi nell’agriturismo in cui sognavate di andare da tempo e tu hai con te, strette come un tesoro, la cartina e le istruzioni che hai stampato, premurosa, da internet, immancabilmente vi perderete perché la cartina è poco chiara e le istruzioni sono dettagliate solo per quelli che vengono dal nord (e voi venite dal sud... sito razzista!). Lui ti prenderà in giro per essere stata tanto stupida da non aver letto dettagliatamente le istruzioni prima di stamparle (e conservarle immediatamente in valigia).

Quando vi sarete persi in mezzo alle montagne in una zona sconosciuta, lui ti ricorderà ripetutamente la tua colpa e ti intimerà di ricordare a memoria tutte le informazioni che hai sicuramente acquisito inconsciamente consultando il sito, anche se lo hai consultato un mese prima. Il tutto intervallandolo con insulti e bestemmie.

Nel frattempo state per rimanere in riserva e allora ecco piovere altri insulti perché avresti dovuto pensarci che vi sareste persi in mezzo alle montagne e potevi almeno fare il pieno.

Inoltre, non potrete neppure telefonare perché il tuo cellulare sarà scarico di batteria e il suo senza credito, ma è colpa tua perché lo potevi caricare il cellulare, cosa lo tieni a fare sempre scarico? Buttalo!

Giunti in un luogo panoramico, infine, almeno deciderete di fare delle foto, ma non potrete perché la sua macchina fotografica avrà la batteria scarica... e per colpa tua ovviamente.