mercoledì 23 settembre 2009

Cosa ne penso di - Generazione mille euro

Questa è l'unica generazione in cui i figli stanno peggio dei padri.

E' una citazione dal film "Generazione mille euro", cui non avrei dato due lire prima di vederlo e che invece ho trovato molto carino.

E' un film italiano, tratto dal libro omonimo, con attori giovani, cosa che, di solito, mi ispira abbastanza in un film.


Protagonista è la generazione dei trentenni precari del nostro tempo.

Quelli che vivono con mille euro al mese e che sanno che il loro contratto potrebbe non essere,
anzi probabilmente non sarà, rinnovato alla scadenza.
Quelli che hanno studiato qualcosa e si ritrovano a fare tutt'altro, perché hanno una laurea e magari anche un master in matematica e poi fanno i muratori o gli operatori di call center.

Avete presente quei giovani non più così giovani di cui ogni tanto parlano in TV scuotendo la testa con rassegnazione? Ecco... quei giovani sono io.
Altra citazione.

Alla fine,
il film non è certo un capolavoro e il senso della storia, in fondo, è molto triste, ma guardarlo, secondo me, potrebbe essere un modo simpatico di passare un'oretta e mezza.





lunedì 21 settembre 2009

All work and no play...

All work and no play makes Jack a dull boy.


Questa è una frase famosa di uno dei miei film preferiti (e anche del libro), che sarebbe "Shining" di S. Kubrick (tratto dall'omonimo libro di S. King, che è uno dei miei scrittori preferiti).
Per quelli a cui interessa, del libro e del film ne ho parlato qui.


Ora non voglio parlare del film o del libro, ma questa sera mi sento abbastanza di umore simile a quello di Jack, quando scriveva quella frase all'infinito.
Probabilmente non cercherò di ammazzare nessuno con l'ascia, ma mi sento abbastanza... non mi viene il termine adatto.
Arrabbiata, forse. Ma non solo... angosciata, un po'.
Mi sento come se dentro di me si agitasse una forza che non riesco a placare e che non posso fare venire fuori... come ho detto, non voglio fare male a nessuno!

E comunque, non c'è nessuno che meriterebbe che io gli facessi del male, per questo.
Ci sono cose che succedono e, alla fine, forse, dovevo essere io a prevederle.

Qualche volta il mio lavoro mi dà proprio fastidio. Oggi è una di quelle volte.

Grazie ad un amico testacchione per l'inconsapevole ispirazione.


venerdì 11 settembre 2009

Non ho un titolo per questo post.

In questi giorni, per ovvii motivi, si è parlato molto di Mike Bongiorno.
E, nonostante non fossi una sua fan accanita, è stato un dispiacere sapere che ci ha lasciato. Come ci si dispiace, sempre, quando qualcuno muore.
In qualche modo, poi, la sua morte, mi fa sentire ancora più vecchia.
Probabilmente perché ho molti ricordi legati alle trasmissioni di Mike intorno agli anni '80, dato che ogni giovedì era prassi guardare i suoi quiz con mia zia e "L'amico è" - sigla di una delle sue trasmissioni - è stata una delle mie canzoni preferite per un certo periodo.

Negli ultimi anni poi Fiorello - che è una persona che stimo tantissimo e che mi fa morire dal ridere - ci scherzava spesso.

A questo proposito, le sue imitazioni di Mike a Viva Radio Due più volte mi hanno fatto ridere come una pazza in macchina mentre guidavo, tornando o andando a lavorare. In particolare, quella della cagnetta Laika (verso 6.30 del precedente video), è stata quella che ha fatto venire un attacco di risate isterico che io e Marco non dimenticheremo mai, sulla strada per Siracusa, una mattina di qualche anno fa.


Concludendo - che è poi la ragione per cui ho scritto questo post: poco fa, per caso, mi sono imbattuta in questa indagine antibufala che riguarda Mike Bongiorno, secondo la quale la sua gaffe più famosa (quella della signora Longari) non sarebbe mai avvenuta.

Non che questa notizia per me rappresenti chissà cosa, anzi proprio non me ne importa nulla, ma, facendo un'associazione di idee in senso molto largo, ogni giorno che passa sempre di più, mi fa chiedere a quante baggianate - magari studiate a tavolino - diamo credito pensando siano reali.

Hey there Delilah, what's it like in New York City?

Mi sa che questo post inaugura la serie delle romanticherie. In questo caso musicali.
Non mi definisco una sdolcinata, soprattutto in fatto di musica, ma, ogni tanto, la mia attrazione per alcune cose estremamente romantiche, mi fa riconsiderare la mia posizione. Comunque...

Oggi mi sono imbattuta per caso in questa canzone - che non conoscevo (così come non conoscevo l'autore e cantante Tom Higgenson, che fa parte di un gruppo, almeno credo, i Plain White T's) - e me ne sono innamorata.
La prima cosa che mi ha spinto verso questa canzone è stato il fatto che, ascoltandola, ho pensato che è semplice da suonare e siccome da un paio di giorni sto cercando di ricordarmi come si strimpella una chitarra (hobby che, per quanto in maniera assolutamente personale e malissimo, coltivavo circa venti - o di più - anni fa) ho deciso di impararla.
Se non fosse per le dita della mano sinistra che sono già estremamente doloranti (primo, non prendevo in mano la chitarra - acustica - da oltre quindici anni e poi, forse, dovrei anche cambiare le corde), credo che l'obiettivo potrei raggiungerlo presto.

Ascoltandola e riascoltandola, poi ho pensato che è davvero carina. Proprio tenera.
Se guardate il video, l'autore spiega da cosa gli è stata ispirata questa canzone. Ed è carinissimo.

Quando presenta la canzone, dice: "This song is called 'Hey there Delilah'. Everyone always asks me if ther's a really D. and if that's her real name. And... yes, there is a real D. and her name actually is D., believe it or not. But the story behind the song... we never dated, was just a girl that I met, who went to school in NYC and I just ... thought she was very pretty and she inspired me to write the song."
Che tradotto significa: "Questa canzone si chiama 'HTD'. Tutti mi chiedono se si tratta di una reale D e se è il suo vero nome. E... sì, D. è reale e il suo nome è davvero D., credeteci o no. Ma la storia dietro la canzone... non siamo mai usciti insieme, era una ragazza che ho conosciuto, che andava a scuola a NYC e io ho subito pensato che fosse molto carina e mi ha ispirato la canzone".



Plain White T's - Hey There Delilah


Hey there Delilah

What's it like in New York City?

I'm a thousand miles away

But girl tonight you look so pretty

Yes you do

Time Square can't shine as bright as you

I swear it's true

Hey there Delilah

Don't you worry about the distance

I'm right there if you get lonely

Give this song another listen

Close your eyes

Listen to my voice it's my disguise

I'm by your side

Oh it's what you do to me

Oh it's what you do to me

Oh it's what you do to me

Oh it's what you do to me

What you do to me

Hey there Delilah

I know times are getting hard

But just believe me girl

Someday I'll pay the bills with this guitar

We'll have it good

We'll have the life we knew we would

My word is good

Hey there Delilah

I've got so much left to say

If every simple song

I wrote to you

Would take your breath away

I'd write it all

Even more in love with me you'd fall

We'd have it all

Oh it's what you do to me

Oh it's what you do to me

Oh it's what you do to me

Oh it's what you do to me

A thousand miles seems pretty far

But they've got planes and trains and cars

I'd walk to you if I had no other way

Our friends would all make fun of us

And we'll just laugh along because we know

That none of them have felt this way

Delilah I can promise you

That by the time we get through

The world will never ever be the same

And you're to blame

Hey there Delilah

You be good and don't you miss me

Two more years and you'll be done with school

And I'll be making history like I do

You know it's all because of you

We can do whatever we want to

Hey there Delilah here's to you

This ones for you


lunedì 7 settembre 2009

Libri delle vacanze


Nel mese di vacanza, ho potuto dedicare molto tempo ad una delle mie occupazioni preferite: la lettura. Ho letto molti libri, quasi tutti molto belli e di alcuni voglio parlare qui.

Un libro che mi ha colpito molto, prestato dalla vicina di ombrellone Manuela che me lo ha consigliato caldamente, è "
Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte". E' veramente un bel libro, scritto in prima persona da un ragazzo autistico, che indaga sull'uccisione del cane della vicina di casa. L'autore non soffre di autismo, è uno scrittore britannico, ma il libro è scritto calandosi molto bene nella mente di qualcuno che soffre di questa patologia (per quanto ne posso sapere, avendone letto e visto in film, come "Rain Man").
La matematica non è come la vita perché nella vita non esistono risposte chiare e dirette.

I cani sono fedeli e non dicono bugie perché non sanno parlare.


"
La biblioteca dei morti" è un thriller di cui non avevo sentito parlare, che ho comprato perché il titolo mi piaceva molto e che non ha deluso le mie aspettative. La trama, che ha per oggetto una strana biblioteca, è incentrata su una serie di omicidi che hanno come comune denominatore il fatto che le vittime, prima di morire, ricevono una cartolina con disegnata una bara. Io non ne avevo sentito parlare, poi ho scoperto che si trattava di un caso letterario, già segnalato su diversi siti, mesi fa.

"
Memory" è un thriller di Nicci French. Avevo letto un altro thriller di questi autori (il nome è uno pseudonimo, in realtà sono due persone che scrivono insieme) che però non mi aveva colpito, ma ho deciso ugualmente di comprare questo. La scelta si è rivelata ottima e il libro mi è piaciuto moltissimo. La storia ha origine dalla scoperta dei resti di Natalie Martello, scomparsa molti anni prima. Jane, la protagonista, era molto amica di Natalie e decide di fare chiarezza sulle circostanze della sua morte.

"
Dance dance dance", anche questo prestato da Manu. Non è un libro facile. Molto più di tanti altri, deve essere letto con lo spirito "giusto". Altrimenti rischia di sembrare insensato. Perché non è un romanzo e basta. E' qualcosa di più. E' la storia di un trentenne alla ricerca di qualcosa - di se stesso - e che, nella sua ricerca, si imbatte in diverse persone che contribuiscono al suo ritrovarsi. Una storia con un tocco di paranormale e di qualcosa che alla fine è rimasta un po' misteriosa, elementi che hanno contribuito a rendere questo libro, per me, molto fascinoso.

"
La rabbia degli angeli", consigliato da Vally, così come altri di Sidney Sheldon. L'autore, uomo, era bravissimo a scrivere storie di donne dalla vita complicata e questa è una delle migliori. La protagonista, Jennifer, è un avvocato che si trova a dover fronteggiare un potente mafioso, impelagandosi in loschi affari. E, in mezzo ai loschi affari, una storia d'amore. Anzi due.

"
La somma dei giorni", nel quale Isabel Allende racconta la sua storia dalla morte della figlia Paula ai nostri giorni. Lo stile è sempre quello, il suo: episodi, raccontati con semplicità e simpatia.

Per ora mi fermo, probabilmente riprenderò questo post per aggiungere altri libri.


Altro mare...

Abbiamo preso commiato già da una settimana dal nostro mare, visibile in alcune foto sulla destra della pagina del mio blog, quello di San Lorenzo (SR). Che è anche il mare di tante altre persone che, come noi, trascorrono da anni un lungo periodo di vacanza in quella zona. Anzi in quella spiaggia, assolutamente non attrezzata con, come unica attrattiva "mondana", un chioschetto.
In effetti, forse è una spiaggia ancora vivibile ad agosto perché non ci sono nemmeno i bagni, quindi, a parte quelli che hanno la casa lì (o amici di quelli che hanno la casa), non c'è tantissima gente.
E il mare non ha nulla da invidiare a quello delle Maldive o altri posti che si vedono sui cataloghi delle riviste di viaggi in paesi esotici.

Avendo dovuto interrompere la piacevole pratica quotidiana di stare in spiaggia tutto il giorno, ritornati a casa, stiamo ovviamente perdendo l'abbronzatura, che si va appiccicando agli indumenti, lasciando sulla nostra pelle delle chiazze molto poco gradevoli alla vista. Prima di sbiancare completamente e tentando di combattere il caldo pazzesco che da queste parti non è per niente diminuito - ma che probabilmente come altri anni, svanirà da un giorno all'altro e dal condizionatore passeremo al piumone in 24 ore - ieri abbiamo deciso di andare a farci un bagno (nel senso letterale del termine).

Siamo stati al mare, in un tratto imprecisato del lungomare tra Riposto e Fondachello (in provincia di CT).
Il panorama che ci si è presentato davanti (foto a sinistra) era quello di un lungo tratto di spiaggia di sassolini piccoli, con un discreto numero di persone - ma non tanto considerato che era domenica - e un mare mosso dai colori bellissimi.
Abituati all'acqua che in quella zona è generalmente congelata, siamo rimasti molto sorpresi quando ci siamo immersi in quell'acqua stranamente calda.
Non era sporca anche se qualcosa mi diceva che non era il caso di tenere gli occhi aperti sott'acqua - cosa che faccio sempre perché mi piace molto andare sott'acqua e guardare, soprattutto quando il fondale è fatto di sassolini.

Al secondo bagno avevo la sensazione di avere le mani unte. E poi mi sentivo sporca.
Ho iniziato a gufare, dicendo che secondo me eravamo nel mezzo di qualche schifosissimo scarico di qualche industria o fogna o chissà cosa. Marco ha pensato che fossi paranoica come al solito e mi ha zittito, facendomi notare che c'era un sacco di gente e che a 50 metri da noi c'era pure un lido e quindi non poteva essere... l'unto e la puzza erano solo mie impressioni.
Io ho pensato "Sarà... ", ma non mi sono fatta altri bagni nonostante il caldo.


Appena siamo andati via, abbiamo notato, all'ingresso della discesa a mare, un cartello che diceva "Divieto di balneazione" (motivato con qualcosa tra cui spiccavano le parole "inquinamento delle acque").

Altro che San Lorenzo!

La solita routine...

San Lorenzo, Marzamemi (SR)


Poco fa parlavo con una mia amica del fatto che, anno dopo anno, rientrare (mentalmente) dalle vacanze si fa sempre più difficile.
Coetanee quasi quarantenni, anche se ci sentiamo ancora coetanee dei ventenni (e ci chiediamo, stupite, perché ormai ci danno del lei e si rivolgono a noi con il termine "signora"), abbiamo pensato che forse è l'età a farci sentire così!!
Spero di no, spero che sia solo perché quest'anno la vacanza è stata lunga.


La vacanza lunga ha questo effetto collaterale... quando facevo un paio di settimane di vacanza era molto più semplice: di fatto era come nemmeno essere andata in vacanza, in due settimane quasi nemmeno me ne rendevo conto, la mente non smetteva di pensare al lavoro (almeno la mia).

Non che rimpianga le due settimane, comunque.

San Lorenzo, Marzamemi (SR). Mare che nulla ha da invidiare al mare delle Maldive, tanto per fare un esempio.


In un mese, invece, uno se lo dimentica proprio il lavoro.


E questo potrebbe diventare un problema, se sfuggisse al controllo, per me che ho un lavoro autogestito... si fa in fretta a "perdere il treno" se non ci si rimette in carreggiata presto.

Per rafforzare l'oblio, quest'anno in vacanza, le comunicazioni sono state parecchio complicate.
Per riuscire a parlare al telefono cellulare (concessione esclusiva per la famiglia) era necessario posizionarsi in luoghi strategici e rimanere immobili.
Per usufruire della connessione a internet, era necessario un preliminare screening girovagando per il giardino con il computer portatile (con chiavetta internet inserita) in mano, fino a quando non compariva almeno una tacca che indicava una potenza del 2% circa di quella teorica e di solito succedeva in luoghi impervi, come appiccicata alla siepe, nei dintorni del pozzo o in prossimità del cancello, oltretutto quasi sempre di notte e praticamente al buio. 
Le due tacche, che comunque non consentivano di navigare ad una velocità decente, non si trovavano ogni volta che facevo lo screening, infatti, la maggior parte delle volte, dopo dieci minuti di tentativi infruttuosi, spegnevo il computer e rimandavo il tentativo a tre-quattro giorni dopo.
Io, che sono una internet dipendente, sono stata un mese entrando in rete solo tre-quattro volte e quasi esclusivamente per controllare la posta.
Comunque adesso sono rientrata.
Un saluto a tutti gli amici di blog, a chiunque passa di qua e alla mia cuginetta che oggi fa il compleanno.