giovedì 11 novembre 2010

amici "vecchi" e lontani...

Amici con cui sono cresciuta e che adesso non vedo più.
Amici con cui condividevo pomeriggi passati a cantare le canzoni di Baglioni e Battisti, tragitti in autobus strapieni (il 34) per andare al mare ed entrare a sgamo nel lido in cui alcuni altri amici avevano la cabina, viaggi in casolari in mezzo alle colline toscane, serate a giocare al gioco "dei versi" (degli animali), risate incredibili e sincere, abbracci, pianti, camminate, banchi di scuola, lunghe telefonate con i telefoni a gettone...
Una cosa che ricordo sempre con molta nostalgia è quella volta che sono andata, con alcuni di loro, due giorni in una casa desolata in campagna e ci siamo nutriti esclusivamente di pane, ricotta e vino. La casa era mia, molto sperduta, spesso target di ladruncoli e vandali, che trovavano divertente rompere i vetri e fracassare i miei vecchi 45 giri e LP e lasciarli rotti in giro per casa o fuori in mezzo alle pozzanghere (a proposito, ladri e vandali, VI ODIO).
E poi c'è stata quella volta che li abbiamo accompagnati alla stazione, dopo quindici giorni insieme... in sette, tutti ad accompagnarli e ci siamo fatti le foto davanti al treno. E mi hanno preso in braccio per farmi dare un bacio a lui, che, comunque non mi filava nemmeno di striscio.
O quell'altra volta, in mezzo alle colline toscane... in sedici accampati in un paio di stanze a bere Chianti, mangiare pane e olive, bere Chianti, spiare animali selvatici fuori dalla finestra e bere ancora Chianti. E io che non reggo il vino, infatti, ho concluso la serata spifferando i miei sentimenti ad un tizio che mi piaceva e che non mi vedeva nemmeno (quello del treno, per intenderci)... beh, comunque tanto lo aveva capito, lo avevano capito tutti. E lui, da perfetto gentleman, per non ferire il mio orgoglio rifiutandomi, il giorno dopo (che ero perfettamente in me e vergognata da morire) ha fatto finta di credere che gli avessi detto tutte quelle cose solo perché ero un po' brilla, quindi non mi ha nemmeno rifiutata, ha fatto semplicemente finta che non fosse successo nulla. Che mazzata, ma lo sapevo!

Allora era impensabile immaginare che sarebbe arrivato un tempo in cui ci saremmo sentiti solo occasionalmente e visti anche meno. Me li ricordo tutti come erano quando avevamo sedici o vent'anni.
Che tempi. Le cose cambiano, ma l'affetto resterà per sempre.

1 commento:

  1. Anche i ricordi belli, almeno quelli, si spera che restino per sempre.
    Nel mio caso purtroppo l'affetto a volte é andato per rivoli, da ambo le parti...

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