giovedì 25 novembre 2010

Porcherie varie

Non sono più dipendente da un pezzo e, anche quando lo ero, non avevo la mentalità, purtroppo molto diffusa, del dipendente che non fa un caxxo tanto è tutelato.
Penso che in alcuni posti, i dipendenti siano davvero troppo tutelati.
Non è corretto che il dipendente sia tutelato anche quando il suo lavoro non lo svolge per nulla. E gli si permette di passare sei ore di fila seduto senza alzare un dito, mentre attorno tutto va in rovina (in maniera nemmeno troppo figurata).
Che poi com'è che non si tagliano le vene a stare immobili tutto il giorno, senza fare nulla?! Io potrei impazzire, a guardare le mosche volare, tutto il giorno! Sono certa che impiegherei tutto questo tempo libero, pagato con i nostri soldi, per leggere o lavorare a maglia.

Però, che schifo.

Dall'altra parte, ci sono aziende che, invece, del lavoratore (e qui intendo dire, il lavoratore che lavora) se ne fregano totalmente e, non so bene perché, tentano sempre di mettergliela in quel posto, usando metodi più o meno scorretti, approfittando anche dell'ingenuità delle brave persone.

Questo mi fa imbestialire.
Quando queste cose coinvolgono gente che conosco, ancora di più.

4 commenti:

  1. Temo che sia un circolo vizioso, ormai: il dipendente cerca di fare il meno possibile perché vede nell'azienda il moloch che lo sfrutta e basta, e l"azienda cerca di sfruttare il dipendente il più possibile perché sa che questo cerca di lavorare il meno possibile.
    Detto questo, bisogna fare i dovuti distinguo: ho incontrato numerosi lavoratori pubblici che maledicono Brunetta come un persecutore, e altri che se ne strafregano e, protetti da un"impunità tutta italiota, si fanno persino un vanto di non fare assolutamente niente.
    Io sono dipendente, ma nel settore privato. E qui, te lo assicuro, con le mani in mano non ci resti a lungo.

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  2. Io ho lavorato solo nel privato, e ti dico che "parassiti" e "diligenti" esistono ovunque (ovviamente nel privato il parassita deve essere più subdolo rispetto a un parassita del settore pubblico).
    Ci vuole senso di responsabilità, e purtroppo non tutti ce l'hanno in ugual misura...

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  3. La crisi ha dato alle aziende la scusa e la possibilità di schiavizzare i dipendenti. Pagare il minimo pretendendo il doppio. Poi è chiaro che chi può la mette nel didietro al proprio datore di lavoro...
    Mi sono appena licenziato da un'azienda la cui politica era proprio questa: far leva sull'attuale situazione di crisi economica per sfruttare e maltrattare le persone. E non per modo di dire: i “capi” hanno fatto scoppiare in lacrime alcune dipendenti donne più di una volta, a suon di urla, rimproveri, minacce. Davvero poi ti aspetti che queste persone, insultate e umiliate, si sentano responsabili verso l'azienda? Fanno il loro lavoro spinte dalla paura e basta.
    Poi, oh, il "lavoratore tutelato" è una leggenda metropolitana: se ti vogliono far fuori, trovano ben un modo. Solo quando c'è la televisione di mezzo, con aziende enormi tipo Fiat, i sindacati muovono il sedere. Più per propaganda politica che per i lavoratori.

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  4. Mi trovi pienamente daccordo e ti devo dire che, vivendo ormai da dieci anni al nord, quello che era un vizio -più che tollerato- del meridione, ora sta prendendo piede anche qui, per quanto con molta meno evidenza.
    Temistocle

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