giovedì 30 dicembre 2010

La maledizione del fungo porcino


Che in famiglia non si andasse troppo d'accordo con i funghi porcini ce n'eravamo perfettamente avveduti una domenica pomeriggio di diversi anni fa, quando la mia metà aveva nolente restituito all'ambiente tutti i buoni e abbondanti ingredienti di uno squisitissimo pranzo, consumato poco prima presso uno dei nostri locali preferiti.

Da allora, in questa casa, il Fungo Porcino è stato bandito (io il Fungo lo mangerei pure volentieri, ma sono solidale) e se ci ritroviamo a consumare promettenti prelibatezze dall'aspetto sospetto in casa d'altri, la domanda consueta è "Ma questo è con i funghi?"; quasi sempre, il Fungo non riesce a gabbarci, ma ogni tanto si nasconde in mezzo ad altri saporiti ingredienti, tentando di coglierci di sorpresa e farsi mangiare.
Un paio di volte è anche riuscito nel suo intento, provocando gli effetti purtroppo noti.
Come oggi pomeriggio.
In questi giorni, infatti, il Fungo Porcino ha ordito un piano davvero diabolico.
Ieri sera, a casa di amici, si è intrufolato in un piatto di tagliatelle panna e funghi cui mancava solo la parola (io ne sono testimone) ed è stato evitato, sebbene all'ultimo minuto, in quanto perfettamente riconoscibile nel piatto - e meno male, altrimenti ci toccava fare una corsa al pronto soccorso in piena notte.
Oggi a pranzo, invece, il Fungo non è stato identificato per tempo tra gli ingredienti di un piatto di lasagne al forno ed è finito nella pancia del mio povero marito, che se ne è prontamente liberato, vomitando anche l'anima e finendo semisvenuto al pronto soccorso - dove a nessuno è interessata minimamente la storia della maledizione del Fungo e volevano fargli un'urgente appendicectomia. Che per fortuna non gli hanno fatto.

Che cos'è questo rumore?


Scena: INTERNO - CASA MIA - GIORNO
Sola a casa, sto silenziosamente pensando alla giornata di domani.
Soprattutto, sto pensando alla spesa che devo andare a fare e alla casa che devo pulire. L'aspirapolvere mi aspetta sulla porta della cucina - già appostato lì da ieri a ricordarmi il mio dovere. Meno male che ieri, animata da insolita voglia di fare le pulizie, ho pensato bene di spolverare i mobili (cosa che odio, quasi quanto stirare) e così mi sono portata avanti con il lavoro.
Un rumore forte e non usuale rompe il silenzio della casa isolata.
La catastrofista cronica che alberga in me
- di solito nascosta sotto una pesante coltre di positività e ottimismo, che mi serve per vivere serena, che se no mi sarei buttata, tempo fa, dal sesto piano -
anche memore di un incubo recente e considerando che a volte faccio sogni premonitori
- non spesso, ma capita, anche se non mi piace pensare che i miei sogni sono premonitori perché spesso sono incubi -
ha subito pensato "aiuto, stanno tentando di scardinare le inferriate!!" e si è messa a sbirciare dalle porte finestre, tenendo ancorata al telefono la mamma
- non si sa mai succedesse qualcosa, almeno lei lo saprebbe istantaneamente -
non rilevando però presenze di estranei aggrappati alle inferriate, con fare alla King Kong
- come nel suo ultimo incubo.
La razionale donna adulta che sono
- non sempre ma spesso -
allora ha capito che si tratta degli operai
- quelli stessi che mi camminavano nel giardino senza permesso per intenderci -
che stanno trapanando da due ore nella casa accanto, rendendo le mie orecchie ronzanti come uno sciame d'api.

Ho il sospetto che quando la casa accanto sarà abitata, non ci sarà più la pace che c'è ora.
In ogni caso, credo ci sia tempo... la coppia che doveva venire a viverci ha pensato bene di lasciarsi, quindi...


martedì 28 dicembre 2010

Cosa ne penso di - 500 days of summer

This is not a love story. It's a story about love.

Questo è un altro di quei film il cui titolo tradotto in italiano ha un significato completamente diverso dal titolo originale.
Il titolo originale 500 days of Summer è stato tradotto con 500 giorni insieme, cosa che, a prima vista, non sembrerebbe nemmeno tanto abominevole, se non per il fatto che Summer - oltre a significare Estate (particolare importante per qualcosa che accade alla fine del film) - è il nome della protagonista e quindi eliminare la parola Summer dal titolo non è stata la scelta più felice, secondo me.

Polemiche sui titoli a parte, questo film mi è piaciuto.
Strano perché, di norma, io amo gli happy ending e questo non si può dire che abbia un classico happy ending.
Forse mi è piaciuto perché mi ci sono rispecchiata.
Fa pensare a cose come le anime gemelle, il destino, le coincidenze e cose così... e su come ci si focalizza su alcune cose, quando una storia importante finisce, cose che diventano come il prosciutto sugli occhi e un filtro nella mente e che ti impediscono di vederne con chiarezza delle altre.
Penso che se avessi visto questo film alcuni anni fa, in un certo periodo in cui potevo tranquillamente identificarmi con il protagonista, ne avrei anche tratto un certo beneficio pratico.
E ricordo abbastanza distintamente il momento in cui, come il protagonista nell'ultima scena, il prosciutto mi è caduto dagli occhi e ho dato il benvenuto alla nuova stagione.
In ogni caso, è un film carino, non è una romanticheria alla Harmony e ha un finale abbastanza inaspettato... simpatico per passare un'oretta e mezza.

Qua c'è il trailer in italiano.
Dato che oggi ho guardato il film in inglese, non mi ero accorta delle voci dei doppiatori... credo di aver capito come mai la prima volta che avevo guardato il film (in italiano) mi ero pure addormentata, mentre oggi mi è sembrato troppo carino.
Qua quello originale, manco a dirlo, molto più bello.

Alcune citazioni (inglese)
Rachel Hansen: Just because she likes the same bizzaro crap you do doesn't mean she's your soul mate.
Rachel Hansen: Look, I know you think she was the one, but I don't. Now, I think you're just remembering the good stuff. Next time you look back, I, uh, I really think you should look again.


Summer: Well, you know, I guess it's 'cause I was sitting in a deli and reading Dorian Gray and a guy comes up to me and asks me about it and... now he's my husband.
Tom: Yeah. And... so?
Summer: So, what if I'd gone to the movies? What if I had gone somewhere else for lunch? What if I'd gotten there 10 minutes later? It was - it was meant to be. And... I just kept thinking... Tom was right.
Tom: No.
Summer: Yeah, I did.
Summer: I did. It just wasn't me that you were right about.



venerdì 24 dicembre 2010

Modi diversi di augurare Buon Natale

Siccome, non so perché, ultimamente va di moda mettere cappellini o cerchietti con orecchie di renna a cani e gatti, per fare gli auguri di Natale, mi sono uniformata alla massa e ho messo un cappellino virtuale a Eva (che sono una schiappa a ritoccare le foto è più che evidente guardando questa piccola opera d'arte). Beh, che importanza ha... è un pensiero! :)
Eva è una delle cucciole che abitano nel giardino di casa dei miei, è meravigliosa e adesso è grande e grossa, che sembra un incrocio tra un leone e un cavallo piuttosto che un cane.

Poco fa ho visto due video che mi hanno colpito, per motivi MOLTO diversi.
Sono modi molto diversi di augurare Buon Natale a quelli che passano di qua.

Uno è questo, classica canzone natalizia, cantata da una voce celestiale.
L'altro è questo... bellissima canzone di John Lennon, solitamente spammata per Natale, con delle immagini molto forti che ti fanno davvero riflettere.


An eye for an eye will make us all blind - Gandhi

giovedì 23 dicembre 2010

La strada riflessa negli occhi

Ho già citato Stephen King altre volte, anche qui, ma lo cito di nuovo perché una cosa che ho letto nella prefazione di "A volte ritornano" mi ha colpito molto, tempo fa.
E si collega, in qualche modo, con quello che mio marito mi ha detto ieri, dopo aver letto questo racconto agghiacciante (o questo primo capitolo, dato che forse lo continuo): "Dovresti parlare di questo racconto con uno psicologo! E sta notte dormo con la porta chiusa a chiave, ma tu resti fuori!"... lui, ovviamente, non legge racconti dell'orrore e capisco che leggere certi orrori partoriti dalla mente di una che dorme con te la notte... beh, può fare impressione. :)

In ogni caso, Stephen King, su questo argomento aveva tante cose da dire.
Una di quelle che mi piace di più è questa:

Davanti ad un racconto dell'orrore non riusciamo a credere veramente a quello che leggiamo. Non crediamo nei vampiri, nei lupi mannari e nei camion che improvvisamente si mettono in moto e si guidano da soli. Gli orrori ai quali tutti crediamo sono (...) l'odio, l'alienazione, la vecchiaia senza amore, l'avanzare in un mondo ostile sulle gambe malferme dell'adolescenza... Il racconto di mostruosità e terrore è come un cesto riempito alla rinfusa di fobie: quando l'autore passa accanto a voi, prendete dal cesto uno dei suoi orrori immaginari e deponete, al posto di quello, uno dei vostri orrori reali... almeno per un po' di tempo.


Questo è il link al racconto che ho chiamato "La strada riflessa negli occhi".
L'ho scritto quasi di getto l'altro giorno e sono indecisa se continuarlo, dato che ho qualche idea, ma la mia idea iniziale era di farlo finire lì.
E' la prima volta che faccio leggere qualcosa di mio a qualcuno che non sia mia mamma, mio marito o le mie amiche e mi piacerebbe avere un parere - non condizionato dall'affetto - sul mio modo di scrivere. Anche se, proprio in questo racconto, ho usato uno stile diverso dal solito.

Siccome è la prima volta che uso google per condividere documenti, potreste dirmi, oltre se vi è piaciuto il racconto, se:
1) vedete il racconto!
2) se per caso, vi consente anche di fare modifiche
3) cosa altro vedete del mio account

Grazie :)

Io e l'arte moderna (Viaggio a Parigi)


Parigi è una delle città più belle del mondo.
Non ho visto, ancora, un sacco di città, ma sono sicura che la capitale francese rimarrà tra le città per me più belle, anche quando (se) avrò visto quasi tutto il mondo.

L'ultima volta ci siamo stati alcuni anni fa.
E' stato un viaggio im
provvisato e riuscito benissimo, in cui abbiamo visto di tutto. Ho preparato l'itinerario per ogni giorno, aiutandomi con internet, riuscendo a non creare percorsi impossibili, ma solo assolutamente sfiancanti che prevedevano camminate di dodici ore quotidiane.
In quella settimana ci sono venuti il mal di schiena e le vesciche ai piedi.
Ogni qual volta ci fermavamo per mangiare in qualche locale, ci siedevamo nel primo posto libero perché distrutti e non riuscivamo poi a rialzarci per il dolore alle gambe.
La stanchezza mostruosa, il dolore alle gambe e alla schiena davano spesso origine ad attacchi di risate incontenibili, che, unite con la nostra non conoscenza del francese, i menu in francese e la "simpatia" del 90% dei francesi che non si sforzano nemmeno minimamente di cercare di comprendere quello che vuoi ordinare, nemmeno se mastichi un po' l'inglese, hanno provocato diverse volte degli eccessi di risate da star male (avete provato a ridere come dei forsennati con un gran mal di schiena?) di fronte ad attoniti camerieri che avranno pensato che eravamo degli italiani un po' matti.

E ogni sera, al rientro in albergo verso le 21,30 - 22, ci addormentavamo distrutti sopra le coperte, spesso ancora con i vestiti e le scarpe, mentre fuori c'era ancora il sole.
Ma ci siamo divertiti un sacco.

Parecchie risate, con attacco ilare di fronte al custode che secondo me è stato indeciso se buttarci fuori o no, ce le siamo fatte al Beaubourg, al museo di arte moderna, che, nel complesso, non abbiamo compreso.
Il museo, l'edificio, in sè, è, ovviamente, strepitoso.



Tetti bassi di case antiche e, improvviso, il Centro Pompidou, detto Beaubourg.
Costruzione volutamente strana... colorata e moderna, caratterizzata principalmente dall'avere gli impianti sulla facciata esterna - cosa che crea un groviglio non consueto di tubature, cavi e travi - il Beaubourg, nel mezzo di un quartiere antico, sembra qualcosa di alieno caduto per caso sul Pianeta Terra.
E infatti, nel 1977, questa "creatura uscita da un libro di Jules Verne" (R. Piano) ha fatto vincere a Renzo Piano e Richard Rogers - i progettisti dell'edificio - un concorso
che aveva l'intento di proporre la cultura in un modo meno istituzionale del solito.

Personalmente trovo l'edificio molto affascinante, anche se l'arte moderna non è il mio forte nel complesso. Infatti, come sarà evidente leggendo di seguito, alcune delle opere esposte non siamo proprio riusciti a capirle.

All'ingresso, enormi reti appese al soffitto contenevano dita, mani, piedi, equalcosa di indefinito che sembravano organi interni, di dimensioni gigantesche e fatti di qualche materiale che sembrava gomma. Ogni tanto, una rete allentava la sua presa sul soffitto e precipitava fino a circa un metro dal suolo. Il gioco si ripeteva a cadenze prestabilite... Ci eravamo addentrati nel Museo già un po' perplessi per non aver capito nulla di questa introduzione, sentendoci un po' scemi.

La prima opera incompresa che ha scatenato l'attacco di risate convulse (soprattutto di Marco), è stata il ritratto di questo signore con gli occhiali, che sembra un mostro disegnato da un bambino; opera che noi abbiamo ribattezzato "Lo zombie" e cui non riusciamo a dare un significato.


Subito dopo lo zombie abbiamo visto un pianoforte che era rivestito da un panno grigio, compresi i piedi; questa sorta di vestitino del pianoforte gli conferiva un aspetto che lo faceva somigliare a un elefante. Purtroppo non ho foto che documentano questo splendido reperto, ma è stato proprio guardando questo pianoforte mascherato da elefante che si è manifestato il maggiore dei nostri attacchi di risate, che ci è valsa un'occhiataccia da parte dell'addetto del piano.

Il rinoceronte rosso in materiale plastico, documentato qui sotto, se l'è battuta alla grande con il pianoforte travestito da elefante che però resta il vincitore.


Molte altre opere hanno suscitato in noi domande su quale fosse il loro oscuro significato... come ad esempio una tela bianca con un chiodo piantato nel mezzo o una tela 3 x 3 completamete dipinta di blu o una tela bianca (non dipinta, vuota) su parete bianca. O ancora, filmati proiettati in più schermi nella stessa stanza, riguardanti donne fluttuanti nelle acque di un lago, nell'atto di affogare. O sculture della testa di Pinocchio con naso sproporzionatamente lungo. O ancora sgabelli a forma di gnomo.


Oltre queste opere appena citate di cui, molto francamente, io e mio marito non abbiamo colto il significato (che sono certa esserci), altre opere, che, seppur parecchio strane, hanno destato in noi da un lato curiosità e, talvolta, emozioni.

Uno strano mostro altezza uomo, composto da oggetti vari, tra cui pistole, bombolette spray, forbici, e giocattoli vari, incollati tra loro e dipinti ha attratto particolarmente la nostra attenzione.


Insieme a "Il mostro", la nostra attenzione è stata attratta da "L'aereo".
Grande circa 3 metri x 3, appeso al soffitto, fatto di qualcosa simile al vimini e centinaia di forbicine da
l manico colorato, infilzate dappertutto, a fare da eliche alcuni asciugacapelli non troppo moderni (accesi).


Un'opera un po' lugubre ma affascinante, anche se non sappiamo il significato che gli ha dato l'autore, è quella che abbiamo ribattezzato "I guanti": centinaia di guanti (suppongo), riempiti di qualche materiale che gli ha dato bene o male la forma di mani e poi colorati di rosso, appesi insieme al soffitto a formare un grosso grappolo dall'aspetto sanguinolento!



Sono certa di non avere uno spirito artistico granché sviluppato, non me ne vogliano gli estimatori di arte moderna... leggendo qua e là ho trovato due frasi che mi hanno colpito e che, ho capito, riassumono quello che penso dell'arte moderna.

"L'arte è ciò di cui non si capisce il significato, ma si capisce avere un significato" (anonimo)

"L’arte moderna si chiama così perché non ha nessuna probabilità di diventare antica" (Nikita Kruscev)




martedì 21 dicembre 2010

Cosa ne penso di - Davanti agli occhi

Davanti agli occhi (qui il trailer).
Your life can change in an instant. That instant can last forever.

Titolo originale "The life before her eyes",
titolo una volta tanto non stravolto completamente.

Questo post è un po' SPOILEROSO,
quindi evitate di leggere oltre, se avevate pensato di guardarlo stasera
e non vi volete rovinare il finale.

Mentre pensate se volete andare avanti, guardatevi Uma Thurman,
in questo primo piano che personalmente trovo stupendo.


Diana... insegnante, moglie e madre, conduce una vita normale
e, nel giorno della commemorazione di un evento tremendo,
ricorda quel giorno di quindici anni prima,
nel quale tutta la sua vita è cambiata. Infatti, quel giorno,
il suo compagno di scuola Patrick è uscito di senno:
ha preso un mitra e ha massacrato tante persone, tra compagni e professori,
terminando la sua opera assurda nel bagno
in cui si trovavano Diana e la sua amica del cuore Maureen.


E' uno di quei film che mi ha lasciato dentro qualcosa e
che mi ha fatto venire il magone nel vedere l'ultima sequenza.
Uno di quei film che ti vengono dei dubbi perché la trama non è troppo lineare
e il finale è troppo triste e
che appena lei risponde di no *, pensi "Oh no! avevo capito bene",
che cerchi le opinioni degli altri su internet per vedere se sono in linea con la tua e
che ha lasciato diverse persone estasiate e tante altre deluse.

Mi ha ricordato, per ovvii motivi "Stay",
altro film che mi ha lasciato qualcosa dentro e
la cui trama può essere riassunta in questa citazione:
If this is a dream, the whole world is inside it.





* STRASPOILER

TIZIA
Lei è una dei sopravvissuti?

DIANA
No






Contro i titoli dei film tradotti alla c...

Poco fa ho trovato su Facebook, un gruppo che si chiama "Contro i titoli dei film tradotti alla cazzo", i cui partecipanti sono partiti da quella che è la traduzione di film più orrenda del mondo (sino ad oggi), ovvero Eternal Sunshine of the Spotless Mind (letteralmente: L'eterno raggio di sole della mente senza macchia) tradotto con Se mi lasci ti cancello, per poi spaziare tra molte altre traduzioni più o meno indegne.
Personalmente, Se mi lasci ti cancello mi ha colpito a tal punto che non ho mai voluto nemmeno vedere questo film per via del titolo, secondo me, orribile, che mi ha fatto sempre pensare al film come a una banalità; recentemente ho comunque deciso di guardarlo perché c'è chi dice che è molto bello.
Ovviamente, tradurre letteralmente quel titolo sarebbe stato probabilmente altrettanto ridicolo, ma allora perché non lasciare il titolo originale, che oltretutto è un verso di A. Pope?
Perché i titoli dei film vengono tradotti? Dicono per rendere "più accattivante un film"... a parte rarissime eccezioni, le traduzioni mi sembra invece che rendano più ridicolo un film o che, quando va bene, ne sviino completamente il senso.

Ecco alcuni altri esempi di titoli stravolti che mi vengono in mente:

1) Dot the i (Metti il puntino sulla i) tradotto con Passione Fatale... almeno la traduzione c'entra con il film anche se potevano lasciare l'originale che fa riferimento a un dialogo del film (di questo film ne ho parlato qui).
2) The Time Traveler's Wife (La moglie del viaggiatore nel tempo) tradotto con Un amore all'improvviso... questa traduzione non c'entra proprio niente.
3) The land of women (La terra delle donne) tradotto con Il bacio che aspettavo... nemmeno questa c'entra.
4) Vertigo (Vertigine) tradotto con La donna che visse due volte... questo titolo almeno ha qualcosa a che fare con il film, ma l'originale aveva il suo perché.
5) The Shawshank redemption (La redenzione di Shawshank) tradotto con Le ali della libertà... anche in questo caso, la traduzione è completamente differente, ma almeno c'entra qualcosa con il film.
6) The back-up plan (Piano di riserva) tradotto con Piacere sono un po' incinta... questo è incommentabile.
7) Domicile conjugal (Domicilio coniugale) tradotto con Non drammatizziamo... è solo questione di corna... questo è ancora più incommentabile.

Da qualche anno guardo, quando posso, film e telefilm in lingua originale... all'inizio capivo l'1% adesso capisco il 60%, a volte l'80% dei dialoghi. In alcuni casi, capisco ancora l'1%... a volte è difficilissimo capire quello che dicono, soprattutto gli americani (per me). Ma, con l'aiuto dei sottotitoli, meglio se in inglese, guardare un film in lingua originale è un'esperienza del tutto differente!
Dicono che quelli italiani sono i doppiatori migliori.
E sicuramente sono stati bravissimi i primi due che mi vengono in mente (oggi purtroppo scomparsi)... Oreste Lionello nel doppiare Woody Allen e Ferruccio Amendola nel doppiare Dustin Hoffman, Robert De Niro, Sylvester Stallone e Al Pacino.
Ma oggi ci sono film (e serie tv) che doppiati non si possono guardare.
Infatti, da un lato ci sono molti doppiatori scarsissimi e inespressivi che riescono a rendere orribile un buon film e dall'altro, così come i titoli, spesso anche i dialoghi vengono stravolti e a volte basta una piccola sfumatura per cambiare completamente senso a una frase.
Non sempre è tutta colpa dei traduttori, spesso e volentieri in lingua originale ci sono battute che in italiano non hanno alcun senso e allora chi traduce / adatta i dialoghi deve inventare.
Mi viene in mente Friends serie tv che adoro... in italiano, a volte, le battute sono così cretine che mi chiedo come faccia a piacere a chi lo guarda doppiato.

E, allora, a volte non sarebbe meglio non tradurre dialoghi piuttosto che farli diventare incredibilmente stupidi?


lunedì 20 dicembre 2010

Modelli di vita (sbagliati): le Barbie.




La mia prima Barbie - Barbie sciatrice, con il completino da neve e gli sci - mi fu regalata da mio nonno per un compleanno intorno al 76-77. Mi ricordo abbastanza bene il momento dell'apertura del pacchetto e il viso della mia Barbie, che, a pensarci ora, mi ricorda Maria Giovanna Elmi. La Barbie ce l'ho ancora da qualche parte (e mi è venuta una gran voglia di giocarci, tra l'altro!!).




Queste qua sopra sono Maria Giovanna Elmi e Barbie Malibù
(la mia Barbie sciatrice è identica a questa, tranne che per il segno del costume)

Non so come le facciano le Barbie adesso, non sono certa che le Barbie in carne esistano in commercio, ma ricordo bene che le Barbie dei miei tempi erano magre da paura... uno dei (tanti) messaggi potenzialmente dannosi, della serie "Giocano con bambole anoressiche fin da quando nascono e poi ci si chiede perché un sacco di ragazze è ossessionata dall'aspetto fisico e si ammala".

Non che pensi che il modello giusto da dare sia quello dell'obesa... anzi ,la Barbie della prima foto potrebbe essere utile per dire "Hey bimba, se passi tutto il giorno ferma a cazzeggiare al computer e non fai nemmeno due secondi di sport al giorno, guarda un po' come diventi!".

Però magari ci vorrebbe una via di mezzo... tipo una Barbie della seconda foto, forse lievemente meno rotonda... cioè una Barbie che abbia un giro vita da essere umano mangiante e, perché no, anche un filo di pancia. Che abbia un corpo di donna sana, normale.



Petali e compleanni

Petali strappati alla vita
nell'ultimo atto
tracciano leggere spirali
fino al giaciglio eterno

Che poi... dicono che almeno il giorno del compleanno uno dovrebbe essere allegro.

Ma non basta una torta, per quanto buona sia, a mettere allegria.

E il numero di candeline non c'entra.
A proposito, mi ha telefonato una zia che mi ha chiesto quanti anni compio oggi e quando gliel'ho detto non ci poteva credere... "ma no?! davvero?! quando mi chiedono quanti anni hanno i miei nipoti, rispondo sempre 'circa 30'" mi ha detto...
eh, zia, circa 30, circa 40... che differenza fa.
Comunque sono 39.




Per l'immagine lì sopra, che mi piace molto e che purtroppo non ritrae me, ringrazio questo blog.



venerdì 17 dicembre 2010

Riflessioni (Dubbi e Vigliaccherie) - Post meteo ispirato


Neve in provincia di Catania - a 350 mt s.l.m. - 16/12/2010.

Siccome qui non è che nevichi proprio spesso...
la prima e l'ultima volta che mi ricordo la neve era il 1988 ed ero al liceo,
era pomeriggio e l'avevo pure scritto sul diario.
Ovviamente. Sul diario, a momenti, ci scrivevo pure quante volte andavo a fare pipì.
Comunque, siccome dicevo che vedere i cortili imbiancati non capita tutti i giorni, ieri qualche componente esaltato della mia famiglia ha scattato un paio di foto in cortile.
Questa qua sopra mi piace molto. Mi sembra che ci sia un bel contrasto di colori.

Cambiando argomento... e tornando ai miei nuovi hobby.
Il corso di recitazione sta per finire e adesso mi trovo davanti ad una scelta, perché non solo il corso avanzato ha un costo di molto superiore rispetto al corso base e sarà più impegnativo in termini di tempo, ma lo sarà anche in termini di impegno mentale e fisico.
Perché sono indecisa?
Da un lato, c'è l'innegabile realtà che io questo corso lo trovo meraviglioso: trovo bellissimo quello che facciamo sul palco, anche quando provo una vergogna tremenda e mi sento stranamente e felicemente legata al "gruppo" - persone che ho conosciuto lì e di cui non so niente, con cui non so se avrei legato mai se le avessi conosciute in contesti diversi -
Dall'altro ci sono altre tre innegabili realtà:
1) il mio obiettivo non è diventare attrice e il target del corso avanzato, invece, è proprio una persona che ha quell'obiettivo e, per raggiungerlo, si impegna fisicamente e mentalmente
2) io, diciamolo pure, sono una schiappa a recitare
3) ci sono limiti che forse non riesco a superare... la scorsa lezione mi sono rifiutata di fare un esercizio, perché implicava un mettermi troppo "a nudo" (non in senso letterale!)... E se mi capitasse di dover interpretare la parte dell'amante focosa?

Ho scritto tre contro e due pro.
In realtà, spero di scoprire che sono in grado di superare i miei limiti.




mercoledì 15 dicembre 2010

It gets better...

Everyone deserves to be respected for who they are. I pledge to spread
this message to my friends, family and neighbors. I'll speak up against
hate and intolerance whenever I see it, at school and at work. I'll
provide hope for lesbian, gay, bi, trans and other bullied teens by
letting them know that ..."It Gets Better".
Ciascuno merita di essere rispettato per quello che è. Prometto di diffondere
questo messaggio ai miei amici, famiglia e vicini. Mi pronuncerò contro
odio e intolleranza, quando ne sarò testimone, a scuola e al lavoro.
Darò speranza a lesbiche, gay, bisessuali, trans e altri adolescenti vittime di bullismo
facendogli sapere che... "Andrà meglio".


Dichiarazioni omofobiche di chi sta al nostro governo - mascherate da battute di pessimo livello - a parte, non c'è bisogno di andare troppo in là... immagino che persino nella cerchia di amici o familiari stretti, capiti di assistere a episodi di discriminazione nei confronti degli omosessuali.
Infatti, non so perché, fa, purtroppo, figo dire che prenderesti a pugni tuo figlio/fratello se scoprissi che è omosessuale oppure che quando passa un omosessuale ti posizioni con il sedere contro il muro.
Personalmente questo genere di affermazioni mi infastidisce, anche quando detta a mo' di battuta - che poi a me queste "battute" fanno tutto fuorché ridere.
E qualcuno resterebbe scioccato nel sapere che almeno una delle persone con cui scherza su questo argomento è, in effetti, gay e chissà quanto bene giudica l'amico quando lo sente dire certe fesserie.
Mi ha quasi stupito, tempo fa, una persona che mi ha confessato la sua omosessualità ed era pronta ad accettare un'eventuale mia reazione avversa, un mio cambiamento di opinione nei suoi confronti, come normale.
La mia reazione, ovviamente, è stata tutt'altro che avversa, è stata piuttosto qualcosa del tipo "il sesso della persona che ami non è qualcosa che mi fa cambiare opinione su di te". Ma il fatto che chissà quante altre persone le hanno voltato la faccia per questo motivo, mi ha fatto intristire parecchio.

It gets better project è un progetto che si propone "aiutare" gli adolescenti (e non) vittime di bullismo, in quanto "diversi" - ma come ci chiediamo in molti "Diverso da chi?" - perché gay, lesbiche, trans, ecc.
Sul sito ci sono capitata per caso poco fa, leggendo una rubrica che definirei frivola... ma sulla cui frivolezza mi devo ricredere, dal momento che una rubrica frivola non avrebbe postato il link a questo progetto, almeno credo.
It gets better, attraverso la raccolta di testimonianze di chi ha superato la fase in cui credeva che non ci fosse possibilità di un futuro e adesso vive felice, vuole "dare speranza" a chi - in particolare tra gli adolescenti - non riesce a superare le difficoltà che questa società - per molti versi assurda, aggiungo - gli pone davanti e che pensa che togliersi la vita sia la soluzione.
Recentemente c'è stato un aumento di suicidi di giovani gay, vittime di bullismo a scuola (parliamo di adolescenti), negli Stati Uniti. A seguito di questo episodio, qualche personalità di spicco si è pronunciata contro il bullismo, tra di esse Obama e Joel Burns - un politico texano gay. In particolare, quest'ultimo ha fatto un discorso bellissimo e anche parecchio commovente, dato che lui stesso ha vissuto episodi di bullismo e si è commosso molto nel raccontare la sua storia.
Ed è molto bello come, alla fine, Joel Burns parla di alcuni momenti importanti della sua vita e, rivolto a tutti i giovani che credono di non farcela più, dice qualcosa come "datevi la possibilità di vivere abbastanza a lungo da crearvi dei bei ricordi... adesso è difficile, ma andrà meglio.

mercoledì 8 dicembre 2010

Vestiti nuovi (virtuali)

Lo scorso weekend, in preda ad un estro notevole, anche motivata dal fatto che l'insegnante del corso di sceneggiatura non ha vomitato leggendo quello che gli ho mandato (wow!! comunque poi ne parlerò meglio in seguito), ho cambiato ripetutamente lo sfondo e il layout in generale del blog.

Sono giunta, dopo diversi tentativi, a quello attuale e ne sono contenta, perché, oltre che piacermi, lo trovo coerente con il titolo del blog.
Sullo sfondo ho messo cinque citazioni tratte da "Il piccolo Principe" di A. de Saint-Exupéry e da "L'ombra del vento" e "Il gioco dell'angelo" di C. R. Zafòn - che, al momento, sta in pole position tra i miei scrittori preferiti - ... sono parole (per aria) che giacciono sul disegno dell'affascinante copertina de "L'ombra del vento".

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa chi passa da qua, quindi ho messo anche un sondaggio... per favore, rispondete o lasciate un commento.

In particolare, vorrei sapere se riuscite a vedere le frasi per intero e se, secondo voi
- lo sfondo è troppo "pieno" di parole (per quanto bellissime io le trovi e abbia difficoltà a sceglierne un paio tra le cinque citazioni!)
- le parole sono disposte in maniera troppo ordinata e forse starebbero meglio se le disponessi in modo più casuale.

Grazie per qualunque feedback.

L'immagine qui sopra raffigura due dei precedenti vestitini che avevo confezionato per il blog, nel week end.
Il primo, con i dipinti di Klimt, Van Gogh e Chagal, era di gran lunga il mio preferito, ma non ha riscosso troppo successo tra i miei diretti familiari e un caro amico cui chiedo spesso consigli sul blog... Il secondo l'ho tenuto giusto un paio di ore e credo non l'abbia visto nessuno, ma non convinceva nemmeno me, anche se le ninfee di Monet sono un bellissimo dipinto (e l'immagine è il particolare di una foto che ho fatto al dipinto, tempo fa, al museo d'Orsay e quindi mi piaceva particolarmente).


martedì 7 dicembre 2010

I conigli e altro...

Oggi, dopo diverso tempo, ho ascoltato in macchina, non senza difficoltà perché la strada era piena di gallerie, Il Ruggito del Coniglio e, come al solito, mi sono fatta delle buone risate.
Questo programma è davvero mitico.



Qua sopra, una performance di Vinicius Du Marones, ne "Il poster anni '70".
E qui alcune altre sue canzoni dedicate ad oggetti di tristessa.

Nel frattempo, cercando le performances di Vinicius Du Marones (che sarebbe Max Pajella), ho trovato in rete un paio di foto che mi stanno facendo sganasciare dalle risate. Eccole.




Estranei che si intrufolano dentro casa

Non abbiamo ancora le tende a casa, perché non abbiamo ancora deciso quali mettere e non abbiamo fretta, tanto dalle nostre finestre / balconi non ci può vedere nessuno... quindi, non è che io faccia sempre tanto caso a come sono vestita (o svestita) quando passo davanti ad un balcone.
Questa mattina, come ogni mattina, mi stavo vestendo in camera da letto e ho scorto, tra le fessure delle imposte, che per fortuna erano ancora semi chiuse, un tale che passeggiava con nonchalance nel giardino di casa nostra.
All'inizio mi è preso il panico, perché vedere un estraneo che ti passeggia nel giardino, soprattutto se stai in una casa un po' isolata, non è proprio il massimo, in particolare se le tue letture preferite sono libri thriller, in cui non è infrequente che l'assassino si intrufoli in casa, dopo aver atteso che il marito esca...
Sono bastati, per fortuna, pochi secondi, per rendermi conto che il tizio non era un assassino, bensì un operaio che lavora nel cantiere accanto a casa nostra.
E quindi, mi sono tranquillizzata e ho pensato solo "spero che non abbia visto me, come io ho visto lui, attraverso le fessure delle imposte".
Quando sono uscita, dopo qualche minuto, ho visto che c'erano diversi operai nel cantiere accanto e non ho detto nulla, un po' perché avevo fretta e un po' perché, lì per lì, ho quasi giustificato il tale, dato che si tratta degli operai che hanno costruito casa mia.
Ma poi ho pensato che, anche se si tratta di un operaio che ha lavorato a casa mia e magari ha messo i miei mattoni con le sue manine, non aveva alcun diritto di scavalcare il muretto (non hanno ancora messo la ringhiera) e farsi un giro sulla mia ghiaia. Senza nessun apparente motivo, oltretutto.

E ho pensato che la gente è davvero strana e maleducata anche.
E io un po' stupida, perché sono stata zitta.

domenica 5 dicembre 2010

Cosa cercavano gli ignari lettori del blog...

Consulta le statistiche del tuo blog.
Blogger, da qualche tempo, dà la possibilità a ciascuno di noi di... ehm... cazzeggiare - credo sia il termine più consono - tra le statistiche dei nostri blog, al fine di renderci conto di quanta gente ci capita dentro, quali pagine guarda, quale motore di ricerca usa, da dove viene, ecc.
Personalmente non consulto queste statistiche più di tanto e l'unica cosa che mi incuriosisce davvero è vedere quali sono le parole chiave che, digitate su un motore di ricerca, conducono qualcuno fra le mie pagine. E lo facevo già prima, con Google Analytics.

Era da diverso tempo che avevo in bozza questo post e, finalmente, dopo aver letto e riso con le lacrime qua, mi sono decisa.

Secondo Google Analytics, quelle che seguono sono alcune delle parole chiave più strane che, inserite in google, hanno portato sprovveduti utenti tra le pagine del mio blog.
E immagino che, se cercavano quelle cose lì, se la saranno pure filata a gambe levate.

Qualcuno è giunto qui dopo aver cercato:

- Vendere carta igienica / Acquisto carta igienica
appassionati dello shopping online saranno finiti qua, probabilmente sul mio post della carta igienica ludica e dell'esilarante pulisci-sedere

- Latiti nel collo
mmm... latiti nel senso di rocce? oppure del verbo latitare?
"qua? ne comprend pas moi" (ho appena rivisto Caruso Pascoski)


- Su di me ho la mente giovanile
eh sì, pure io ho la mente giovanile! sarà per questo che sei capitato qui!

- Dieta di Fiorello
vorrei conoscere anche io Fiorello e la sua dieta, ma purtroppo... no!

- Tolta le scarpe callo
voleva sapere cosa succede se ti togli le scarpe e trovi un callo?!

- 3ex porno la prima volta
se cercavano questo, devono essere proprio rimasti parecchio delusi!

- video hard signore sconsolate
come sopra...

- acqua calda gratis per adulti sesso vedere i film online
come si fa a mettere tutto questo insieme nella stessa ricerca?

- scene sesso candy terence
chi ha scritto questo, probabilmente, Candy non l'ha mai visto... tutte le "bambine" della mia età sanno che i due si danno a stento un bacio e che, alla fine, si lasciano pure!

- ragazza si suicida dopo aver letto ciò che ha scritto suo padre in bacheca su fb
spero che non sia successo davvero

- parole carine per un divorzio
forse un futuro marito divorziato alla ricerca di parole carine per indorare la pillola alla futura moglie divorziata?

Finalmente ho un soggetto!

L'altro giorno ho finalmente "partorito" il famoso soggetto per il corso di sceneggiatura,
Il soggetto, tratto dalla mia avventura nella strada deserta di cui ho parlato nel post linkato lì sopra, mi ronzava in testa da diverse settimane ma non mi convinceva più di tanto, mi sembrava (come al solito quando scrivo racconti) che mancasse qualcosa. Che mancasse quel qualcosa che dovrebbe convincere qualcuno che vale la pena guardarlo e che non si tratta di un moscone controvento per venti minuti!
Ispirata da questo racconto del mio nuovo amico di blog, venerdì ho trovato l'anello mancante. Grazie :) e, come ti ho già detto, il racconto mi è piaciuto davvero molto.
Poi dirò che ne pensa il mio insegnante e prima o poi lo posterò qui...
Non so perché temo che non gli piacerà e che mi dirà che potrei fare di meglio... "è brava, ma potrebbe fare di più" era un giudizio diverse volte espresso dagli insegnanti quando andavo a scuola... fondamentalmente significa che non studiavo abbastanza, ma, per culo o doti personali che non sapevo di avere - ma che mi rendo conto che probabilmente avevo -, ero bravina lo stesso, però avrei potuto dare di più.
Quando scrivo mi sento sempre come se potessi dare di più... le cose che scrivo mi piacciono, alcune anche molto, ma quando le rileggo c'è sempre un qualcosa che manca, quel qualcosa che dovrebbe spingere un altro - che non sia mia mamma (la mia fan numero 1) - a trovare gradevoli le cose che scrivo.
Comunque, a proposito del mio insegnante di sceneggiatura, divago... nella mia classe siamo circa quindici e, a parte un tale che sembra più grande di me, gli altri sono tutti ragazzi che sembrano parecchio più giovani e che chiamano l'insegnante "professore" e gli danno del lei (un po' fuori luogo forse, dato che l'ambiente è molto poco formale)... formalità a parte, considerato che l'insegnante è nato il mio stesso anno (e che ovviamente io gli dò del tu), la cosa mi fa sentire alquanto vecchia.