lunedì 12 settembre 2011

Piccoli grandi amici



Piccoli e grandi amici iniziano oggi un nuovo percorso scolastico. Uno è piccolo, l'altro è grande. Uno è qui e l'altro è là. Uno starà dietro un banco e l'altro dietro ad una cattedra. Entrambi saranno un po' spaventati, perché per entrambi sarà una novità. Per entrambi è l'inizio di qualcosa. 
Che dirvi? Vi vogliamo bene. In bocca al lupo.

 Oggi è il primo giorno di scuola del mio piccolo amico. 
Anzi, immagino che, tra pochi minuti, varcherà il cancello della nuova scuola, la scuola dei grandi, per la prima volta.
E' un passaggio importante, è il primo passo verso l'essere grandi, la scuola lo accompagnerà, a partire da stamattina, per un sacco di anni a venire e ne uscirà adulto. 
Come abbiamo fatto tutti... però vedere queste cose accadere ad altri fa più impressione che viverle in prima persona. O forse, vedere queste cose accadere ad altri, quando tu sei adulto e la scuola l'hai finita da un bel pezzo (e hai finito da un pezzo pure quello che eventualmente viene dopo la scuola), fa ancora più renderti conto del trascorrere del tempo.
Chissà cosa si ricorderà, il mio piccolo amico, di questo giorno, quando sarà grande, cosa si ricorderà della prima volta che si è seduto su un banco di scuola. Io me lo ricordo ancora, anche se non è accaduto esattamente ieri. 
Non so se i ricordi sono conditi da fantasie, però ricordo che avevo dei pantaloni rossi e la sensazione di solitudine che provo, ancora oggi, quando mi trovo in un contesto nuovo per la prima volta.

Oggi è anche il primo giorno di scuola, in terra straniera, di un amico grande, un amico che si trova dall'altro lato della cattedra e che, come molti insegnanti delle mie parti (la maggior parte direi), ha preso il volo verso il nord, perché qui il lavoro scarseggia. 
In questi momenti mi rendo conto davvero della botta di c.lo che ho avuto quando ho conosciuto il dottor C. che mi ha insegnato a fare il mio lavoro, altrimenti credo che non sarei più qui da un pezzo, oppure continuerei a rispondere al call center della Vodafone.
Certo, buttassero fuori un po' di gente che non fa una mazza e non lavora presso posti pubblici, magari qui ci sarebbe un po' più lavoro e anche un po' meno disservizi. E la gente che vale non se ne andrebbe via. Ma questa è un'altra storia.

La foto dell'altalena l'ho trovata su tumblr.

3 commenti:

  1. quanti ricordi evocano le tue parole: la scuola è sempre un luogo che ti stimola a crescere ed a guardarti dentro!!!
    In bocca al lupo a tutti allora: alunni e professori!

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  2. banco e cattedra: mi hai subito fatto pensare alle mie sqhuolastrissie... :D
    mi auguro, e auguro a tutti quei bambini e ragazzi (e ai tanti insegnanti appassionati e capaci), che la scuola possa essere qualcosa di molto diverso dal pollaio impazzito ritratto in quella mia vecchia trovata umoristica... ma non è che ci creda e ci speri troppo...

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  3. La mia piccolina ha iniziato la seconda elementare. Spero che per lei la scuola sia meno stressante e pesante di quanto lo è stata per me, soprattutto dalle medie in poi.

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