giovedì 29 settembre 2011

Topi d'appartamento.

G. Klimt - "Le tre età della donna" (di cui ho escluso un pezzo; qui per vedere l'originale). Il puzzle di questo bellissimo dipinto è uno dei miei quadri pregiati.

 Non credo di aver parlato della banda di topi d'appartamento, o meglio: di villa, che recentemente ha fatto un po' di rapine nella mia zona. Non che le rapine siano cosa anomala, purtroppo, ma la caratteristica inquietante di questa banda di malviventi è quella di andare a rapinare le case con la gente dentro, facendosi aprire con minacce e scuse tipo quella di essere poliziotti.
Tra parentesi, una delle tante fobie che ho è proprio quella che i ladri mi vengano a bussare alla porta spacciandosi per poliziotti (anche perché non sarei in grado di capire se la divisa e la tessera le hanno comprate al negozio dei vestiti di carnevale). 
Sapevo che l'unica nota negativa dell'abitare dove abito adesso è proprio questa... trovandoci in zona isolata, la probabilità che prima o poi i ladri vengano a trovarci è abbastanza elevata. 
Non ho mai subito furti in casa e spero di non subirne mai, ma, se deve succedere, spero che non succeda con me o il marito dentro casa. Oltretutto,  non possiedo davvero nulla di valore, eccetto la X-box (!), quindi i ladri potrebbero anche pensare che non voglio dargli nulla e che magari ho una cassaforte celata dietro al puzzle "La notte stellata" di Van Gogh e potrebbero torturarci o anche ammazzarci per sapere dove si trova qualcosa che non esiste nemmeno. Ho pure pensato di tenere un paio di centinaia di euro fisse nel salvadanaio (normalmente contenente solo qualche migliaio di lire in monete da cento e cinquanta e raramente un paio di banconote da cinque euro), in modo da poter dare quelli, non si sa mai... piuttosto che farsi ammazzare perché non si possiedono beni di valore!  
Sarebbe un modo troppo stupido di morire.
Da quando si è iniziato a parlare di questa banda, nei mesi scorsi, la mia fifonaggine si è intensificata non poco e guardo con occhi sospettosi qualunque persona si aggiri nei dintorni di cui non conosco la faccia. Però, se da un lato, qui ci abitiamo in quattro gatti, quindi vedere facce nuove è anomalo, dall'altro, ci sono anche ville che sono abitate con discontinuità, quindi non conosco proprio tutti i vicini. Proprio poco fa, mentre rientravo, c'erano due auto di fronte alla villa accanto (che normalmente è disabitata, è pure in vendita), il portone aperto e delle persone, affacciate ad una finestra, che mi hanno squadrata mentre passavo in macchina. Ho parcheggiato, aperto il cancello e la porta a tempo di record, pensando che se mi avessero inseguita non avrei avuto scampo, dato che abito in un vicolo, estremamente panoramico, largo e bello, ma, ahimé, pressocché cieco. Alla fine della strada, infatti, si trova un piccolo strapiombo in cui, in caso di necessità, non penso esiterei a tuffarmi, ma dal quale non so se mi rialzerei (di certo non con le mie gambe). 
Che dire...? Per fortuna non mi hanno inseguito.
Comunque pare che adesso li abbiano presi, questi qua.

3 commenti:

  1. La sicurezza urbana purtroppo è sempre più un problema. Non a caso in certe zone degli Stati Uniti (quindi non un'oscura dittatura di qualche paese del terzo mondo) è stato deciso di applicare il coprifuoco...

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  2. Vivere con questo stato d'animo è stressante, soprattutto quando si edentifica la propria casa come un angolo in cui il mondo esterno non dovrebbe entrare. Un abbraccio solidale, per quel che possa significare.

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  3. Bisognerebbe DERATTIZZARE. E invece cosa fanno i politici (sia di destra che di sinistra!)? Usano sempre l'odiosa paroletta "microcriminalità".
    Perché micro? Perché se la prende coi poveri microcittadini che siamo noi, invece che coi grossi e ricchi stronzi che sono loro!!

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