martedì 6 settembre 2011

Ultimi scampoli di vacanza

 San Lorenzo, Marzamemi. Siracusa.
Il nostro mare. 
Come lo chiamavamo qualche tempo fa. Perfetta definizione che calzerà sempre. Lo scorso week end, acqua pulita, cristallina, trasparente che nemmeno la vedi e, mentre sei avvolto in questa massa limpida, ti chiedi come è possibile che sia così tanto meravigliosa.
Ricaricare le batterie immersi in acqua di mare. Ogni tanto ci vuole. Non so come ho fatto, l'anno scorso, a stare un'intera estate senza.


Sabato c'era pochissima gente. La spiaggia non è mai affollata, anche se è una delle più belle esistenti dalle nostre parti. Domenica, però, c'era un po' di gente. Certo, mai come nelle piattaforme del lungomare catanese, dove il tuo telo è appiccicato (o anche un po' sovrapposto) a quello del tizio accanto e dove, per arrivare al mare, devi scavalcare teli e corpi umani, inciampando frequentemente su braccia, borse, piedi. E magari fai pure la fila alla scaletta per scendere in acqua. Ecco, se per caso, un giorno dovessi sentire nostalgia delle piattaforme, basterà ricordare la ressa e la nostalgia passerà in un lampo.
In quella spiaggia, dire che c'è "un po' di gente" significa che la superficie media per ombrellone, invece che essere di 25 mq, è di 16...  questa cosa dei metri quadri, prendiamola un po' con le molle... ché la matematica non è mai stata il mio forte, è solo per dare un'idea...
Quei segni e pallini sono macchie dell'obiettivo della macchina fotografica, credo.


Leggere al mare. Tutto il giorno. 
Il massimo rilassamento. Per me.
Io sto leggendo quello nero "Il quinto giorno", un thriller, lunghissimo ma molto intrippante, a tematica ambientalista. Che mi sta piacendo moltissimo. E speriamo che non si avveri. Il marito, invece, ha letto "Cosmopolis" e non è rimasto particolarmente entusiasta.
A proposito di rilassamento... quando si è vicini di ombrellone, a due metri di distanza, anche se stai leggendo e vorresti disperatamente farti i fatti tuoi, capita di sentire le voci di altri e i loro discorsi. Domenica l'ho ribattezzata la giornata dei bambini che... l'educazione, questa sconosciuta (e di alcuni genitori che anche loro, però...). 
C'era un papà con un figlio. Immagino fosse un papà single. Arrivati da poco, il bambino (non proprio piccolissimo avrà avuto dieci anni) comincia a lamentarsi che se ne vuole andare. Di fronte alle proteste del padre, che lo prega di rilassarsi un po' e di fare rilassare pure lui approfittando di un mare stupendo, pretende di essere accompagnato a casa e poi suo padre potrà tornare al mare. Avranno battibeccato venti minuti, poi il bambino rompiballe, dopo aver annunciato che sarebbe andato ad aspettare il papà in macchina (con quel caldo, era praticamente una minaccia di suicidio), vince la battaglia e il padre, esasperato, raccoglie baracca e burattini e, minacciando di non portarsi mai più in giro il figlio, segue il figlio in macchina.
Non so se avete visto il film "Ex", ma questo bambino mi ha portato alla mente i figli antipatici di Nancy Brilli nel film.
C'era una nonna (o zia?) con un bambino, stessa età del primo. Manco piantato l'ombrellone, il bambino inizia a piagnucolare che vuole tornare a casa, la nonna/zia lo prega di restare, facendogli notare quanto è meraviglioso il mare, ma il bambino non ne vuole sapere e si allontana. La nonna/zia lo chiama un paio di volte, poi si mette a prendere il sole stile lucertola. Poco dopo, ancora immobile al sole, la nonna/zia risponde ad una telefonata: "Ah, è già arrivato? Allora posso smettere di corrergli dietro. Torno al mare."
C'era un gruppo di bambini non più tanto bambini, la cui attività principale era quella di sputare per terra, quindi sulla sabbia... ma che schifo. Pensano che sputare a terra faccia figo? faccia grandi? che piaccia alle ragazze? 
Ho rischiato il vomito e ho pensato di fare quattro chiacchere con loro sull'educazione (questa sconosciuta), ma poi ho pensato che una donzella, sebbene con marito, contro un gruppo di maomao (se non sei catanese, leggi qui per un'esauriente definizione del termine, se sei catanese leggi lo stesso perché fa ridere) non avrebbe avuto molte possibilità e allora, di fronte alla prospettiva di uno sputo in faccia, ho pensato bene di lasciar perdere.


Questa foto l'ho fatta da coricata. Mi piace perché sembra il deserto.
Forse. Beh, forse no. Comunque, a me sembra il deserto e mi sembra carina.

9 commenti:

  1. Di bimbi e ragazzi maleducati ce ne sono chissà quanti, però se i figli sono maleducati la responsabilità è molta dei genitori, no?
    Mi dà un fastidio vedere qualcuno sputare per terra, guarda...io punirei anche i calciatori quando lo fanno...

    p.s.foto bellissime, non solo l'ultima. Che bel mare, pulitissimo.

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  2. Ah le spiagge...mettono in bella mostra pecche di ogni genere. Intere famiglie di rompiscatole e maleducati. La maleducazione è insopportabile, che sia di figli o genitori (è la stessa cosa).
    Un bacio!!

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  3. Purtroppo non solo in spiaggia, ma dappertutto c'è maleducazione. Che poi, alla fine, è sinonimo di ignoranza.

    Belle foto, qua in Liguria ne abbiamo poche di così belle, peraltro tutte colonizzate da milanesi e torinesi delle seconde case... che amarezza !

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  4. Sono sempre stato dell'idea che un bambino è maleducato solo se i genitori glielo permettono...

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  5. Sono contento di non essere genitore.
    Credo che mi farei prendere dall'istinto e rifilerei una bella cinquina al pargoletto insofferente e scalpitante, tirandomi addosso le ire di educatori, benpensanti, pedagogi, astanti che fino a un attimo prima stavano gridando i fattacci loro al cellulare come se vendessero il pesce, di Telefono Azzurro e, più in generale, di mezzo miliardo di perfetti sconosciuti.
    E magari avrebbero le loro ragioni.
    Ma io la cinquina gliela darei lo stesso, e, potendolo fare, pure a tutta la massa di giudicanti da spiaggia.
    Meno male che non sono genitore.

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  6. LO ricordo il tuo mare, ne sento ancora il profumo. Peccato non averti conosciuta prima, passando per Catania ti avrei voluto abbracciare.

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  7. @Maraptica: grazie per il pensiero, alla prossima... :)

    @Tutti: anche io penso che la maleducazione dei figli dipenda, almeno per il 90% dai genitori...

    @Luca: Ogni tanto, sono contenta anche io di non essere genitrice... l'altra mattina soprattutto... il primo, quello del "ti aspetto in macchina con 50 gradi alle ore 14 di un'assolata giornata di inizio settembre, in sicilia", ha fatto girare le scatole a me, figuriamoci al padre!

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  8. Anche io ho letto/divorato "il quinto giorno" e devo dire che davvero ti cattura e ti lascia con il fiato sospeso, anche se a volte sembra uno di quei film americani catastrofici che io e il Maritino abbiamo ribattezzato "può succedere" uno di quelli in cui accadono catastrofi assurde una dopo l'altra e una peggio dell'altra...

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  9. @Rita: intanto piacere di rivederti :) poi... lo sto quasi finendo il libro... che bello! bello il libro, non quello che "può succedere" :)
    p.s. non mi fa entrare più nel tuo blog, è normale? saluti a te e maritino... ciao!

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