martedì 25 ottobre 2011

Un tuffo nei ricordi grazie a Street View

Ogni diritto sulle foto che posto, oggi appartiene a Google. Le immagini che vedete qui sotto provengono, infatti, da Google Maps. 

Non so se tutti sanno che Google Maps ha una funzione simpatica, che può essere molto utile e, anche se non è utile, permette di farsi certi viaggi nel firmamento dei ricordi più lontani... 
Sarebbe quella funzione che, se vedete l'omino alla vostra sinistra e lo trascinate sulla mappa, vedete la strada come se ci camminaste dentro. Certo, le immagini non sono prese in tempo reale, ma sono recenti, soprattutto quelle dei luoghi che sto per postare, perché fino a qualche tempo fa di sicuro non c'erano.
Si chiama Street View.   

Ma torniamo alla ragione di questo post. 

Come alcuni sanno, ho trascorso un po', anzi, quasi tutta, la mia infanzia in ben altri lidi... in tre località diverse della provincia torinese, due delle quali mi stanno molto a cuore per motivi diversi. Luoghi in cui non torno da, rispettivamente, 22 e 30 anni e in cui forse non tornerò più.
 
Il primo luogo è Pecetto, a una decina di km da Torino. 
Solo guardare questa immagine del cancello, mi scatena un milione di ricordi belli. E quel cartello di "Attenti al cane"... difficile che sia ancora il nostro, ma strano rivedere anche quello. 
Qui ci ho vissuto proprio i primi anni di vita. In questo posto meraviglioso, che è nato con me, dove abitavamo insieme ai nonni, alla bisnonna, allo zio e ai due pastori tedeschi miei coetanei (di cui ho sempre avuto una paura matta, poverini... chi lo avrebbe detto che sarei diventata un'amante dei cani).
Non so cosa darei per entrare ancora una volta in quella casa e rivedere quei luoghi tanto familiari, che ricordo a memoria, nei quali ho vissuto una parte così importante della mia vita. 
Risalire su per quella scala enorme, che io amavo scendere di sedere (come non capire i miei piccoli amici che, quando vengono da noi, scendono la scala seduti?!), che portava alle nostre stanze.
Rivedere il salone "del nonno" e immaginare le nonne che preparavano gli agnolotti (perché lì? c'era più spazio che in cucina?) e l'infinità di roba che c'era, di cui ricordo in particolare un tavolino quadrato che credo mi dovesse piacere parecchio.
Ripercorrere quella terrazza dove giravo prima con la macchinina a pedali arancione e poi con la bici, con e senza rotelle.
Arrampicarmi ancora una volta, nell'orto, sul muretto dove mi piaceva salire in alto, vicino alla rete di confine con i vicini e guardare le cose da quell'altezza (io ero piccola e mi sembrava altissimo, direi che nella parte più alta forse non arrivava a un metro e mezzo).
Andare ad ammirare il delizioso terrazzino sotto, quello con le rose e con le statue, alle quali io salivo sui piedi ed erano molto più alte di me.
Guardare da vicino la cuccia dei cani, che, poverini, venivano chiusi "nei loro appartamenti" quando io, che gli arrivavo proprio ad altezza bocca, mettevo il naso fuori e uno dei due si narra che non avesse un bellissimo rapporto con i bambini. Si chiamava Rocky. L'altro Alex. Sono stati cani longevi, sono morti entrambi quando io avevo circa quindici/sedici anni.
Passeggiare per il campo da bocce, in comune con il vicino. Che mi sembrava un luogo quasi proibito (forse lo era davvero?) e mi piaceva che passando per il campo da bocce, potessi andare tranquillamente nella terrazza del vicino. Ma non ci andavo spesso, perché il vicino aveva un cane gigante che non mi ha mai fatto simpatia.
Entrare di nuovo nella lavanderia e nella dispensa, nel seminterrato, che io ricordo giganti, ma non sono certa che lo fossero davvero. Nella stanza con il frigo enorme, il bar e il giradischi che si potevano ascoltare anche i 78 giri e le patate nella buia dispensa.
Chi lo sa chi abita adesso in questa casa meravigliosa. Nei miei sogni, ogni tanto, divento milionaria e me la compro io... 
Ovviamente è un sogno irrealizzabile. E poi, pensandoci bene, nulla di tutte le cose che io ricordo esiste più.


 La foto qua sopra mi fa pensare alla storia che si racconta, che dice che, quando avevo due o tre anni, un giorno, mi sono fatta una passeggiata sul cornicione (ben evidente in questa foto) e, mentre qualcuno veniva a recuperarmi sul cornicione, sotto, qualcun altro stava con le braccia aperte, pronto a raccogliermi in caso di caduta. A quanto si narra, sono riusciti a salvarmi e non mi sono fatta alcun volo dal cornicione.
Riporto il commento di mia mamma in proposito: chi ti è venuta a recuperare sul cornicione ero io...sotto ti aspettava papà, nel caso cadessi e la tua nonna se ne stava in ginocchio e pregava che tu non cadessi...
Però ricordo che il signor Fallaninna di una delle favole di Gianni Rodari cadeva da un balcone e io avevo sempre immaginato che cadesse da lì... sarà che volevo imitare il personaggio? 
E comunque ricordo bene il fascino che quel cornicione, così facilmente raggiungibile perchè vi si accedeva direttamente dal terrazzino, senza nemmeno bisogno di scavalcare la ringhiera, e quel sottotetto buio, in cui passavo ore a guardare le scatole piene di cose di mia mamma quando era piccola, esercitavano su di me.
Riflessione: passeggiavo sui cornicioni, giocavo nei sottotetti bui, mi piaceva fare giostre che oggi per me potrebbero chiudere, come il galeone, le montagne russe e il tagadà... mi sa che fifona ci sono diventata con l'età.

 L'altro posto che mi piacerebbe tanto rivedere, anche se non ci ho lasciato il cuore come a Pecetto, è Frossasco. Un paese a una 35-40 km da Torino, in cui ho trascorso il periodo della scuola elementare. 
Qua sopra il portone di casa nostra e, sulla destra, il nostro balconcino. Questa casa non era nostra, qui stavamo in affitto.

Questo qua è il lavatoio... quando abitavamo lì, c'era chi andava a lavare i panni al lavatoio e a me piaceva andare a vedere e mettere le mani nell'acqua fredda. Sono passati trent'anni.

Quindi, bello questo Street View... 
Grazie, mi hai messo addosso una nostalgia infinita.
Certo, però, che è un po' invadente... vedi quella tipa che stava uscendo dal portone della mia ex casa, magari quel giorno non aveva voglia di essere fotografata... Comunque, dato che prima o poi arriveranno pure qui, spero che le telecamere di Street View non vengano a riprendere la strada di casa mia, proprio il giorno in cui uscirò senza lavarmi i capelli o in cui andrò a controllare il contatore della luce o a prendere la posta in pigiama. 

10 commenti:

  1. chi ti è venuta a recuperare sul cornicione ero io...sotto ti aspettava papà, nel caso cadessi e la tua nonna se ne stava in ginocchio e pregava che tu non cadessi...

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  2. Concordo, street view è straordinario. Lo abbiamo usato io e mia moglie, tempo fa, per capire la posizione di alcuni alberghi a Peschiera del Garda. Quando siamo arrivati, percorrevamo le vie con l'impressione di essere già stati lì!
    Mio suocero invece lo ha utilizzato per rivedere Lincoln, UK, cittadina in cui trascorse alcuni mesi quando era giovane. Gli brillavano gli occhi.

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  3. sai che l'ho sperimentato anch'io alcuni giorni fa: ho fatto un viaggio virtuale nel mio paesello di origine; è stata una emozione indescrivibile!!!

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  4. Io senza Google Maps e Street View mi perderei sempre e non arriverei da nessuna parte!

    Simone

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  5. E' uno strumento interessante, quanti ricordi possono nascere...

    Ma come mai non sei mai tornata a Torino e dintorni ? Ormai con gli aerei non è così lontano ! Fra l'altro Torino è proprio una bella città, quest'anno l'ho scoperta un po' con 2 giornate (una a gennaio, l'altra a giugno)...

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  6. Che figata 'sto Street view!! Non lo conoscevo, io!
    ...E se becchi tuo marito con l'amante o viceversa?
    Pensa che sfiga!!!

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  7. ciao, passo di qui per caso, il tuo blog è bellissimo! sei di una città che conosco e che amo perdutamente! passa da me, lascia un commento...

    WWW.PSICOLOGICAMENTEINRETE.BLOGSPOT.COM

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  8. Che post che hai scritto cara Fra e quanto è pieno di ricordi simpatici.
    Adesso vado anch'io a cercare la via dove abito qui a Roma e centrare almeno il palazzo.

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  9. Fra hai cambiato vestito al blog??? :) carinoooooo

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  10. @Maraptica: grazie... sì, questo è il prato di casa mia :)

    @il monticiano, celyne: grazie :)

    @dess: grazie per la precisazione :)

    @Simo: secondo me prima o poi capita!!

    @Bruno: che bella domanda... :) da alcuni parenti a TO sono tornata (poco), non sono mai tornata in quei due paesi che ho citato...

    @Ariano, Simone, Luigi: è uno strumento incredibile... e non avevo ancora pensato all'uso per memorizzare posti nuovi dove mi devo recare per appuntamenti...

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