mercoledì 28 dicembre 2011

Londra... prime cose che mi vengono in mente.

Londra mi ha affascinato. 
Non solo è bella da visitare. Mi dà l'impressione di essere bella da viverci. Mi sembra che le cose funzionino bene, che funzionino tutte. 
Diversamente, è brutto dirlo, da quello che accade qui. Appena atterrati a Roma, al rientro, la prima grande differenza: Heathrow ha pannelli appesi che indicano voli, orari e gates ogni trenta metri... Fiumicino non ne ha nemmeno uno! Stavamo perdendo la coincidenza perché non trovavamo il gate per l'imbarco per Catania e ci siamo fatti un sacco di strada dentro l'aeroporto, cercando segnali (che non c'erano) e tentando di chiedere informazioni (impossibile, perché le postazioni informazioni incontrate sul nostro cammino, sebbene apparentemente opeative, erano prive di gente)... così ho subito pensato "Ma che ci faccio qui? Perché non torniamo là?". 
Me lo chiedo ancora. 

Questa dovrebbe essere la costa ligure. Volo Roma - Londra.

Il viaggio in aereo per me è una specie di tortura. Sarà il mezzo più sicuro, ma, a me, l'idea di essere sospesa nell'aria ad un'altezza assurda, fa rabbrividire. Quindi, ho rischiato un infarto, quando, durante il primo volo di andata, c'è stato un interminabile periodo di 20 minuti di turbolenza che ci ha fatto sobbalzare continuamente. In quei momenti pensavo, a parte che saremmo precipitati, che avrei preferito mille volte un intervento odontoiatrico (che è la seconda cosa che mi traumatizza, dopo prendere l'aereo!) piuttosto che quello.
Scesi da quel volo, ce ne aspettava un altro dopo poche ore e la mia prima reazione è stata "Io non ci salgo di nuovo su un aereo". Poi, la (poca) razionalità che alberga in me ha avuto, per fortuna, il sopravvento e ci sono salita. Così siamo arrivati a Londra.



La prima cosa che ho notato di Londra è il caldo che fa negli ambienti al chiuso. In qualunque locale, albergo, stazione, aeroporto, museo, negozio ci sono i riscaldamenti che saranno impostati a temperatura 28 gradi. Nel nostro albergo si moriva, io scendevo a far colazione in maniche corte... mi sono vestita più leggera a Londra di come mi vesto qui in Sicilia. E meno male che, oltre a maglioni pesanti (che non ho usato) avevo messo in valigia magliette leggere (che in teoria avrei dovuto mettere stile maglietta della salute e invece ho usato come maglietta e basta).

La seconda è la varietà di abbigliamento. Che, negli ambienti al chiuso, dentro i locali o persino negli aeroporti o nelle stazioni, si stia in maniche corte lo capisco (ci stavo anche io)... la cosa che mi ha colpito che molta gente non porta le calze e sta in maniche corte pure fuori (ci saranno stati, in media, 6-7 gradi). In particolare, mentre eravamo ancora all'aeroporto, c'era una ragazza che camminava con una valigia, che aveva un vestitino senza maniche che le partiva poco sopra il seno e finiva poco sotto la pancia, tacchi alti, no calze, no cappotto. Secondo me, quella, appena è uscita fuori, è morta congelata!
E poi, puoi vestirti come ti pare, nessuno si stupisce, tanto ci sarà sempre qualcuno vestito più stravagante di te! Sono diffusissimi i cappelli, anche perché fa freddo, e in particolare berretti a forma di animali oppure da Babbo Natale, indossati indistintamente da bambini e adulti.

La terza cosa è che Londra è piena di gente. Gente di tutte le nazionalità. E anche italiani. Ne abbiamo conosciuti un paio, ben felici di essersene scappati da qui e di vivere finalmente in un paese civile.

La quarta che, come a Parigi, anche se sanno perfettamente che sei straniero, non fanno alcuno sforzo per tentare di farti capire quello che dicono (tranne qualche eccezione) e se tu fai ripetere qualcosa, te la dicono esattamente allo stesso modo. E allora, o la capisci oppure basta, non chiedi più. Però sono tutti molto educati. Oltre a Mind the gap, le parole che ho sentito più spesso sono state Sorry e Thank you very much. Ti ringraziano pure quando esci da un negozio senza comprare nulla. Qui nemmeno rispondono ai saluti, a volte. Pensando bene a questa cosa... comunque, è qui che siamo maleducati, non sono loro che sono strani. Loro sono educati normali.



Regent Street

 Abbiamo alloggiato al Royal National in Bedford Way, a trenta secondi da Russell Square. La zona non poteva essere migliore, si raggiungeva a piedi la zona di Piccadilly, Trafalgar Square, Soho, Oxford Street. L'albergo era un tre stelle dignitoso, con un ottimo rapporto qualità prezzo.
Se siete interessati ad un'opinione un po' più completa sull'albergo, ne ho scritta una qua (il mio nick è fradigre).
Il giorno in cui siamo arrivati, ci siamo persi perché non avevamo una cartina decente (se avete la guida Routard, comprate una cartina prima di partire, quella della guida è molto poco accurata!) e, anche se io avevo guardato diverse volte le immagini di Street View, non sono riuscita a orientarmi (il marito direbbe "ma va?!").
Così abbiamo vagato oltre un'ora trascinando le valigie, passando anche a pochi metri dall'albergo, senza sapere dove fosse... Perché, ricordate che una cosa è Bedford Way, un'altra è Bedford Place! Meno male che Londra è piena di colonnine con la mappa della zona e il pallino che dice "You are here"... uno di quei pallini ci ha salvato dal girovagare eterno!


Il London Eye, con dentro il Big Ben. Foto fatta dal ponte di Waterloo.
Domenica mattina, mentre percorrevamo il ponte di Waterloo per andare alla Tate (sbagliando, perché è molto meglio arrivarci dal Millennium Bridge che si trova esattamente di fronte e in una zona decisamente migliore),  ci siamo girati a destra e abbiamo visto questa immagine da cartolina.

Alla fine abbiamo visitato tutto quello che avevo deciso e anche qualcosa in più, come il Globe (la ricostruzione del teatro di Shakespeare) o il museo di Churchill, che non avevo messo in conto.
I musei di Londra sono bellissimi. Enormi. Curati nei minimi particolari. Molto interattivi. Molto didattici. Sono rimasta colpita da tutti e ho desiderato tornare bambina e vivere là, imparando molte cose direttamente guardandole.


 Alla fine, siamo andati anche al Madame Tussaud's, il museo delle cere (niente di didattico, qui!), ma sono rimasta abbastanza delusa. Sono convinta, però, che, girandolo, ci siamo persi qualche sala. In ogni caso, come ogni avventore del museo, mi sono fatta la foto con alcuni dei personaggi. Ridicolo, lo so. Ma... :)



Il London Eye... bello. Alla fine, non ho vomitato ed è stato piacevole. Poi, si muove talmente piano che nemmeno te ne accorgi. E ad un certo punto vedi, molto sotto di te, le nere acque del Tamigi.

Panorama dalla Tate Modern.
Sulla Tate Modern Gallery farò un post a parte, che chiamerò "Io e l'arte moderna - seconda parte" (la prima parte riguarda il Centro Pompidou di Parigi). A parte la mia non comprensione per l'arte moderna, soprattutto per la sezione scultura, la visita alla Tate Modern è stata molto interessante.

Covent Garden
Un pomeriggio siamo stati al Museo dei Trasporti, molto carino a proposito.
Entrati nel museo che era ancora molto presto, appena usciti da lì, già pomeriggio inoltrato, ci siamo trovati in mezzo ad una piazza piena di gente e, girato un angolo, c'era questa moltitudine di palle giganti rosse appese, un sacco di negozi, acrobati che si esibivano in uno spettacolo, musicisti, un mercato e una gran folla. Siamo rimasti molto colpiti. 

Tower Bridge

Punto in cui il Tower Bridge si divide, quando deve far passare le imbarcazioni.
Mind the gap between the train and the platform.
E' una delle frasi che abbiamo sentito più spesso, dato che viene ripetuta, su alcune linee della metro, ad ogni fermata. Così Mind the gap è diventata la frase simbolo di questa vacanza. Mi è sembrato che ci stesse bene pure lì, in quel punto della foto.

Quando ho fatto questa foto, mi sentivo un po' ridicola data l'età, ma mi sono rasserenata quando ho visto avvicinarsi, dietro di me, un tizio che avrà avuto una sessantina di anni e che si è fatto la stessa mia foto!

La ricerca del binario di Harry Potter è stata una delle cose più stressanti. Premetto che io avevo un mal di piedi pazzesco ed ero parecchio insofferente. Mi aspettavo di trovare qualche indicazione, invece non ce n'erano. 
Dapprima, proprio come Harry Potter, abbiamo cercato il binario 9 e 3/4 tra il binario 9 e il binario 10 della stazione di King's Cross... sì lo so era davvero improbabile che si trovasse lì...
Poi, mi è venuto il dubbio se il binario fosse alla stazione di King's Cross, come nel libro, oppure St. Pancras, che si trova attaccata. Quindi abbiamo chiesto indicazioni, tre volte. La prima a due impiegati della stazione di St. Pancras, uno dei quali mi ha sorriso e mi ha detto "Hogwarts!", mentre l'altro ci spiegava. Ora,  c'è da dire che io a volte capivo perfettamente tutto quello che dicevano, in altri casi non capivo nulla (immagino dipenda dall'accento); in quel caso, avevo capito qualcosa del tipo andate dritto e poi più nulla. Andando dritto si arrivava alla stazione di King's Cross. Abbiamo ricercato tra il binario 9 e il binario 10, prima di chiedere ad un'altra impiegata della stazione che ci ha detto qualcosa, di cui abbiamo capito solo "platform 1". Diretti al binario 1 non c'era niente, così abbiamo ripreso a vagare, con mia insofferenza dato il dolore ai piedi, che quelle camminate lunghe e inutili stavano acuendo. Alla fine, abbiamo chiesto ad un'altra impiegata che non ci ha fatto nemmeno finire la frase, appena ho chiesto "Where is the platform...", lei ha detto "Harry Potter?" e ci ha dato le indicazioni che, finalmente, abbiamo capito.



Quando l'ho visto, mi sono chiesta "Ma quanto pagherà il signor Harrods di luce?". Beh... qualunque sia la cifra, se lo può permettere. Noi ci abbiamo fatto un giro turistico, soffermandoci nell'area dedicata al Natale, dove c'era il 50% di sconto, così abbiamo comprato una pallina per l'albero di Natale e un cappello da Babbo Natale.

Camden Town. Quartiere molto colorato e popolare, in netta contrapposizione con la Londra centrale. Il mercatino è molto carino e si vende di tutto. Camden Town, o meglio, il suo mercato, mi è piaciuto di più di quello di Notting Hill a Portobello Road.

Camden Town. Questo è un negozietto due metri per due, pieno zeppo di giochi da tavola, rompicapi e cose del genere. Ci sono stata dentro un'ora e avrei comprato tutto, ma mi sono limitata a qualche rompicapo e un gioco coi dadi. Purtroppo, la tipa che stava dentro da prima di me, si è comprata le ultime due scatole di Backgammon da 9 pounds, che avrei comprato volentieri.
Non mi sono mai sentita tanto ignorante, come quando in questo negozio non mi veniva il termine "outside" e cercavo di spiegare al tizio che stava al banco che avevo visto una cosa che mi piaceva nell'espositore fuori e, dopo diversi miei tentativi, mi ha detto lui la parola, con un tono che indicava compassione pura... come dire: questa non sa nemmeno le parole base della lingua più parlata del mondo. E io mi sono sentita proprio una povera scema perché le parole base, e anche parecchie di quelle non base, le so!


Queste sono le prime cose che mi vengono da dire su Londra. Forse avrò altro da dire in seguito.

Se qualcuno passa da qui, cercando consigli prima di partire, mi vengono in mente alcune informazioni utili:
1) Non prendete i mezzi senza Oyster Card e, preferibilmente, fate la Travel Card settimanale, se no è un salasso.
2) Gli autobus costano circa la metà e da lì si vede la città. Si impiega più tempo, ma consiglio vivamente questo mezzo di trasporto.
3) Se non capite l'inglese, le visite guidate con guida inglese sono inutili!!
4) Ci sono tanti posti per mangiare a prezzo accettabile, tipo la catena Pret a manger, ovviamente Mc Donald's e le varie caffetterie, come Starbuck's e Costa. Noi abbiamo trovato buoni anche i ristoranti, abbastanza economici, della catena Garfunkel's. 
5) I pub non sono come quelli di qua, che ti siedi e ti vengono a servire. Lì si usa che compri quello che vuoi al banco, poi, se vuoi, ti siedi (se c'è il posto). In alcuni pub fanno il servizio al tavolo, ma non mi è sembrata un'abitudine diffusa.
6) Ogni tanto controllate, nelle apposite macchinette alle fermate della metro, il credito della Oyster Card... non è piacevole "timbrare" e vedere un pallino rosso, soprattutto se hai fretta e con la fila dietro.
7) In alcuni posti, tipo Starbuck's, c'è la connessione wifi gratuita.
8) La birra inglese è non gassata, provatela. Per me è molto più buona di quella che beviamo qui.
9) Vestitevi a strati. Ben coperti quando siete fuori, ma possibilità di rimanere leggeri quando siete dentro.
10) Portatevi un cappello oppure un giaccone con il cappuccio. Ci è servito anche per la pioggia. Non abbiamo avuto bisogno di ombrelli.
11) Portate gli adattatori per le prese di corrente!


Le foto di questo post sono di mia proprietà.

12 commenti:

  1. Complimenti per il tuo post così dettagliato. Leggo del tuo entusismo per il viaggio e il soggiorno a Londra -meno l'aereo naturalmente - e,come ti dissi nel mio commento al tuo post precedente questo, ci sono stato ma oltre 40 anni fa. Ad ogni modo credo che molte cose siano cambiate da allora.
    Un saluto,
    aldo.

    Grazie per il tuo cordialissimo commento al mio ultimo post.

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  2. Che belle foto che hai scattato! Mettono tanta allegria e voglia di andarci! :)

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  3. MA che brava che sei! Sia nel raccontare e, te lo ripeto, nel coinvolgere al massimo, ma anche negli scatti, che sono decisamente da manuale. Bella la foto di Tower Bridge, che fra l'altro per me è sempre stato uno dei punti più belli di Londra. Mi hai fatto morir dal ridere per la foto col carrello :) Bentornata, un abbraccio e buon anno

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  4. @Nico: Grazie :)) Gli scatti di questo post, ad onor del vero, sono quasi tutti di mio marito... La foto col carrello è un MUST per i fan di Harry Potter! :) Buon anno anche a te :)

    @Marika: Grazie per i complimenti sulle foto... Come ho scritto a Nico, le foto postate qui le ha fatte quasi tutte mio marito, solo una credo sia fatta da me.

    @Aldo: Prego per il commento cordialissimo, mi è venuto dal cuore... :)

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  5. Cara Fra, ti sono veramente grato per i tuoi commenti ai miei due post del 21/9/11 sul viaggio a Londra e del 24/1/11, piuttosto triste, che sei andata a scovare a circa un anno di distanza.
    Queste sono gentilezze che fanno molto bene al mio cuore.
    Grazie ancora.

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  6. Bentornata! Che bel post pieno di immagini e dettagli! Io a Londra ci sono stato una ventina di anni fa, mi sembrava un altro mondo, e leggendo le tue parole presumo che continuerebbe a darmi la stessa impressione. Probabilmente nei prossimi giorno non sarò nei paraggi, perciò ti auguro buon anno in anticipo ;-)

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  7. E allora complimenti anche al marito :-) Buon anno a tutti e due!

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  8. ho vissuto a Londra per 7 anni e sono appena tornata in italia. credo che non ho altro da aggiungere rispetto a questo "Ma che ci faccio qui? Perché non torniamo là?" ;-)

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  9. Che nostalgia nera che mi hai fatto tornare, prenderei un volo ORA... SUBITO! E ora, fammi fare l'antipatica... cosa ti avevo detto del museo delle cere?! :-P
    A parte questo, mi sembra tu nn abbia lasciato nulla... sono felice tu sia stata così immersa in questa città che ho imparato ad amare giorno dopo giorno. Bentornata cara e ...auguri per il nuovo anno :****

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  10. Bellissimo reportage di viaggio e bellissime foto!
    Per quanto riguarda quella sensazione che tutto funzioni, purtroppo per noi italiani è spesso la regola, a meno che non si vada in paesi messi peggio di noi, che sono sempre meno...
    Per quanto riguarda il caldo nei locali chiusi, è un classico di voi (fortunati) del sud abituati a climi miti e a termosifoni praticamente inesistenti! I primi tempi in cui papàC era venuto su apriva sempre le finestre con meno 5 fuori perché non sopportava il caldo in casa...poi però si è abituato e chi gli leva più la tutona felpata?
    Credo che il tuo bel viaggio sia una grande carica di energia per partire con il 2012 alla grande! AUGURI!!

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  11. Che figata! Londra è veramente meravigliosa e più passa il tempo più sento il desiderio di conoscerla e visitarla! Bellissime le foto ed emozionante il reportage.

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  12. che meraviglioso post. Le foto sono molto suggestive *.*
    passa da me quando vuoi

    www.celyneglam.blogspot.com

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