sabato 29 gennaio 2011

L'amore sospetto


Io non mi definirei mai come una di quelle a cui piacciono i film intellettuali.
Perché, in fondo, a parte Woody Allen e qualche altro caso in cui guardo film un po' più particolari, a me piacciono film come Titanic, Twilight, Harry Potter e Pretty Woman.
L'altra sera abbiamo visto questo film francese.
Di solito, i film francesi mi annoiano parecchio. Ma l'ho scelto, l'ho scelto io, perché di solito cerco di non farmi guidare dai pregiudizi e poi avevo letto qualcosa che mi aveva fatto pensare fosse un thriller e, infine, le immagini del film mi avevano incuriosito, anche se il titolo originale "La Moustache" (I baffi) avrebbe dovuto farmi capire che, alla fine, non avrei colto l'essenza del film.
Perché comunque sono convinta di essere io a non cogliere l'essenza di certi film.
L'amore sospetto, bel titolo, per una volta il titolo italiano è meglio di quello originale, anche se, come al solito, è fuorviante. Infatti, se gli italiani lo avessero intitolato "I baffi", non credo avrei deciso di guardarlo.
Non posso dire che non mi è piaciuto, no. Mi è piaciuto guardarlo, mi ha incuriosito e intrigato.
Ad un certo punto, la trama - incentrata essenzialmente su un tale che si taglia i baffi - stava deviando verso quello che sembrava essere un discreto thriller, ma ha poi subito deviato da un'altra parte, andando poi a finire sul surreale, onirico.
E, alla fine, non ne ho capito il senso.
Se qualcuno lo ha visto e lo ha capito, mi piacerebbe parlarne.

martedì 25 gennaio 2011

Sono in buona compagnia.

Quando sono sola a casa, talvolta accade che, ad un certo punto, è come se il naturale scorrere del tempo si fermasse. Cala un silenzio opprimente, alzo gli occhi e mi guardo intorno, le orecchie captano ogni genere di rumore, rumori cui normalmente non faccio caso perché fanno parte del rumore di fondo della routine domestica... sento ticchettii, leggeri trilli, scampanellii, rumore di elettrodomestici in funzione, quelli che sembrano lontani fischi di navi in partenza.
Si insinua il dubbio di essere vittima di allucinazioni uditive - a volte causate da gravi malattie - e rimango immobilizzata per qualche secondo ad ascoltare, temendo che, tra i rumori, ce ne sia qualcuno indice di presenze estranee in casa, intrufolatesi silenziosamente e che attendono il momento più propizio per sbucare fuori dal nulla e... (pensiero troppo brutto per continuarlo).
In quel momento, non importa il fatto che l'unico modo per entrare qua dentro sarebbe sradicare i cancelli di ferro (e farebbero molto rumore, mi sa) oppure passare per la porta di ingresso (e anche in questo caso me ne accorgerei facilmente).

E' quasi come quando, da piccola, mi svegliavo di notte da sola nella stanza e restavo immobile con gli occhi sbarrati a fissare il buio - nel quale credevo di intravedere chissà cosa o chi -, tutta nascosta sotto le coperte, non potendo nemmeno muovere un muscolo, atterrita dalla paura, nemmeno per raggiungere, a meno di un metro, l'interruttore della luce.
Non si sa mai il cattivo di turno, nascosto sotto il letto, fosse arrivato ad acchiapparmi la mano sporgente dal letto, cui mi aggrappavo salda, come fosse l'unica vera zattera di salvezza.

Ascoltando, mi accorgo che i rumori sono reali: il frigo, standoci attenti, fa un baccano notevole, un orologio da qualche parte fa tic tac, un sito internet aperto emette trilli ad ogni movimento del mouse, il fischio della nave è in effetti la caldaia.
La paura passa. E il silenzio cessa, la vita riprende a scorrere normalmente. Suona il telefono. La lettura di un blog amico ti distrae. La signora della casa accanto, a cinque metri da te, chiama qualcuno ad alta voce.

Mi sa che devo smetterla di leggere thriller e di documentarmi su Shining.

E comunque mi ha sempre confortato sapere di essere in buona compagnia: La sera, quando mi corico, sento ancora il bisogno di assicurarmi che le mie gambe siano sotto le coperte, una volta spenta la luce. Non sono più un bambino ma… non mi va di dormire con una gamba che sporge dal letto. Perchè se una mano gelida si protendesse per caso da sotto il letto ad afferrarmi la caviglia, potrei anche urlare. Sì, potrei cacciare un urlo da svegliare i morti. Sono cose che non succeddono, naturalmente, e lo sappiamo tutti. Nei miei racconti incontrerete esseri notturni di ogni genere: vampiri, amanti di demoni, una cosa che vive nell’armadio, ogni sorta di altri terrori. Nessuno di essi è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia.

- "A volte ritornano", Stephen King. Prefazione. -


Logorrea mattutina

Siccome sono ufficialmente guarita, ma stamattina mi sono svegliata starnutendo a ritmo un po' sostenuto, per essere una guarita, e ho il mal di testa, la tosse e i brividi, ho pensato bene oggi di starmene a casa, invece di andare a lavorare.
Mi toccavano un'ottantina di Km all'andata e altrettanti al ritorno, non me la sono sentita.
E ringrazio la libera professione, che mi consente di fare quello che mi pare - nei limiti dell'educazione e del rispetto per gli altri si intende -, unico vero e irrinunciabile vantaggio del mio lavoro.

Da un commento un po' lungo che ho scritto poco fa sul blog di Luca, ho intuito che oggi sono un po' logorroica e ho pensato di approfittarne, riempiendo questo spazio virtuale con le mie attuali farneticazioni... proprio ora mi viene in mente che questi blog ci sopravvivranno... non so se saranno eterni, ma quando io non sarò più su questa terra, il mio blog ci sarà ancora - a meno di totale annullamento della libertà di stampa, cosa in effetti non totalmente impossibile.
A questo proposito, mi viene in mente... avete sentito questa? avevo pensato fosse una bufala, ma mi sa di no.
Ma, sorvoliamo... dato che voglio inquinare ulteriormente l'etere, preferisco farlo con farneticazioni di mio pugno, non con quelle altrui.



Come succede spesso in questi giorni, la mia serenità e tranquillità casalinga è stata interrotta, sul presto, da un rumore che mi ha fatto sobbalzare... presente King Kong che cerca di scardinare i cancelli di ferro? ecco, all'incirca.
Coraggiosamente, sono andata in perlustrazione ad accertarmi che non ci fosse nessuno scimmione appeso alle inferriate e, avventuratami fuori, ho intravisto un furgoncino e ho capito che, come al solito, erano gli operai che forse stavano sradicando la ringhiera dei vicini.
Non mi sono avventurata a spiare perché non sono poi così curiosa e francamente non sono portata per lo spionaggio, inoltre il mio maglione verde fosforescente oggi sicuramente non mi avrebbe reso invisibile ai più... Beh, in ogni caso, adesso hanno finito.

Abandoned rail bridge (by photographer Tara Kinsell)
Questa immagine è una di quelle che ho visto su un sito di fotografie che mi ha affascinato e vorrei stare tutto il giorno a guardare.

La bella immagine delle rotaie qui sopra mi fa venire in mente il mio stato d'animo ieri sera quando, per l'ennesima volta, mi sono persa.
Ieri sera, per rientrare a casa, dal centro città a ora di punta, ho impiegato un'ora (distanza 15 km) e ho trovato pure una deviazione... quanto odio le deviazioni.
Appena ce n'è una, io so già che sono destinata a perdermi. E sono finita in una zonaccia dove non c'era nessuno... sapete quelle stradine strette e buie in zona periferica, dove pensi oh mamma adesso una macchina mi blocca la strada e... (pensiero troppo brutto per continuarlo)... comunque, anche se mi sono persa per ben due volte, percorrendo come gli asini sempre la stessa strada, lo smarrimento è durato pochi minuti e, infine, ho trovato la strada di casa.
E a segnalarmela, come la stella cometa, il faro. Che si stagliava, non ricordo se luminoso o meno, alto sopra di me, al di là di un basso muro di case che mi impedivano di vedere il mare (che mi avrebbe aiutato ad orientarmi).

Concludo con un'altra immagine desolata che, non so perché, mi piace molto... le piscine vuote mi hanno sempre affascinato.


Soho Marchall Pool
'Absence of Water' by Gigi Cifali
In the thirties London's outdoor lidos were at the peak of their popularity. gradually tastes have changed, resulting in a drop in attendances, leaving the pools uneconomical to run. many fell into decay and many were demolished. Only a handful of pools remain today as a symbol of a bygone era'.
'Absence of Water' documents the haunting atmosphere of the empty swimming pool.




lunedì 24 gennaio 2011

Sunshine Award


Wow! è la prima volta che vinco qualche cosa...
Veramente no, la seconda. Undici anni fa ho vinto una macchina fotografica digitale della Kodak - quando ancora la macchina fotografica digitale l'avevano solo quelli super-tecnologici e non le masse (non certo io).
Ah... e da piccola, ho vinto un berretto della Santarosa - la marmellata - grazie ad un disegno, che non ricordo bene, ma, conoscendo le mie attitudini spiccate per il disegno - fin da piccola -, non ho dubbi che sia stata mia mamma a farlo.

Ma questo premio è molto più bello, perché qualcuno me lo ha assegnato... qualcuno ha pensato che, tra i blog che legge, il mio potesse meritare un riconoscimento... e le parole che ha scritto sul mio blog mi hanno fatto molto piacere, perché descrivono esattamente l'impressione che vorrei dare all'esterno.
Fra, per la sua simpatia e la sua capacità di raccontare ironicamente se stessa facendo sentire partecipi gli altri, come se si trattasse di un gruppo di amici seduti attorno a un tavolo.
Grazie Ariano!

Le "regole" del gioco prevedono che io scelga dodici blog a mia volta.

Come scegliere tra tutti i blog che leggo quasi quotidianamente?
Dodici non sono pochi, ma nonostante questo, la scelta non è facile.
C'è un sacco di gente che scrive cose interessanti e divertenti oppure che fa tanta informazione utile e vorrei dare il premio a tutti... ma, mi attengo al gioco e scelgo questi qua sotto (l'ordine è casuale), privilegiando, in caso di pari merito, quelli che leggo da più tempo.
Tutti questi blog sono accomunati, ovviamente, dall'essere scritti in modo a me congeniale o perché simile al mio o perché è quello a cui tendo o semplicemente perché mi piace.
E, in linea di massima, dal fatto che trattano argomenti che mi interessano.
Non conosco nessuno di persona, tranne Pat, che è una vecchia amica e con cui mi sono ritrovata, dopo anni, grazie a Facebook, blogspot, tumblr, ecc.
In questo elenco mancano i blog di due amici, Roby e Nido, che purtroppo hanno smesso di aggiornare il blog da diversi mesi, ma che mi piacevano moltissimo.

Davvero, il premio lo darei a tanti altri ancora, ma ecco i miei dodici.

Ariano - con cui condivido la passione per la lettura e per i libri, anche se i nostri interessi sono spesso diversi e mi ha fatto conoscere cose che non avevo idea che esistessero (gli Shonagon ad esempio).

Luca - che, quando non scrive di grafica applicata di cui non capisco niente, per me è una delle letture più piacevoli, interessanti e intelligenti di tutta la blogsfera. Uno dei miei primi (e più cari) amici di blog.

Pat - amica da anni, quando ancora ci scrivevamo con le lettere di carta, e con cui oggi condivido la passione e la magia della scoperta della tecnologia e dei rapporti umani nell'era dei social network.

Marica - perché mi piace come scrive e quelli che vivono all'estero hanno per me tanto fascino perché ci vorrei vivere pure io. E mi piace tanto il layout! :)

PRxT, Zion e Alice - perché hanno un modo di raccontare le cose che mi piace molto e che vorrei avere io.

Rita - una mamma in gambissima che condivide la sua esperienza di mamma e non solo, magica creatrice di giochi e di torte.

Maraptica - perché mi ha intrippato con un racconto e una verità su una grossa catena americana e, in generale, da quello che ho letto, mi sembra una persona simpatica.

Simone - perché è uno dei primi blog che ho conosciuto, quando ho creato il mio. Perché racconta con sincerità e simpatia la sua avventura di ingegnere studente in medicina, impegnato anche con le sue attività di volontariato e scrittore.

Temistocle - perché mi piace il suo modo di scrivere e quello che racconta e uno dei suoi racconti è stato per me fonte massima di ispirazione.

D'Aria - perché mi ha colpito il suo nome e quando ho iniziato a leggere il suo blog, in alcune frasi ho rivisto me stessa qualche tempo fa e poi perché mi ha ricordato Alice Cascherina. :)


mercoledì 19 gennaio 2011

Cosa ne penso di - Shining

Questo l'ho postato la prima volta il 19/01/2009 - due anni esatti fa -.
Siccome oggi ho fatto diverse modifiche e allora il mio blog non lo leggeva nessuno (tranne la mia fedele lettrice) e questo post è invece uno dei miei preferiti - perché riguarda uno dei miei film preferiti -, ho deciso di ripostarlo oggi.



"Wendy? Sono a casa, amore!"
(Qui in lingua originale)

Tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King, il film Shining di Kubrick è, secondo me, una delle migliori rese cinematografiche di un romanzo.
Questa magistrale opera cinematografica però non è piaciuta a Stephen King (a dire il vero libro e film di Kubrik, ad un'attenta analisi, manifestano delle diversità, ma secondo me le diversità inserite da Kubrik non fanno che aumentarne l'effetto!), che, in risposta a Kubrik, ha girato un film di circa quattro ore, fedele trasposizione del libro... Per caso mi sono imbattuta in questa sua opera, trovandola mancante di suspence e di espressività degli attori... tanto che, seppur adorando il libro, adorando la versione di Kubrik e adorando in generale Stephen King, non sono riuscita nemmeno a guardarlo tutto!!!

Io sono un'accanita lettrice di S. King perchè trovo che abbia un modo di scrivere molto coinvolgente, che riesce a trascinarmi in mezzo alle sue storie di qualunque cosa parlino.
Inoltre mi attirano molto i film inquietanti, soprattutto quelli in cui la componente psicologica ha una buona parte. Shining è uno dei pochi film del genere che ho visto talmente tante volte, che posso recitarne battute a memoria.

La prima scena del film è già abbastanza inquietante, un maggiolino percorre la strada solitaria, tortuosa e in salita che conduce all'imponente Overlook Hotel, sulle montagne del Colorado, l'unico rumore è quello dell'auto; solo poco dopo la felice famigliola che si trova nella macchina inizia a scambiare qualche parola.
La felice famigliola è composta da un già allucinato Jack Torrance (Jack Nicholson), una insicura e sottomessa Wendy (Shelley Duvall) e dal prodigioso bimbo Danny.

La famiglia Torrance si trova lì perché Jack deve sostenere un colloquio di lavoro: gli si propone di fare da custode all'albergo durante la stagione invernale, stagione molto fredda, durante la quale l'albergo rimane isolato diversi mesi a causa delle tempeste di neve. Jack, che sta attraversando un brutto periodo, infatti è uno scrittore con problemi di alcoolismo, ritiene che la pace dell'albergo possa fare rifiorire la sua vena artistica e possa riprendere a scrivere, quindi accetta il lavoro.

*** Questa è una nota autobiografica, infatti Stephen King ha passato un periodo in cui ha avuto problemi con l'alcool e pensava non sarebbe più riuscito a scrivere.***

Il proprietario però, prima di confermare il tutto, si premura di confidargli che l'Overlook ha una storia particolare, terribile e affascinante, in quanto è stato teatro di numerosi eventi sanguinosi, tra cui sicuramente spicca la storia di Delbert Grady, il vecchio custode dell'albergo che, dopo aver fatto a pezzi moglie e figlie con un'ascia, si è suicidato sparandosi alla tempia.

Durante questa prima visita all'albergo, l'allegra famiglia fa la conoscenza di Halloran, un dipendente dell'albergo dotato di strani poteri paranormali. Proprio per questo, Halloran riesce a percepire qualcosa che non va in Danny. A Danny, infatti, l'albergo non piace. Danny ha un dono, lo shining, la luccicanza: uno strano potere per cui riesce a vedere cose che gli altri non vedono e a comunicare con altri che possiedono il suo dono, con il solo ausilio della sua mente.

Il primo periodo trascorre serenamente: Wendy e Danny giocano sempre insieme nel grande albergo e nel vicino labirinto e Danny fa lunghe passeggiate in triciclo per gli immensi corridoi deserti dell'albergo, a volte imbattendosi in visioni angoscianti, come ad es. quella delle gemelle che in coro (un coretto agghiacciante) dicono a Danny "Vieni a giocare con noi? per sempre... per sempre?"
Mi vengono i brividi solo al pensiero, inoltre sono inquietanti le riprese da dietro di Danny che gira con il suo triciclo nei corridoi deserti ed immensi dell'albergo, con il solo rumore delle ruote sul pavimento o sulla moquette, alternati.

******* Piccolo break smorza tensione ********

Giusto per smorzare un po' la tensione... una foto e qualche commento sul dietro le quinte.
Ho letto che Kubrik è stato molto attento a non far percepire a Danny che stesse girando un film dell'orrore, infatti, ad esempio, la scena in cui Danny incontra le bambine è stata girata in due tempi... il bimbo ha fatto una faccia spaventata - come gli è stato chiesto - ma non c'era nessuno alla fine di quel corridoio... per fortuna, le gemelline non le ha incontrate. E poi è stata girata la scena con le sole gemelle.
**** Fine del break, torniamo alla trama ****

Jack, infine, pare abbia ritrovato la sua capacità di scrivere... almeno questo è quello che pensa Wendy.
La situazione precipita vertiginosamente quando Danny viene aggredito da una delle entità malefiche che vivono nell'albergo, entità probabilmente scatenate dalla mente poco lucida di Jack che si fa trascinare in un crescendo di follia e di orrore.
Questa è l'occasione in cui Wendy capisce che Jack è completamente folle, scopre infatti che le migliaia di pagine che il marito ha scritto contengono in effetti solo una frase ripetuta continuamente ... "All work and no play makes Jack a dull boy" (che in italiano è diventata "Il mattino ha l'oro in bocca", il cui significato no ha assolutamente nulla a che vedere con l'originale, ma è stata scelta da Kubrik).
E lei che pensava stesse scrivendo un romanzo!!

Qui mi fermo con la trama.

Inquietante e magistrale l'interpretazione di Jack Nicholson, bravissimo a rendere lo sguardo folle, ma non solo folle, folle e crudele, omicida. Tanto che io non riesco più a dissociare Jack Nicholson da Jack Torrance, anche quando interpreta commediole romantiche come "Tutto può succedere".

Mi sono sempre stupita della capacità degli attori bambini di rendere così bene l'orrore di alcune scene... E Danny Lloyd, in questo film, di orrori ne vede parecchi. Ho letto però che, durante le riprese, non ha nemmeno capito che stava girando un film horror.

Shelley Duvall pare sia stata tartassata parecchio da Kubrik, senza nemmeno andare troppo per il sottile (come appare evidente se guardate il Making of - pare, ad esempio, che abbia preteso che l'attrice ripetesse 127 volte una scena, quella in cui scopre i fogli con scritto "All work and no play makes Jack a dull boy"), al fine di farle tirar fuori una rabbia e angoscia tale da rendere la sua intepretazione incredibilmente realistica.

Infatti, in un articolo, che ho linkato anche alla fine, si legge:
Duvall and Kubrick were at odds throughout most of the filming. She resented him at first, but later grew to respect him; she felt that she was able to give a better performance because he pushed her so hard. In the end, Duvall felt that the film was better because of the off-screen tension between her and Kubrick.


Del DVD mi è piaciuto molto il "making of", una sorta di documentario, girato dalla figlia del regista, che, facendo vedere un po' di "dietro le quinte" con brevi commenti degli attori, smorza un po' l'inquietudine di questo film!


Su youtube ho trovato questi video del making of, - in inglese con sottotitoli in ita - non sono granché come qualità, ma... parte 1, parte 2, parte 3, parte 4.

Ho trovato anche altri due video interessanti su Stanley Kubrik e Shining (1 e 2) - in inglese.
E un articolo (in inglese) ricco di curiosità (l'ho messo anche tra i miei Google Documents), che va assolutamente letto se vi piace il film.
E infine...



In giro qui in rete, ho trovato questo orologio a cucù dell'orrore... con Wendy e Jack nella scena più terribile di tutto il film (una delle scene più terribili, in verità, ce n'è tante tra cui scegliere).
Io, con un orologio del genere in casa, non potrei nemmeno dormire.

martedì 18 gennaio 2011

Che cos'è questo rumore? (2)

Questa foto non c'entra niente con quello di cui sto per parlare.
Ma mi piacerebbe da morire che quello fosse il mio letto.
Meno male che non lo è, sarei ancora più pigra.
Penso non mi alzerei mai.


Questo post l'ho scritto l'altra mattina.
Ho un po' di post in stand by... da un lato ho voglia di scrivere, dall'altro la noia non favorisce l'ispirazione. Inizio a scrivere e poi salvo e chiudo dopo cinque righe.

Mattina - Giornata di sole.
Premessa: l'inverno qui, quest'anno, non sappiamo ancora cos'è.
Ha fatto qualche giorno un po' meno bello intorno a capodanno - in particolare, ricordo un paio di grandinate allucinanti un paio di volte che avevo lezione di tennis - e poi è tornata la primavera. Io ne sono contentissima, anche se, dato che sono a casa tappata da oltre dieci giorni per influenza e complicazioni varie, non sto potendo usufruire per bene del bel tempo.

Da qualche minuto sento il pavimento tremare sotto di me e - proprio fuori casa - un rumore infernale.
Mi affaccio e vedo degli omini in tuta da lavoro, che lavorano davanti casa.
Immagino che stiano finalmente sistemando il piazzale qua fuori, le mie scarpe ne saranno felici perché camminare tra le pietre - sebbene per il breve tragitto tra la macchina e il cancello - non fa loro bene di certo.
Hanno costruito pure un'aiuola, pare - spero ci mettano dei fiori.
Ma mi viene in mente una cosa... i fiori dell'aiuola davanti casa mia chi li cura?
Temo per i poveri fiori, se questo compito spetta agli abitanti delle ville che si affacciano sul piazzale. Perché non so il colore del pollice dei vicini, ma so di che colore è il mio.
Anzi, con stupore devo riconoscere che le orchidee e le altre due piante inaugurali, che mi hanno regalato a luglio, sono ancora vive (sebbene un'orchidea sia visibilmente sofferente) e così i ciclamini, che però sono molto più giovani.
L'ho detto che su di me questa casa ha avuto qualche effetto miracoloso, tra cui il pollice che da nero è diventato grigio-verde scuro... non ancora un verde splendente, perché le stelle di natale, invece, sono già morte dopo poche settimane.

venerdì 14 gennaio 2011

Breaking Dawn - Twilight saga

Rob Pattinson e Kristen Stewart - Breaking Dawn

Gli appassionati della saga di Twilight sanno che Breaking Dawn è un libro, il quarto ed ultimo, con contenuti non esattamente adatti ai minori.
Secondo me nemmeno gli altri sono libri esattamente adatti a ragazzine/ragazzini, perché sono pervasi da una sensualità non indifferente e, anche se l'autrice non descrive mai certe scene in maniera esplicita, di sicuro è capace di stuzzicare l'immaginazione.
Certo, è vero che il mondo è cambiato da quando io ero una bambina (e io ero bambina bambina), ma se dovessi pensare a me stessa allora, io, da mamma, non mi avrei permesso la lettura del libro almeno sino ai 14 anni.
Chi non è dentro questa fandom pensa che gli appassionati della saga - e quindi il target dei film - siano per lo più ragazzine isteriche sotto i 15 anni... decisamente non è così.
Questa fandom ha un'età molto varia, che racchiude per lo più esseri di sesso femminile (molti isterici, in effetti), che vanno dai dieci ai 70 anni e la maggior parte credo sia costituita da persone ben più che adolescenti.
Nonostante questo, è necessario, per ragioni di marketing (stabilite da quelli che credono che il pubblico sia formato da ragazzine ben al di sotto della maggiore età), non vietare il film ai minori, anche se nel libro sono descritte scene che di sicuro dovrebbero/potrebbero essere vietate ai bambini... tra luna di miele sexy, con morsi al cuscino, lividi e piume sparse ovunque, sesso estremo tra vampiri e taglio cesareo praticato con i denti.
Sì, lo so, fa un po' schifo a immaginarsela, quantomeno quest'ultima scena, ma è un MUST.


Non che noi, donne che hanno superato i 18 da un pezzo, vorremmo la realizzazione di un film porno o splatter, ma ci sono scene del libro che nel film Breaking Dawn ci devono essere... e le tre citate sopra sono di sicuro tra quelle.

La seconda still del film, qua sopra, mostra Bella e Edward durante la loro prima notte e la fandom adesso adora il regista Bill Condon, perché sembra che la scena sia stata realizzata in maniera abbastanza sexy, proprio come dovrebbe essere.

In effetti, poi, come si fa a capire la sexitudine di un'intera scena da una sola immagine... probabilmente è solo il fatto di vedere Rob e Kristen insieme, apparentemente nudi, in un letto, in posizione certamente equivoca, a mandare la fandom in visibilio.
Infatti, questi due attori - che personalmente ammiro molto come attori al di là della saga di Twilight - e che hanno una relazione assolutamente non pubblicizzata e proprio per questo molto chiaccherata, sono decisamente carini insieme e buona parte della fandom si squaglia quando hanno scene insieme- me compresa, in effetti.

Non sono mai stata fan seria di niente e nessuno prima d'ora, quindi non so se è la norma, ma mi stupisce molto quanto questa fandom sia attenta e esigente e, forse ancora più, mi stupisce il fatto che chi lavora ai film sia attento a quello che la fandom vuole.
Anche se non sempre esaudisce tutti i desideri.
E con internet, twitter, facebook, i blog, youtube... le distanze sono praticamente annullate...
I registi, gli attori, i produttori hanno account twitter e/o facebook con cui comunicano - davvero - con le persone.
Questa è una delle cose che mi affascinano da morire di internet, che Qui dentro siamo tutti uguali.
Non c'è quello famoso e quindi inarrivabile o quello che fa una vita tanto diversa, che nella vita vera non ci avresti neppure mai parlato.
Ognuno è alla portata dell'altro.

Breaking Dawn sarà al cinema a novembre 2011.

giovedì 13 gennaio 2011

Eruzione - update

Ieri notte, verso l'una, qua si sentiva distintamente l'Etna borbottare, indice di eruzione in corso.
Allora siamo usciti in macchina, come molti altri catanesi, alla ricerca di un posto da cui si potesse ammirare la colata. Infatti, da casa nostra l'Etna non si vede... - però abbiamo il mare come panorama!
Comunque, appena abbiamo visto la colata, ci siamo accorti che, nel giro di pochissime ore, la lava aveva percorso un sacco di strada... cosa non usuale.
La catastrofista che vive in me, anche se cosciente che il ferro da stiro ne ammazza di più della lava - come mi ha ricordato l'amico CyberLuke, ha allora subito chiesto al sapiente marito se, data la velocità, c'era da preoccuparsi.
Lui mi ha rassicurato che la lava va a finire nella Valle del Bove e, se mai dovesse uscirne, al mare ci arriverebbe da un'altra strada, senza passare dal nostro giardino.
Oh, anche per questa volta l'abbiamo scampata!

Vabbè, comunque non è che io mi spavento davvero delle eruzioni dell'Etna, se no qua non ci potrei vivere, ma ieri, che la velocità è stata sorprendentemente alta, un po' ci ho pensato.


Ieri avevo già postato questa immagine, ma la riposto perché ne voglio parlare... il dipinto raffigura l'eruzione dell'Etna del 1669, una delle eruzioni più disastrose, come si può leggere qui, famosa anche perché diede origine ai Monti Rossi e travolse Catania (oltre diversi altri paesi).
I Monti Rossi dovrebbero essere quei due monticini che si vedono nel dipinto, da cui ha origine la colata.


Questo è uno dei diversi video che sono apparsi oggi su youtube, registrati ieri notte... se avessi avuto la macchina fotografica funzionante, uno di questi sarebbe mio.




Per concludere... l'altro giorno ho imparato che bisogna sempre ricordarsi di chiudere le imposte prima di uscire da casa, perché rientrare da lavoro e vedere che ci sono le imposte aperte - se pensi che debbano essere chiuse - non è piacevole. Ovviamente pensi che ti sono entrati i ladri in casa, che, nella migliore delle ipotesi te l'hanno svaligiata, e nella peggiore ti stanno aspettando dentro per ammazzarti.

mercoledì 12 gennaio 2011

Fenomeni naturali: l'Etna in eruzione

Fonte: INGV

L'Etna è di nuovo in eruzione.
Mentre tornavo a casa, poco fa, ammiravo il rosso intenso della colata, una palla di fuoco sospesa sullo sfondo del cielo nero del tardo pomeriggio invernale, a quelle che sembravano essere poche centinaia di metri da me - che comunque saranno stati diversi km.
Peccato che non avevo con me la macchina fotografica. Comunque, la vista era un po' come in questa foto qui sopra, solo che la colata era molto più corta, a forma di palla, appunto.
Le altre volte, questo fenomeno naturale - sebbene in sé abbastanza spaventoso - non ha avuto un grande impatto sulla mia serenità, tanto sono sempre stata certa che, prima di arrivare a incenerire casa mia, la lava avrebbe dovuto distruggere così tanti paesi (tipo quello dove abito ora), che gli scienziati, la Protezione Civile, etc. avrebbero di sicuro inventato nel frattempo un metodo per fermarla.
Pensandoci adesso... come si fa ad essere certi di una cosa così, che non dipende dall'uomo ma dalla Natura - che prima o poi si arrabbierà di brutto per tutto quello che il genere umano le combina -, non lo so, ma in ogni caso... adesso, Natura arrabbiata o meno, abito, appunto, proprio sotto l'Etna. Cioè... non so esattamente dove sia il cratere di sud est, perché sono un'ignorante totale in geografia e in particolare in posizione dei crateri dell'Etna (se mi sentisse il marito, appassionato della Montagna, che conosce i nomi e la posizione di tutti i crateri e probabilmente anche l'anno in cui si sono aperti...), ma sono certa che è da qualche parte qua in zona.
Infatti, oltre a meravigliarmi - sempre - per lo spettacolo meraviglioso che solo la Natura sa regalarci, mi sono sentita improvvisamente troppo vicina e ho cominciato a pensare a cosa succederebbe se la colata lavica arrivasse a casa mia che, affinché la lava coli fino al mare - sua destinazione naturale -, viene proprio di strada.
Ma, diciamocelo, è inutile farsi questo genere di paranoie... mi ha rassicurato il marito, prontamente contattato al telefono, che se la lava arriva qua noi scappiamo, tanto non va veloce, ce ne dovremmo accorgere per tempo se imbocca la strada di casa.
Speriamo. Uno dei miei incubi è che un cratere si apra proprio qua accanto.

Bel dipinto, che mi è piaciuto sempre molto, trovato qui, di Giacinto Platania.

martedì 11 gennaio 2011

Cimitero dei libri dimenticati?


Poco fa su tumblr ho trovato questa immagine - grazie Pat - che ho immediatamente ribloggato e che mi ha fatto pensare che, probabilmente, un domani - forse nemmeno troppo lontano - i libri di carta diventeranno un bene d'élite e saranno sempre meno e gli e-book sempre più.

Questa frase mi fa pensare al cimitero dei libri dimenticati. Non per il senso che gli ha dato C. Zafòn, ma lo sto immaginando come luogo fisico. Una stanza, un enorme locale dal tetto alto, dall'atmosfera cupa e grigia, con scaffali fitti che sfiorano il soffitto, colmi di libri, vecchi, usati, impolverati.

Ecco, io sono tecnologica e a favore del progresso, ma quella libreria lassù mi fa venire il magone e a questo mi sa che non sono preparata.
Non sono pronta a dimenticare la sensazione che ti dà un libro nuovo - che desideravi da tanto -, quando lo tieni in mano la prima volta e pregusti il momenti in cui arriverai a casa e ti metterai sotto le coperte per iniziare a leggerlo.
Non sono pronta a dimenticare l'odore dei libri appena comprati.
A dimenticare il piacere di sfogliare le pagine all'indietro, quando hai finito un libro che è riuscito a parlarti, alla ricerca di quelle parole, di quelle frasi che ti hanno fatto battere il cuore o versare fiumi di lacrime, per poterle sottolineare.
Non sono pronta a lasciare tra i ricordi il piacere di addormentarmi con un libro tra le mani (che capita pure che mi cada in faccia... e non è piacevole quando è "The Dome" di S. King).
A non perdermi più in quei luoghi meravigliosi che sono le librerie o le biblioteche, ciondolando ore davanti a scaffali di libri, mentre il mondo intorno a me si ferma.
Questa biblioteca - meravigliosa e surreale, che potrebbe essere il mio cimitero dei libri dimenticati - è un diorama, di Lori Nix.


Non sono pronta a smettere di contemplare le mie librerie, alla ricerca di un libro da rileggere, sperando magari di trovarne qualcuno ancora non ancora letto (considerato che a volte compro vagonate di libri mentre ne sto leggendo altri e poi li poso e me ne dimentico, questo può accadere molto facilmente).
A proposito di librerie, questa scala libreria è meravigliosa.
Fosse a casa mia, sarebbe il mio luogo preferito.
Perché non ci abbiamo pensato?!


Non sono pronta a leggere i libri su uno schermo di un computer, di un lettore di ebook o di quello che volete.
Gli ebook non provo piacere a leggerli, per leggerli, io li stampo.

domenica 9 gennaio 2011

Sognando celebrità



L'altra notte, i miei sogni sono stati in qualche modo affetti da questa foto - molto carina - che ritrae Kristen Stewart e Ashton Kutcher ai People Choice Awards, il 5 gennaio.
Infatti, molto probabilmente ispirata dal dolcissimo sguardo di lui, ho sognato che ci incontravamo ad una festa e parlavamo di un sacco di cose... casualmente, mi sono svegliata mentre parlavamo di Demi Moore... :)
Non mi capita spesso di sognare persone appartenenti al mondo dello spettacolo, quindi, quando succede, mi colpisce particolarmente e mi sveglio chiedendomi se sia realtà e quando ho conosciuto la celebrità protagonista del mio sogno.
Dura tre minuti, poi la vita vera si fa chiara.

In ogni caso, rivedere Ashton Kutcher in quella foto, mi ha fatto ripensare a un film che mi è piaciuto particolarmente che si chiama "Butterfly effect", di cui Ashton è protagonista.
Mi ha sempre intrigato tutto quello che ha a che fare con viaggi nel tempo, presente e passato che si intrecciano e cose così... questo film parla esattamente di questo - così come Sliding doors o Ritorno al futuro - ... dell'effetto farfalla.
- Il battito d'ali di una farfalla in Cina può causare un uragano in Texas -

Una curiosità interessante sul film: esistono due finali, uno, il cosiddetto happy ending - il theatrical ending, quello che hanno fatto vedere al cinema e su Sky quando l'ho visto io - e l'altro, molto meno happy, ma, se vogliamo, molto più reale e coerente con il film, il director's cut. Se vi è piaciuto il film, guardatelo il finale alternativo. Merita.

E adesso mi è venuta una gran voglia di andare a guardare il film di nuovo.