martedì 29 marzo 2011

Il mio libro del momento...

Mi ero ripromessa di non finirlo subito... invece l'altra notte ho finito "Water for elephants", sfidando il sonno, cambiando posizione ogni due minuti, per non addormentarmi.

Acqua agli elefanti è una storia d'amore, ambientata in un circo negli anni '30.
Jacob, il protagonista, per un brutto scherzo del destino, si ritrova solo ,a dover arrangiarsi per vivere e la sua storia si intreccia con quella dei personaggi di un circo itinerante.
Tra di essi, spiccano Marlena, la moglie di August, il violento e pazzo direttore del circo e Rosie, l'elefantessa.
Proprio con questi due magnifici esemplari femminili, Jacob allaccia una storia d'amore, salvandoli entrambi dalle grinfie di August.
La storia è un flashback del protagonista ultranovantenne, che si trova ricoverato in una casa di riposo per anziani e attende trepidante l'arrivo del circo, per poter assistere, ancora una volta, ad uno spettacolo.

Non riesco a smettere di pensare ai personaggi del libro: Jacob, Marlena e Rosie riempiono la mia testa, sino al punto che ieri mattina, nel lungo viaggio in macchina, pensavo a loro quasi fossero persone vere.
Pazza? No, è solo l'effetto dei libri che mi prendono davvero.
La prima volta che mi è capitata una cosa così, credo sia stata con "I pilastri della terra" di Ken Follett. Poi con molti altri libri.
Ovviamente adesso la mia voglia di vedere il film è quintuplicata.


Reese Whiterspoon e Robert Pattinson.
Jacob e Marlena.

E, poco fa, guardando questo video, mi sono innamorata degli elefanti.
Non avevo mai pensato agli elefanti come esseri gentili, delicati e intelligenti (devo dire che non penso spesso agli elefanti, comunque!), ma, se potessi, adesso ne adotterei uno. :)
E invidio molto gli attori, che, grazie al film, hanno potuto trascorrere tanto tempo con un elefante... sia Rob sia Reese hanno detto cose carinissime sulla loro enorme costar.

Rob, in un momento di pausa delle riprese del film, accucciato su Tai.
In un'intervista, Rob ha raccontato che era la pausa pranzo e che si erano addormentati entrambi.




Aggiornamento differenziata (per la serie "Come stiamo messi male").
Ieri, all'ennesima visita ai cassonetti della differenziata vergognosamente straripanti, ho incontrato gli operatori che stavano svuotando quelli della raccolta "normale" e allora ho chiesto come mai non ritirano, da un bel po', la spazzatura differenziata. La risposta mi ha fatto cadere le braccia.
- Signora, non abbiamo i mezzi.
Non è che c'è stata un'epidemia e i mezzi sono tutti guasti, di mezzi proprio non ce ne sono.
La cosa che poi mi fa ridere è che sul sito del Comune sensibilizzano l'utenza a fare la raccolta differenziata. Ma che se ne andassero tutti al diavolo!

Cucina sana e naturale.

Immagine presa da qui.

E' passato più di un mese da quando ho iniziato la dieta per le intolleranze (e, nel frattempo, ho iniziato pure la dieta "normale") e, molto compiaciuta, devo dire che sono stata bravissima... mai sgarrato una volta, in un mese e dieci giorni.
Ancora è presto per dire che l'alimentazione era la causa di alcuni piccoli e molteplici fastidi, ma, di sicuro, peggio di prima non sto. Anzi... alcuni fastidi sono già spariti davvero.
In ogni caso, devono almeno passare tre mesi prima di poter avere risultati concreti, dicono...
Beh, comunque, il nuovo regime mi piace molto e, oltretutto, sto anche dimagrendo... che non è una cosa tanto ovvia, perché, personalmente, le diete "normali" - quelle che gli altri perdono tre kg al mese - mi fanno un baffo. Sono sicura che continuerò questa "dieta" per più di tre mesi.
Chiaramente, se fai una dieta per la quale non puoi proprio mangiare varie cose, di solito, andare a mangiar fuori diventa uno stress, perché, dal momento che, tra le cose immangiabili, ci sono latte, uova e derivati, è difficile trovare piatti incontaminati.
Oltretutto, da quando faccio caso agli ingredienti, ho notato che le uova e il latte si trovano praticamente ovunque. Il latte si trova persino in alcuni budini/yogurt di soia (che dovrebbero essere fatti, anche, per chi non prende latte).
Beh, l'altro giorno ho trovato il mio ristorante ideale.
E' un ristorante vegano, in cui proprio non usano prodotti di origine animale e quindi nemmeno latte e uova.
Io sapevo vagamente cosa significasse vegano e non avevo realizzato che le mie intolleranze, il mio veramente scarso amore per la carne e il mio pensiero che coincide con quello di George Bernard Shaw (Gli animali sono miei amici e io non mangio i miei amici), potranno fare di me praticamente una vegana perfetta. Prima o poi mi deciderò ad abolire anche quelle scarsissime quantità di carne e pesce che ancora consumo e così sarò completamente coerente con le mie ideologie... STOP CRUELTY TO ANIMALS.
Tornando all'altro giorno. Ho mangiato un piattone di roba varia e sana, senza uccidere animali ... compresa una fetta di tiramisù vegano, una bontà che a pensarci mi viene l'acquolina in bocca ancora oggi, fatto con biscotti vegani e panna di soia (al posto dei savoiardi e del mascarpone e uovo)... in un ristorantino carino, con un servizio rapido ed efficiente... oltretutto spendendo davvero pochissimo. E per pochissimo intendo dieci euro ciascuno... dieci euro, oggi che se vai a mangiare una pizza ne spendi almeno il doppio (e di sicuro, non si può nemmeno fare i paragone!).
Per chiunque fosse interessato e abiti in zona... il ristorante è questo qui.

lunedì 28 marzo 2011

Le macchine non sono tutte uguali e io non ho mai avuto una macchina francese!

Intenso traffico cittadino di una mattina di fine marzo.
L'amico A. mi molla nella sua macchina, in doppia fila, perché deve andare a ritirare dei documenti urgentemente e non c'è un posto manco a pagarlo oro.
- Torno tra un minuto.
Eh sì... di solito un minuto passa presto e non c'è necessità di spostare la macchina... ma, se ci sono io in macchina, dopo nemmeno tre secondi, si forma un ingorgo, perché, tra macchine parcheggiate selvaggiamente e quella sui cui sto io, in effetti, non si può passare.
E allora mi metto alla guida e mi sposto un po' più avanti, in quello che, a prima vista, mi sembra un passo carrabile... tanto tra un minuto A. torna.
Solo che non è un passo carrabile, ma una strada e me ne accorgo dopo tre nanosecondi dall'aver fermato la macchina, mentre già una simpatica fanciulla mi guarda dalla sua macchina: deve entrare proprio lì.
Beh, che sarà mai, mi sposto da qualche altra parte, non troppo lontano perché oltretutto non mi trovo nemmeno nella mia città e non conosco le strade e io sono capace di perdermi a cento metri da casa mia.
Ingrano, quindi, la retromarcia... O, meglio, tento di ingranare la retromarcia... poi tento ancora e, imprecando contro il cambio della macchina dell'amico A., mi sento un po' Fantozzi, un po' uno dei guidatori della domenica... in sostanza una cretina.
Dopo un po' di tentativi infruttuosi, mi accorgo che la realtà è che non riesco a mettere la retromarcia. Come le donne imbranate delle barzellette.
Esco dalla macchina, mortificata, chiedendo perdono alla gentile ragazza, alla quale sto ostruendo la strada e cui spiego la situazione... sai, la macchina non è mia, blablablabla... Per fortuna, la tizia è davvero gentile e non mi insulta, come di sicuro avrebbero fatto in molti.
Nel frattempo, dopo un paio di tentativi falliti, riesco a contattare telefonicamente l'amico A. che mi svela l'arcano, proprio quando dietro alla gentile ragazza si è formata una coda di macchine.
- Ehm, A... non riesco a mettere la retromarcia! Forse è rotta?
- No, non è rotta! Per mettere la retromarcia devi premere l'anello...
Ahhhh, l'anello... e chi lo ha avuto mai un cambio con l'anello!


Nota sulla raccolta differenziata. Ho ancora (da circa 4 giorni), in macchina, due sacchetti contenenti carta e vetro... non riesco a buttarli, perché i pochi cassonetti di differenziata che ho visto in giro in questi giorni (in due diverse province) sono strapieni. E non perché si riempiono, ma perché non li svuotano. Per quanto mi porterò i sacchetti ancora in giro?

sabato 26 marzo 2011

I libri influenzano l'umore?

Ogni occasione è buona per postare foto dell'imminente Water for elephants.


L'altro giorno, pomeriggio inoltrato, ero a casa che stavo leggendo un libro... divorando è la parola esatta, leggevo completamente immersa nell'atmosfera inquietante del libro (del quale sto per rivelare la fine) e ho iniziato, come al solito, ad essere troppo consapevole dei rumori che casa mia emette e che non si sa che origine abbiano.
E ho cominciato ad immaginare situazioni assurde, in cui:
a) un gruppo di malviventi faceva un buco nel muro ed entrava a casa, circondandomi (influenzata anche da un episodio accaduto tempo fa, quando sprovveduti malviventi hanno fatto un buco nel muro per entrare in una specie di ripostiglio, evidentemente semi abbandonato, in cui custodivamo gelosamente biciclette scassate, qualche zappa e cacche di topi... quel buco nel muro non me lo sono dimenticata, dopo anni e anni),
b) un paio di essi mi puntava una pistola attraverso le persiane semiaperte e io non avevo dove fuggire, essendo il mio soggiorno privo di posti in cui nascondersi da chi ti tiene di mira dalla persiana! (un po' evidente, qui, l'influenza di un gioco sparatutto, che ho molto giocato, in cui ero un cecchino dalla mira infallibile),
c) aeroplani sganciavano bombe sul tetto di casa (no comment).
Certo, è anche vero che stavo leggendo delle divagazioni folli di uno che stava progettando di ammazzare la sua amatissima moglie solo per fare un dispetto al di lei padre, ma, appena finito il libro (purtroppo, tragicamente concluso), il mio umore si è andato a localizzare sotto i piedi!!
E lì è rimasto per tutta la sera e oltre.
Sarà che i miei pensieri di questo periodo, in generale, sono tutti un po' tristi, influenzati da fattori personali (per fortuna non direttamente personali, ché ringraziando il cielo non mi posso lamentare), e planetari, ma il pensiero del protagonista del libro non mi abbandona.
Però è questo il bello dei libri, no? che ti prendono al punto che ti entrano dentro e non ti abbandonano per un po'.
E adesso, a proposito di libri che ti entrano dentro, sto leggendo "Acqua agli elefanti", di cui avevo parlato anche qui. Uno di quei libri che speri non finiscano, perché ti dici che nessun altro potrà essere tanto bello.

martedì 15 marzo 2011

Spazzatura differenziata e radioattiva


Avevo iniziato a srivere questo post il 10/3 e, adesso, rileggere l'incipit mi fa un po' impressione, perché poche ore dopo è successo quel che è successo in Giappone.

Dico sempre che un giorno la Natura ci ripagherà di quello che le stiamo facendo e qualche cataclisma alla "The day after tomorrow" o peggio ci spazzerà via dall'universo.
Nel mio piccolo, io cerco di limitare i danni alla Natura, anche se il solo uso quotidiano della macchina, per dirne una, di sicuro fa la sua (brutta) parte.
A casa mia si è sempre stati abbastanza sensibili a tematiche tipo "evitiamo gli sprechi" e "ricicliamo tutto quello che si può".
Da molti anni, quindi, si raccolgono sacchi di roba usata, dai vestiti ai giocattoli, da dare a chi non li ha e si ammonticchiano sacchi di spazzatura differenziata in giro per la cucina, sperando finisca smaltita nei posti giusti.
La mia è un po' una speranza perché sono stata testimone di un paio di episodi che mi fanno pensare che la raccolta differenziata, adesso e qui, non funzioni del tutto.
In effetti alcuni sono episodi risalenti a due anni fa, quando nel paese in cui abitavo c'era la raccolta differenziata porta a porta e io avevo una micro cucina, di cui metà era piena di sacchetti di spazzatura differenziata. Non so se oggi qualcosa è cambiato ma, considerati i tempi medi di cambiamento delle cose che non vanno in Italia, qualcosa mi dice che va ancora così.

Ho visto il camioncino della spazzatura riempito indifferentemente di sacchetti contenenti tutte le tipologie di spazzatura differenziata dai cittadini. La prassi corretta prevedeva che il camioncino ritirasse ogni tipologia di spazzatura separatamente dalle altre e mi riesce difficile credere che qualcuno avrebbe fatto lo smistamento successivamente (anche se tutto è possibile).
Ho visto sacchetti di spazzatura differenziata lasciati a marcire sotto il sole, la pioggia e la pipì dei gatti per oltre due settimane (prima che io raccogliessi quello schifo informe e puzzolente, mi appestassi la macchina e lo buttassi nel cassonetto).
Ho parlato, lamentandomi del servizio poco efficiente, con gli operatori addetti alla raccolta che, con sorrisi ebeti, mi hanno lasciato intendere che questa raccolta differenziata era una presa per il c... Ho parlato con altri operatori del settore che, con lo stesso sorrisetto ebete, mi hanno lasciato intendere che qui non ci sono le strutture adeguate per lo smaltimento della differenziata.

Queste cose, dicevo, accadevano un paio di anni fa. Adesso ho cambiato comune e non c'è più la raccolta porta a porta, ma dei meravigliosi splendenti cassonetti per la differenziata, alcuni dei quali a poche centinaia di metri da casa mia.
Solo un piccolo neo... questi cassonetti, sarà perché abito in periferia e in inverno c'è la nebbia!, sono spesso dimenticati da quelli che dovrebbero svuotarli e quindi sono sempre stracolmi di spazzatura. Ma non riguarda solo i cassonetti di periferia. L'altro giorno, la mia spazzatura differenziata si è fatta un viaggio di un paio di centinaia di km nel bagagliaio, perché non trovavo un cassonetto non pieno zeppo.
Certo, non sono ancora certa della fine che fa la nostra spazzatura differenziata, ma, intanto, voglio fare la mia parte.


Immagine presa da qui.

Per il resto, nel frattempo in Giappone c'è stato un terremoto di intensità tale (8,9 - scala Richter) che, se fosse accaduto qui, probabilmente ben pochi sarebbero i sopravvissuti. E, come effetto collaterale, uno tsunami e il danneggiamento di una centrale nucleare a Fukushima che ha già fatto registrare "livelli significativamente alti" di radiazioni nella zona.
Gli abitanti nell'arco di 30 km sono stati invitati a restare a casa e a risparmiare energia. Si parla di circa cinquemila vittime accertate, ma è una stima destinata a salire, si parla di una stima di circa diecimila morti. E chissà quante vittime farà, nel medio lungo periodo, il disastro nucleare.
Se non fosse reale e terribilmente tragico, mi sembrerebbe un racconto di Stephen King (tipo L'ombra dello scorpione).
Non voglio fare un trattato sull'energia nucleare, anche perché non sono adeguatamente informata.
Ma. Tralasciando tutte le altre argomentazioni e parlando solo di sicurezza. Se tutto questo è successo in Giappone, dove ho idea che siano un tantino più precisi e all'avanguardia rispetto a noi, personalmente penso che sia assurdo pensare di portare avanti in Italia un discorso tanto pericoloso.
E mi viene in mente anche qualcos'altro, dato che ho parlato di raccolta differenziata... già io ho i miei dubbi sulla carta, la plastica e il vetro... allora mi chiedo... ma dove va/andrebbe a finire la spazzatura radioattiva? Qui qualche idea.
A questo punto, torno all'incipit.

mercoledì 9 marzo 2011

Periodi pieni e pensieri


Questo è uno dei periodi pieni.
Perché, come sempre, le scadenze e - spesso - le esigenze dei clienti si concentrano, per qualche sfavorevole congiunzione astrale, nello stesso periodo... ieri, poi, mi ha contattato un cliente nuovo, che ovviamente ha una fretta indiavolata.
Ho ben... vediamo... sette giorni circa per fare un lavoro di mesi. Ma, dato che mi sono riposata abbastanza con le influenze ripetute degli scorsi mesi, posso anche fare un po' di nottate.
Oggi è un giorno in cui penso lavorerò fino a notte fonda, domani e dopodomani mi aspettano giornate lunghissime. Prevedo un bellissimo weekend ad aggiornare documenti e la prossima settimana interamente da dimenticare.

Poi è un periodo pieno di pensieri.
Per alcuni è un periodo triste, per altri di transizione, per altri un periodo nero, per altri di quiete. I miei pensieri navigano in mezzo ai pensieri altrui. E penso a quanto è bello condividere i propri pensieri con gli amici cari e a quanto deve essere triste non avere nessuno con cui parlare, nessuno che sia lì quando ti senti esplodere o quando senti che l'angoscia ti schiaccia.

Per il resto, vorrei trovare un libro che mi prenda... quello che ho adesso sul comodino non riesce a catturare la mia attenzione, la sera non riesco a leggere più di due righe e mi addormento. Ho qualche e-book stampato che vorrei leggere (tra cui uno di Ariano e uno di Simone), ma i fogli volanti a letto la sera li trovo talmente scomodi da scoraggiarmi e la lettura su foglio A4 ho capito che non mi ispira nemmeno un po'. Comunque, non dovrò aspettare molto, perché oggi ho ordinato "Acqua agli elefanti" di cui ho parlato qui e suppongo mi piacerà.

E sono anche contenta perché tra breve avrò due CD di un musicista che quando suona mi commuove e non vedo l'ora di ascoltarli in macchina nei tragitti che farò spesso nelle prossime due/tre settimane. E, a proposito, grazie Simo!

venerdì 4 marzo 2011

Pensieri sparsi...



E' stata una settimana densa di lavoro, soprattutto considerato che, tra tutte le influenze che ho preso quest'anno, non lavoravo da diverse settimane.
E, come ogni volta, riprendere dopo lunghi periodi è molto più faticoso, per me, che non interrompere affatto. Certo, non rinuncerei mai a prendermi il massimo possibile di vacanza, potendolo fare, ma in quegli anni in cui le mie vacanze sono state di quindici giorni, non ho avuto traumi da rientro post ferie e negli anni in cui sono riuscita a fare un mese e più di vacanza (come lo scorso), il trauma è stato enorme.
Vabbè ho divagato di brutto... volevo parlare di quelle foto lì sopra.
Chi ha già visto qualche foto che ho postato in passato (e chi mi conosce dal vivo) ha riconosciuto il mio prato completamente ricoperto di neve. So che la neve non è certo un evento straordinario, ma dalle mie parti non è proprio così frequente, così abbiamo immortalato la nevicata di sabato scorso... che è stata quasi una bufera, oltretutto. E l'indomani un sole che spaccava le pietre e ovviamente nemmeno più uno spruzzo di neve.

In questi giorni non ho avuto tempo di scrivere, ma ho letto tante belle notizie - diversamente comiche, le definirei -, alcune delle quali voglio condividere qui.
Dopo aver tentato di abbassare la maggiore età (ma lo avrebbe fatto con effetto retroattivo? beh... lui, di sicuro, può), qualcuno, arrampicandosi un tantino sugli specchi (IMHO of course), sta tentando di dimostrare che la nipotina di Mubarak -
che è diventata ormai famosa che firma autografi come fosse una diva, solo perché qualcuno se la è scop... ehm, non si dicono le parolacce, va bene fare porcherie di ogni genere, ma per carità le parolacce no, i matrimoni e le adozioni gay no - meglio che i bambini restino negli orfanotrofi piuttosto che crescere con due persone dello stesso sesso, evviva la famiglia tradizionale e chissenefrega se uno fa le orge l'importante è parlare (a vanvera), sostenendo esattamente il contrario di quello che si fa -
era maggiorenne ai tempi delle illustri scop@t€, perché registrata all'anagrafe due anni dopo la data reale di nascita.
Il papà, comunque, pare che smentisca la rivelazione.
Speriamo che non cambi idea, lui e l'anagrafe del paese in cui è nata la famosa figlia, così come fa la maggior parte delle persone, quando sente il profumo dei soldi.

Water for elephants

Water for elephants (tratto dall'omonimo romanzo di Sara Gruen) è uno dei film che non vedo l'ora che escano al cinema (ed è anche uno dei prossimi libri che leggerò).
A proposito di libri, ho appena finito di leggere Il nipote del Negus di Camilleri, un non Montalbano che mi è piaciuto molto, che, tra le righe (ma nemmeno tanto!), ironizza in maniera divertente sul periodo fascista.
Tornando al film... ancora un titolo modificato, anche se per fortuna non molto stravolto, è diventato in italiano "Come l'acqua per gli elefanti", con un "come" aggiunto là, forse a ricordare "Come l'acqua per il cioccolato"... boh, non credo, ma mi è venuto subito in mente.



Ambientato in un circo negli anni '30, è, in fin dei conti, una grande duplice storia d'amore (anche se è un po' riduttivo definirla solo così)... tra Jacob (Rob Pattinson) e Marlena (Reese Whiterspoon)... e tra Jacob e Rosie (Tai, l'elefante).

Tra gli attori principali anche Christoph Waltz (che interpreta il marito di Marlena).
Il circo non mi ha mai affascinato più di tanto, nemmeno da piccola, ma questo film ha qualcosa di speciale. Il trailer mi ha fatto innamorare e non vedo l'ora di vederlo.


Rob e la sua costar Tai, l'elefantessa.
Rob, parlando di questo momento dietro le quinte, in cui Tai lo ha sollevato e messo in bocca,
ha detto che Tai è un essere molto gentile.
Se il mio blog fosse un giornalaccio scandalistico di quelli che accoppiano Rob con qualunque essere femminile lo accompagni sul set (fuori dal set lo accompagna, da due anni, solo Kristen Stewart, la sua partner in Twilight), ci sarebbe una didascalia del genere per questa foto: "Kristen, stai attenta! Abbiamo scoperto Rob in un momento di intimità con Tai, la sua costar, sul set del suo nuovo film Water for elephants".