mercoledì 18 gennaio 2012

Distribuire audioguide alla National Gallery...


Da quando sono tornata da Londra, non faccio altro che pensarci e pensare che preferirei andare a distribuire audioguide alla National Gallery.
Piuttosto che continuare a lavorare qui, dove faccio un lavoro con cui molti si riempirebbero la bocca (e le tasche), ma un posto dove l'onestà e la professionalità non pagano. Dove paghiamo una quantità assurda di tasse per non avere in cambio un bel niente. Dove è assodato che solo i furbi e i disonesti vanno avanti serenamente, perché gli altri si perdono per strada, sono sempre gli ultimi ad essere pagati e non ce la fanno ad arrivare a fine mese.
Io appartengo alla schiera degli "altri". Ai fornitori che non rompono. A quelli che, anche se c'è scritto che il cliente deve pagare istantaneamente ad emissione della fattura, attendono mesi, quando non sono anni. A quelli che, spesso, lavorano per cifre, che tolte le tasse, sono quasi pari a quelle che gli altri danno, in nero, alle persone che fanno le pulizie. A quelli che il lavoro lo fanno davvero e quindi perdono tempo per farlo. A quelli che pagano le tasse. A quelli che devono arrivare a chiedere, per favore, di aver pagate fatture per lavori svolti due anni fa, sui cui hanno già pagato tasse e iva, ché si sono resi conto che quest'anno è andata molto male, che il conto in banca è sempre più tendente allo 0, senza possibilità di miglioramento.
Perché sono tutti in crisi, tutto aumenta e "gli altri", invece, devono ridurre le tariffe (già basse).
Persino la fornitura di acqua potabile è aumentata negli scorsi mesi (per riempire la vasca da 2500 litri mi chiedono 40/50 euro, ovviamente in nero). Siccome qua ancora non abbiamo l'allaccio dell'acqua, ancora, dopo un anno e mezzo (grazie all'impresa costruttrice di casa nuova, che, da contratto, deve provvedere e invece se ne sta sbattendo) e, se dovessimo fare l'allaccio per i conti nostri, l'acquedotto chiede qualcosa come 22 mila euro + iva... e non è che abito nel deserto del Sahara. Abito in zona circondata da abitazioni che hanno l'acqua. Mi chiedo se potrebbe essere utile andare ai carabinieri... Se c'è qualcuno che se ne intende... l'acqua è un fabbisogno primario, è legale chiedere 22 mila euro + iva per fare l'allaccio?



Ho scritto delle audioguide, poco fa, perché una delle tante persone italiane felicemente trapiantate a Londra, faceva questo lavoro.
Che poi lavorare alla National Gallery ha il suo perché! E mica sarà così brutto distribuire audioguide, no?! Non hai nemmeno responsabilità. Boh, al limite ti annoi.


Le foto di questo post (quando non diversamente indicato in didascalia) sono di mia proprietà.

5 commenti:

  1. Ciao, io ho vissuto a Londra per 8 anni e se potessi lo rifarei da capo! All'inizio e' stata dura, mi sono sacrificato ed ho lavorato tanto; ma come si suol dire: volere potere e ce lho fatta. Ho avuto moltissime possibilita' di carriera' che in Italia me le sogno!

    Comunque il tuo tipo di persona e' quello che a me piace di piu',l'Italia non paga, l'Italia ci opprime con le tasse ma non ti cambiera', ne sono sicuro e sai perche'? Perche sei una persona migliore di molte altre, perche' preferisci l'onesta'!

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    1. Grazie di questo bellissimo commento :)
      Io di sicuro preferisco l'onestà, ma sto fallendo... WOW.

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  2. Penso di potermi inserire anch'io tra gli "altri", il problema è che, inutile girarci attorno: all'estero sei comunque uno straniero. Per carità, a volte mi sento tanto "straniero" anche qui in Italia, nella città in cui sono nato e in cui vivo da sempre, però ho l'impressione che anche vivendo in un paese migliore del nostro ci sarebbe sempre qualcosa mancante. Se proprio dovessi trasferirimi, allora sceglierei una città italiana dove si sta bene (e ce ne sono, accidenti se ce ne sono).

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    1. Infatti, all'estero sarei straniera e soprattutto per la lingua. E poi, la famiglia che di certo non verrebbe con me... Anche io penso sempre al trasferimento altrove in Italia, ma poi mi dico che una volta che uno fa un passo, almeno che lo faccia bello decisivo e Londra sino ad oggi è il posto che mi ha affascinato di più (anche sentendo le esperienze di altri).

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  3. fangyanting20150914
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