mercoledì 18 gennaio 2012

Io e l'arte moderna (seconda parte)

Tate Modern Gallery
Che io non sono proprio una fan dell'arte moderna l'ho già detto e, se avete letto questo post, ne avete avuto prova (qui).
Nonostante non sia una fan, devo ammettere, però, che sono molto incuriosita dalle opere di arte moderna e, talvolta, mi piacciono pure. 

Millennium Bridge e Tate Modern
La Tate Modern Gallery, ospitata in un'antica centrale elettrica, si trova di fronte alla Cattedrale di St. Paul, oltre il Tamigi. Si raggiunge in pochi minuti attraverso il Millennium Bridge.
Sconsiglio molto di andarci dal lato di Waterloo, come abbiamo fatto noi, che ci siamo ritrovati, di domenica mattina presto, a girovagare per un quartiere che qui eviterei come la peste, specie alle 9 di domenica mattina d'inverno.


Inserisco una parentesi.
Accanto alla Tate Modern, c'è il Globe, il teatro di Shakespeare (ricostruito), con il suo museo. Molto interessante la visita guidata (in inglese). La nostra guida era una signora simpatica, con cappottone modello vestaglia rosso e berretto di lana blu, che, ha raccontato, a noi, seduti sulle panche davanti al palcoscenico, al freddo e al gelo di una mattinata invernale londinese, un sacco di aneddoti simpatici sulle rappresentazioni teatrali ai tempi di Shakespeare.
Tipo... lo sapete dove facevano la pipì gli spettatori, se gli scappava?


Collage delle opere esposte alla Tate Modern che, per un motivo o per un altro, mi hanno colpito.

Non mi dilungo sulla tela con i chiodi piantati, sulla tela con bruciatura, sulla macchia chiara sul muro, sullo specchio, sulla tela squarciata, sulle lastre di ferro in bilico l'una sull'altra e su altro ancora, il cui senso non penso capirò mai... mi soffermo, invece, su altro.



The Shooting Picture - Niki de Saint Phalle.

The shooting picture.
Sicuramente, questa è l'opera che mi ha colpito più di tutte. 
L'artista, Niki de Saint Phalle, riempiva con vernice colorata dei sacchetti di polietilene, li attaccava alla tela e passava sopra una (o più) mani di gesso. Quindi, invitava gli spettatori a sparare.
Con risultati, tipo questo.

 

Altra opera, senza titolo, a mio parere degna di commento, è questa qua sotto. Una città disegnata a matita (carboncino?) sul muro e due uccelli veri impagliati, trafitti da frecce. Il progresso, l'urbanizzazione, lo sviluppo che uccidono la natura. Non so se ricordo correttamente l'interpretazione data dall'artista (Jannis Kounellis), ma ci sta.

Untitled - Jannis Kounellis

Cosa ha di particolare questo quadro? Beh, a parte l'essere un po' strano, ha quei pettini appiccicati quasi a formare i capelli del soggetto.
Mi piace? No. Ma mi ha colpito.

The Handsome Pork-Butcher - Francis Picabia.


 Questi qua sotto sembrano semi di girasole normali... e invece... sono di porcellana, dipinti uno ad uno, da un tale che evidentemente aveva tanto tempo libero... :)
Sunflower Seeds - Ai Weiwei

Di quest'opera ho fotografato solo un particolare. Libri (o quello che ne resta), con alcune pagine dipinte, appiccicati su una tela, insieme a pezzi di metallo e gesso. Mi è piaciuta molto, immagino solo perché c'erano di mezzo libri.
Film Star - John Latham

Opera consistente in pezzi di alluminio di forma indefinita appesi al soffitto. Non chiedetemi cosa significa e perché mi piace. Non ne ho idea.
Living Sculpture - Marisa Merz

La Venere degli stracci... anche in questo caso, perché l'ho messa qui?
Mi ha colpito. 

Venus of the Rags - Pistoletto.

Se siete interessati a visitare virtualmente la Tate Gallery, andate sul sito (qui c'è la mappa). Di molte opere c'è anche la spiegazione.




Le foto di questo post (quando non diversamente indicato in didascalia) sono di mia proprietà.



6 commenti:

  1. Salvo rarissime eccezioni, io faccio una fatica bestiale a chiamarla Arte (se Cattelan è un Artista Michelangelo cos'era, un tricheco?)
    Ma naturalmente sarà un limite culturale mio...
    (La modernità sembra esigere filosoficamente il brutto, ma per me sarebbe come mettermi a leggere, invece di Paul Auster, romanzi di ragazzaglia semianalfabeta "scritti" col linguaggio lobotomizzato degli sms...)
    Baci e abbracci!

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    1. Pure io ho la stessa difficoltà e ti dirò, facendo inorridire gli estimatori di questa forma d'arte, che quando visitiamo i musei di arte moderna, io e il marito lo facciamo alla ricerca delle cose più insulse... per riderci su!! Tipo al Beauborg di Parigi c'era un rinoceronte di plastica rosso a grandezza naturale che ci ha fatto scompisciare.
      Ricambio i baci e gli abbracci :)

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  2. Ti meriti tutti i miei complimenti più sinceri per come hai descritto questa
    lista di "opere d'arte (???) moderna".
    Per quanto riguarda Globe il teatro di Shakespeare so che Gigi Proietti ne dirige uno identico qui a Roma, mentre ricordo che quello stesso teatro lì a Londra che hai visitato l'ho visto in un film con José Ferrer "Cyrano di Bergerac". Penso che era quello o una sua fedelissima riproduzione.
    Un caro saluto,
    aldo.

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    1. Grazie caro Aldo :)
      Io avevo visto questo teatro nel film "Shakespeare in love", anzi la guida ci ha detto che non si trattava del "Globe", ma di un teatro gemello che si chiama "The rose".

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  3. Onestamente, per quanto mi riguarda, accenderei un cerino e brucerei la gran parte di queste opere cosiddette "moderne". Ma rispetto l'ammirazione che possono suscitare in altri con idee estetiche diverse dalle mie. La pluralità è una cosa importante, e d'altronde è proprio grazie al confronto con questo genere di creatività postmoderna che io posso affermare che preferisco forme d'arte più affini al genere classico.

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    1. Sono perfettamente d'accordo. :)
      Ho letto da qualche parte che l'obiettivo dell'arte moderna (come di qualunque altra forma di arte, comunque) è quello di suscitare emozioni e che non è legato alla "bellezza" dell'opera in sé.
      Nel complesso, per me, l'arte moderna potrebbe scomparire, ma qualche opera (ben poche) riesce a suscitare un certo interesse e talvolta emozione e spesso non riesco nemmeno a dire il perché...

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