giovedì 26 gennaio 2012

Un pranzo poco ordinario condito da un pizzico di follia

Questa è una foto, secondo me meravigliosa, scattata dal marito quando eravamo in viaggio nel 2005 e dovrebbe essere Amalfi. Se non è Amalfi è Capri. Non ha nulla a che vedere con il post.

 Affamata dalla dieta da cinque mesi, quando ci siamo seduti al bar dove fanno una delle mie granite al pistacchio preferite, avevo l'acquolina in bocca, anche perché erano passate le quattro di pomeriggio e avevo fatto colazione parecchie ore prima.
Pregustavo quindi la mia granita di pistacchio con brioche, già al momento in cui varcavo la soglia del bar, ma poi non è andata esattamente come immaginavo.
Mai andare a pranzo così tardi.
Appena seduti, abbiamo ordinato, granita e brioche. Dopo qualche minuto, la ragazza che prendeva le ordinazioni è tornata a dire che il pistacchio (unico motivo per il quale avevamo scelto il bar) non c'era. 
Ho ripiegato su altri gusti e dopo poco la ragazza è tornata per dire che anche quelli erano finiti. Ho "scelto", a quel punto, l'unico gusto che avevano. Dopo qualche altro minuto, la ragazza è tornata dicendo che avevano finito le brioches, l'ultima l'avevano appena venduta.
A quel punto, io e il mio compagno di pranzo, ridevamo già parecchio, chiedendoci cosa ci aspettava ancora.
E infatti, dopo due minuti, è entrata nel bar una tizia, che aveva l'aspetto di una senzatetto un po' svampita, urlando varie cose senza molto senso sugli americani. Ha elemosinato qualcosa da mangiare e si è messa seduta, non con il beneplacito dei gestori, ad un tavolo, proprio vicino a noi e ci guardava, forse anche ascoltava i nostri discorsi, ogni tanto intervallando i morsi alla sua pizzetta, con frasi strampalate dal senso incomprensibile.

 L'incontro con la tizia mi ha fatto pensare, come le altre volte che mi rapporto con gente che non ci sta molto con la testa. Mi chiedo come deve sentirsi una persona malata, che dice cose senza senso pensando di dire cose di senso compiuto, quando tutti intorno a lei si mettono a ridere o non le rispondono come vorrebbe.
 

Trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica di tutte le vostre costruzioni.
(Luigi Pirandello)



9 commenti:

  1. Odio il gelato al pistacchio. Uno dei pochi gusti che non mi piace. Pirandello sempre fantastico. :) Hai visto il film "Si può fare", con Bisio? Bellissimo, ha per protagonisti i matti, è diventato uno dei miei film preferiti.

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    1. Non ho visto quel film... devo dire mai sentito.
      Ma è matto anche Bisio? :)
      Io il pistacchio, invece, lo amo! :)

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  2. Effettivamente "Si può fare" è un film bellissimo, purtroppo passato un po' in sordina.

    anch'io ogni tanto ho fatto la tua stessa riflessione. senza trovare una risposta convincente...

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    1. Probabilmente risposte non ce ne sono... :( però che tristezza!

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  3. Hello, Fra.

      Your splendid works enhance charm spectator still more.
      The warmth such as the fireplace will be offered to the audience.

      Thank you for kindly visiting my blog.

      The prayer for all peace.
      
    Have a good weekend. From Japan, ruma ❃

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  4. Bellissima la citazione di Pirandello. A me la follia spaventa proprio perché sono troppo affezionato alla mia salute mentale e fisica. L'idea di ammalarmi mi terrorizza, ma ancor di più la prospettiva di perdere la mia lucidità. Purtroppo non riesco più ad avere l'idea poetica della follia che si vede in certi film. Una volta l'avevo, ci ho scritto anche un racconto su una follia gradevole, ma col passare degli anni ho perso questa visione lirica, la follia la vedo solo come una malattia che ti toglie qualcosa, una sorta di cecità e sordità del cervello. E la temo.

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    1. Concordo con te.
      Il racconto di cui parli lo hai postato da qualche parte?

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  5. La mia città ha, purtroppo, la fama d'essere la prima in Italia ad aver ospitato una casa di cura per malati mentali (detta anche e volgarmente manicomio). Questa struttura, voluta dall'idea fascista di Mussolini, ha ospitato per anni molti uomini e donne provenienti da tutte le parti del sud Italia (sono del sud io). La gente che vi veniva ricoverata rientrava in una fascia molto larga della categoria dei "malati" che andavano dagli schizofrenici pericolosi agli autistici fino ad arrivara a persone con malformazioni (e che quindi con la testa ci ragionavano benissimo). Con le nuove norme sulla sanità varate in questo ultimo decennio molti reparti sono stati definitivamente chiusi (a parte quelli che detengono pazienti pericolosi per se stessi e per gli altri), con l'apertura delle porte della casa di cura molti uomini e donne rilasciati si sono praticamente ritrovati a vivere per strada perchè, cresciuti nella struttura per anni, non avevano più famiglia o parenti in vita. In generale adesso lo Stato li ospita nelle strutture per anziani o per bisognosi (anche se la formula non cambia perchè sempre in una struttura stanno, quindi forse era meglio se li lasciavano dov'erano, li hanno solo trastullati e disorientati inutilmente 'sti poveri cristi). Attualmente tutta questa gente circola per le strade liberamente, molti li temono ingiustificatamente perchè se stanno per strada vuol dire che non hanno nulla di pericoloso. Resta comunque il fatto che la mia città vanta un numero, a mio parere, esorbitante di persone mentalmente disabili che vagano senza meta per le strade creando "disagio", chiamiamolo così, a donne, uomini e bambini che magari ne sono spaventati o intimoriti (anche perchè, parliamoci chiaro, non tutti sono educati o conoscono i limiti del vivere civile, questo bisogna ammetterlo!).
    Tutto questo giro di parole per dirti che ho compreso la tua situazione, ma dovresti vedere quando in un'unica strada te ne ritrovi quattro o cinque nello stesso stato. Altro che ridacchiare, ti vien davvero da piangere... purtroppo.

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    1. Di quale città parli?
      Capisco quello che dici, come ho scritto nei post linkati a questo, per lavoro frequento alcune di queste strutture di cui parli tu (case di riposo e CTA) e "conosco" molte persone che definiremmo malati non pericolosi (e anche un po' pericolosi, in effetti)...
      Non sono io che ridacchio di fronte a queste persone, provo molta compassione per loro, piuttosto mi metto a piangere! Molta gente però ridacchia... :(
      Ciao!

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