venerdì 1 febbraio 2013

Una mucca o una pecora morte che giacciono in un pascolo sono considerate carogne. La stessa carcassa, trattata e appesa a un chiodo in macelleria, passa per cibo! - J.H. Kellogg

«Noi siamo le tombe viventi di bestie assassinate per soddisfare i nostri appetiti […] noi ci rimpinziamo di cadaveri. Simili a corvi, noi viviamo e ci nutriamo di carne, indifferenti alla sofferenza e al dolore che noi così facendo causiamo»                              
 - George Bernard Shaw

    

Il video qua sopra fa sorridere e pensare.

La maggior parte delle persone è capace di provare compassione e credo che non mangerebbe mai un animale se glielo ammazzassero davanti agli occhi. 
Sono certa che per me questa regola vale, infatti questo è il motivo per cui non ho mai mangiato la carne di coniglio, perché ricordo, da piccola, il mio balcone e un coniglietto scuoiato, che poi è finito in pentola. Sono passati oltre trent'anni, ma non penso dimenticherò mai quel coniglio e non penso ne mangerò mai.
Per amor di precisione, mi si fa presente che il coniglio non è stato ammazzato da nessuno dei miei familiari (mia mamma ci tiene alla precisazione!).

Certo, di contro, è visto come assolutamente normale considerare gli animali non come esseri senzienti, ma come proprietà, oggetti ad uso e consumo dell'uomo, che quindi non prova alcuna pietà, anzi è capace di ammazzare a bastonate e poi scuoiarti un coniglio davanti, senza battere ciglio. O tagliare la testa a una cavia da laboratorio quando non serve più, quando l'hai spremuta fino alla fine e non puoi più cavarne informazioni.
Tanti anni fa, dopo aver collaborato per faccende di natura amministrativa per qualche mese, il dirigente di un laboratorio in cui si effettuava sperimentazione animale mi propose di collaborare con il suo staff  di dottorandi e mi fece fare un tour del laboratorio, illustrandomi gli strumenti inseriti nel cervello, nelle orecchie degli animaletti che stavano lì nelle gabbie, illustrandomi le opportunità che una qualsiasi neo laureata in biologia avrebbe colto al volo, il dottorato, la ricerca, i viaggi all'estero... chissà cos'altro. Uscita da lì disgustata... un conto è studiare sui libri gli esperimenti che fanno sugli animali (e ne ho studiati parecchi), un conto è farli tu... non sono riuscita mai a tornare in quel laboratorio, nemmeno per dare una risposta. Ogni tanto ci penso ancora, anche se sono passati quasi venti anni... al fatto che non sono più tornata, chissà cosa ha pensato quel professore di me. Non penso abbia immaginato che è stato per una sorta di obiezione di coscienza (anche perché chi fa questo lavoro, in linea di massima, pensa che quelli che si rifiutano di sfruttare gli animali sono dei pazzi o dei deficienti), avrà pensato che sono morta oppure una gran maleducata.


Se parli con alcuni ti dicono che mangiare la carne è indispensabile per la sopravvivenza. 
Io non sono esperta in materia e non voglio dare lezioni di vita a nessuno... da un po', però, leggo abbastanza sull'argomento e un'idea me la sono fatta. 
Voglio solo condividere quello che penso.
Non mangio carne rossa da ormai parecchi anni e mangio ancora pochissima carne bianca, non oltre un paio di volte al mese in media, ma riduco sempre di più. Non mangio uova, se non raramente per lo più quando dentro a preparati vari e sto smettendo di bere latte vaccino, di cui sono (stata) grande consumatrice.
Questo per svariati motivi.
Il pensiero delle povere bestie (che sono esseri intelligenti e senzienti, che provano dolore), che sono allevate in condizioni quasi sempre disumane, che vengono trascinate al macello tremanti di paura in condizioni di trasporto vergognose, ammassate, come se fossero oggetti, senza mangiare e bere, senza spazio per muoversi, senza aria e luce, che vengono ammazzate a sangue freddo, appese a testa in giù e sgozzate, gettate ancora vive nell'acqua bollente o che vengono gettate vive nel tritacarne (come i pulcini maschi, scarti delle industrie di produzione di uova), sicuramente ha la sua grande parte nella mia scelta.
Ma ho smesso anche perché quelle poche volte che ne mangiavo, poi mi sentivo come se avessi ingurgitato un tir di roba, anche se era solo una fettina di carne o una fetta di frittata.
Chiaramente, questa tolleranza / intolleranza agli alimenti è soggettiva, ma, di certo, non sto peggio da quando non mangio quegli alimenti, se non in quantità ridottissima, e non mi mancano nemmeno un po'.

Poi, c'è anche da pensare a quante schifezze ci mangiamo insieme alla carne e ai derivati, dagli antibiotici, agli ormoni ai batteri, ecc. 
Oltretutto, ci sono anche fonti molto più autorevoli della sottoscritta che sostengono che la carne fa male, se proprio uno non vuol fare una scelta etica o per salvare il pianeta.
Per chi è interessato, consiglio la lettura di questo. Non l'ho ancora finito, ma di certo, la parte iniziale è illuminante. 

Molto illuminante anche questo articolo.


Infine, qua c'è qualche ricetta per fare in casa il latte vegetale - che consumo abitualmente - e, considerato che costa mediamente € 2,50 al litro (anche di più), direi che conviene farselo da sé.
Prima o poi proverò anche la Veg nutella.
Qua avevo parlato del tiramisu.




3 commenti:

  1. non so se i neuroni specchio siano in dotazione a tutti. magari si incrinano facilmente :P cmq ci sono carogne con maglioncino blu e occhiali che sono considerate amministratori delegati della fiat.

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  2. Se poi ad appendere le carcasse è cattelan, si chiama Arte Moderna e vale milioni... :)

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