martedì 12 novembre 2013

Compagni di scuola

Sopra, la telefonata alla moglie 
(da "Compagni di scuola", Carlo Verdone, 1988)

Dopo 23 anni dalla maturità, alcuni esponenti della III D decidono di ripetere l'esperienza e di incontrarsi di nuovo.
Nel 2009 eravamo sei e nel 2013 siamo sette, quattro dei quali sempre gli stessi - io, G., T.&G., - cui questa volta si aggiungono I., D. e G. (D. con splendida famiglia e I. con un'amica).
Si sarebbero uniti anche R., M., S., F., M. e G., ma alla fine, per contrattempi vari, non hanno potuto. 
Sarà per la prossima volta...
Ci incontriamo in una confortevole piccola sala, messa gentilmente a disposizione da D. e l'atmosfera è gradevole e familiare sin da subito. Poi, i piccoli teatri, per me, hanno un gran fascino.
Ma davvero non ci vediamo da tutto questo tempo?
Dopo 23 anni non li vedo cambiati, sembrano ancora sempre gli stessi. Sembra che si siano bevuti la pozione di eterna giovinezza o conservati in formalina! Mi illudo che lo stesso valga per me.
Dalla rimpatriatina del 2009, qualcosa è cambiato... infatti, galeotta fu forse Altamira o le ore successive, T.&G. adesso sono una famiglia, allietata recentemente dall'arrivo di una tenerissima e bellissima stellina.
Come l'altra volta, un po' si parla di altri compagni,dei professori ('stu Kurus), di qualche frase storica (tu non hai rispetto nei confronti dei miei riguardi), un po' di noi, un po' del futuro, degli anni che volano via e delle vicende della vita. Per fortuna, si ride. E viene finalmente "chiarito" quanto accadde con la versione di greco durante l'esame e scopro di non essere l'unica ad avere ancora gli incubi! 
Vabbé, D., ti avremmo perdonato comunque (o almeno parlo per me), ma, visto come è andata davvero, non c'era niente da perdonare e siamo stati solo scemi quelli che abbiamo preso per oro colato quelle parole che, in effetti, mi ricordo ancora, un gran senso non avevano... ma per me le versioni di greco sono sempre state un po' incomprensibili, quindi perché iniziare a dubitare di questo fatto proprio durante lo scritto della maturità?!
Comunque, quattro ore trascorrono piacevolmente, tra chiacchiere e risate... come ha detto I. "siamo ragazzi (si fa per dire) simpatici" e penso che l'esperienza potremmo anche ripeterla più spesso.

p.s. l'altra sera ho dimenticato di raccontarvi il mio incontro, ormai non più recente, con una delle nostre professoresse più "amate"... E' un pomeriggio estivo del 1997 o 98 ed io sono dentro la macchina con il finestrino aperto ad aspettare una persona (che casualmente è la nostra compagna M.)... ad un certo punto mi si avvicina questa signora con i capelli grigi a passo sostenuto, guardandomi dritto negli occhi. Io penso che mi abbia riconosciuta e mi accingo a uscire dalla macchina per salutarla, ma lei si fionda letteralmente con la testa dentro il finestrino e, guardando il giornale che è appoggiato sul cruscotto, mi chiede "E' di oggi?"... io, un po' scioccata, rispondo e lei va via. 
Non mi ricordo di che giornale si trattasse e nemmeno quale evento portasse in prima pagina, da farle puntare così la mia macchina, ma una cosa era certa... non mi aveva riconosciuta affatto. E mi è sembrata sciroccata come non mai... non tanto diversa da quando dettava gli appunti a velocità supersonica, dicendoci che eravamo lenti come lumache oppure che eravamo dei vermi. Avete capito chi è, no? ;)

8 commenti:

  1. Io invece preferisco non vederli, i compagni di scuola. Ogni volta che è capitato li ho trovati imbolsiti, invecchiati, rassegnati e stanchi. :P

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    1. purtroppo non ho mai fatto quest'esperienza, forse perché già a scuola su 21 eravamo solo 4 della città in cui studiavamo e 17 erano pendolari (era una classe creata apposta così, pensa tu!), per cui ci siamo subito perso di vista. L'unico compagno che ho visto ultimamente (una quindicina di anni fa!) ora fa il medico ospedaliero ed è rimasto la brava persona che era allora. Degli altri non ne so niente. belli questi post di ricordi!

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  2. Mi hai fatto voglia di rivedere compagni di scuola di Verdone !

    Sulle rimpatriate sinceramente non mi entusiasmano, con le persone con cui ero più legato al liceo ci vediamo ancora adesso, con le altre... se non ci frequentiamo mai ci sarà un motivo :)

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  3. Fatalità, destino o altro, non ho più reincontrato nessun compagno/a della scuola.
    Persino su Facebook non ne trovo traccia, al punto da farmi pensare che tutto il mio passato scolastico è un falso ricordo impiantato come in un romanzo di Phil Dick.
    E forse è meglio, perché il tempo sa essere davvero impietoso, su taluni soggetti più che su altri.
    Un paio d'anni fa, però, partecipai al trentennale del mio vecchio gruppo scout.
    Di quel periodo, ho solo bei ricordi: ebbi una delle mie prime fidanzate, vidi posti bellissimi, passai momenti indimenticabili.
    Beh, se con qualcuno erano stati pietosi, trent'anni erano calati come una mannaia su tanti altri.
    Una roba che alcuni non li riconoscevo neanche dopo che mi avevano detto chi fossero (Fabris docet).
    A un certo punto, mi pare di riconoscere una tipa. La guardo, la riguardo e dico: Caspita, ma quella è Roberta... guarda come si è tenuta bene! Anzi...è proprio una fi*a!
    Qualcuno accanto a me mi sente e mi fa: "Guarda, che quella è la figlia di Roberta."
    Sono svicolato via prima di fare figuracce irrimediabili.

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  4. La cosa magica di questi incontri è che si ha sempre l'impressione di non essere cambiati, o di essere cambiati pochissimo. Simpatica la prof sciroccata dei "vermi": mi ha ricordato i "vermetti" del protagonista di Basta che funzioni di Woody Allen... :)
    Un abbraccio.

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  5. Un bel racconto di ricordi ma 'Avete capito chi è,no?' io non ho capito ma la domanda è rivolta a noi che ti leggiamo oppure...?

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  6. Aldo: no, era rivolto ai miei ex compagni... :)

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  7. Rispondo alla tua domanda: quella tragedia religiosa non la metteno in scena sia l'indomani che dopo. La togliemmo dal nostro repertorio.
    Ciao Fra,
    aldo

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