lunedì 25 febbraio 2013

Varie: Pillo e Oscar

Pillo che dorme beato dentro la sua cesta, al calduccio dentro casa, mentre fuori  si scatena la bufera. Chissà da quanto non lo faceva e chissà che sognava.
Questo dolcissimo cagnolino (non ricordo se ho già detto che si chiama Pillo), l'altro giorno, è stato tutto il giorno e la notte con me in casa. Fuori c'era un maltempo pazzesco e lui non aveva nemmeno ancora la cuccia, quindi non potevo fare a meno di portarlo dentro. 
Non pensavamo avremmo tenuto cani in casa, ma questo qui in casa è nel suo mondo. Si vede che, nella sua vita precedente, abitava dentro casa di qualcuno, si mette davanti alla porta quando deve fare i bisogni e, a giudicare da quanto spesso mi sale sulle ginocchia, probabilmente abitava proprio in braccio a qualcuno. Ipotizzo che magari appartenesse a una persona anziana e che, alla sua morte, gli eredi abbiano abbandonato il cane. Oppure, forse, è scappato. Ma non mi sembra un cane che scappa. Oltretutto non risulta nessuna denuncia fatta presso i Carabinieri.
Però gli piace uscire fuori. Sabato pomeriggio abbiamo fatto una lunga passeggiata a piedi e, considerato quante volte Pillo si è lanciato contro le macchine in corsa, sono proprio stupita di come sia sopravvissuto tanti mesi in questa strada (e meno male che il guinzaglio funziona!!). Proprio fortunato il cagnolino.

Pillo che si appresta a dormire fuori dalla cuccia, con temperatura esterna notturna di  5 gradi o poco più. In questi giorni Pillo però sta fuori in attesa di spulciarsi per bene. La nuova cuccia gli piace, per fortuna.
L'altra notte, però, ha deciso di dormire fuori, al gelo. #Valliacapireicani.

Cambiamo argomento e parliamo di Oscar.
Stanotte me la sono fatta completamente in bianco, seguendo gli Oscar in streaming e commentando con Dalailaps. E' stato divertente e stranamente non ho sonno. Ho dormicchiato un'oretta verso le due e ho avuto un incubo tremendo, poi più niente. Nell'incubo, mi risvegliavo e mi accorgevo che la porta di casa era aperta, allora scendevo nella stanza da letto e trovavo il marito legato e imbavagliato. Liberatolo, risalivamo e trovavo il ladro seduto in cucina, insieme a mia mamma. Poi il ladro mi consegnava delle foto che ritraevano il marito con una tedesca (con cui, nel sogno, aveva una tresca). Poi mi sono svegliata, leggermente inca@@ta con l'ignaro marito :)


Tornando agli Oscar, non ho visto nemmeno un film tra quelli nominati, quindi non so dire se secondo me gli Oscar sono meritati, ma ad esempio, mi ha fatto molto piacere che Jennifer Lawrence abbia vinto l'Oscar alla sua giovanissima età. A dire il vero, a parte aver visto qualche sua intervista su youtube e il trailer di The Hunger Games, non ho visto nulla in cui ci sia lei. Ma mi sta molto simpatica. Mi è piaciuto che abbia esordito sul palco, dopo essere inciampata salendo le scale, con un "This is nuts!"
E' stato simpatico, poi, vedere due emozionati Kristen Stewart e Daniel Radcliffe presentare insieme... Bella Swan e Harry Potter insieme, le mie due saghe preferite... :)

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Kristen Stewart e Jennifer Lawrence, che, a dispetto di tutti i pettegolezzi che le vorrebbero rivali (inventati, solo perché sono le protagoniste di due saghe), sono sempre molto affettuose l'una con l'altra.

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Charlize Theron, una delle più belle donne della serata e del pianeta (secondo me).

Kristen Stewart, sempre splendida e con un vestito che, visto appeso non mi direbbe niente, ma che su di lei fa tutto un altro effetto (a meno che abbiate l'occhio da sarta!!)

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Jennifer Aniston, deliziosa in rosso.

Daniel Day Lewis, Jennifer Lawrence, Anne Hataway, Cristoph Waltz

Dustin Hoffman e Jack Nicholson


giovedì 21 febbraio 2013

Nuovo amico




Da tempo lo vedevamo vagare vicino casa nostra. Avevamo tentato varie volte di prenderlo e toglierlo da quella strada in cui le macchine corrono veloce. Era sempre fuggito, forse perché era sempre sera e magari si spaventava.
Ieri mattina l'ho visto, in piena luce, mangiava nella spazzatura. Mi sono fermata e mi è quasi volato tra le braccia. Non so se l'abbiano abbandonato, si sia smarrito o sia nato randagio, ma adesso abita qui.
Ho messo svariati annunci sulla pagina dell'ENPA, della LIDAP, degli animali smarriti della provincia di CT... perché se c'è qualcuno che lo ha smarrito, che lo ama e ancora lo cerca, spero di trovarlo.
Ma se nessuno lo reclamasse ne sarei felice, perché qua ci siamo già innamorati di questo batuffolo dopo i primi dieci minuti.

martedì 19 febbraio 2013

Facebook, l'amicizia e gli ultimatum


Facebook a me piace, ma non ne sono una fanatica.
Non lo uso per condividere dettagli intimi della mia vita, per mettermi in mostra o per spettegolare sugli amici e, soprattutto, non credo affatto che essere amici su facebook significhi essere amici nella vita reale. Ma, anche se così così pensassi, avere qualcuno tra gli amici di facebook non significa automaticamente che andrò a raccontargli tutto quello che so.
Oltretutto, chi mi conosce sa che non sono una persona pettegola, anzi tendo a farmi i cavoli miei all'ennesima potenza e di certo non racconterei mai i segreti di un amico in giro, in particolare su facebook.
Saltando di palo in frasca, ma non tanto, una volta un amico mi disse: "Noi possiamo restare amici solo se tu non frequenterai più Xxxx". Non dissi nulla, perché non frequentavo Xxxx, ma non ho mai dimenticato quella frase, quanto non mi sia piaciuta e quanto poco condivido questo pensiero.
Non penso che darei mai un ultimatum del genere o smetterei di parlare (addirittura!) con un amico, solo perché amico o perché frequenta occasionalmente (o su facebook) qualcuno che a me sta antipatico. Certo, se l'amico fosse un seguace di Hitler o assassini e criminali vari, ci sono buone probabilità che interromperei l'amicizia, ma non prima di aver chiesto spiegazioni in merito.
Così, se io fossi amica di una persona spregevole, cattiva e schifosa, di qualcuno che ha fatto oggettivamente e consapevolmente del male all'amico... allora sì, potrei anche capire una richiesta simile o forse non ci sarebbe bisogno nemmeno di farmela perché mi allontanerei automaticamente da una persona con tali caratteristiche. 

Ma perché dare ultimatum del genere agli amici? 




lunedì 18 febbraio 2013

Figlia del silenzio

Questa è la copertina del libro. Ho messo questa edizione  in inglese, perché mi piace di più il titolo originale. Anche se, per una volta, il titolo in italiano (Figlia del silenzio) non è brutto o fuorviante.
*Questa è una delle mie polemiche preferite, quella dei titoli tradotti alla caxxo di cane... anche se, a dire il vero, la polemica riguarda certamente molto di più i film*

Avevo questo libro a casa da anni e non ero mai riuscita ad andare oltre le prime trenta pagine, pur intrigandomi molto la storia (ragione per cui lo avevo comprato qualche anno fa, dopo averla letta nella quarta di copertina, un giorno che bighellonavo in libreria - non ricordo se online o reale -, come accade spesso). 
Mi capita... ci sono periodi in cui alcuni libri non riesco a leggerli e magari, poi, dopo anni, li leggo e  alcuni diventano pure i miei libri preferiti. 

Dermot Mulroney e Krystal Hope Nausbaum alla premiere del film a LA, nel 2008.

Sono stata spinta a riprendere in mano il libro (che sostava nella libreria del letto da un pezzo), dopo aver visto gli ultimi dieci minuti di film, l'altra sera.
Apro una parentesi, il film non mi sembra niente di che, anche se Dermot Mulroney nei panni di David sicuramente non guasta (commento da fangirl). Chiusa parentesi. 
In ogni caso, la visione degli ultimi minuti del film, mi ha incuriosito e ho ripreso a leggerlo. Questa volta, non solo l'ho finito, ma mi è anche piaciuto. 
La storia è fondamentalmente un gigantesco dramma, che dura circa vent'anni, dalla metà degli anni '60 a metà degli anni '80.
Principalmente è il dramma di David, un medico di successo, che abbandona la figlia neonata Pheobe perché affetta da sindrome di Down (credendo abbia una bassa aspettativa di vita) e la affida all'infermiera Caroline perché la porti in un istituto, raccontando a tutti (compresa sua moglie) che la bambina è morta. 
Caroline però non riesce ad abbandonare la bimba in un istituto e fugge con lei. Alleva la bimba come se fosse sua figlia, combattendo tante battaglie per farle avere gli stessi diritti degli altri bambini.
David, che non si è mai perdonato di aver abbandonato la figlia, vive ogni giorno con questo peso enorme sul cuore, allontanandosi ogni giorno di più dai suoi affetti più cari (la moglie Norah e l'altro figlio Paul); appassionato di fotografia, cerca nei volti di bambine e ragazze casuali, il volto della figlia che non conosce. Della figlia del silenzio.

Mi fermo qui con la trama.
Mi è piaciuto, è coinvolgente, è scritto bene. La storia ti prende.
Anche David, che, visto così, sembra una persona non proprio bella e carina, alla fine, fa compassione e ci si affeziona a lui.

"You missed a lot of heartache, sure. But David, you missed a lot of joy."

"You can't stop time. You can't capture light. You can only turn your face up and let it rain down."

mercoledì 13 febbraio 2013

Robot e personaggi squallidi


Poco fa, grazie a Ferruccio, ho letto questo post.
Sostanzialmente, in Cina, da qualche parte, c'è un ristorante dove, dalla cucina al servizio ai tavoli, è tutto gestito da robot.
Da un lato, questa cosa mi ha affascinato.
Sono curiosa e penso che il futuro va sempre più in questa direzione. E che mi piacerebbe vederlo.
 Dall'altro lato, questa cosa mi ha spaventato.
Infatti, l'era degli androidi pare avvicinarsi e, mettere proprio tutto nelle mani dei computer, che potrebbero occuparsi anche di faccende umane, come fare la dama di compagnia (per citarne una), mi fa pensare a dove andremo a finire.
Mi chiedo, in particolare, l'uomo come reagirebbe (o, verosimilmente, reagirà) alla "cortesia" da parte dei robot (che, come avviene già nel ristorante citato sopra, ti salutano, ad esempio), ben sapendo che il robot non è un essere senziente, ma solo un computer?
L'uomo si affezionerà a questi pezzi di ferro, scambiando le loro attenzioni programmate e, persino le più umane e gentili, prive di qualunque sentimento per interesse reale?
Oppure, l'uomo, che già non è il massimo della gentilezza verso il suo prossimo, seppur umano e suo pari, tratterà i robot senza alcun rispetto e cura, consapevole che si tratta di pezzi di ferro e la società si abbrutirà ancora di più?
In entrambi i casi, mi fa pensare.

E, mentre parliamo di società abbrutita e gente senza rispetto e cura, non posso non  linkare questo bellissimo post di Chiara di Machedavvero. Sono, ancora una volta, indignata e schifata (non solo come donna, ma come essere pensante) dal comportamento di chi, ancora, da alcuni (sempre meno fortunatamente), viene indicato come una specie di salvatore dell'Italia. E non riesco a non pensare a che schifo di persone brulicano in questa società, se hanno come "divo" un personaggio di tale squallore.
E, pensando che certamente questo squallido personaggio è dotato di intelligenza (e probabilmente non poca) e che purtroppo c'è una grossa fetta di italiani che in lui si identificano, quelli ossessionati dal loro pisello e quelli che non sanno cosa siano l'onestà e il rispetto, ogni tanto mi chiedo se ci è o ci fa.




martedì 12 febbraio 2013

Dr. Sleep

L'altro giorno scrivevo di Shining e ieri, grazie a Dalailaps, ho scoperto che ne uscirà il seguito a breve, con il titolo Dr. Sleep.
Sebbene, ultimamente, non trovo più i libri di Stephen King interessanti e appassionanti come un tempo, questo non posso perdermelo.
Da quel poco che ho letto, la storia sarà incentrata su Danny, che continuerà ad avere il potere, la luccicanza, e se ne servirà per aiutare il trapasso delle persone morte. Spero che non mi ricordi troppo Tru Calling e Ghost Whisperer. E spero che il Re abbia anche infilato qualche colpo di scena su Jack Torrance.

SPOILER SU SHINING



E' vero che, alla fine di Shining, Jack muore, ma... chi sa cosa può partorire la mente di Stephen King. :}

sabato 9 febbraio 2013

Room 237


Che Shining di S. Kubrick è uno dei miei film preferiti, lo avevate un po' capito da questo post.
Quale sia la ragione che mi spinge a vederlo e rivederlo spesso e volentieri (ever and ever and ever, giusto per citare una delle scene più agghiaccianti, quella delle gemelle), dato che ogni tanto mi vengono in mente delle scene e mi terrorizzo da sola, non lo so.

L'altro giorno ero nel lunghissimo corridoio di una scuola deserta.
Ero là per lavoro, era tardo pomeriggio, eravamo in pochi e dovevo andare in bagno, che si trova dall'altra parte della zona in cui si trovavano i pochi umani presenti nel grande edificio.
Ad un certo punto, c'erano, ai lati, le porte delle aule e, in fondo, una porta tagliafuoco... così, siccome io amo il film Shining (e lo so a memoria), ma fondamentalmente mi fa morire di paura, ho pensato che mi sentivo come Danny, il secondo prima in cui incontra le gemelle o come quando il fiume di sangue fuoriesce impetuoso dalla porta in fondo (se non conoscete il film e siete impressionabili, non guardate i video)... in quel momento, in fondo, pochi metri prima della porta tagliafuoco, si è aperta una porta di colore arancione scuro che, vista da dove mi trovavo io, poteva anche dare l'illusione di qualcosa di sanguinolento che usciva dalla porta tagliafuoco...
Un po' di brividi mi sono venuti, lo ammetto... :)




Poco fa, mentre cercavo i video sopra linkati, ho scoperto dell'esistenza di una sorta di film documentario sui (presunti) significati nascosti del film... 
Room 237


E qui c'è qualcosa in proposito. Parla di  Kubrick che avrebbe girato lo sbarco sulla luna su ordine del governo americano (ci sarebbero vari simboli che riconducono all'Apollo 11), dello sterminio dei nativi americani e altro.
Mah... non credo molto ai significati nascosti, credo che sia facile dare il significato che vogliamo a qualunque cosa. Oltretutto, mi sembra di aver capito che parla dei significati nascosti che Kubrick avrebbe dato al film, ma il film è tratto da un romanzo di Stephen King, quindi si dovrebbe considerare anche questo aspetto. E, almeno nelle recensioni che ho letto, questo non viene citato mai.
Però mi incuriosisce un po', come qualunque cosa parli di questo film. Inoltre, pare che contenga anche delle scene inedite, quindi lo vorrei vedere anche solo per questo :)

mercoledì 6 febbraio 2013

Ospiti famosi del centro commerciale

Poco fa ero in macchina e ascoltavo una radio locale.
Ad un certo punto, lo speaker ha invitato tutti i catanesi a recarsi, non ricordo quando (ma un giorno di questi), presso un noto centro commerciale della zona, perché ci sarà come ospite un famosissimo attore.
E poi ha detto il nome... Ronn Moss.

La prima cosa che mi è venuta in mente è stata "e chi è?!", poi mi sono ricordata delle interminabili vicende di Beautiful, in cui non succedeva niente per dieci puntate di fila. Beautiful, in cui mettersi con il suocero o la nuora (ripetutamente) era la cosa più banale di questo mondo e dove Ridge e Brooke si sono messi insieme e lasciati un numero di volte troppo alto per ricordarlo. A dire la verità, io ho guardato solo le prime serie, forse le prime tre, quindi non ho proprio idea di cosa sia accaduto negli ultimi decenni. 
A proposito, lo fanno ancora? 
Cercando le foto qua sotto, ho appena scoperto che non solo Beautiful lo fanno ancora, dopo 25 anni, ma che Ronn Moss e Susan Flannery (Stephanie Forrester, nella serie, la mamma di Ridge) hanno lasciato il cast.

Comunque, per chi non lo ricordasse, Ronn Moss è lui... Ridge Forrester, questo bel figliolo, qua sotto ritratto all'epoca in cui lui aveva tutti i capelli neri e io andavo ancora a scuola, quando era normale appiccicare le sue foto nel diario o sul muro della camera da letto.

 

E mi è venuta la nostalgia e ho pure pensato di andarci, a "trovarlo" al centro commerciale... (chissà cosa lo spinge a venire al centro commerciale qui a febbraio, mi chiedo, oltretutto). 
E ho immaginato una sorta di conversazione, di cui riporto solo la mia parte.
- Hi Ronn, how are you?
- You know, I had your pics in my diary when I was fifteen...
- Do you remember when your wife Caroline died from leukemia in the show?
- Do you really love Brooke, after all?
- Where is Thorne?
- What did you think when Sandokan stole your wife?
Meno male che non ricordo nemmeno in quale commerciale si troverà e nemmeno il giorno della sua visita, così mi risparmio questa figura. Oltretutto, credo che vederlo come è qua sotto, mi metterebbe una nostalgia incredibile. Comunque, non si può dire che sia invecchiato male.

 

sabato 2 febbraio 2013

Cena handmade e vegan - aggiornato con foto e altro

Ieri sera, ho preparato una cena tutta handmade e vegan.
Non era nulla di particolare, ma ne sono contenta, perché di solito non ho né il tempo né la voglia di preparare cose che trovo benissimo già pronte sul banco del supermercato.
Però, ieri c'erano le condizioni "giuste" e penso sempre che voglio iniziare a fare le cose da me, per risparmiare, principalmente e per essere certa di quello che mangio, in secondo luogo.
Ho iniziato con il pane, con la collaborazione attiva della macchina per fare il pane, che, a dire il vero, fa tutto da sola. Poco da commentare. Come prima volta, ho provato quello che il ricettario della macchina chiama "Pane normale" (fatto con farina per pane) ed è venuto fuori un pane buono, anche se è un pane stile pane in cassetta, che non a tutti va a genio. Ma almeno sai cosa ci hai messo dentro e che lo hai fatto con le mani pulite! La prossima volta lo farò alle nocciole oppure al pesto oppure con i cereali... non so. Mi ispira la cosa che posso metterci dentro quello che voglio. Ad esempio pezzi di cioccolato fondente, oppure la ricotta. O ancora i semi di girasole.
Quindi, mi sono buttata sul latte di nocciole.
Dopo aver lasciato 85 gr di nocciole a bagno per due ore in un litro di acqua, le ho frullate con circa 70 cl della stessa acqua e ho filtrato (più volte perché se no rimane molto granuloso). E' venuto fuori un latte buono che sa di acqua e nocciole, però, per me, il gusto è troppo slavato... Penso che la prossima volta lo dolcificherò un po', magari con della vaniglia e, probabilmente, metterò meno acqua.
Poi ho deciso di fare la crema di nocciole, che viene chiamata Nutella vegan.
Ho seguito questa ricetta, però non in maniera scrupolosa perché avevo meno della metà dello zucchero richiesto e ho aggiunto un po' di cacao amaro a occhio, inoltre, ho usato latte di nocciola al posto del latte di soia. La crema di nocciole è venuta buona, anche se avrei dovuto frullare le nocciole ancora più finemente, perché si sentono in mezzo alla crema. Chiaramente, però, non è Nutella. Il sapore non ha nulla a che vedere, sono cose completamente diverse e chiamarla Nutella vegan, secondo me, è fuorviante. Ho deciso, comunque, che la prossima volta proverò questa ricetta.
Infine, ho fatto le crepes
Per l'impasto, ho frullato 130 gr di farina, 20 cl di latte di riso e un paio di cucchiai di olio d'oliva (con questa dose, vengono circa 4 crepe di grandezza medio piccola, una cena per due che non hanno fame o per uno molto affamato!). Su queste non ho nulla da ridire, mi sono piaciute moltissimo. L'unico accorgimento che adotterò è che, se le farò tutte salate, aggiungerò del sale nell'impasto.


Note di qualche giorno dopo

Questo è il primo pane che ho preparato, il pane "normale"
Questo, invece, è il pane che ho preparato un paio di giorni dopo ed è pane all'olio, preparato con un misto di farina 00 e farina per pane e con aggiunta di olio. Il marito l'ha definito al limite dell'immangiabilità.
A me è piaciuto, anche se, a dire il vero, è molto denso. 

Anche se è da pochissimo tempo che uso la macchina del pane, ho capito che il "segreto" sta nella farina, nelle miscele di farine che si usano e nel trovare le dosi giuste (o seguire correttamente le ricette che si trovano a tonnellate, su internet). Ad esempio, il pane all'olio qua sopra, mi è venuto "male" perché non ho seguito scrupolosamente le istruzioni: ho miscelato la farina 00 con la farina per il pane, quando la ricetta voleva che la miscelassi con quella di tipo 0 (ma io non l'avevo) e poi ho sbagliato la dose dell'olio, ne ho messo un 50% in più di quello richiesto.
Dopo aver fatto un paio di pani con una mdp prestata, comunque ne ho comprata una. Nei prossimi giorni andrò a rifornirmi di farine di vario tipo e la proverò, sperando che i risultati siano soddisfacenti come i precedenti.

Foto: Nuovo elettrodomestico :-)
Il nuovo elettrodomestico


venerdì 1 febbraio 2013

Una mucca o una pecora morte che giacciono in un pascolo sono considerate carogne. La stessa carcassa, trattata e appesa a un chiodo in macelleria, passa per cibo! - J.H. Kellogg

«Noi siamo le tombe viventi di bestie assassinate per soddisfare i nostri appetiti […] noi ci rimpinziamo di cadaveri. Simili a corvi, noi viviamo e ci nutriamo di carne, indifferenti alla sofferenza e al dolore che noi così facendo causiamo»                              
 - George Bernard Shaw

    

Il video qua sopra fa sorridere e pensare.

La maggior parte delle persone è capace di provare compassione e credo che non mangerebbe mai un animale se glielo ammazzassero davanti agli occhi. 
Sono certa che per me questa regola vale, infatti questo è il motivo per cui non ho mai mangiato la carne di coniglio, perché ricordo, da piccola, il mio balcone e un coniglietto scuoiato, che poi è finito in pentola. Sono passati oltre trent'anni, ma non penso dimenticherò mai quel coniglio e non penso ne mangerò mai.
Per amor di precisione, mi si fa presente che il coniglio non è stato ammazzato da nessuno dei miei familiari (mia mamma ci tiene alla precisazione!).

Certo, di contro, è visto come assolutamente normale considerare gli animali non come esseri senzienti, ma come proprietà, oggetti ad uso e consumo dell'uomo, che quindi non prova alcuna pietà, anzi è capace di ammazzare a bastonate e poi scuoiarti un coniglio davanti, senza battere ciglio. O tagliare la testa a una cavia da laboratorio quando non serve più, quando l'hai spremuta fino alla fine e non puoi più cavarne informazioni.
Tanti anni fa, dopo aver collaborato per faccende di natura amministrativa per qualche mese, il dirigente di un laboratorio in cui si effettuava sperimentazione animale mi propose di collaborare con il suo staff  di dottorandi e mi fece fare un tour del laboratorio, illustrandomi gli strumenti inseriti nel cervello, nelle orecchie degli animaletti che stavano lì nelle gabbie, illustrandomi le opportunità che una qualsiasi neo laureata in biologia avrebbe colto al volo, il dottorato, la ricerca, i viaggi all'estero... chissà cos'altro. Uscita da lì disgustata... un conto è studiare sui libri gli esperimenti che fanno sugli animali (e ne ho studiati parecchi), un conto è farli tu... non sono riuscita mai a tornare in quel laboratorio, nemmeno per dare una risposta. Ogni tanto ci penso ancora, anche se sono passati quasi venti anni... al fatto che non sono più tornata, chissà cosa ha pensato quel professore di me. Non penso abbia immaginato che è stato per una sorta di obiezione di coscienza (anche perché chi fa questo lavoro, in linea di massima, pensa che quelli che si rifiutano di sfruttare gli animali sono dei pazzi o dei deficienti), avrà pensato che sono morta oppure una gran maleducata.


Se parli con alcuni ti dicono che mangiare la carne è indispensabile per la sopravvivenza. 
Io non sono esperta in materia e non voglio dare lezioni di vita a nessuno... da un po', però, leggo abbastanza sull'argomento e un'idea me la sono fatta. 
Voglio solo condividere quello che penso.
Non mangio carne rossa da ormai parecchi anni e mangio ancora pochissima carne bianca, non oltre un paio di volte al mese in media, ma riduco sempre di più. Non mangio uova, se non raramente per lo più quando dentro a preparati vari e sto smettendo di bere latte vaccino, di cui sono (stata) grande consumatrice.
Questo per svariati motivi.
Il pensiero delle povere bestie (che sono esseri intelligenti e senzienti, che provano dolore), che sono allevate in condizioni quasi sempre disumane, che vengono trascinate al macello tremanti di paura in condizioni di trasporto vergognose, ammassate, come se fossero oggetti, senza mangiare e bere, senza spazio per muoversi, senza aria e luce, che vengono ammazzate a sangue freddo, appese a testa in giù e sgozzate, gettate ancora vive nell'acqua bollente o che vengono gettate vive nel tritacarne (come i pulcini maschi, scarti delle industrie di produzione di uova), sicuramente ha la sua grande parte nella mia scelta.
Ma ho smesso anche perché quelle poche volte che ne mangiavo, poi mi sentivo come se avessi ingurgitato un tir di roba, anche se era solo una fettina di carne o una fetta di frittata.
Chiaramente, questa tolleranza / intolleranza agli alimenti è soggettiva, ma, di certo, non sto peggio da quando non mangio quegli alimenti, se non in quantità ridottissima, e non mi mancano nemmeno un po'.

Poi, c'è anche da pensare a quante schifezze ci mangiamo insieme alla carne e ai derivati, dagli antibiotici, agli ormoni ai batteri, ecc. 
Oltretutto, ci sono anche fonti molto più autorevoli della sottoscritta che sostengono che la carne fa male, se proprio uno non vuol fare una scelta etica o per salvare il pianeta.
Per chi è interessato, consiglio la lettura di questo. Non l'ho ancora finito, ma di certo, la parte iniziale è illuminante. 

Molto illuminante anche questo articolo.


Infine, qua c'è qualche ricetta per fare in casa il latte vegetale - che consumo abitualmente - e, considerato che costa mediamente € 2,50 al litro (anche di più), direi che conviene farselo da sé.
Prima o poi proverò anche la Veg nutella.
Qua avevo parlato del tiramisu.