mercoledì 27 marzo 2013

Liebster Award

Tag line
Che bello quando uno sceglie te, tra centinaia di altri siti che legge.


Regole del Liebster Award:
1) ringraziare chi ha assegnato il premio citandolo nel post.
2) rispondere alle undici domande poste dal blog che ti ha premiato. 
3) scrivere undici cose su di te.
4) premiare undici blog che hanno meno di 200 followers. 
5) formulare altre undici domande a cui dovranno rispondere gli altri blogger. 
6) informare i blog del premio.



1 Ringraziare
Grazie CyberLuke e Lady Simmons!
Ultimamente sono stata un po' orsa e poco gentile non avendo risposto ad altre nominations ricevute (anche, in effetti, per mancanza di tempo, non solo per orsaggine), quindi, approfitto per ringraziare anche Elisa, Marika, Ariano e non so se dimentico qualcuno che, in passato, mi ha assegnato dei premi virtuali e io non ho dato seguito al "gioco".


2. Rispondere

Domande di CyberLuke

1) Come ti piacerebbe lasciare questa valle di lacrime?
Il meno dolorosamente possibile. Possibilmente prima di quelli che amo. Magari nel sonno. Ho coraggio da vendere, lo so.

2) Vorresti rinascere uomo/donna?
Ogni tanto penso, ma lo pensavo soprattutto quando ero più giovane (e magari mentre mi piegavo per i dolori mestruali mentre tutti i miei amici erano al mare!), che mi sarebbe piaciuto nascere uomo... ma oggi sono ben lieta di essere donna e mi piacerebbe rinascere donna sempre.

3) Se ottenessi dei superpoteri, li useresti per fare del bene o per farti gli affaracci tuoi?
Del bene, ovviamente. Poi, non sono una che si fa gli affari degli altri comunque.

4) Se potessi ottenere il controllo totale sulle tue emozioni, useresti questo controllo?
Sì, per controllare la paura del buio. E il pianto incontrollabile in occasione di alcuni film e/o libri, che, a volte, mi mette in serio imbarazzo.

5) Come dev'essere la tua doccia perfetta? Dev'esserci musica, silenzio, candele, quanto deve durare?
Sarebbe bella una doccia tiepida di mezz'ora, magari di quelle con il bel soffione grande, con la luce soffusa e le candele profumate... ma, di solito, il massimo che mi concedo sono tre- cinque minuti scarsi (giusto il tempo di insaponarmi e sciacquarmi!) e non ho quel soffione là.

6) Dall'inizio dell'anno, hai pianto almeno una volta?
Sì. Ho visto Titanic!

7) Se arrivasse satana in una nuvola di zolfo puzzolente e ti proponesse il solito Patto (magari non in cambio dell'anima, perché non si sa mai), cosa chiederesti?
Dei capelli diversi.

8) In quale serial tv vorresti vivere? E perché?
Friends. Perché è una bella storia di amicizia. E perché insieme si fanno un sacco di risate!

9) La cosa più idiota che hai fatto per amore?
Quando avevo quindici anni mi piaceva uno della mia scuola che abitava vicino casa mia... lo pedinavo spesso all'uscita. Era una cosa idiota fondamentalmente perché lui non mi vedeva nemmeno, oltretutto, tornava sempre a casa mano nella mano con una ragazza. E sono quasi certa che si fosse accorto di qualcosa, anche se non gli rivolgevo mai la parola per timidezza pazzesca, perché ogni tanto mi guardava e rideva. Ridicola, sì.

10) Mai fatto uno strip-tease per qualcuno/a?
Ehm... no.

11) Cosa pensi che ti salverà? (interpretazione libera)
Il rifugiarmi in mezzo alle parole, scritte o lette, quando il resto va storto.


Domande di Lady Simmons

1. Dovendo scegliere, in quale pellicola degli anni 80-90 recitereste?
Dirty Dancing. Ma siamo nel periodo ipotetico dell'irrealtà perché non so ballare nemmeno la Macarena, figuriamoci il mambo.

2. Avete mai buttato un libro perché vi aveva fatto schifo?
Buttare libri è un sacrilegio :) Quindi no. E poi, alcuni libri che mi hanno fatto schifo, li ho ripresi e mi sono pure piaciuti, dopo anni, quindi mai dire mai.

3. Quale supereroe vi rappresenta di più?
Paperino. E' tutto dire.

4. Quale cartone animato dell'infanzia odiavate?
L'uomo Tigre. Sempre odiato il pugilato.

5. La figura di sterco più imbarazzante della vostra vita?
Primo anno delle scuole superiori, in palestra. Avevamo per insegnante una megera che probabilmente avrebbe dovuto far altro nella vita, anche perché era anziana e probabilmente anche un po' fuori di testa - nazista e estremamente intollerante, se qualcuno correva tenendo i pugni chiusi, lei lo tacciava di comunismo e si metteva a urlare (non sto scherzando) - comunque... Dopo l'ora di ginnastica, un giorno mi si è avvicinata e mi ha urlato in faccia, con fare estremamente abusante e intimidatorio (mi ricorda i film americani, in cui i sergenti urlano insulti ai soldati... che ne so, tipo Full Metal Jacket), facendosi sentire da tutta la palestra, che puzzavo di sudore. Non che puzzare di sudore, dopo un'ora di ginnastica e a tredici anni, sia una cosa di cui vergognarsi particolarmente, ma io ero molto timida all'epoca e poi non puzzavo nemmeno. E ho avuto conferma (oltre che dal mio naso) da alcune compagne (nemmeno tra le mie migliori amiche), che dopo quella sfuriata, sono venute da me a dirmi che non era per niente vero.

6. Ascoltare la radio se si quali stazioni?
Raramente, perché ascolto la radio in macchina e la mia autoradio fa schifo e non tiene le stazioni per più di cinque minuti. Una volta ascoltavo un sacco Radio 2.

7. Vi piace il vostro lavoro?
Potrei scrivere un poema. Teoricamente sì. Praticamente no.

8. Cucinate? Se si qual'è il vostro capolavoro?
Sì. Piatti salati. Capolavoro direi le lasagne al pesto.

9. Senza limiti di budget, dove vi piacerebbe andare in vacanza?
USA, dappertutto.

10. Avete mai ballato la line dance?
Non so cosa sia, quindi immagino la risposta sia no.

11. Potendo rinascere nel corpo di un attore, quale scegliereste? (vale anche del passato)
Charlize Theron.

3. Parlare di me

Undici cose di me... che non abbia già scritto nella lunga presentazione del profilo, possibilmente.
Alcune sono quelle dell'immagine qua sopra.
1. Credo nell'amore, nell'amicizia e nel confronto quando si litiga, per questo non sopporto quelli che si sottraggono alla litigata, anche se spesso è la via più semplice.
2. Mi piace moltissimo cantare in macchina appresso al CD/radio, anzi urlare direi che rende meglio, anche perché quando sei sola chi ti sente?!
3. Credo che la giornata di ciascuno di noi sarebbe migliore se qualcuno ci dimostrasse quanto contiamo per lui/lei, possibilmente con i fatti e non con le parole.
4. Cerco di prendere sempre il meglio da quello che accade, cercando di non focalizzare la mia attenzione sugli aspetti negativi, ma su quelli positivi, sempre. Fino a che si può.
5. Mi piace ridere. Mi piace vedere la gente ridere. A volte, mi vengono attacchi di ridarella incontrollabili e trovo che sia molto bello.
6. Guardo film quasi esclusivamente in lingua originale e odio il doppiaggio italiano perché, al di là di nomi importanti tre i quali Ferruccio Amendola, Luca Ward, Oreste Lionello, trovo che i doppiatori di oggi siano parecchio incapaci. Inoltre, spesso, le traduzioni sono non corrette e sviano il senso delle frasi.
7. Ho scritto una storia per bambini che forse qualcuno un giorno pubblicherà.
8. Adoro i cani. Credo che gli animali siano infinitamente meglio di moltissime persone. Mi piacerebbe che gli esperimenti per testare farmaci e prodotti vari li facessero su assassini, pedofili, stupratori e gente che picchia o tortura animali e bambini e che lasciassero in pace gli animali. Quando ero appena laureata, ho rifiutato una proposta di dottorato perché si praticava la sperimentazione animale.
9. Non sopporto i pettegolezzi e chi "condisce gli eventi". Non dimenticherò mai quando un bacio dato a un tale sotto casa mia, è stato riportato come "lo stanno facendo in tutte le posizioni".
10. Disprezzo qualunque forma di razzismo e discriminazione.
11. Tempo fa, per amore o così credevo, ho rinunciato a un sacco di cose mie. Ho capito, in seguito, che quello non era amore e ho imparato la lezione fin troppo bene.


4. Premiare
Non rinomino Luca e Lady, che farebbero parte dei nominati. Nomino, invece, 
Non mi offendo se non rispondete, anche se mi piacerebbe che almeno uno (anche non nominato!) rispondesse alle mie domande.


5. Le mie domande

1. Ricordi i tuoi sogni?
2. Hai mai fatto qualcosa per cui provi rimorso?
3. Sei amico/a dei tuoi ex?
4. A che età hai dato il primo bacio?
5. Hai mai "rubato" il ragazzo/ragazza a un amico/a?
6. Suoni uno strumento musicale?
7. Ti capita di piangere leggendo un libro/guardando un film?
8. Ti sei mai esibito/a su un palcoscenico?
9. Cosa pensi dell'informazione ai tempi di internet?
10. Scrivi un diario?
11. Sei mai stato vittima di episodi di bullismo e/o discriminazione per qualunque ragione?

6. Informare... lo farò.

martedì 19 marzo 2013

Il lato positivo (libro)

Fra le mie braccia c'è una donna che mi ha regalato l'"Atlante delle nuvole per l'osservazione del cielo", una donna che conosce tutti i miei segreti, una donna che sa quanto è incasinata la mia mente, quante pillole devo prendere, e, tuttavia, si lascia abbracciare da me. In tutto questo c'è qualcosa di onesto e non riesco a immaginarmi nessun'altra donna coricata insieme a me nel bel mezzo di un campo da calcio congelato - in piena tormenta, addirittura - a sperare che accada l'impossibile: che una nuvola si liberi da un nembostrato.
("Il lato positivo", M. Quick)

Jennifer Lawrence e Bradley Cooper, i protagonisti del film tratto dal libro.

Ho letto il libro, incuriosita dal fatto che Jennifer Lawrence ha vinto l'Oscar per la sua interpretazione della protagonista femminile (Tiffany) e perché sapevo vagamente di cosa trattava (quando c'è di mezzo qualche personaggio con problemi mentali, la mia attenzione è assicurata!).
Una storia d'amore molto tenera, inusuale e stramba... lui (Pat) è poco più che trentenne ed è appena uscito da una clinica psichiatrica; ha parzialmente perso la memoria, pensa ossessivamente a sua moglie Nikki e crede che stiano vivendo una fase di separazione (il periodo di lontananza) che finirà presto (Nikki, in effetti, è diventata una ex moglie e lui non lo sa) e, nel frattempo, fa attività fisica dal mattino alla sera e si esercita a essere gentile, perché si ricorda che con la moglie lo era stato troppo poco.
Lei, Tiffany, è emotivamente instabile, depressa a seguito della morte prematura del marito.
Si trovano e si amano, a modo loro.

L'ho trovato carino, divertente e molto scorrevole. 
Di quei libri leggeri, che ti lasciano con il sorriso sulle labbra.
Adesso ho parecchia voglia di vedere il film.


"Non ho la minima intenzione di citare Hemingway e tantomeno leggere un altro dei suoi libri. E, se fosse ancora vivo, gli scriverei subito, minacciandolo di strangolarlo per essere stato così tetro." 
(Pat, ossessionato dai lieto fine, dopo aver letto il finale poco lieto di "Addio alle armi")


martedì 12 marzo 2013

Morte e vita che si intrecciano

"Davanti a una borsa di paglia colma di gomitoli di lana e di un lavoro a maglia incompiuto, davanti alla cartella della sua scrivania, alle sue forbici, al suo ditale, ci soffocò la commozione. E' noto il potere degli oggetti: in loro, la vita si pietrifica, più presente che in qualsiasi suo momento."


Racconto autobiografico di Simone de Beauvoir, "Una morte dolcissima", mi ha fatto versare fiumi di lacrime. E' la descrizione degli ultimi giorni di vita della madre ricoverata in ospedale. Una donna aggrappata alla vita con tutte le sue forze, lucida praticamente fino alla fine, che combatte inconsapevole contro un nemico terribile dal quale non ha scampo: un sarcoma allo stomaco.

La lettura di questo racconto ha evocato memorie tristi di letti d'ospedale e, come una giusta contrapposizione di eventi, proprio mentre lo leggevo, ho ricevuto la notizia di una "nascita" a lungo desiderata. Questo connubio di parole, ricordi e notizie ha scatenato un'emozione così grande che ho singhiozzato per almeno un quarto d'ora (e le lacrime ripartono automaticamente ogni volta che ci penso).
E sfido chiunque a dire che non sono sensibile! :)


Concludo con i miei più sentiti e commossi auguri 
ai nostri cari amici M. e V.,
che oggi sono diventati mamma e papà.


lunedì 11 marzo 2013

Quattro soli a motore - il secondo libro di Zio Scriba



L'ho comprato perché mi ha intrigato quello che vi ho trovato scritto su un sito (che adesso non ricordo quale è) e poi perché l'autore è già una garanzia. 
L'autore è infatti zio Scriba, Nicola Pezzoli, di cui leggo il blog da diverso tempo (fatelo anche voi!), attratta dal suo modo di scrivere, dissacrante, geniale e sempre straripante di verità assolute.
Astenersi bigotti, omofobi, razzisti, gente dalla mentalità chiusa e giù di lì.

Quattro soli a motore è un racconto in prima persona (cosa che mi piace molto perché ti fa immedesimare nella storia più efficacemente dei racconti in terza persona). 
A raccontarla, a metà degli anni '70,  è Corradino, un ragazzino di undici anni di un piccolo paese della Lombardia. Un ragazzino dalla vita non facile, alle prese con il padre violento e la madre ubriacona... e con la leggenda di Villa Kestenholz, protagonista del libro, insieme a Corradino.

Per varie ragioni, ho letto le prime 90 pagine in maniera un po' frammentata, ma ieri, complice una splendida giornata di sole, l'ho ripreso e finito d'un fiato. Mi è piaciuto molto, è scorrevole, mai banale, piacevole e quelli che sono stati ragazzini negli anni '70, sentiranno di avere con Corradino anche un po' di cose in comune... ma, Nicola, mi inchino e poi faccio la Ola (anche da sola!) all'ultimo capitolo e alla biblioteca dei taccuini rossi in particolare, che ho trovato geniale, a dir poco. 

Gli scaffali stracolmi di libri ne occupavano tutti e quattro i lati, su su fino al soffitto, tutti scaffali e tutti libri, eccettuato il buco per la porta.
Questa frase, poi... una biblioteca così è il sogno della mia vita e protagonista di diversi miei racconti.
Di fronte a me c'era qualcosa di mostruoso... Tutti uguali! Quelle migliaia di libri avevano tutti lo stesso colore. Rosso. Le stesse dimensioni. A occhio e croce, lo stesso numero di pagine. E, sulle coste, sui dorsi, non c'era nessun titolo.

Anche il libro, come il blog di Nicola, straripa di verità e chi lo legge lo riconosce pure Zio Scriba, che io ho associato talmente a Corradino da chiedermi quanto ci sia di autobiografico in questo libro.
In particolare, mi hanno colpito alcuni pezzi.
Quando Corradino parla di Stefanino, il "matto" del paese e dice Questo è l'unico modo che ha un uomo di essere buono, perché quello era un periodo che più conoscevo gli uomini più speravo negli extraterrestri. E, nel frattempo, amavo i gatti.
Quando, parlando degli abitanti dell'immaginario pianeta Terra 10, dice perché sprecare tempo a distruggerli? Cretini e violenti come sono, ci penseranno da soli
Quando parla della nonna e dell'ospizio "Quarta Stagione" e riflette che Non sempre la data di scadenza degli umani coincide con la morte. A volte la data di scadenza coincide con quando non sei più tu a decidere dove puoi stare senza rompere troppo i maroni.
E poi, la parte in cui il vecchio Kestenholz racconta la sua verità e, alla fine, dice Perché gli uomini sono destinati ad avere sempre più forza e potenza. Ma sempre meno intelligenza, saggezza e capacità di discernimento. E sempre meno bontà.

venerdì 1 marzo 2013

Da Oceano Mare... citazioni e ricordi.

In questi giorni pensavo che ho voglia di condividere pensieri, frasi, citazioni.
E mi è venuto in mente "Oceano Mare" di Alessandro Baricco, uno dei libri che più ho citato in diari, lettere, nella mia mente, ecc... Amavo i suoi libri negli anni '90, poi ho smesso di leggerli, non so perché. 


Oceano mare, comunque, è uno dei miei libri preferiti di sempre. 
Lo trovo pieno di poesia. Ogni frase emoziona. Ogni cosa scritta va diritta al cuore. 
Ma credo che bisogna essere "predisposti" per leggerlo, perché non è un libro facile, malgrado sia scritto in maniera scorrevole... molte persone che conosco non sono riuscite ad andare oltre le prime pagine. 
Non so perché forse perché è "strano", a volte le frasi sembrano senza senso... 
Ma ce l'hanno il senso, eccome.

Tutta la vicenda si svolge in una strana locanda sul mare, un posto che "quasi non esiste", dove tutto sembra perdere il contatto con la realtà, dove "tutto diventa memoria"... la locanda Almayer. 
Vi si ritrovano sette personaggi, tutti un po' malinconici, ognuno con una storia, ognuno a cercare o a sfuggire qualcosa. E le loro storie, alla locanda, si intrecciano.

Due personaggi mi hanno colpito tantissimo e le loro storie mi hanno coinvolto ed emozionato come non mai, tanto che a distanza di tanti anni, ricordo quasi a memoria alcuni passi. Secondo me, anche solo per questi due personaggi, vale la pena di leggere questo meraviglioso libro. 

Ann è una donna adultera, confinata alla locanda dal marito, affinché "guarisca" da questa "malattia" (l'amore per un altro uomo). E lei guarisce veramente dalla sua malattia... in questo posto "dove prendi commiato da te stesso, quello che sei ti scivola addosso, a poco a poco. E te lo lasci dietro, passo dopo passo, su questa riva che non conosce tempo e vive un solo giorno, sempre quello. Il presente sparisce e tu diventi memoria".
E, nel prendere commiato dal suo amato amore "di mille anni fa" André, Ann gli scrive una lettera, a mio parere, bellissima. 


Caro Andrè, 
mio amato amore di mille anni fa, la bambina che ti ha dato questa lettera si chiama Dira. Le ho detto di fartela leggere, appena arrivato alla locanda, prima di lasciarti salire da me. Fino all'ultima riga. Non cercare di mentirle. Con quella bambina non si può mentire. 
Siediti, allora. E ascoltami. 
Non so come hai fatto a trovarmi. Questo è un posto che quasi non esiste. E se chiedi della locanda Almayer, la gente ti guarda sorpresa, e non sa. Se mio marito cercava un angolo di mondo irraggiungibile, per la mia guarigione, l'ha trovato. Dio sa come hai fatto a trovarlo anche tu. 
Ho ricevuto le tue lettere, e non è stato facile leggerle. Si riaprono con dolore le ferite del ricordo. Se io avessi continuato, qui, a desiderarti e ad aspettarti, quelle lettere sarebbero state abbagliante felicità. Ma questo è un posto strano. La realtà sfuma e tutto diventa memoria. Perfino tu, a poco a poco, hai cessato di essere un desiderio e sei diventato un ricordo. Mi sono arrivate le tue lettere come messaggi sopravvissuti a un mondo che non esiste più. 
Io ti ho amato, Andrè, e non saprei immaginare come si possa amare di più. Avevo una vita, che mi rendeva felice, e ho lasciato che andasse in pezzi pur di stare con te. Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce a immaginarsi il desiderio. Ma non ho cercato di fermarmi, né di fermarti. Sapevo che lo avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. E' scoppiata tutto d'un colpo. C'erano cocci ovunque, e tagliavano come lame. 
Poi sono arrivata qui. E questo non è facile da spiegare. Mio marito pensava fosse un posto dove guarire. Ma guarire è una parola troppo piccola per ciò che succede qui. E' semplice. Questo è un posto dove prendi commiato da te stesso. Quello che sei ti scivola addosso, a poco a poco. E te lo lasci dietro, passo dopo passo, su questa riva che non conosce tempo e vive un solo giorno, sempre quello. Il presente sparisce e tu diventi memoria. Sgusci via da tutto, paure, sentimenti, desideri: li custodisci, come abiti smessi, nell'armadio di una sconosciuta saggezza, e di un'insperata pace. Riesci a capirmi? Riesci a capire come tutto questo sia bello? 
Credimi, non è un modo, solo più lieve, di morire. Non mi sono mai sentita più viva di adesso. Ma è diverso. Quel che io sono, è ormai successo: e qui, e ora, vive in me come un passo in un'orma, come un suono in un'eco, e come un enigma nella sua risposta. Non muore, questo no. Scivola dall'altra parte della vita. Con una leggerezza che sembra una danza. 
E' un modo di perdere tutto, per tutto trovare. 
Se riesci a capire tutto questo, mi crederai quando ti dico che mi è impossibile pensare al futuro. Il futuro è un'idea che si è staccata da me. Non è importante. Non significa più nulla. Non ho più occhi per vederlo. Ne parli così spesso, nelle tue lettere. Io faccio fatica a ricordarmi cosa vuol dire. Futuro. Il mio, è già tutto qui, e adesso. Il mio sarà la quiete di un tempo immobile, che collezionerà istanti da posare uno sull'altro, come se fossero uno solo. Da qui alla mia morte, ci sarà quell'istante, e basta. 
Io non ti seguirò, Andrè. Non mi ricostruirò nessuna vita, perché ho appena imparato ad essere la dimora di quella che è stata la mia. E mi piace. Non voglio altro. Le capisco, le tue isole lontane, e capisco i tuoi sogni, i tuoi progetti. Ma non esiste più una strada che mi potrebbe portare laggiù. E non potrai inventarla tu, per me, su una terra che non c'è. Perdonami, mio amato amore, ma non sarà mio, il tuo futuro. 
C'è un uomo, in questa locanda, che ha un buffo nome e che studia dove finisce il mare. In questi giorni, mentre ti aspettavo, gli ho raccontato di noi e di come avessi paura del tuo arrivo e insieme voglia che tu arrivassi. E' un uomo buono e paziente. Mi stava ad ascoltare. E un giorno mi ha detto: "Scrivetegli". Lui dice che scrivere a qualcuno è l'unico modo di aspettarlo senza farsi del male. E io ti ho scritto. Tutto quello che ho dentro di me l'ho messo in questa lettera. Lui dice, l'uomo col nome buffo, che tu capirai. Dice che la leggerai, poi uscirai sulla spiaggia e camminando sulla riva del mare ripenserai a tutto, e capirai. Durerà un'ora o un giorno, non importa. Ma alla fine tornerai alla locanda. Lui dice che salirai le scale, aprirai la mia porta e senza dirmi nulla mi prenderai tra le braccia e mi bacerai. 
Lo so che sembra sciocco. Ma mi piacerebbe succedesse davvero. E' un bel modo di perdersi, perdersi uno nelle braccia dell'altra. 
Niente potrà rubarmi il ricordo di quando, con tutta me stessa, ero la 
Tua Ann 


Bartleboom ha 38 anni e non ha ancora trovato la persona con cui condividere la propria vita, ma ogni giorno fiducioso scrive una lettera... a chi, se non a lei?
Bartleboom è sicuro che lei è da qualche parte e che si incontreranno e, quando la troverà, "la donna che DA SEMPRE è la SUA donna", capovolgerà su di lei la scatola di mogano piena di lettere, piena degli istanti che, senza conoscerla, le aveva già regalato ... e lei lo guarderà dicendo "sei matto" e, per sempre, lo amerà.


Ha 38 anni Bartleboom, lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna. Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare le cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno ormai da anni, prende la penna in mano e le scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi se non a lei?
Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle in grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle: "ti aspettavo!"
Lei aprirà la scatola e lentamente quando vorrà leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu, si prenderà gli anni, i giorni gli istanti, che quell'uomo prima ancora di conoscerla le aveva regalato.
O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell'uomo: "tu sei matto!"... e per sempre lo amerà!