mercoledì 26 giugno 2013

Com'è che la gente non può astenersi dal giudicare?!

Sicuramente l'ho già scritto altre volte.
Tra le cose che non sopporto ci sono sicuramente i giudizi dati su persone e cose che non si conoscono e, più in generale, i giudizi e le critiche gratuite (anche su cose e persone che si conoscono... perché non siamo tutti uguali).
Ma tu che ti ergi a giudice degli altri e delle situazioni, cosa sai delle cose che giudichi così aspramente?
Ieri ho pubblicato una segnalazione su una pagina facebook di animali smarriti. La mia segnalazione riguarda un cane che vaga in una certa zona qua intorno e ho messo pure una foto, che l'altro giorno ero riuscita a scattare.
Mi hanno stupito due commenti... uno che citava più o meno soltanto "la foto è in bianco e nero e si vede male" (come se la foto partecipasse a un concorso per le migliori foto del mondo... oltretutto era a colori e si vedeva bene)... dentro di me ho pensato solo "Mah! cosa c'entra con il fine della pagina che è quello di segnalare animali che possono essersi smarriti?".
Il secondo anche meglio... "invece di fotografarlo perché non lo hai preso... cazzooooooooo"... ca@@o qua lo dico io... questo commento mi ha fatto imbestialire!! Ma che ne sa questa tipa di me e del perché non ho preso quel cane?! 
A parte che se prendessi un altro cane (cosa che vorrei molto perché vorrei dare un compagnetto di giochi a Pillo) mi troverei fuori da casa in due minuti (non tutti coloro che abitano in questa casa condividono il mio pensiero purtroppo)... a parte che era un cane gigante e Pillo è un microbo che viene aggredito dai cani maschi e già una volta ha rischiato di rimetterci le penne... a parte che quando ho tentato una volta di avvicinare uno di questi randagi, questi non è stato molto felice e ha iniziato ad abbaiarmi contro con un'aria molto poco amichevole (e meno male che ero ancora dentro la macchina)... dico, a parte tutto questo, ma che ne sai tu di me? che ne sai se ho lo spazio, la voglia, il tempo, la salute, i soldi?
Bah... e meno male che segnalare un cane smarrito è comunque un atto di solidarietà in fin dei conti...!



domenica 23 giugno 2013

Quanta cattiveria in questo mondo


Qualche giorno fa è morto James Gandolfini, aveva 51 anni.
Mi è dispiaciuto molto.
Non lo conoscevo personalmente (!) e nemmeno posso dire di essere una sua fan.
Non ho mai visto "I Sopranos", ma nell'unico film che ho visto tra quelli in cui ha recitato ("Welcome to the Rileys"), mi è piaciuto molto. Ho letto e sentito poche cose su di lui e quelle poche erano tutte positive.
E, in ogni caso, anche ammettendo che un attore possa fare antipatia, mi chiedo quale cattiveria e meschinità ci vuole, di fronte alla morte di uno che non penso si sia macchiato di crimine alcuno, per dire qualcosa del tipo "Addio, non ci mancherai affatto", cosa che ho letto poco fa su un blog.
Sono sempre più perplessa di fronte alla cattiveria gratuita della gente.

venerdì 21 giugno 2013

Gelosia canina...

Questa è una delle cose che piace di più a Pillo... dormire addosso o appoggiato a me, sul divano.

Sera. Sul divano vicino a me il marito, dall'altra parte il bracciolo.
Il marito chiama il cane, che di solito viene a coricarsi, la sera, senza bisogno di essere chiamato.
Pillo si avvicina, guarda il marito e poi se ne va; lo ripete più volte.
Il marito: "Secondo me è geloso"
Io: "Ma no, ma che dici!" 
Il marito si alza e si allontana. 
Nemmeno dieci secondi dopo, Pillo salta sul divano accanto a me, mettendosi disteso per lungo, in modo che mio marito si può sedere solo dal lato opposto del divano, ben lontano da me.
Il cane è geloso.

lunedì 17 giugno 2013

Annie Wilkies e i fan numero uno.

Chi ha letto Misery (libro di Stephen King), sa che Annie Wilkies, interpretata in maniera assolutamente meravigliosa da Kathy Bates nel film tratto dal libro, era la fan numero uno dello scrittore Paul Sheldon.
Chi ha letto il libro sa anche cosa fa questa simpatica fan a Paul Sheldon.


I fan numero uno mi fanno paura. 
Sono quelli che pensano di avere qualche diritto sui loro idoli. Il diritto di consigliarli su chi dovrebbero frequentare o su come dovrebbero vestire o quali film dovrebbero scegliere.
Poi ci sono quelli che rasentano il fanatismo e l'insanità mentale. Quelli che non si limitano a consigliare, ma che intimano. Oggi poi, con internet e twitter, raggiungi tutti. Su twitter il fanatico può insultare il suo idolo, intimargli che dovrebbe lasciare la sua ragazza o che non doveva scegliere quell'outfit o quel film. 
Può seguire gli account degli amici del tuo idolo e, attraverso quello che questi postano, cercare di indovinare cosa fa il tuo idolo, dove si trova e con chi. E perché.
E poi si mette a insultare pure gli amici.
Il fan fanatico è davvero spaventoso.
Quando ho iniziato a seguire Lost, ricordo di aver letto molti messaggi di "fan" inviati a Matthew Fox (Jack), che gli dicevano quanto era brutta sua moglie e che avrebbe dovuto mettersi insieme a Evangeline Lilly (Kate). Se si cerca in rete, non è difficile imbattersi in messaggi diretti a Rob Pattinson, che denigrano la sua ragazza Kristen Stewart o, tempo fa, in messaggi di odio per Angelina Jolie che aveva sedotto Brad Pitt, portandolo via a Jennifer Aniston.
Il fan fanatico vive la vita del suo idolo o dei film che interpreta... e già qua c'è un problema grave, inoltre vive la parte di vita che vede o che legge sui giornali scandalistici, che ne azzeccano una su cento, il resto è invenzione pura.
Il fan fanatico, quindi, ha qualche problemino di suo (tipo Annie Wilkies) e mi fa temere che possa arrivare a un gesto estremo. 
E, a ricordarmelo, nel 1980, John Lennon è stato ammazzato da un suo fan. 
Ecco... esattamente, tu ammazzi il tuo idolo... perché?!
Perché pensi che il suo essere un personaggio pubblico possa arrogare a te il diritto di decidere della sua vita. Allucinante.




giovedì 6 giugno 2013

Il giardino delle spezie segrete

Ho letto un libro che si chiama "Il giardino delle spezie segrete".
Premetto che mi è piaciuto molto, ma devo fare un appunto al titolo e a quanto scritto nella quarta di copertina.
Il titolo originale è "The Apothecary's Daughter" (La figlia del farmacista) e non c'è ombra di dubbio che sia più veritiero, oltre che più calzante di quello "tradotto" in italiano (più che tradotto, stravolto). Infatti, è vero che c'è un giardino nella storia e ci sono anche delle spezie, ma sono tutt'altro che segrete... è solo che la parola "segrete" acchiappa (anche me) e quindi hanno pensato bene di metterla nel titolo.
Inoltre, nella quarta di copertina si parla di un terribile segreto... anche qui, di terribile quel segreto non ha proprio nulla e nemmeno tanto segreto è, in quanto facile da intuire, ma hanno scelto di mettere queste parole che acchiappano lettori (anche me, di nuovo).

Great fire of London - 1666

Great plague of London - 1665-1666

A parte queste piccolezze (per modo di dire), volte a fuorviare chi non conosce il libro e acchiappare lettori che magari volevano una sorta di thriller misterioso... dato che a me piacciono sicuramente i thriller misteriosi, ma altrettanto mi piacciono le storie d'amore ambientate a Londra nel periodo della peste, io ne sono rimasta completamente affascinata.
Innanzitutto, è scritto in maniera scorrevole e mi ha completamente trascinato dentro la storia, tanto che mi sono vista scorrere in testa le immagini scena per scena, come se stessi guardando un film e questa è una cosa che mi è piaciuta molto. 
In particolare, mi sono immaginata, fin dalle prime pagine, alcuni personaggi con dei volti specifici, cosa che non mi capita spesso leggendo un libro, a meno che, ovviamente, non esista il film.


Lei, Susannah, la figlia del farmacista, ha avuto tutto il tempo la faccia di Mia Wasikowska (nei panni di Jane Eyre). In questa foto con Michael Fassbender sul set del suddetto film,



Quello che diventerà uno dei protagonisti della storia (il dottor William Ambrose), fin da pagina 1, ha avuto la faccia e la figura intera del Dr. House o, meglio, del signor Palmer di "Ragione e sentimento" (che sempre Hugh Laurie è!).



A Henry Sauvage ho dato la faccia del fratello di Kate in "Kate & Leopold"... non chiedetemi perché.


Un'altra cosa che mi è piaciuta molto è il contesto storico, reale, Londra intorno al 1665, con la peste (great plague) e il grande incendio (great fire) che la distrusse quasi completamente. 
In mezzo a questo contesto un po' inquietante, la storia di Susannah, abile speziale, che, da un giorno all'altro, si vede costretta ad abbandonare la casa del padre e la sua farmacia e a trovarsi una sistemazione diversa.
Il suo destino si intreccia con quello di Henry Sauvage, avvenente mercante, William Ambrose, scorbutico dottore e la loro zia Agnese, altrettanto scorbutica anziana signora.
Non ci sono misteri, come promettono il titolo e la sinossi, ma c'è una bella storia.

mercoledì 5 giugno 2013

Under the dome




Questa preview mi intriga più del libro, di cui ho parlato qui.
E' una mini serie tratta dal libro The Dome di S. King ... quel tomo che in molti hanno mollato a metà, che io ci ho messo due anni a decidermi di leggere e che, una notte, mi è pure cascato sul naso quando mi sono addormentata leggendo a letto (e non è stato piacevole).
Sono un pochino scettica per il fatto che ne hanno fatto una serie, per quanto mini... ma credo che lo guarderò.