giovedì 31 ottobre 2013

La strada che non andava in nessun posto (2)



Ieri sono andata per lavoro in un posto un po' fuori mano, la foto sopra è indicativa della strada che percorro ogni volta... un centinaio di km in mezzo al nulla all'andata e altrettanti al ritorno, per un totale di 4 ore di macchina circa ogni volta che vado.
Ieri, ad un certo punto... una deviazione. Io odio le deviazioni.
Ovviamente, senza alcuna indicazione su come proseguire per raggiungere la meta.
D'altra parte qui i cartelli, a parte fare schifo qualitativamente quindi spesso illeggibili, sono solitamente anche messi un po' a cavolo, in posti poco utili, in svincoli non illuminati e con indicazioni ambigue... ad esempio, se è buio pesto e riuscite a vedere (giusto perché i fari della macchina sono ottimi) che il cartello con scritto il nome della città vostra meta indica che dovete andare a destra e un cartello con una scritta anonima "tangenziale" indica a sinistra... voi dove girate? NOOOOOO, non dovete andare a destra perché finite in posti assurdi, tipo quelli dove si girano i film dell'orrore!!! No, dovete leggere nel pensiero di chi ha deciso la scritta sul cartello e capire che per andare alla vostra meta, dovete girare a sinistra...
Una del luogo magari lo capisce che tangenziale è riferito alla tangenziale giusta, ma, mettendomi nei panni di uno che non è di qui, lo trovo di difficile interpretazione.
Comunque, dicevo che, a un certo punto, c'era una deviazione, senza indicazioni successive.
La mia salvezza è stata il navigatore satellitare ricevuto in regalo (di cui ho parlato anche quella volta che mi sono persa di brutto!!), che ogni tanto mi fa andare a imbucare in strade impossibili, ma che questa volta mi ha ben guidato in mezzo alle campagne desolate delle piana di CT per oltre 10 km, in stradine strettissime a doppio senso di marcia, in cui non mi sarei mai infilata di mia spontanea volontà perché ricordano molto quella che mi ha ispirato il racconto dell'orrore postato qui.

giovedì 24 ottobre 2013

Al parco con Pillo



Una delle cose importanti per il cane è socializzare con i suoi simili.
Noi non sappiamo che faceva Pillo, prima di quel giorno di febbraio in cui mi è volato tra le braccia ed è passato dal mangiare la spazzatura al dormire sul divano. Non sappiamo se aveva amici cani oppure no.
In base a ciò che ci hanno detto degli esperti, osservando le modalità che Pillo usa per relazionarsi con i suoi simili, probabilmente non ha mai socializzato nel modo giusto.
Fino a un paio di mesi fa non sapevamo nulla di educazione cinofila, fino a quando abbiamo conosciuto alcuni educatori che ci sono piaciuti molto e, da allora, stiamo frequentando un gruppo. E stiamo cercando di saperne di più, di capire di più, in modo da relazionarci anche noi nel modo giusto con lui.
Comunque... una delle cose che ci ripetono sempre è proprio la necessità che un cane socializzi con i suoi simili, cosa che mi sembra molto poco nota ai più, peraltro... Ma su questo non mi soffermo adesso.
Dicevo... per la socializzazione canina, esistono dei luoghi appositi che si chiamano aree di sgambamento.
Inutile dire che nei dintorni sono ben poche. Per chi abita nei dintorni, so che ce n'è una al Parco Gioeni e una ad Aci Bonaccorsi ma quest'ultima è aperta solo ai residenti.
Per quello che riguarda noi, inoltre, dato che Pillo è un microbo e che viene aggredito da quasi tutti i cani che incontriamo quando andiamo a fare le passeggiate, anche le poche aree che ci sono, non le vediamo come luoghi sicuri.
L'unico luogo sicuro che conosco, perché gestito da qualcuno di cui mi fido e in cui so che l'accesso è controllato e che i cani sono tutti "bravi", si trova un po' fuori mano e ci sono andata l'altro giorno.
Quando siamo arrivati, dopo esserci persi (finendo addirittura in un comune diverso!), come ogni volta che io vado da qualche parte per la prima volta, c'erano 7-8 cani, tutti di taglia variabile da grande a gigante... di quelli che Pillo ci passa sotto e che potrebbero fargli molto male anche solo con una zampata o calpestandolo. 
Ma c'erano due cani che conoscono già Pillo e che, in diversi momenti, lo hanno difeso dagli altri giganti che lo stavano infastidendo. 
Due fratelli maggiori davvero speciali!
 E' bello vedere che ci sono cani che intervengono a placare gli animi e a "mettere al loro posto" quelli che "si comportano male". 

lunedì 21 ottobre 2013

Cane e dintorni (1)



Da quando c'è Pillo nella mia vita, sto leggendo moltissimo sui cani e sulla loro educazione... non quella di mettergli il muso nella pipì quando trovi il lago a casa, ma quella - essenzialmente - del premiare i comportamenti giusti e ignorare quelli sbagliati.
Una cosa che noto, leggendo e ascoltando alcuni discorsi, è che alcune persone pensano che i cani capiscano le parole, come gli umani, e quindi pensano che i cani sono stupidi se fanno/non fanno qualcosa che loro hanno ordinato di fare /non fare... del tipo "Amorino, non devi saltare sopra il tavolo mentre mangiamo" (magari detto con un tono da picci picci! che poi non ho nulla contro i toni amorevoli nei confronti del cane, io sono la prima che li uso, ma quando un cane si rimprovera, lo si rimprovera principalmente con il tono). A questo proposito, la prima cosa che ho imparato è che i cani le parole non le capiscono, ma capiscono il tono e capiscono i premi che ricevono se fanno una determinata azione. E infatti non è necessario spiegare a un cane il perché e il percome, basta un "Ooooh!!!" e lui capisce.
Un'altra cosa che ho imparato è che punire i comportamenti sbagliati ha senso solo se lo fai nel momento in cui il cane mette in atto il comportamento... se sta sbranando il cuscino di piume d'oca e lo cogli sul fatto, rimproverarlo è ok... ma se trovi le piume sparse per tutta la casa, dopo che il cane è stato 8 ore solo in casa e magari sta dormendo in quel momento, se lo rimproveri, lui non ne capirà proprio il perché, quindi è inutile.
Un'altra cosa che ho imparato è che il cane trova appetibile la cacca, la sua, quella di altri animali e quella umana. E che non muore se mangia cacca, anche se forse è meglio evitare. Leggete qui se siete interessati all'argomento.
Altra cosa che ho imparato: il cane deve socializzare... con i suoi simili e con le persone. Prendere un cane per tenerlo relegato in campagna oppure su un balcone o, orrore, in un garage, senza contatti se non quello del portargli il cibo, non ha senso... per me è anche un comportamento disumano, ma questa sono io che amo i cani e penso che meritino molto più affetto di quello che, in genere, si meriterebbero le persone.

Penso che scriverò altro sull'argomento... via via che imparo.

martedì 15 ottobre 2013

Non solo mostri sotto il letto...


Non ditemi che a voi non succede! :)
Io la paura del mostro sotto il letto l'ho sempre avuta e ormai non penso passerà, dato che ho 40 anni suonati. Ammetto che me ne vergogno meno da quando lessi questa citazione di Stephen King 
L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia. 
(da A volte ritornano)
E da quando ho scoperto che pare sia una paura comune.
Comunque, una volta mi trovavo a dormire a casa di un'amica che evidentemente non condivideva la mia paura dei mostri e la mania di tenere la luce accesa di notte... anche un lumino, ma non il buio pesto per favore!
Invece l'amica amava il buio pesto, di quello che apri gli occhi e non vedi nulla e senti il buio denso che ti avvolge tra le sue spire... 
Non ebbi il coraggio di dire nulla e venne il momento di spegnere la luce.
Dimenticavo, ho anche un'altra "mania"... quella che la porta della camera in cui dormo deve stare chiusa e che dal letto devo poter guardare la porta... fortunatamente, il letto era messo dal lato giusto, ma la porta venne lasciata aperta. Era estate e faceva un caldo boia.
La ricordo ancora a distanza di tantissimi anni come una delle notti più insonni e agitate della mia vita... mi coprii fino agli occhi, morendo di caldo, per sfuggire al mostro sotto il letto e passai la maggior parte della notte con gli occhi sbarrati nel buio rivolti verso la porta aperta, cercando di vedere anche un barlume di luce, che non vidi.

lunedì 14 ottobre 2013

I cestini... questi sconosciuti

In un'area della provincia fuori dal paese, c'è questo gran viale carino alberato, dove la gente abitualmente va a correre e/o ci porta i cani a passeggio, qualcuno ci va con i bambini in bici. 
Io non sarò mai una di quelle che getta i rifiuti per terra, ma - pur non condividendo nella maniera più assoluta - capisco perché per terra ci sono fazzoletti, cacca di cane e altra spazzatura di vario genere: non è presente UN solo cestino dove buttare i rifiuti (per non parlare dei cassonetti che praticamente non esistono più).

Noi eravamo con Pillo e lui, come tutti i cani del mondo, quando va in giro, fa la cacca. Io mi sono premurata di raccoglierla e poi mi sono guardata intorno alla ricerca di un cestino.
Oltre ad essermi guardata intorno, abbiamo percorso una certa distanza anche a piedi senza alcun risultato, per poi metterci in macchina con il sacchettino puzzolente e andare a buttare la cacca a circa 20 km da lì, dove abbiamo trovato il primo cestino.
Capisco stessimo parlando di una zona deserta, ma è una zona molto frequentata a un paio di km dal paese... non sarebbe buona norma dotarla di cestini per i rifiuti?

venerdì 11 ottobre 2013

Discorsi surreali

L'altro giorno, a un pranzo di lavoro, dopo aver dichiarato che non mangio carne essenzialmente perché gli animali mi fanno pena, ho avuto una discussione con ben tre persone che sostenevano che ammazzare le mucche per mangiarle è equivalente ad "ammazzare" la rucola per mangiarla. E che anche le piante sono vive e che ne sappiamo noi se soffrono dolore quando le recidiamo.
Mi ricorda una scena di Notting Hill, il film con Hugh Grant e Julia Roberts. Nella scena, a cena, una tipa un po' strampalata che si dichiara fruttariana, guarda delle carote nel piatto e con gli occhi lucidi dice "Sì, sono state assassinate!".
Di seguito, il dialogo, in lingua originale tra la tipa (T) e Hugh Grant (HG).
HG: What is a fruitarian exactly?
T: Well, we believe that fruits and vegetables have feelings, so we think cooking is cruel. We only eat things that have actually fallen from the tree or bush. That are, in fact, dead already.
HG: Oh, right.
T: Right. 
HG: So, these carrots...
T: Have been murdered, yes.
HG: Murdered? Gosh, poor old carrots. That's beastly.


E' un dato di fatto che molta gente non ha nessun tipo di empatia per gli animali e che li vede come bistecche, patè, prosciutti e altro... ma paragonare la sofferenza di un mammifero (allevato per fare da cibo agli umani e  poi ammazzato senza pietà) a quella di una pianta mi sembra un discorso un po' folle.
Ditemi che non sono l'unica.

mercoledì 9 ottobre 2013

Welcome to... Marvellous Hotel!



Dal sito Midnight Corner di Narratore, ideatore del concorso

Come resistere a un concorso simile?
E' dai tempi dell'Overlook Hotel, o ancor prima dal Bates Motel, che gli alberghi mi scatenano paure irrazionali, come magari avete notato qui. Adesso, ad una di queste paure, è giunta l'ora di dar voce.
Il concorso non prevede necessariamente una storia horror, ma a me, pensando agli alberghi, mi vengono in mente solo storie horror! Saranno forse le gemelle di Shining che mi hanno un po' influenzato o la scena della doccia in Psycho?! 
Eh, boh... comunque, la mia storia io l'ho già mandata.

Per i dettagli cliccare sul brano tratto dal sito, all'inizio del post.

for ever and ever and ever...


Il dilemma dell'assicurazione scaduta

Quando scade l'assicurazione, si è coperti, in caso di incidenti, per un periodo di 15 giorni. Questa cosa permane, nonostante sia stato recentemente escluso il rinnovo tacito dei contratti assicurativi, a meno che non si sia fatta disdetta del contratto con l'assicurazione.
Fino a qualche tempo fa, c'era anche una cosa che non era nota a tutti e che era quella che, in quei 15 giorni, sebbene coperto in caso di incidenti, potevi comunque essere multato per esposizione del contrassegno scaduto.
Pare che questa cosa non vi sia più, infatti, il 14/2/2013 è uscita una circolare del Ministero dell'Interno che, tra le altre cose, cita
"Alla luce di quanto esposto, si ritiene non più sanzionabile ai sensi degli articoli 180 e 181 del C.d.S. la circolazione del veicolo con il certificato e il contrassegno assicurativo scaduti, atteso che, la garanzia assicurativa prestata con il precedente contratto è estesa in ogni caso, non oltre il quindicesimo giorno dalla data di scadenza dello stesso".

martedì 8 ottobre 2013

Le notti di Salem

Casa Marsten.
Mentre leggevo il romanzo, ammetto di essermela anche sognata.
Le notti di Salem (Salem's Lot) è un libro che sostava da ben 4 anni sul mio comodino. 
Avevo tentato di leggerlo un paio di volte e lo avevo abbandonato... con rammarico, come tutte quelle volte che mollo un libro dopo poche pagine. Strano per me mollare un libro di Stephen King, dato che è uno degli scrittori che mi coinvolge di più in assoluto, ma era già successo con The Dome (che poi ho ripreso e letto d'un fiato anni dopo) e con Cell (che invece non riesco proprio a leggere, nonostante ci abbia provato varie volte).
Invece, qualche settimana fa, l'ho ripreso e, come accade solitamente con Stephen King, sono rimasta incollata alle pagine e l'ho divorato.

La storia parla di vampiri, quelli classici, quelli che gli devi piantare il paletto nel cuore, che non sopportano le croci, che ti chiedono di entrare e che ti ammaliano con lo sguardo... un genere che di solito non è il mio preferito. Ma il modo che ha Stephen King di raccontare è speciale ed è riuscito a farmi appassionare alla storia. 

Un uomo torna a Salem per scrivere un romanzo su Casa Marsten, una villa abbandonata nella quale, anni prima, ha vissuto un'esperienza terrificante e che, adesso, che è abitata da un tetro uomo d'affari e dal suo invisibile socio, è il fulcro dei terribili accadimenti. Mentre gli abitanti del paese si trasformano in vampiri uno dopo l'altro, come un'epidemia, l'uomo, Ben, intreccia relazioni varie con alcuni abitanti del paese e, insieme a loro, tenta di sconfiggerli.

Il romanzo è uno dei primi di Stephen King (del 1975) e pare sia uno dei suoi preferiti. Il titolo che l'autore avrebbe voluto dargli era "Second coming" (seconda venuta), ma pare che sua moglie (la sua fedele lettrice, come lui la definisce in "On writing") lo abbia sconsigliato dicendogli che sembrava il titolo di un manuale di sessuologia o qualcosa del genere.

lunedì 7 ottobre 2013

Aspettando Doctor Sleep



L'altro giorno sono entrata in libreria tutta pimpante, pensando che ne sarei uscita con il mio nuovo libro tra le mani. Ma non è andata così. Infatti, non avevo pensato che Doctor Sleep in Italia non è ancora uscito.
E va beh... pazienza. Aspetterò!
Proprio oggi ho letto un'intervista a Danny Lloyd, il Danny del film, che non ha mai più recitato e adesso fa l'insegnante di biologia. 


Mi sembrerebbe molto carino se, nel caso di una trasposizione cinematografica, glielo facessero interpretare di nuovo. Ma non so se andrà così. 



Senza titolo


Questa è una foto che ha scattato Marco lo scorso inverno sull'Etna. Se ci cliccate sopra, diventa... gigante! Non ricordo se l'avevo già postata, ma, in ogni caso, è bella... :)

Carina questa. Presa dal tumblr di qualcuno.
Decisamente mi si confà.



Usiamole le emoticon!



Negli ultimi anni ho scritto molto su diversi forum, in italiano e in inglese, su tematiche perlopiù Twilight centriche o Lost centriche. Poi uso molto la comunicazione scritta via email o sms e ho un blog, anzi, in effetti due, ma l'altro non lo aggiorno da un po'.
Quindi, so che importanza hanno le parole scelte nella comunicazione e l'uso delle emoticon, le faccine, se servono a chiarire uno stato d'animo.
Eccezion fatta che qua sul blog, le uso moltissimo.
A volte, mi sembra che le persone non si rendono conto che scrivere non è come parlare.
Quando parli certamente son importanti le parole che scegli di usare, ma altrettanto importante - se non di più - è il tono della voce che usi... cosa che nella comunicazione scritta non esiste.
A volte è difficile capire se uno è ironico oppure serio.
Le emoticon servono proprio a evitare o minimizzare fraintendimenti, che, nei forum ad esempio, sono all'ordine del giorno. Quindi, almeno nei forum, usiamole!

domenica 6 ottobre 2013

Di come il robot aspirapolvere ha deluso le mie più rosee aspettative

La tomba di F. Scott Fitzgerald e di sua moglie Zelda.
Accompagnati per l'eternità da una delle frasi più belle del libro di F.S.F. "Il Grande Gatsby".
So we beat on. Boats against the current. Borne back ceaselessly into the past.
Grazie a Daniela di Inchiostro Bianco.
Ho messo questa immagine all'inizio di questo post senza una ragione particolare, solo perché mi piace. Oltretutto quella frase è una delle mie frasi preferite tratte dai libri.

Oggi vorrei parlare di come il robot aspirapolvere ha deluso le mie più rosee aspettative.
Qualche mese fa mi sono fatta tentare da un robot aspirapolvere della Samsung, che, oltre a promettere pulizie eccellenti rimanendo comodamente seduti in poltrona, prometteva anche l'invio di un tablet spacciato dal valore di € 250.
Intanto, il tablet non mi è ancora arrivato e sono passati oltre 4 mesi e il valore non è certamente più quello e forse proprio quello non è mai stato. Ma di questo non mi importa molto, non credo che avrei acquistato un tablet in questo momento, quindi, o vale 300 o 100 euro per me è la stessa cosa, ma... arrivasse!
La cosa grave, invece, è che le prestazioni promesse non corrispondono con quelle effettive. 
La mia richiesta esplicita e specifica, fondamentale nella scelta, fu una cosa del tipo "Vorrei una cosa che toglie i peli del cane" e mi risposero che questo robot faceva certamente al caso mio.
Allora, per quello che ho constatato con mano... come aspirabriciole è eccellente e vuoi mettere aspirare le briciole solo pigiando un bottone su un telecomando e startene tranquillo a cazzeggiare sul blog?! Meraviglia!
Solo che, mentre cazzeggio sul blog,  a me serviva e serve ancora un aggeggio che tolga i peli del cane, non che li sposti per tutto il pavimento senza aspirarli! Perché è questo che l'aggeggio in questione fa: sposta peli e polvere, trascinandoli da una parte all'altra della stanza. Per il resto è eccellente: non si butta dalle scale, copre tutta la superficie della stanza, si va a ricaricare da solo e tutte le altre belle cose che vengono pubblicizzate. Certo, è un po' una rottura se avete dei mobili tipo i miei che non sono né abbastanza bassi né sufficientemente alti, per cui il robot spesso ci si incastra... ma questo non è colpa sua.
Lievemente migliori sono le prestazioni se lo usi con il contenitore della polvere appena svuotato e con la funzione turbo inserita, ma certamente non è un acquisto che rifarei o che consiglierei.

Pillo al mare.