domenica 24 novembre 2013

Madre Natura


Quando la Natura ti ricorda senza mezzi termini, ma, per ora almeno, in maniera ancora dolce, che la più forte è lei. 
All'eruzione dell'Etna del 23/11/13, si è accompagnata una pioggia di pietre anche di modeste dimensioni (fino a circa 4-5 cm di diametro) durata circa mezz'ora e io mi trovavo fuori, in macchina, proprio in una delle località maggiormente interessate dal fenomeno. 
E' iniziata come semplice pioggia di cenere, cosa cui noi che viviamo alle pendici del vulcano siamo abituati e poi è diventato qualcosa che non avevo mai visto e che mi ha fatto venire in mente che in un secondo potremmo non esserci più... tipo Pompei o chessò io.
Vedere sassi che cadono dal cielo sul parabrezza della tua macchina, vederli rimbalzare e sentirne il rumore scrosciante è una delle cose meno piacevoli che possano capitare guidando. Mentre la strada si trasforma in un fiume nero di pietre che rendono il percorso difficile e pericoloso. E tu speri che non cada un sasso tale da sfondare la lamiera della macchina o il vetro del parabrezza, almeno mentre tu sei lì dentro.




mercoledì 20 novembre 2013

La toxoplasmosi e gli animali domestici: quando la TV fa disinformazione

Ho letto questo articolo e sono rimasta basita.
Sì, perché ci mancava solo un sedicente medico in tv a raccontare che bisogna sbarazzarsi degli animali domestici se si è in attesa di un figlio o, addirittura, se si programma di averne uno, perché i cani e i gatti trasmettono la toxoplasmosi. E la sua frase conclusiva sullo sbarazzarsi degli animali per essere una mamma responsabile è stata pure condita dall'applauso del pubblico in sala. Mah.


A che serve la lotta al randagismo se poi consentono ai ciarlatani di dire certe stupidaggini che, sono sicura, ben pochi si prenderanno la briga di verificare?! Già mi immagino l'italiano medio ad abbandonare gli animali appena lei resta incinta o appena pensano di fare un figlio, perché lo ha detto il dottore in tv.
Io non ero molto informata sulla toxoplasmosi, fino a stamattina, ma un'affermazione del genere mi ha sbalordito per la sua estrema superficialità e incuriosito oltre misura. Quindi adesso so molte cose sulla toxoplasmosi e sulle modalità di trasmissione. 
So che i cani non hanno nessuna possibilità di trasmetterla. 
E che i gatti la possono trasmettere, ma, per trasmetterla devono essere ammalati e per ammalarsi, devono mangiare animali infetti o la loro cacca e un gatto che vive in appartamento, di solito, mangia croccantini. Ma tralasciamo questo particolare e pensiamo che il nostro gatto abbia la malattia... la trasmissione avviene se te lo mangi (possibilmente crudo) o tramite le oocisti del protozoo responsabile della malattia, espulse con le feci... quindi, alla fine, il micio ti trasmette la toxo giusto se ti mangi la sua cacca nel periodo in cui lui, malato, espelle le oocisti (qualche giorno).
Quella trasmissione, alla fine, poteva fare informazione, dicendo quali sono realmente le modalità di prevenzione della toxoplasmosi, che sono essenzialmente non mangiare carne cruda, non mangiare verdura non lavata e osservare le norme igieniche basilari... e che è più facile contrarre la malattia con l'alimentazione piuttosto che tramite il gatto e invece la televisione ha fatto DISINFORMAZIONE. 
E, se questo mio post raggiunge anche solo uno di quelli che ha visto e dato credito a quelle castronerie, ne sono contenta. Io non sono medico e parlo solo perché ho letto e mi sono informata, ma, prima di abbandonare i vostri animali, almeno ponetevi il dubbio e consultate un dottore... e possibilmente uno non troppo anziano oppure uno che si aggiorni.

Per approfondimenti quiqui, qui, qui e un'altra miriade di siti che vengono fuori dai motori di ricerca.


martedì 12 novembre 2013

Compagni di scuola

Sopra, la telefonata alla moglie 
(da "Compagni di scuola", Carlo Verdone, 1988)

Dopo 23 anni dalla maturità, alcuni esponenti della III D decidono di ripetere l'esperienza e di incontrarsi di nuovo.
Nel 2009 eravamo sei e nel 2013 siamo sette, quattro dei quali sempre gli stessi - io, G., T.&G., - cui questa volta si aggiungono I., D. e G. (D. con splendida famiglia e I. con un'amica).
Si sarebbero uniti anche R., M., S., F., M. e G., ma alla fine, per contrattempi vari, non hanno potuto. 
Sarà per la prossima volta...
Ci incontriamo in una confortevole piccola sala, messa gentilmente a disposizione da D. e l'atmosfera è gradevole e familiare sin da subito. Poi, i piccoli teatri, per me, hanno un gran fascino.
Ma davvero non ci vediamo da tutto questo tempo?
Dopo 23 anni non li vedo cambiati, sembrano ancora sempre gli stessi. Sembra che si siano bevuti la pozione di eterna giovinezza o conservati in formalina! Mi illudo che lo stesso valga per me.
Dalla rimpatriatina del 2009, qualcosa è cambiato... infatti, galeotta fu forse Altamira o le ore successive, T.&G. adesso sono una famiglia, allietata recentemente dall'arrivo di una tenerissima e bellissima stellina.
Come l'altra volta, un po' si parla di altri compagni,dei professori ('stu Kurus), di qualche frase storica (tu non hai rispetto nei confronti dei miei riguardi), un po' di noi, un po' del futuro, degli anni che volano via e delle vicende della vita. Per fortuna, si ride. E viene finalmente "chiarito" quanto accadde con la versione di greco durante l'esame e scopro di non essere l'unica ad avere ancora gli incubi! 
Vabbé, D., ti avremmo perdonato comunque (o almeno parlo per me), ma, visto come è andata davvero, non c'era niente da perdonare e siamo stati solo scemi quelli che abbiamo preso per oro colato quelle parole che, in effetti, mi ricordo ancora, un gran senso non avevano... ma per me le versioni di greco sono sempre state un po' incomprensibili, quindi perché iniziare a dubitare di questo fatto proprio durante lo scritto della maturità?!
Comunque, quattro ore trascorrono piacevolmente, tra chiacchiere e risate... come ha detto I. "siamo ragazzi (si fa per dire) simpatici" e penso che l'esperienza potremmo anche ripeterla più spesso.

p.s. l'altra sera ho dimenticato di raccontarvi il mio incontro, ormai non più recente, con una delle nostre professoresse più "amate"... E' un pomeriggio estivo del 1997 o 98 ed io sono dentro la macchina con il finestrino aperto ad aspettare una persona (che casualmente è la nostra compagna M.)... ad un certo punto mi si avvicina questa signora con i capelli grigi a passo sostenuto, guardandomi dritto negli occhi. Io penso che mi abbia riconosciuta e mi accingo a uscire dalla macchina per salutarla, ma lei si fionda letteralmente con la testa dentro il finestrino e, guardando il giornale che è appoggiato sul cruscotto, mi chiede "E' di oggi?"... io, un po' scioccata, rispondo e lei va via. 
Non mi ricordo di che giornale si trattasse e nemmeno quale evento portasse in prima pagina, da farle puntare così la mia macchina, ma una cosa era certa... non mi aveva riconosciuta affatto. E mi è sembrata sciroccata come non mai... non tanto diversa da quando dettava gli appunti a velocità supersonica, dicendoci che eravamo lenti come lumache oppure che eravamo dei vermi. Avete capito chi è, no? ;)

lunedì 11 novembre 2013

Cane e dintorni (2)


Poco fa ho letto un articolo e visto il relativo video di un bambino che gioca con un rottweiler (qua sopra).
Questo video è la prova di quanto idioti siano gli umani. Non il bambino, chiaramente, ma i genitori.
Io non capisco una cosa... ok, uno può anche non conoscere l'etologia canina e quindi non gli viene manco il dubbio che i cani hanno un modo diverso di relazionarsi, quindi, ad esempio, per loro gli abbracci non sono il massimo (anche se ad alcuni cani sembrano piacere, tipo Pillo!)... ma non ci vuole l'intelligenza di Einstein per capire che un bambino che salta ripetutamente su un cane o gli tira il muso in quel modo sta facendo qualcosa tutt'altro che divertente per il cane. E questi genitori mi sembrano il massimo dell'irresponsabilità, con un cane di quella taglia, è come se stessero facendo giocare il bambino alla roulette russa.
A me capita di sentire mamme dire che permettono ai figli di fare qualunque cosa ai cani, tanto "quando il cane si scoccia se ne va". Beh, magari, quando si scoccia, prima di andarsene, gli stampa il calco dei denti sulla faccia al tuo bambino rompipalle. E non gli si può nemmeno dare troppo torto. E poi, magari, tu lo fai sopprimere perché è un cane pericoloso. Ma dovrebbero invece sopprimere te.



venerdì 8 novembre 2013

Dal punto di vista dei cani



Poco fa, mi sono imbattuta in questo racconto. Si chiama "Qualcuno li chiama randagi" e qualcuno nei commenti lo ha definito un inno al randagismo. Secondo me è solo un punto di vista, che potrebbe anche essere vero. Probabilmente ci sono dei cani che stanno meglio per strada... ma probabilmente ci devono essere delle condizioni: se sono in compagnia, se la strada non è frequentata da macchine, se riescono a procacciarsi il cibo, se sono sempre vissuti lì, ecc.
Non credo che i cani abbandonati stiano meglio per strada... a parte che la maggior parte prima o poi finisce sotto una macchina, grazie anche alle merde umane che spesso li abbandonano in piena autostrada e dovrebbero essere incriminati per tentata strage. Dato che, oltre al cane che viene investito e muore, anche chi sta nella macchina che l'investe, probabilmente, rischia un grave incidente.
A me il racconto ha colpito perché l'autore fa dire al cane le parole che, per qualche giorno, ormai tanto tempo fa, ho pensato potessero essere i pensieri di Pillo... per la serie "stavo meglio per strada".
Adesso quei tempi sono lontani e, per quanto non ne capisca ancora molto di etologia canina, a me sembra che Pillo stia bene con noi... se interpreto bene i segnali, tipo quello che ci si viene a spalmare addosso ogni volta che può, che gioca, ama fare passeggiate e ama essere coccolato (ci si addormenta tra le nostre braccia, a volte in posizione più bambinesca che canina).
E, ovviamente, mi ha fatto venire in mente il mio racconto dal punto di vista di Pillo, diametralmente opposto a quello citato all'inizio e che spero sia davvero il punto di vista del piccoletto che in questo momento mi dorme letteralmente spalmato contro.

venerdì 1 novembre 2013

Letture consigliate

Oggi mi sono imbattuta in un paio di articoli interessanti.
Jack Lemmon, Tony Curtis e Marylin Monroe in Some like it hot.
Sullo sfondo, l'Hotel Coronado.
Il primo articolo riguarda un albergo infestato, l'Hotel Coronado (che ha fatto anche un'apparizione in "A qualcuno piace caldo"), in California, e potete (anzi dovete!) leggere il bel post di Pensiero Spensierato in proposito.

Il calendario, fermo a dicembre 1956, del Crooked Cottage.
Il secondo articolo è quello che riguarda un'abitazione lasciata da oltre 50 anni, come se chi ci abitava fosse andato via da pochi giorni (polvere e calcinacci esclusi, naturalmente).
Si narra che, morto il marito, la moglie vi abbia vissuto fino a quando non è stata ricoverata in una casa di riposo. La casa è rimasta come il giorno in cui la hanno portata via e, a quanto pare, era un giorno di dicembre del 1956.
Non ci sono fantasmi, ma fa un certo effetto guardare queste foto che ritraggono tutto come se i proprietari dovessero tornare... il letto ancora con le lenzuola, i cassetti pieni di biancheria e i barattoli con le olive.
Il posto si chiama Crooked Cottage e si trova in Inghilterra. Potete leggere l'articolo (in inglese) qui (merita la lettura, ci sono anche delle belle foto).




Questa storia mi fa pensare a una cosa... io e mio marito non abbiamo figli... spesso mi chiedo, quando moriremo entrambi, ammettendo che l'ultimo di noi due se ne vada per vecchiaia, quindi non proprio domani, che fine faranno casa nostra e le nostre cose, non avendo eredi diretti e nemmeno nipoti (almeno non ancora)? 
Potrebbe accadere come quello che è successo a questo cottage. 
Qualcuno un giorno verrà a esplorare questa villetta abbandonata, quasi nascosta dalla vegetazione e troverà un calendario dell'anno 2061 (mi sto allargando troppo?? troppo vecchi?? :)), un computer portatile ricoperto di polvere aperto sul tavolo della cucina, i piatti nel lavandino e la lavastoviglie carica a metà, la lavatrice con i panni da stendere e l'asse da stiro pronta per essere utilizzata. Le calamite, una volta appese al frigo, quasi tutte per terra come naufraghi in mezzo alla povere. Il forno a microonde con uno sportello aperto, come se qualcuno avesse appena preso qualcosa. E il camino con dentro ancora i tizzoni che un giorno erano stati tronchi.