sabato 25 ottobre 2014

Donare sangue: un sì alla vita

Questo disegnino lo ha fatto un bambino in occasione di un concorso o qualcosa del genere sulla donazione di sangue e io ce l'ho per gentile concessione dell'Associazione ADVS.

Per una volta, voglio usare il blog non solo come sfogo di minch... ehm pensieri personali, più o meno di interesse per chi legge, ma come strumento di divulgazione di qualcosa di buono e importante.

Almeno per sentito dire, tutti sanno che donare sangue è una cosa utile... beh, non solo è utile: il sangue è indispensabile e non hanno ancora inventato il sangue artificiale e quindi donare il proprio sangue può salvare la vita a qualcuno.

La donazione è un atto sanitario, quindi la procedura è regolamentata da specifiche normative e avviene sotto la responsabilità e il controllo del personale medico.
Donare non comporta, infatti, rischi per il donatore in buona salute, infatti, il sangue che viene prelevato è intorno ai 450 ml che rappresenta una piccola percentuale della quantità di sangue circolante (circa 5/7 litri) e viene rapidamente ripristinato e, anzi, dal momento che i donatori sono sottoposti a controlli periodici, essere donatore abituale è sicuramente un vantaggio in termini di prevenzione e controllo della propria salute. 

Non considero ovviamente un rischio impressionarsi e magari svenire alla vista del sangue.... e il fatto che io per prima mi impressiono e una volta sono svenuta durante un prelievo di routine, perché il medico non trovava la vena e si era messo a cercarla con l'ago dentro il mio braccio! L'altro giorno, infatti, ho detto chiaramente al medico prelevatore che già mi stava parlando di "ago", "trovare la vena" e "cercare la vena", che se non voleva trovarsi una tizia corpulenta con un ago piantato nel braccio da rianimare, doveva smettere subito di parlare di queste cose e che potevamo avviare una conversazione su qualsiasi altro argomento, purché non avesse attinenza con ciò che stavamo facendo.

La donazione è un atto volontario e di grande altruismo e deve essere fatto con coscienza, dal momento che, attraverso il sangue, possono essere trasmesse svariate patologie. Prima della donazione, quindi, il medico fa delle domande, anche molto personali, cui è necessario rispondere con la massima onestà
Infatti, anche se il sangue da donare viene sottoposto a controlli analitici accurati, vi sono delle malattie che non sono subito individuabili con le analisi, per cui, in alcuni casi, l'unica "prova" dell'assenza di malattia diventa l'assenza del rischio. 
D'altra parte, la donazione è un atto volontario, per cui, per dire, se vi piace fare sesso non protetto con gli sconosciuti e poi vi vergognate a dirlo, non presentatevi alla prossima raccolta di sangue, nessuno vi ammazzerà... e voi riducete di molto il rischio di ammazzare qualcuno.

giovedì 23 ottobre 2014

Erano davvero dei gangster?

C'è una cosa che ho omesso, alla fine del racconto. 
Quando il tizio gentile mi ha dato le indicazioni per tornare a casa, in effetti non mi ha dato indicazioni dirette, ma mi ha detto di seguire la macchina di un tipo che stava uscendo dal suo cancello proprio in quel momento.
Sebbene io sia paurosa e queste sono proprio le cose che mi incutono più timore, non sapendo come riprendere la strada giusta, un po' perplessa, ho seguito quella macchina. 
Solo che la macchina mi ha portato in stradine sperdute, via via sempre più senza anima viva., mentre il navigatore mi indicava strade diverse. Quando mi sono trovata in una strada di campagna isolatissima e la macchina che stavo seguendo ha svoltato in una che sembrava ancora più isolata, mi è venuto il panico e ho pensato che sarei potuta finire in cronaca nera l'indomani.
Quindi, ho deciso di dare maggiore fiducia al mio navigatore satellitare, che, da tempo, mi diceva di fare "una inversione a U se consentita" e, in preda al semi panico, ho fatto retrofront e sono letteralmente scappata verso le strade indicate dal navigatore, che mi hanno riportato a casa.
Non saprò mai se la macchina che dovevo seguire mi stesse portando volutamente fuori strada oppure se mi ha fatto qualche cenno di cui non mi sono accorta, indicando la strada corretta, prima di fare una deviazione per i fatti suoi. 
Resta il fatto che mi sono presa uno spavento incredibile.
E che, difficilmente, seguirò la macchina di uno sconosciuto la prossima volta.

domenica 12 ottobre 2014

Non ci sono parole

E poi succedono cose a cui trovare un senso è impossibile.
Perché quale mai può essere il senso di morire a 40 anni.
Non ci sono parole per spiegarlo.
Ai genitori, alla moglie e ai figli, ai fratelli.
Agli amici, ai colleghi.
E anche solo a chi, come me, semplicemente, ti conosceva.

Etna.

domenica 5 ottobre 2014

Incubi ed esami parte 2: il retroscena dell'esame di maturità

L'altro giorno ho scritto di come sono stata spesso fortunata agli esami (o interrogazioni che fossero), durante la mia carriera scolastica/universitaria. Da quello che ho scritto, sembra che il mio esame di maturità sia andato splendidamente... ma, in effetti, ad essere andato splendidamente (o quasi) è stato solo l'orale.
Il mio esame di maturità, o meglio il voto del mio esame di maturità non mi ha fatto dormire la notte per moltissimo tempo. 
Non sono mai stata una secchiona e mi sono sempre collocata nel gradino subito sotto quello dei primi della classe, nel gradino di quelli con la media del 7 - 7 e mezzo... anche se sono sempre stata cosciente che avrei potuto davvero fare molto di più, in particolare i primi anni del liceo (e i professori me lo dicevano sempre). Infatti, l'ultimo anno, unico anno in cui abbia veramente studiato con impegno, sono arrivata all'esame di maturità, presentata con la media circa dell'8. 
Come dicevo prima, il mio esame orale è andato molto bene. Non ricordo domande che mi hanno lasciata spiazzata, ricordo invece che ho parlato tutto il tempo e che erano i professori ad interrompermi e a cambiare argomento.
Stesso non si può dire per l'esame scritto. 
Quando uscirono le materie, io avevo una speranza segreta (che condividevo con gran parte della classe): per favore no lo scritto di greco!! Ovviamente, è uscito il greco scritto. 
Quando dettarono i temi, consapevole che avrei fatto il tema di letteratura italiana, perché allora (a differenza di adesso) non ero molto brava ad argomentare e seguivo con poco interesse i temi di attualità, io avevo la speranza che non uscisse qualcosa su D'Annunzio, Montale o su Pascoli. Se volete sapere che temi sono usciti alla maturità classica nel 1990, potete leggere qui. Sì, certo, comunque: Pascoli.
Il risultato di questa doppia sfiga è stato il seguente.
Consapevole di non essere in grado di tradurre decentemente dal greco, confidando solo sul Rocci e sul mio cervello, mi sono affidata ciecamente ai consigli di qualche compagno, per quanto avessi comunque l'intelligenza di capire che la traduzione consigliata fosse alquanto sconclusionata.
Non so il voto che ho preso (e che ha preso 3/4 della classe, che si è affidata ai consigli sconclusionati!), ma non credo sia stato superiore a 4.
Il tema credo sia andato lievemente meglio, ma non troppo, perché, anche se Pascoli lo avevo studiato, era uno di quegli autori che proprio mi stava antipatico. Confidando sul fatto che sapevo scrivere, immagino di non aver preso meno di 6, ma, sapendo anche che su Pascoli non sapevo cosa raccontare, so di non aver potuto prendere nemmeno più di 6.
Beh... mettiamo che ho preso 8 all'orale, ero presentata con 8, poi ho preso 4 allo scritto di greco e 6 a quello di italiano... boh, non so se questo fa 44... ma è il votaccio che ho preso, che mi ha causato insonnia e incubi per un sacco di tempo.
Considerato che sono stata promossa ogni anno con la media del 7 - 7 e mezzo, aver preso un voto inferiore a molti della mia classe che a stento a fine anno raggiungevano la sufficienza e che sono stati anche rimandati varie volte... beh, diciamo che forse un po' si capisce perché ho avuto gli incubi.
L'unica cosa che mi ha sempre "consolato", se così vogliamo dire, è che ad aver avuto un voto completamente in controtendenza rispetto alla carriera scolastica siamo stati diversi. 


mercoledì 1 ottobre 2014

Incubi e esami

Ogni tanto penso, con orrore quasi, all'eventualità di dover ripetere, per qualunque ragione, gli esami (di maturità specialmente, ma anche quelli dell'università). 
Tipo, presente il film - stupidino ma simpatico - "Immaturi"?
Capita anche di sognarmeli... certi incubi!
L'esame di maturità, da un lato mi piacerebbe rifarlo con il senno di poi... anzi, tutto il liceo lo rifarei con il senno di poi e anche le medie, a pensarci bene. 
Beh... comunque, parlavo degli esami.




L'esame di maturità, l'orale, è stato l'esame che mi ha messo più terrore e che ancora oggi ricordo quasi per filo e per segno, anche se sono passati... quasi 25 anni da quell'8 luglio.
Ho dato italiano e filosofia, le mie materie preferite. 
Ero la prima quella mattina e sono andata in motorino, da sola, alle otto. 
Mi hanno chiamato, mi sono seduta e l'esame è iniziato. Ero sola con la commissione d'esame, forse c'erano un paio di compagni di classe in fondo all'aula. Tra una materia e l'altra, dopo circa venti minuti, mi sono girata... c'erano un sacco di persone, compreso mio papà, che erano venute per vedere i miei esami.
L'esame è andato bene, anche se, ancora penso con terrore che non avevo studiato bene tutto il programma di italiano e se mi avessero chiesto, che ne so, D'Annunzio o Montale... sai che figura. 
Come in quasi tutti gli esami orali che ho dato nella mia vita, però, ho avuto una fortuna sfacciata e mi hanno chiesto solo cose che avevo studiato decentemente. Meno male, non avrei sopportato di fare una figuraccia davanti a tutte quelle persone dietro di me in quell'aula. 

E poi, era luogo comune che io fossi una specie di secchiona... ma non era affatto così, io sono sempre stata abbastanza fortunata: non sono mai stata beccata impreparata a scuola e mai mandata a un esame all'università. E non che qualche volta non me lo meritassi pure.

Ad esempio, all'università, ho preso 30 all'esame di fisica. 
Ora... la fisica a me non è mai piaciuta e non dico che non avevo studiato nemmeno un secondo, questo no... avevo studiato con dei colleghi e facevamo anche le nottate, nel complesso, ci siamo pure divertiti un sacco... ma riconosco che non ero certo preparata da 30. 
Però, ho avuto una fortuna sfacciata allo scritto... "Signorina, lei ha fatto l'en-plain, non le ho corretto nemmeno una virgola", mi  ha detto il prof. poi all'orale. E all'orale ho continuato ad avere fortuna... fortuna che si è interrotta quando mi ha fatto la domanda per la lode, domanda che non ho azzeccato. E meno male che si è fermato lì con le domande e mi ha scritto il 30 nel libretto.

D'altra parte, è vero che non sono mai stata mandata e non ho mai fatto figuracce né a scuola né all'università, ma, talvolta, sono stata un po' sfortunata con le domande.
Ad esempio, ad uno degli esami più importanti del mio corso di laurea, quello di istologia, stava andando tutto splendidamente, fino a che il prof. mi ha fatto la classica domanda per darmi la lode; io non ho risposto in maniera brillante e lui, che era tutto entusiasta per come stava andando l'esame prima, posso solo supporre che ci sia rimasto talmente male che mi ha dato 25.
Una cosa analoga è successa all'esame di chimica organica, una delle mie materie preferite, che avevo studiato benissimo... ma non conoscevo la risposta alla domanda per la lode (e lei stessa disse che era difficile), anche quella volta la prof. ci è rimasta un po' male, ma non così tanto, perché, alla fine, mi ha messo 28.
Oppure, un'altra volta, un prof. mi ha dato 24 ad un esame andato molto bene (Zoologia degli invertebrati), secondo me solo per antipatia personale.
O ancora, quella volta che allo scritto di matematica, c'erano solo domande di cui non conoscevo la risposta e di cui ho parlato qui.



lunedì 22 settembre 2014

Vita con i cani


Sera.
I cani litigano come pazzi: ordinaria amministrazione. 
Si mordono e abbaiano che sembra si stiano scannando.
A un certo punto, il silenzio: smettono.
Polly si viene a buttare ai miei piedi e sputa del sangue. 
La guardo, ha la bocca insanguinata. 
Corro a cercare Pillo, certa di trovarlo agonizzante e sanguinante. 
Invece lo trovo bello pimpante e, vicino a lui, un canino. 
Polly sta cambiando i dentini.

lunedì 8 settembre 2014

Un po' di mare

Abbiamo lasciato i cani per la prima volta in pensione, lo scorso weekend.
Ce li saremmo portati al mare, come abbiamo fatto con Pillo l'anno scorso, se solo la piccola non fosse terrorizzata dall'auto e non soffrisse di cinetosi spinta, con ansia tremenda, tremori e vomito assicurato se si superano i due km! Quindi, li abbiamo dovuti lasciare. 
Io avevo qualche preoccupazione perché è stata la prima volta che hanno dormito fuori casa e non sapevo come avrebbero reagito, dato che sono abituati a dormire con noi. Ma, come sempre, siamo noi umani a preoccuparci più di quello che dovremmo, perché, a quanto pare, si sono divertiti come matti, anche considerato quanto erano distrutti quando siamo andati a riprenderli. Ci hanno detto che Polly è diventata pappaeciccia con una dolce cucciolona di cinquanta kg, dalla quale sfuggiva terrorizzata quando si sono incontrate per la prima volta. E che Pillo si è fatto i fatti suoi, come sempre, con le sue battute di caccia alle lucertole in solitaria. 
Il caso vuole che la simpaticissima titolare della pensione sia anche stata una discepola del mio guru di cani preferito e questo ha deposto notevolmente a suo favore, per questi due giorni e per le volte successive in cui sicuramente le lasceremo i cani, magari per qualche altro weekend.
Mentre i cani si divertivano, socializzando con altri loro simili (come dovrebbe accadere... pensiero rivolto a quelli che, appena vedono Pillo o Polly che vorrebbero andare a giocare con i loro cuccioli, se li tirano via quasi indispettti... e Polly & Pillo sono pure cani puliti e carini!), noi siamo andati a San Lorenzo (SR).

La spiaggia di San Lorenzo, a ridosso della riserva naturale di Vendicari, a pochissimi Km da Noto, Marzamemi e Pachino, è uno dei tratti di mare più belli che io conosca. L'acqua è sempre trasparente e pulita, di solito è anche parecchio calda e credo di aver visto onde solo una volta da quando la frequento (circa 7 anni).

Spiaggia di San Lorenzo, in prossimità della II strada, pomeriggio di sabato 06/09/2014.

Questa estate è stata ancora meno vacanzosa della precedente o comunque tanto quanto. Prima di questo weekend, io e il marito eravamo stati tre volte al mare in tutto, al massimo un paio d'ore ogni volta... nell'ordine: a Pozzillo, in un posto generalmente discretamente bello, un giorno in cui l'acqua non era granché; ad Acitrezza, in un posto bello, ma troppo affollato e un giorno in cui c'erano le meduse (e una mi ha fatto una gentile carezza); a Fondachello, in un posto generalmente discreto, un giorno in cui, per arrivare in acqua, dovevi camminare sulle persone sdraiate e in cui l'acqua era sporchissima.
Io, in verità, mezza giornata di mare molto più che decente me l'ero fatto anche un giorno con le mie amiche. Qui (sempre in provincia di Siracusa).



Ma, comunque, San Lorenzo è stato una boccata di vero ossigeno.







giovedì 4 settembre 2014

Coerenza

Fonte

Sono sempre stata una fan della coerenza. 
Riempivo pagine di elucubrazioni sulla coerenza, quando - da giovincella - avevo a che fare con ragazzi che, a volte, coerenti non erano. Come tutti i ragazzini, diciamocelo.
Continuo a esserne fan, pur non riempiendo più pagine di diario in proposito.

Però ho fatto una scelta di un certo peso, una scelta lavorativa, dettata dal mio neo stile di vita vegano. 
In pratica, sto lasciando una consulenza (presso un'azienda che non è vegan, diciamo così), solo per essere coerente con i miei princìpi. E secondo alcuni (molti) sono una povera pazza.
Ma... lo sono davvero?!

Io non ho dubbi, ci pensavo da un pezzo, già. 
E, in fin dei conti... lascio la parola alla vignetta qua sotto.





venerdì 29 agosto 2014

Idee per un menu veg (2)

Questo post lo dedico a Emanuele, Filippa, Mary, Clara e chiunque altro voglia avvicinarsi alla cucina vegana, per qualsivoglia motivo, e non abbia tante idee su cosa preparare. Io non sono certo una chef o una guru in tal senso, ma mi piace sperimentare e condividere, quindi... buon appetito!

Insalata di riso integrale

La ricetta è superflua: è un'insalata di riso.
Io la faccio con il riso integrale, che trovo ottimo, e la condisco con sottaceti (o condiriso di natura vegetale), tofu (o altro formaggio veg), wurstel vegan e maionese veg autoprodotta.

Tortino di patate

Il tortino di patate, che ho sempre fatto in occasione di più o meno tutte le ricorrenze in cui era prevista la preparazione di qualche pietanza, era buonissimo e prevedeva strati compatti di patate e formaggio. Naturalmente, da quando sono vegan, questo mio cavallo di battaglia nelle cene con amici è uscito di scena. Però era troppo buono per non farlo più... quindi, ieri, in occasione di una cena, l'ho veganizzato.
(Veganizzare è diventato uno dei miei hobby)
Essendo impensabile, per i costi, fare strati compatti di mozzarisella (un formaggio veg, che io adoro, ma che costa dai 4 ai 5 euro ogni 200 grammi) da alternare alle patate, ieri ho pensato bene di utilizzare la mozzarisella autoprodotta per fare un intruglio da utilizzare al posto del classico formaggio.
Ricetta dell'intruglio:
Frullare con minipimer formaggio spalmabile (nel mio caso la mozzarisella autoprodotta), yogurt di soia, panna di soia e latte di soia, fino a ottenere un intruglio abbastanza liquido. 
Io, come al solito, con le quantità vado a occhio...

Ecco la ricetta del tortino (come contorno per 5 persone):
Ungere una teglia di medie dimensioni con olio e cospargere di pan grattato.
Tagliare a fette di 2-3 mm 3 grosse patate crude (dopo averle pelate) e disporre il primo strato.
Versare un po' di intruglio, ricoprendo bene le patate. 
Mettere qualche fetta di mozzarisella originale (con parsimonia!).
Proseguire con gli strati fino alla fine degli ingredienti, terminando con l'intruglio.
Mettere un po' di olio e spolverare con pan grattato.

Il risultato è stato ottimo: il tortino ha ricevuto tanti complimenti, persino da persone che non sono inclini quando si tratta di pietanze inventate.

Palline di mandorle


Queste palline, che reinvento ogni volta, hanno sempre molto successo. La ricetta base è qui. La foto è di ieri.

giovedì 28 agosto 2014

Tentativi di autoproduzione: mozzarisella (2)

Essendo stato appena sufficiente il primo tentativo, di cui potete leggere qui, mi sono cimentata in un secondo tentativo di autoproduzione del mio veg formaggio preferito: la mozzarisella.
Questa volta, ho seguito la ricetta, semplicissima come l'altra, che ho trovato qui. Per praticità, ne ho comunque fatto uno screenshot.



Rispetto a quello che viene detto nel blog citato, che ringrazio per aver condiviso la ricetta, a me non è venuta "la palla densa"... il formaggio è rimasto, infatti, denso sì, ma della consistenza della besciamella (béchamel), con cui certo non puoi formare delle palle. 

Dopo 4 ore di frigorifero.

E, adesso, dopo quattro ore di frigo circa e dopo averlo sformato, il formaggio ha una certa consistenza, anche se non da mozzarella. E' venuto più consistente di quello dell'altro giorno, ma sempre poco più che spalmabile.
In ogni caso, è questa la ricetta che voglio riprovare, fino a quando non trovo la giusta combinazione.


martedì 26 agosto 2014

Tentativi di autoproduzione: mozzarisella


Da quando ho scoperto l'esistenza della mozzarisella, ne sono diventata golosa consumatrice. 
Mi chiedono se sa di formaggio, ma, sapete una cosa?, io non ricordo nemmeno più bene il sapore dei formaggi e nemmeno mi mancano. Quindi, non lo so se sa di formaggio. Ma a me il sapore piace, e molto. Sono capace di mangiare una confezione intera, fetta dopo fetta, senza sentirmi nemmeno un po' appesantita, solo un po' triste perché una confezione da 200 gr di mozzarisella costa dai 4 ai 5 euro.
Chiaramente, con questi costi, diventa molto utile sapersela fare in casa.

Apro una parentesi. Poco fa, leggendo ricette di "formaggi" vegan, mi sono capitati sotto mano diversi commenti da parte di gente non vegan che non fa che disprezzare questa nostra scelta. Come se il nostro essere vegan togliesse qualcosa al loro non esserlo. Non ho mai capito questo scagliarsi, per partito preso, contro i vegani. Perché criticarci sempre aspramente, invece, magari, di riflettere sulle motivazioni (etiche, di salute e ambientali) che ci spingono in questa direzione? Io, quando non ero vegan, non mi sono mai scagliata contro i vegan, ma ho sempre cercato di capire le loro ragioni (e le ho capite benissimo!).

Torniamo alla mozzarisella.
Ieri, quindi, ho fatto il primo esperimento di mozzarisella autoprodotta... 
seguendo questa ricetta, che, a sua volta segue questa ricetta.

Allora... il primo tentativo di mozzarisella direi che merita il voto 6--.
Difetti: 1) avendo sbagliato clamorosamente la dose di sale (per totale disattenzione), ho fatto un bel pasticcio sul sapore che è completamente falsato... cioè sa, fondamentalmente, di sale!; 2) la mozzarisella è più una spalmarisella, infatti è rimasta diconsistenza troppo budinosa, mi viene il dubbio che il latte di riso che ho usato sia troppo acquoso (memo: provare aggiungendo olio di cocco oppure sostituendo il latte di riso con latte di soia o con latte di soia e yogurt di soia); 3) si sente il sapore dell'agar agar che ho capito che non è il mio sapore preferito (memo: aggiungere più olio di cocco e meno agar agar). 
Pregi: come formaggio spalmabile va benissimo e mescolato con altri alimenti (non salati) è buono.


lunedì 25 agosto 2014

Lettera a Pillo



Amore mio cucciolo,

non so cosa darei per leggerti nel pensiero o perché tu potessi esprimermi chiaramente i tuoi sentimenti.
Mi sento in colpa, perché, per troppo amore nei tuoi confronti, ho fatto una scelta dalla quale non si torna indietro e temo che la scelta sia stata sbagliata.
Ho sempre pensato che tu volessi una compagnia canina e spesse volte mi hai fatto credere fermamente di volerlo davvero. Ma forse il tuo desiderio di compagnia finiva nel momento un cui la compagnia si insediava in casa, condividendo i tuoi spazi e le tue attenzioni.
Spero che questa sia solo una fase, magari cambierà qualcosa quando la cucciola - che ti ho scelto come compagna di vita - non sarà più cucciola e quindi diverrà meno rompiscatole.
Magari un giorno tu gradirai le sue continue attenzioni, quando le stesse diverranno meno invasive e  quando saranno reclamate le tue con dentini meno aguzzi.
Perdonami, se puoi, tesoro mio.


Ecco, qualche settimana fa avevo scritto questa lettera a Pillo, assalita dai sensi di colpa, perché la convivenza con la compagna che io gli ho scelto non stava andando troppo bene. 
Adesso, invece, dopo oltre due mesi di convivenza, posso dire che non sono pentita. Non solo perché, chiaramente, mi sono affezionata da morire a Polly, che è un tesoro (per quanto pestifero), ma anche perché i due adesso interagiscono ANCHE senza litigare e si cercano ADDIRITTURA per giocare... 
Lei continua a essere una rompiscatole e lo punzecchia sempre per giocare, lui il 70% delle volte se ne frega e rimane impassibile mentre lei lo chiama disperatamente abbaiando furiosamente (per la gioia delle mie orecchie, soprattutto quando accade nel cuore della notte).  Il 20% delle volte, si incazza e litigano, apparentemente almeno. Il restante 10% delle volte, risponde al gioco e giocano. 
E poi, ogni tanto, di sua spontanea volontà, Pillo acchiappa Pluto (il suo giocattolo di gomma preferito) e lo porta a Polly scodinzolando.
Non capisco quasi niente di cani, ma nel complesso, credo che Pillo non sia tanto triste. 
E' vero che questa strega (Polly viene da noi chiamata con mille nomignoli affettuosi che denotano la sua attitudine giusto un po' prepotente e dominante... strega non significa propriamente questo, ma rende l'idea) gli ha stravolto la vita, che lo importuna continuamente e che, spesso, gli impedisce di farci le feste... ma è anche vero che adesso Pillo non è più solo. 
E, anche se l'ansia da separazione ce l'avevo sicuramente io e forse non lui, tutti dicono che due cani sono più felici che uno solo. 
E questa cosa dell'ansia da separazione di noi umani, per cui in molti mi prendono per squilibrata, ho scoperto che siamo in molti ad averla e non c'entra l'età. Ieri ho letto una lettera scritta da una tizia ad un blog che io leggo spesso. E l'altro giorno al parco, parlavo con una signora mia coetanea o forse più grande che mi ha detto che, da quando ha il cane, esce di casa solo per andare a lavorare oppure se lo porta appresso. Praticamente entrambe hanno descritto me fino a prima che arrivasse Polly. Come ha scritto la tipa della lettera, c'era qualcosa di sbagliato nel mio atteggiamento, ma non riuscivo a lasciare solo Pillo se non per ragioni estremamente valide (lavoro e rarissime occasioni di altro genere) e sempre per il minor tempo possibile. Oppure me lo portavo ovunque, anche quando era oggettivamente scomodo avere un cagnolino dietro, per quanto buonissimo e adorabile.
Adesso che c'è Polly, invece, pensa un po', io e il marito usciamo persino la sera, senza sensi di colpa... e senza cani!


sabato 16 agosto 2014

Idee per un menu veg

Alcune persone, sgomente dalla mia scelta vegan, mi chiedono, ogni tanto, dei menu... c'è pure chi mi ha chiesto il menu per un'intera settimana. Questa cosa un po' mi fa sorridere, perché di solito, io non programmo molto... in cucina, improvviso abbastanza. Da quando sono vegan, poi, improvviso un sacco. Se mi si chiede un menu, addirittura per sette giorni, entro nel panico. Ma, in effetti, posso capire, perché tempo fa avevo anche io bisogno di menu già stabiliti (da altri), per  totale mancanza di fantasia in cucina.

Premesso ciò, ieri abbiamo invitato alcuni amici a pranzo. 
Questo il menu (ricette in fondo al post), semi improvvisato: spaghetti di riso con verdure saltate, seitan all'arancia, insalata russa con maionese veg, mousse al pistacchio e pane fatto in casa. 

Spaghetti e insalata russa erano stati previsti dal giorno prima, ma, verso le 10 del mattino, non avevo ancora idea di cosa fare per "secondo"... quando i miei occhi si sono posati su un pacco quasi dimezzato di farina manitoba che mio marito stava utilizzando per fare il pane (parte del quale è stato fritto... buonissimo... ma non divaghiamo). Accertatami che il marito avesse dell'altra farina per proseguire nella preparazione di un pane spettacolare, mi sono appropriata subdolamente della manitoba e ho preparato il seitan, che è uno dei miei piatti preferiti al momento (quello preparato da me almeno). 
Deciso il secondo, avevo ancora un dolce da improvvisare, molto indecisa se preparare le palline al cocco - che, di recente, ho preparato tante di quelle volte da venirmi a noia (ricetta qui) -, ho adocchiato in freezer un semifreddo al pistacchio che avevo preparato qualche giorno fa e ho deciso che sarebbe divenuto parte del dolce improvvisato e inventato sul momento. E così è stato.
Di seguito le ricette.

Ricette

Spaghetti di riso
VERMICELLI DI RISO WAI WAI 500 gr - Clicca l'immagine per chiudere
Gli spaghetti di riso, che si trovano nei negozi specializzati e anche in diversi supermercati, sono corredati di istruzioni di cottura, che raccomando di seguire scrupolosamente per non ritrovarsi a mangiare un ammasso colloso di fili sottili (le istruzioni sono quasi sempre: buttare gli spaghetti in acqua bollente per qualche minuto (3-5) e poi scolare in acqua fredda). Durante la scolatura, io taglio di parecchio gli spaghetti con la forbice, cosa che consiglio spassionatamente, giusto per renderne più agevole il condimento e la consumazione.
Le verdure che uso per condirli sono cipolle, peperoni, carote, zucchine, melanzane e germogli di soia (tutte insieme oppure solo alcune di queste), tagliate a dadini molto piccoli o a julienne. Per cucinarle uso il wok. Prima soffriggo con poco olio la cipolla e poi faccio cucinare le verdure senza aggiungere altro olio o acqua, ma solo un po' di sale e della salsa di soia, fino a che sono cotte ma ancora "croccanti".
Infine, metto gli spaghetti cotti per qualche minuto nel wok a cucinare insieme alle verdure, aggiungendo altra salsa di soia.

Insalata russa
Carote, patate, piselli, maionese.
Cucinare carote e patate al vapore e i piselli nel pentolino con poca acqua.
Quando le verdure sono cotte (non troppo, nel senso che devono restare quasi "croccanti" e non spappolarsi in bocca), condire con abbondante maionese (ricetta della maionese veg qui).

Seitan all'arancia

Mousse al pistacchio
(Questa me la sono inventata sul momento, ma mi è venuta bene)
Dosi per 7/8 porzioni
Base: Biscotti (250 gr) e Latte di mandorla quanto basta
Crema: pistacchi (non so in peso quanto fossero, ma, a occhio, un paio di tazze piene), panna da montare (non montata) in piccola quantità che non so quantificare, un cucchiaio di olio di cocco, un paio di cucchiaini stra colmi di nutella veg, un cucchiaio di succo di agave (facoltativo)
Copertura: panna montata (circa mezzo litro), granella di pistacchio, bacche di cacao

Sulle quantità, io vado molto a occhio. Il mezzo litro di panna è stato così ripartito: molto poca - meno di 100 ml - per la crema, il resto da montare per la copertura. 

Base
Polverizzare nel mixer biscotti tipo Digestive (che io amo e che sono vegan), bagnare con latte di mandorla e spalmare sul fondo delle coppette (la quantità di biscotti varia, in base allo spessore dello strato... nel mio caso, era molto poco spesso, circa mezzo cm).
Crema
Passare i pistacchi nel mixer a lungo, fino a quando non diventano cremosi; continuare a mixerare aggiungendo panna liquida e olio di cocco, fino a quando la crema non sarà di consistenza tipo il pesto.  Aggiungere, sempre nel mixer, la nutella veg e il succo di agave. "Spalmare" la crema sulla base.
Copertura
Montare la panna vegetale (circa mezzo litro) o di soia e ricoprire la mousse, aggiungendo granella di pistacchio e bacche di cacao frantumate.
Mettere in frigo prima di servire (direi, a occhio, almeno un paio di ore, ma forse pure di più).

giovedì 14 agosto 2014

O Capitano, mio capitano

Ecco, in questa classe potete chiamarmi professor Keating
o, se siete un po' più audaci, "O Capitano, mio Capitano". 

(da "L'attimo fuggente")



Robin Williams, uno degli attori più in gamba che ci sono in giro, si è tolto la vita il 11/8/2014.
E' strano pensare che il Mork della mia infanzia, uno capace di far ridere come lo era lui non sia riuscito a far ridere se stesso.
Ma era malato. Soffriva di depressione. 
E la depressione non è razzista, come tutte le malattie. Colpisce chiunque.
Anche quelli ricchi sfondati che, apparentemente, dalla vita hanno avuto tutto.
O almeno, così crediamo.
So un po' cosa è la depressione. Non sono una depressa e non lo sono mai stata, forse, davvero... forse nemmeno quando ho contemplato il suicidio guardando il soffitto, in un paio di occasioni, tanto tempo fa.
Adesso rabbrividisco al pensiero di quei pensieri e non contemplerei mai il togliermi la vita come gesto risolutivo per qualsivoglia problema, però, lo capisco che qualcuno possa sentirsi sopraffatto a tal punto, capisco come uno possa non riuscire a vedere la luce alla fine del tunnel e possa vedere tutto nero intorno a sé (cosa ancora più deprimente, quando, intorno a te, tutti sono felici).

Come sempre, i giudizi si sprecano e le persone, che farebbero un favore all'umanità se si suicidassero in massa, sono uscite dalle loro tane... ho letto che tante sono state le trollate sulla morte di Robin Williams, che la figlia ha temporaneamente sospeso i suoi account sui social network.
A me questa cosa fa vomitare.


Scusaci, Robin. Siamo una razza talmente schifosa, che non c'è rispetto nemmeno di fronte alla morte.
Ti auguro di essere felice da qualche parte, in un posto magari simile al paradiso di Al di là dei sogni.






sabato 9 agosto 2014

Maionese veg


Questa è una delle maionesi più buone che io abbia mai preparato.
Ho trovato il perfezionamento della ricetta che usavo già da tempo, su un blog, che non ricordo quale sia, ma sul quale ho lasciato un commento... spero che la "titolare" venga a farsi un giretto dalle mie parti, così potrà prendersi tutti i miei ringraziamenti :)

Ricetta della spettacol-maionese che ho preparato stasera
Q.tità uguali di latte di soia (freddo di frigo), olio di semi e olio di oliva (in cui è stato lasciato per qualche ora un rametto di rosmarino... che è il perfezionamento di cui parlavo prima, per cui devo ringraziare la blogger di cui sopra)
2 cucchiaini di senape
2 cucchiai di aceto di mele
sale

Con il minipimer, è montata in meno di un minuto (e non sto scherzando)... la rapidità credo sia dovuta al fatto che ho usato il latte di soia appena uscito dal frigorifero. Non usate MAI il latte di riso... ci ho provato una volta e ho dovuto buttare tutto via, non monta. Con il latte di soia, invece, è sempre montata perfettamente.

La maionese aveva un aspetto e un sapore così buono, che mi sono cimentata nella prima insalata russa della mia vita. E purtroppo l'ho consumata tutta! ;)

venerdì 1 agosto 2014

Sono passata al Kindle.

Foto trovata in rete

Non pensavo sarebbe mai accaduto, perché io sono una di quelle che "quanto mi piace l'odore dei libri", "quanto mi piace sfogliare i libri", "quanto mi piacciono le librerie piene di libri", ecc.
Però... negli scorsi mesi, mi sono resa conto, usando un tablet con lettore di ebook, di quanto sia comoda la lettura, oltre al fatto di poter avere dietro un sacco di libri senza riempire un borsone (cosa che a me capitava regolarmente, ogni volta che dovevo andare in vacanza).
Allora, approfittando di una super offerta su amazon e di un buono sconto, ho preso un kindle pagandolo circa il 70% del suo prezzo di listino.
Il "rischio" effettivo che corro è quello di comprare ancora più libri di quanto non facessi prima, vista la semplicità e l'immediatezza dell'acquisto... al momento, però, sto cercando di acquistare solo libri gratuiti o che costino meno di 3 euro (e ce ne sono valanghe).


giovedì 31 luglio 2014


I due piccolini pare stiano imparando a socializzare... certo lei è sempre una rompiscatole con lui e Pillo, il cane più pacifico del pianeta, talvolta, glielo fa notare non proprio con grande simpatia, mostrando tutta la sua dentatura e l'aggressività che, fino ad oggi, era rimasta latente. Aggressività, ovviamente, solo nei confronti della sua sorellina acquisita. Con gli umani continua ad essere un pelouche, come Polly d'altra parte.

Anche oggi ho fatto le ore piccole... o meglio, ho dormito poco e mi sono svegliata definitivamente alle 5, per via dei miei adorati cagnolini e delle loro necessità fisiologiche!
Comunque, la piccola ha imparato subito a non fare più la pipì (e la cacca) in casa (magari tra cinque minuti la fa!!)... ma è anche vero che io la seguo molto e, se la vedo che va verso la porta, non le do il tempo di farsela addosso. Spero che impari a "bussare" come fa Pillo. Sarebbe molto utile, specialmente se io sto dormendo, anche se ho il sonno talmente leggero che li sento appena muovono un muscolo.
Sarebbe certamente molto utile mettere una di quelle porticine basculanti per i cani/gatti... solo che sarebbe come fornire ai ladri un ingresso perfetto in casa.

A proposito... da circa 3 giorni, l'Etna sbuffa ininterrottamente, tanto che si sentono questi boati e tremori almeno uno ogni cinque/dieci minuti, senza soluzione di continuità. 
Per darvi l'idea, quando sono iniziati i tremori/boati, pensavo che ci fossero i ladri che tentavano di buttare giù il muro... Giusto per ricollegarmi alla porticina basculante.
E allora riflettevo sul fatto che queste cose, per me che abito qua, tutto sommato ormai normali, farebbero terrorizzare chi non è abituato a queste manifestazioni naturali dell'Etna.

Saltando di palo in frasca... oggi è il 31 luglio e mentre scrivo (ho scritto questo post verso le 6 di questa mattina) sono dentro casa con la felpa.
Di norma, il 31 luglio, dalle mie parti, si gronda sudore.









lunedì 21 luglio 2014

Ricetta veg: palline di mandorle al cocco

L'altra sera, ho sperimentato le palline di mandorle (e pistacchi) al cocco (dolce crudista).
Ho preso la ricetta base dal libro "Solo crudo" e poi, come sempre, ho fatto qualche variazione sul tema.

Queste sono palline miste, la base è alle mandorle, alcune hanno anche pistacchi nell'impasto.


Ricetta
Mettere nel mixer
- mandorle precedentemente reidratate (circa una tazza, a bagno nell'acqua per qualche ora),
- pistacchi (facoltativo)
- farina di cocco (un po', a occhio... io parto con una piccola quantità e aggiungo, se necesssario, per rendere il composto più duro - ma la farina di cocco nell'impasto è facoltativa),
- 4/5 grossi datteri Medjoul,
- un paio di cucchiai di sciroppo d'acero (o succo di agave o zucchero o anche niente)
- olio di cocco (a occhio, fino a quando l'impasto diventa lavorabile... l'olio di cocco serve a dare sapore e a dare consistenza una volta messe in frigo... può anche non essere messo oppure essere sostituito da latte di cocco)
- nutella vegan o cacao amaro.
Fare andare il mixer. Quando l'impasto risulta sufficientemente malleabile, preparare delle palline (le palline devono risultare abbastanza compatte ma non necessariamente dure) e passarle nel cacao e/o farina di cocco.
Mettere in frigo e servire fredde (almeno dopo un paio di ore in frigorifero).

Le ho fatte varie volte e hanno riscosso un successo incredibile!

p.s. per aumentare / diminuire la consistenza, si può "giocare" sulla quantità di datteri/farina di cocco/latte di cocco

lunedì 14 luglio 2014

Ricette veg: pasta frolla

Tutta la crostata che manca l'ho mangiata io appena sfornata.

La crostata è uno dei miei dolci preferiti, così ieri ho sperimentato una delle tante ricette di pasta frolla vegana che si trovano in giro (questa, in particolare, l'ho letta in questo libro di ricette veg). 
Gli ingredienti sono farina integrale (300 gr), margarina (200 gr), un pizzico di sale e acqua quanto basta per avere un impasto della giusta consistenza.
Non ho fatto riposare l'impasto e ho steso la frolla in una teglia, quindi ho infornato preliminarmente per qualche minuto, bucherellando il fondo. Poi ho aggiunto la marmellata e le strisce e ho infornato la crostata.
Il risultato è stato ottimo. Il sapore è un po' diverso... perché, innanzitutto, ho usato farina integrale e la differenza si sente e poi non c'è zucchero e anche questo si sente. 
Personalmente, l'ho trovata buonissima, forse anche più buona della frolla classica.

sabato 12 luglio 2014

Salsa di mandorle

La mia "gita" nell'alimentazione vegana e il più possibile naturale prosegue senza sosta e sono ben felice che ciò mi abbia portato anche un dimagrimento di circa 13 kg, oltre che un miglioramento generale delle condizioni di salute. 
Molti mi chiedono stupiti cosa mangio, come se essere vegani significasse fare la fame.
Mangio verdura e frutta sostanzialmente, cui aggiungo legumi, talvolta pasta o riso e ogni tanto qualche preparato vegan. 
Proprio recentemente, vicino casa mia (due minuti di macchina), hanno aperto un negozio di prodotti veg e la cosa mi ha riempito di gioia, dato che il posto più vicino, escludendo questo, è a 15 km circa. Così, sono diventata già una cliente abituale e ho sperimentato nuovi preparati che non conoscevo. Spiccano tra questi, per bontà, la maionese di riso, i wurstel (fatti di grano lavorato non so come, ma dall'aspetto identico a quelli di carne) che hanno un ottimo sapore e le panariselle, che sono delle polpettine di formaggio di riso, che, una volta scaldato, diventa filante. 
Da quando sono vegan, non so perché, mi è venuta anche la passione per la cucina. 
Cucino molto e invento pure. Una delle ultime invenzioni, di cui vado fiera, perché è buonissima (secondo me) è la salsa di mandorle (da usare come accompagnamento alle polpette di verdura, nell'insalata di riso, sul pane, ecc. Se vi interessa provarla, condivido la ricetta (non metto le dosi perché ho fatto tutto a occhio).

Salsa di mandorle
Mettere le mandorle pelate nel mixer e triturare finemente (il risultato deve essere farinoso). 
Aggiungere arachidi e anacardi salati in proporzione di circa 1/5 rispetto alla quantità di mandorle (anche un po' meno, ma in base al gusto personale), aggiungere un po' di tahin (in base al gusto personale) e aggiungere un pizzico di sale e olio di semi e oliva, continuando a triturare, fino a che la consistenza non diventa cremosa. 


sabato 28 giugno 2014

Zucchine ripiene (ricetta vegan)

La foto l'ho presa da questo sito.
Ieri non ho pensato a fare foto delle mie zucchine, ma erano molto simili a queste.

Cuocere le zucchine (quelle tonde) a vapore.
Tagliare il "cappello" e scavare la zucchina, tirando fuori la polpa (congratulazioni a chi riesce a fare questo senza scottarsi!).
Frullare la polpa con pesto (ieri ho usato il pesto di rucola fatto da me, la prossima volta userò il pesto di basilico), pinoli, noci, tofu morbido (dalla consistenza di stracchino più o meno), un cucchiaino di tahini e altra frutta secca se vi piace (se le avessi avute, ci avrei messo le arachidi e gli anacardi).
Riempire le zucchine con il composto, ricoprire con pan grattato, mettere l'olio e infornare.
Una volta pronte, possono essere insaporite con la salsa di soia (in particolare, se, come me, mettete poco/niente sale).

martedì 24 giugno 2014

Pillo e la sua nuova amichetta


Pillo ha una nuova amichetta. 
Si chiama Polly (molta fantasia nella scelta dei nomi!), ha circa due mesi e, fino a pochi giorni fa, viveva per strada insieme a una decina di altri cani abbandonati, tra cuccioli come lei, poco più grandi e cani adulti.
Chi mi conosce lo sa... fin dai primi mesi di convivenza con Pillo, ho pensato sempre che lui avesse bisogno di una compagnia canina. Abbiamo provato con Iris un anno fa, esperienza andata malissimo, a seguito della quale Pillo ha avuto non pochi problemi che si sono risolti, almeno apparentemente, dopo diversi mesi.
Dopo la fallita convivenza, mi ero voluta convincere che Pillo fosse più felice da solo che in compagnia... e questo può essere vero, nei giorni in cui io sono a casa e lo faccio uscire e giocare tutto il tempo. Ma, quando rimane solo per intere giornate, in fondo ho sempre continuato a pensare che con una compagnia sarebbe stato meglio.
Circa un mese fa, in un periodo di lavoro intenso, ho voluto riprovarci e, per un breve periodo, abbiamo ospitato la cagnolina dolcissima di un'amica. Con Pillo, la cosa ha funzionato a meraviglia, almeno dal punto di vista del gioco e della compagnia. Non so come sarebbe finita sul fronte "dominio", perché già in meno di una settimana, Pillo si era fatto sottomettere completamente e, in alcuni momenti (rari per fortuna), la cosa mi aveva ricordato tanto il rapporto che aveva con Iris. Comunque, non abbiamo avuto modo di saperlo perché, dopo circa una settimana, abbiamo dovuto interrompere la convivenza temporanea, anche per via di alcuni commenti non proprio "felici" ricevuti sulle normali esternazioni vocali della cagnolina (abbai), spesso continue a dire il vero, risultate fastidiose a qualcuno. 
Quando la sua amichetta è andata via, io ho avuto la prova che Pillo era più felice quando c'era lei.
E allora, ho ripreso a cercare un compagnetto di giochi, preferibilmente piccolo di stazza come Pillo, per non scontentare il marito, e cucciolo perché almeno da un cucciolo non si facesse sottomettere come uno zerbino (pensavo!).
Da un paio di giorni non vedo altro che annunci di cuccioli di cani microscopici, ma fino a quando ho preso Polly, non ne avevo trovato alcuno, se non in altre regioni italiane.
Mercoledì scorso, una mia amica ha condiviso l'appello di un'amica di un'amica su facebook e così sono arrivata alla batuffola. La persona che aveva messo l'appello mi aveva detto che c'erano dei cuccioli di taglia media e uno di taglia molto probabilmente piccola, così sono andata a vederli, in questa strada un po' fuori mano a qualche Km da casa. 
Erano tenerissimi e cucciolissimi!
Quella che doveva essere di taglia piccola era stata già "penotata", per cui, non sentendomela proprio di andarmene lasciando tutti quei cuccioli lì, ho scelto Polly. Sulla base di cosa non so, perché erano tutti tenerissimi. 
Poverina, in macchina ha pianto tutto il tempo e ha anche vomitato e fatto una cacca terribile, in cui ha poi camminato (devo ancora farla lavare la macchina!). La sera, dopo essere passata dal veterinario, le ho fatto il bagnetto e ha dormito avvolta in un mio golfino rosa, con la borsa di acqua calda vicino.


Pillo come ha reagito a questa nuova presenza per casa? A questo batuffolino che lo mordicchia con i dentini aguzzi (tipici dei cuccioli) e si accanisce sul suo pisellino e sulle sue morbide orecchie?
I primi giorni se la faceva alla larga da lei, adesso le risponde e ci gioca. Anche se credo che continui a trovare molto fastidiosi i morsettini. 
E, sul fronte dominanza, beh... lei mi sa che lo ha già in pugno. Lui si fa togliere i giochi e il mangiare di bocca, tanto che devo farli mangiare separatamente perché lei gli ruba la pappa!
Spero in una futura convivenza serena e che Pillo, a lungo andare, ne possa essere felice.






domenica 8 giugno 2014

Sale rosa

Per oltre 40 anni, non mi sono preoccupata molto della qualità di ciò che mangiavo (purtroppo), ma, da qualche mese, cerco di non mangiare schifezze di alcun genere e mi informo per cercare alimenti buoni.
Nella mia ricerca di alimenti sani e il meno trattati possibile, dopo aver scoperto lo zucchero integrale di canna (il cui sapore mi ha stregato e sono diventata un'amante dello zucchero, che prima snobbavo), mi sono imbattuta nel sale rosa dell'Himalaya.
Non sono una che mangia sale condito con alimenti, come tante persone, ma un po' di sale mi piace sempre. Ho scoperto il sale rosa per puro caso, non sapevo nemmeno che esistessero tipi di sale diversi da quello classico. Da quando l'ho scoperto, uso solo quello. Ha un sapore più delicato di quello tradizionale e non dovrebbe essere trattato, il che lo rende certamente migliore.
Per dettagli, cliccate sul link sopra o sulla foto sotto.

sale rosa himalayano

sabato 7 giugno 2014

Torta di frutta secca


Nel regime alimentare che seguo da oltre un mese, non c'è posto per le farine e quindi per i dolci classici.
Non so se non mangerò più farine in tutta la vita, ma so che eviterò, quando potrò, quelle raffinate. Per adesso, preferisco non mangiarle, anche perché l'esperienza mi dice che io e le farine non andiamo tanto d'accordo!

Quindi, niente più torta di mele o torta bianco nera, che tanto amo... ma ogni tanto una torta me la concedo. E la faccio con la frutta secca. La ricetta originale l'ho presa da un libro di ricette crudiste, ma la vario spesso.
Questa qui sotto è più o meno una ricetta originale.

Base: mandorle/anacardi e datteri mixerati (per le dosi ho fatto un po' a occhio). 
Crema: 2 avocado di media grandezza, circa 200 GR di datteri e un paio di cucchiai di cacao amaro (sempre mixerati). 
Sopra spolverata di cocco.

Si consiglia l'ammollo dei datteri (ed eventualmente dei fichi secchi) in acqua, per diverse ore, prima di frullarli e di lasciar riposare la crema un'ora circa, prima di mangiarla.
Io la trovo buona.
L'avocado, anche se è l'ingrediente principale della crema, ha un sapore che può essere coperto dal cacao (e dal cocco)... insomma, l'ho fatta mangiare a una persona che odia l'avocado e non si è accorta che c'era.
Invece, se non piacciono i datteri (che possono essere sostituiti con i fichi secchi), non credo risulterà molto appetitosa, ma vale una prova. Oltretutto il tempo di preparazione è minimo!

venerdì 23 maggio 2014

Un salto nel mondo colorato della frutta e della verdura

Oltre un mese fa avevo scritto che avrei voluto tenere una rubrica settimanale dal nome foodcorner... l'angolo del cibo. Non del cibo in generale, ma piuttosto del mio percorso personale di passaggio al veganesimo con punte di crudismo, condito con sensazioni, esperienze e ricette.
Da circa tre settimane, sono vegana.
Erano anni che pensavo a fare questa scelta, ma non ero mai riuscita a eliminare dalla mia alimentazione i latticini. La carne non la mangio più da un bel pezzo, non sono mai stata una grande carnivora.
La spinta a fare il salto nel mondo colorato della frutta e verdura, me l'ha data la lettura di due libri.
Uno è "Mangiare per vivere" e l'altro è "The China study".
Non voglio scrivere una recensione dei libri, voglio solo dire che li ho trovati molto interessanti e che, già mentre li leggevo, mi è venuto molto naturale smettere di mangiare qualunque alimento di origine animale e anche prodotti confezionati in generale.
Da circa un mese, quindi, mi nutro di frutta (fresca e secca), verdura, legumi e semi.

Alcuni mi dicono "Allora non mangi niente!" 
Completamente falso! Non ho mai mangiato tanto in tutta la mia vita (sono a dieta più o meno da... sempre). E, in meno di un mese, ho perso circa 6/7 kg e continuo a perdere peso, senza pesare i cibi o contare le calorie... negli ultimi due anni, avevo provato di tutto, senza riuscire a perdere un grammo.
Nella mia giornata tipo, inizio con colazione con frullato di frutta che contiene una banana, mezzo avocado, una pesca/pera/mela, qualche fetta di ananas, succo di arancia o di ananas, mirtilli, ribes, semi di lino, semi di girasole, bacche di goji e semi di chia; a pranzo e cena mangio legumi e/o svariate verdure cotte e crude, cucinate nei modi più disparati. Faccio piccoli spuntini con frutta secca e in questo periodo sto in fissa con gli anacardi tostati e i datteri Medjoul.

Altra cosa che mi dicono è "E dove le prendi le proteine?"

proteine vegetali
clicca sulla foto


Alcuni mi hanno detto "è un periodo, passerà e tornerai a mangiare come prima"
Ma spero di no!! In questo momento mi viene difficile anche solo pensare di tornare indietro a mangiare tutto quello che mangiavo prima (non inteso come quantità ma come qualità). E non vedo perché dovrei, dato che, ho detto prima che io da questo regime alimentare ho avuto solo benefici. A parte il dimagrimento, infatti, ho smesso di avere la nausea, che mi veniva spesso e non ho quasi più mal di testa (di cui soffro molto da circa vent'anni).

domenica 27 aprile 2014

Luna per Aria (Virginia Scarfili, Ed. libro/mania)



In Sicilia c’è un’isola nell’isola che si chiama Lunaria.
Ѐ in quest’isola, immaginaria ma non troppo, che la diciottenne Luna vive, insieme alle zie affettuose e un pò strambe che l’hanno allevata. Zia Teodora e zia Camilla che, attratte dalla magia e dai sortilegi, vestono abitualmente in maniera inusuale, con cappelli stravaganti e abiti di velluto, conoscono proprietà curative e magiche di erbe e pietre, sanno preparare pozioni d’amore e unguenti miracolosi e gestiscono un piccolo negozio di spezie , erbe e chincaglieria varia a Lunaria. 
Luna condivide tutto, perfino talvolta i pensieri, con la sua amica Aria, che è quasi il suo alter ego: completano infatti le frasi l’una dell’altra e sono perfettamente in sintonia. 
Le due amiche sono incuriosite dalle stranezze delle zie di Luna e quando, quasi per caso, hanno la possibilità di accedere alla teca che contiene libri a loro proibiti, si rendono conto che non tutto è come sembra.
Leggendo avidamente le pagine di un vecchio volume rilegato in velluto nero, Luna e Aria scoprono l’esistenza del mondo di mezzo, il luogo mentale più vicino alla dimensione fisica, un mondo onirico ma reale in cui i veri desideri si materializzano. Proprio qui, una mite fanciulla dai capelli rossi e dal nome di fiore, introdotta dalle sue sorelle per essere sacrificata e porre fine ad una maledizione, ha scelto di essere uno spirito maligno, divenendo l’oscura e potente Magnolia, il cui destino sembra essere indissolubilmente legato a quello delle due amiche. 
Infatti, le ragazze, che pensavano di essere le più invisibili di tutta Lunaria, con l’aiuto delle zie e dei ragazzi speciali che incontrano nel loro cammino e che fanno loro da cavalieri per il ballo della scuola, acquisiscono la consapevolezza di essere strette in un legame segreto, profondo e terribile e di avere una missione importante da svolgere.

Ne avevo già parlato qui, tempo fa, ma adesso il libro merita un altro post, perché il 22/04/2014 è stato pubblicato con la casa editrice libro/mania!



Luna per Aria lo ha scritto una delle mie amiche più care e io ho seguito - con entusiasmo - lo sviluppo, pagina per pagina, di buona parte di esso. E non potrei essere più contenta per Virginia.
La storia è carina, fresca e giovane, ma è anche intrisa di mistero. 
Tecnicamente è un fantasy, ma non ha nulla a che vedere con Harry Potter o Il signore degli anelli (come molti fantasy scritti da aspiranti scrittori, che mi è capitato di leggere negli scorsi anni). Io l'ho definito un fantasy molto originale, perché non ho letto o sentito parlare di niente nemmeno di vagamente simile. 
Ci si trovano alcuni simpatici riferimenti... ad Amori e Incantesimi (Practical Magic), il film con Nicole Kidman e Sandra Bullock, che si riconosce in alcuni particolari del libro (per chi conosce bene il film), a Hocus Pocus e Arsenico e vecchi merletti
Ma la storia è pura fantasia proveniente direttamente dal cervello di Virginia! 




mercoledì 16 aprile 2014

Food Corner - Spaghetti di zucchine

Se riesco a mantenere il proposito, da oggi inizio una rubrica - forse settimanale - che battezzo, senza scervellarmi troppo, "Food Corner".
In questa rubrica, parlerò di alimentazione in generale - in base alle mie esperienze e letture - e di ricette che sperimento, quasi tutte vegan o quantomeno vegetariane.

Inizio quindi con la condivisione di questa "ricetta" semplicissima e gustosa.

Spaghetti di zucchine crude con pesto di basilico, menta e noci
In effetti scrivere una ricetta per questo è anche superfluo, basterebbe il titolo.
Comunque...
Preparare il pesto, mettendo nel mixer qualche foglia grande di basilico, qualche foglia grande di menta, noci / nocciole / mandorle (io ho fatto un mix di queste tre) e olio quanto basta per consentire di avere una consistenza omogenea. Se volete aggiungete pochissimo latte, sempre per poter ottenere una salsetta, invece di pezzi di basilico e menta tritati.
Tagliare una o due zucchine a julienne (se avete l'apposito attrezzo ancora meglio).
Condire le zucchine con il pesto.

Questo il mio risultato (buonissimo tra le altre cose).



lunedì 14 aprile 2014

C’è una tigre nell’angolo

"La malattia mentale sembra un problema di comunicazione fra il primo e il secondo interprete. Ecco un tipico esempio di confusione:
primo interprete: C’è una tigre nell’angolo.
secondo interprete: No, non è una tigre… È una cassettiera.
primo interprete: È una tigre, è una tigre!
secondo interprete: Non esser ridicolo. Andiamo a vedere
Allora dendriti, neuroni, livelli di serotonina e interpreti si radunano tutti e trotterellano verso l’angolo.
Se non siete pazzi, l’asserzione del secondo interprete, che quella è una cassettiera, verrà accettata dal primo. Se siete pazzi, sarà il punto di vista del primo interprete, quello della tigre, a prevalere.
Il problema qui è che il primo interprete vede davvero una tigre. I messaggi che si trasmettono i neuroni sono in qualche modo errati. Le sostanze chimiche prodotte sono quelle sbagliate, o gli impulsi vengono inviati ai raccordi sbagliati. A quanto pare, questo accade spesso, ma il secondo interprete si precipita a sistemare le cose.
Immaginate di essere su un treno, vicino a un altro treno, in una stazione. Quando l’altro treno si mette in moto, siete convinti che a muoversi sia il vostro treno. Lo sferragliare dell’altro treno sembra lo sferragliare del vostro, e vedete il vostro treno che si lascia dietro l’altro. Ci vorrà un po - forse anche mezzo minuto - prima che il secondo interprete controlli le affermazioni di movimento del primo e le corregga. Questo perché è difficile neutralizzare la validità delle impressioni sensoriali. Siamo progettati per crederci.
(...)
A volte, quando avete capito che il vostro treno non si sta veramente muovendo, potete passare un altro mezzo minuto sospesi tra due regni della coscienza: quello che sa che non vi state muovendo e quello che invece ne ha la sensazione. Potete svolazzare avanti e indietro tra queste percezioni e provare una specie di vertigine mentale.
E se è così, siete nel territorio della pazzia: un luogo dove le false impressioni hanno tutte le caratteristiche della realtà."
(da "La ragazza interrotta", Susanna Kaysen)


L'altra notte mi sono imbattuta nel film, che mi ha colpito così tanto che l'ho guardato tutto anche se era passata l'una e cascavo dal sonno. Le protagoniste del film sono Winona Ryder e Angelina Jolie, contornate da un cast quasi esclusivamente femminile e molto in gamba, tra cui Brittany Murphy e Whoopi Goldberg.
Quello sopra è un estratto del libro. 

giovedì 3 aprile 2014

Alla ricerca del topinambur


Non amando i film di Fantozzi e avendo visto solo Fantozzi va in Paradiso o qualcosa del genere, solo per andare al cinema insieme ad amici, molti ma molti anni fa, non conoscevo questa versione di Abatantuono diabolico nell'amplesso.

L'altro giorno, dopo aver dato un'occhiata al carrello della frutta e della verdura di casa,


il marito mi ha chiesto se per caso mi sono innamorata del fruttivendolo.
E mi ha fatto vedere quel pezzetto di film sopra.
Apro una micro parentesi sull'attore Diego Abatantuono... non lo conoscevo in queste vesti da grezzone e lo stimo profondamente nei film di Salvatores, in Mediterraneo e Marrakech Express principalmente. 
Torniamo al fruttivendolo. 
Già da molti mesi ho smesso di mangiare carne e, da qualche settimana, mi sto facendo un po' di cultura sulla cucina non solo vegana, ma anche fruttariana e crudista. Non penso che diventerò mai crudista, ma di certo mangiare frutta e verdura mi sembra estremamente più sano che mangiare tanta altra roba. 
In ogni caso, alla ricerca del topinambur - che dai fruttivendoli locali non è molto diffuso - grazie al consiglio di amici, sono arrivata nella bottega di questo ragazzo, che, oltre a tenere avocado, sedano rapa e topinambur, è anche molto simpatico e ci sa fare... come fruttivendolo, intendo!! 
Comunque, no... non ne sono innamorata  
e il marito non troverà mai i topinambur nei cassetti, come Fantozzi trovava i panini.

In ogni caso, ancora il topinambur non l'ho trovato, ma ho acquistato un paio di avocado e un bel sedanorapa e mi stavo giusto consultando con amici su facebook per decidere come cucinarlo.