giovedì 30 gennaio 2014

Io non insegno, imparo… perché l'amore si impara - Leo Buscaglia

Ho letto una cosa del tipo "C'è un libro che ti ha cambiato la vita?"
Me ne sono venuti in mente alcuni, letti tra i 14 e i 15 anni, che, per un motivo o per un altro, penso mi abbiano cambiato la vita.
Uno di questi è "Un uomo" di Oriana Fallaci, che mi ha sconvolto e aperto i miei occhi di Heidi sulle brutalità che possono essere commesse verso un essere umano.
Gli altri due sono "Parlami d'amore" di M. Quoist e, soprattutto, "Vivere, amare, capirsi" di Leo Buscaglia.
Ed è di quest'ultimo che scrivo qui.


"Sono sopraffatto dalla gioia di venire presentato da qualcuno che sa pronunciare il mio nome. Mi piace parlare del mio nome perché è uno di quei bei nomi italiani che contengono mezzo alfabeto. Si scrive B-u-s-c-a-g-l-i-a e si pronuncia come Dio vuole. La cosa più divertente che mi sia mai capitata col mio nome è successa una volta che feci una telefonata interurbana. La linea era occupata e la centralinista mi disse che mi avrebbe richiamato appena possibile. Quando richiamò, mi disse: «Per favore, avverta il dottor Box Car che c'è la sua comunicazione». «Può essere Buscaglia, per caso?» domandai. E lei: «Signore, può essere qualunque cosa»".


Leo Buscaglia doveva essere una persona fantastica. 
Dal nome italianissimo e di cui andava fiero, Felice Leonardo Buscaglia, era un californiano di origini italiane. 
Nel suo "Vivere Amare Capirsi", Leo racconta molto di sé, delle "stravaganti" abitudini della sua famiglia di origini italiane, dei suoi corsi sull'amore e della sua passione per la gente, con il fine di illustrare l'importanza dei rapporti con gli altri. In questo libro ci sono pezzi di vita, considerazioni e citazioni, raccontati con estrema semplicità e tanta simpatia, condite da altrettanta gioia di vivere. 
Così, attraverso la lettura di questo bellissimo libro, scopriamo che Leo era, oltre che uno scrittore, anche un docente universitario di pedagogia, ed era famoso per i suoi corsi (anomali corsi universitari senza votazioni) che avevano per oggetto l'amore, l'amore inteso nel senso più ampio e vero del termine, inteso come rapporto con gli altri. 
"Love", un corso nel quale si stava seduti per terra su tappeti a confrontarsi e del quale Leo diceva "Io non insegno, imparo… perché l'amore si impara". 
Leo racconta che c'era una giovanissima studentessa che seguiva sempre con interesse i suoi corsi, ma un giorno non la vide più… qualche giorno dopo seppe che, studentessa brillante e apparentemente senza alcun problema, si era suicidata. Questo avvalorò la sua convinzione di voler aiutare gli altri, attraverso questi corsi finalizzati alla crescita e all'evoluzione individuale. 
Questi suoi corsi non ebbero subito molto seguito, racconta che il primo anno (a fine degli anni '60) gli iscritti furono solo una ventina, ma poi le cose cambiarono…

"Vivere Amare Capirsi" racconta di rapporti umani: dell'amore per gli altri e dell'importanza di saperlo dimostrare. 
Sono tanti gli insegnamenti che il libro dà, per chi li vuole apprendere (come lui stesso dice "impara solo chi vuole imparare"). 
Leo, attraverso la citazione di Antoine de Saint Exupery e del suo "Piccolo Principe" (il passo della volpe), ci ricorda che "l'essenziale è invisibile all'occhio e non si vede bene che con il cuore". 
Ci racconta, attraverso le sue esperienze, che ridere è importante e anche essere ogni tanto un po' matti… 
"Vivete in modo un po' matto. Una volta tanto. E vedrete che cosa succede. Illumina la giornata". 
Soprattutto, ci insegna che la vita vale la pena di essere vissuta, sempre. Che le relazioni con il prossimo sono alla base di un buon equilibrio. E che non bisogna aspettare "domani" per vivere. 
A questo proposito, lui cita questa poesia di una ragazza del suo corso, che io trovo bellissima quanto agghiacciante e che ricopio qui.
"Ricordi il giorno che presi in prestito la tua macchina nuova e la ammaccai? Credevo che mi avresti uccisa ma tu non lo hai fatto. 
E ricordi quella volta che ti trascinai alla spiaggia e tu dicevi che sarebbe piovuto e piovve? Credevo che avresti esclamato ma tu non lo hai fatto. 
Ricordi quella volta che civettavo con tutti per non farti ingelosire e ti eri ingelosito? Credevo che mi avresti lasciata ma tu non l'hai fatto. 
Ricordi quella volta che rovesciai la torta di fragole sul tappetino della tua macchina? Credevo che mi avresti picchiata ma tu non lo hai fatto. 
E ricordi quella volta che dimenticai di dirti che la festa era in abito da sera e ti presentasti in jeans? Credevo che mi avresti mollata ma tu non lo hai fatto. 
Si, ci sono tante cose che non hai mai fatto. 
Ma avevi pazienza con me, mi amavi e mi proteggevi. 
C'erano tante cose che volevo farmi perdonare quando tu saresti tornato dal Vietnam. Ma tu non sei tornato". 

Questo meraviglioso libro di Leo è stato una delle mie prime letture "serie", me lo hanno regalato che avevo appena compiuto 14 anni e credo che per me sia stato fondamentale. E' stato importante leggerlo in quel momento di crescita e di confronto con "i grandi", in quel momento in cui cominciavo a delineare rapporti (diversi da quelli familiari) con altri esseri umani. Ed è stato altrettanto importante aprirlo di tanto in tanto, rileggerne dei passi, scoprirne sempre di nuovi da sottolineare o ricopiare. 
Concludo questa mia "review" su questo splendido libro, consigliandolo spassionatamente a chi è disposto a mettersi in gioco e a riflettere su se stesso. 

"Mi piace pensare che il giorno della vostra nascita avete ricevuto in regalo il mondo. Una scatola magnifica, legata con nastri incredibili! E certuni non si prendono nemmeno il disturbo di sciogliere i nastri e tanto meno di aprire la scatola. E quando aprono la scatola, si aspettano di vedere soltanto bellezza, meraviglie ed estasi. Si stupiscono nel vedere che la vita è anche sofferenza e disperazione. E' solitudine e confusione. Tutto questo fa parte della vita. Non so come la pensiate voi, ma io non voglio che la vita mi passi accanto. Voglio conoscere tutto quello che c'è nella scatola."

4 commenti:

  1. Questo libro è nella libreria di casa. Forse era di mia mamma. Mi ha sempre incuriosito ma non l'ho mai letto! Chissà che non sia venuto il momento :D

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  2. @travel u.d. io lo consiglio, chiaramente! :)

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  3. Non so chi tu sia, ma ti amo lo stesso.
    Il libro di "Amare vivere capirsi" mi ha colpito molto.
    Ma ho delle critiche. Non a l'autore ma alle persone in genere. Queste parole puoi dirle, a persone non ottuse. Come hai citato prima "impara solo chi vuole imparare". Certa gente non vuole imparare. Sai come mi comporto?
    WOB (Wall of Berlin). Con le persone ottuse, rispondo solo alle domande che mi fanno senza argomentare. Tanto non vogliono capire il mio punto di vista. Secondo te, sbaglio a pensarla così?
    A comunque piacere Andrea J. Costa
    Mi consigli anche il libro sull'amore? Se è come amare vivere capirsi vado subito in libreria.

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