giovedì 14 agosto 2014

O Capitano, mio capitano

Ecco, in questa classe potete chiamarmi professor Keating
o, se siete un po' più audaci, "O Capitano, mio Capitano". 

(da "L'attimo fuggente")



Robin Williams, uno degli attori più in gamba che ci sono in giro, si è tolto la vita il 11/8/2014.
E' strano pensare che il Mork della mia infanzia, uno capace di far ridere come lo era lui non sia riuscito a far ridere se stesso.
Ma era malato. Soffriva di depressione. 
E la depressione non è razzista, come tutte le malattie. Colpisce chiunque.
Anche quelli ricchi sfondati che, apparentemente, dalla vita hanno avuto tutto.
O almeno, così crediamo.
So un po' cosa è la depressione. Non sono una depressa e non lo sono mai stata, forse, davvero... forse nemmeno quando ho contemplato il suicidio guardando il soffitto, in un paio di occasioni, tanto tempo fa.
Adesso rabbrividisco al pensiero di quei pensieri e non contemplerei mai il togliermi la vita come gesto risolutivo per qualsivoglia problema, però, lo capisco che qualcuno possa sentirsi sopraffatto a tal punto, capisco come uno possa non riuscire a vedere la luce alla fine del tunnel e possa vedere tutto nero intorno a sé (cosa ancora più deprimente, quando, intorno a te, tutti sono felici).

Come sempre, i giudizi si sprecano e le persone, che farebbero un favore all'umanità se si suicidassero in massa, sono uscite dalle loro tane... ho letto che tante sono state le trollate sulla morte di Robin Williams, che la figlia ha temporaneamente sospeso i suoi account sui social network.
A me questa cosa fa vomitare.


Scusaci, Robin. Siamo una razza talmente schifosa, che non c'è rispetto nemmeno di fronte alla morte.
Ti auguro di essere felice da qualche parte, in un posto magari simile al paradiso di Al di là dei sogni.






6 commenti:

  1. Le tue sono riflessioni per nulla banali, anche se in occasioni come queste la banalità è sempre in agguato.
    Ammetto di conoscere poco o nulla l'"uomo" Williams e di ciò che l'ha spinto a togliersi la vita. E contemporaneamente, resto perplesso davanti i tanti che lo identificano con i tanti personaggi che portò mirabilmente sullo schermo, ma sai che c'è, mi va bene anche così.
    Buon viaggio, Robin.

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    1. Grazie, Luca. Sono stati proprio i commenti di tanti che lo identificano con i suoi personaggi a farmi pensare molto... ho letto tante di quelle critiche... alcuni dicono che è stato uno stronzo egoista a suicidarsi. Io mi chiedo cosa ha la gente nel cervello. Non sopporto i giudizi, in particolar modo quando non si sa di cosa si sta parlando. Un abbraccio

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  2. Sono rimasto sgomento anch'io. Ho scritto sul tag twitter a lui dedicato che aveva donato buonumore a milioni di persone e non gliene era più rimasto per lui. Ecco, questo mi ha addolorato davvero: l'idea che lui, l'uomo che trasmetteva felicità con una battuta o una risata, l'avesse perduta. Mi sembra così incredibile e ingiusto. Mi auguro che tutta la gioia che ha donato gli venga restituita nel luogo in cui si trova adesso.

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    1. Ariano: infatti, è triste pensare questo... ho guardato dei video di interviste, recenti e meno recenti, in alcuni mi ha stupito come facesse battute (che facevano sbellicare dalle risate tutta l'audience) alle quali lui non rideva e tornava subito serio (anche troppo)... Non so se mi sono lasciata suggestionare dall'aver letto che fosse depresso da un pezzo, ma mi ha colpito molto.

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  3. VISITA IL MIO BLOG: http://carminemurzilli.blogspot.it/

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