domenica 27 aprile 2014

Luna per Aria (Virginia Scarfili, Ed. libro/mania)



In Sicilia c’è un’isola nell’isola che si chiama Lunaria.
Ѐ in quest’isola, immaginaria ma non troppo, che la diciottenne Luna vive, insieme alle zie affettuose e un pò strambe che l’hanno allevata. Zia Teodora e zia Camilla che, attratte dalla magia e dai sortilegi, vestono abitualmente in maniera inusuale, con cappelli stravaganti e abiti di velluto, conoscono proprietà curative e magiche di erbe e pietre, sanno preparare pozioni d’amore e unguenti miracolosi e gestiscono un piccolo negozio di spezie , erbe e chincaglieria varia a Lunaria. 
Luna condivide tutto, perfino talvolta i pensieri, con la sua amica Aria, che è quasi il suo alter ego: completano infatti le frasi l’una dell’altra e sono perfettamente in sintonia. 
Le due amiche sono incuriosite dalle stranezze delle zie di Luna e quando, quasi per caso, hanno la possibilità di accedere alla teca che contiene libri a loro proibiti, si rendono conto che non tutto è come sembra.
Leggendo avidamente le pagine di un vecchio volume rilegato in velluto nero, Luna e Aria scoprono l’esistenza del mondo di mezzo, il luogo mentale più vicino alla dimensione fisica, un mondo onirico ma reale in cui i veri desideri si materializzano. Proprio qui, una mite fanciulla dai capelli rossi e dal nome di fiore, introdotta dalle sue sorelle per essere sacrificata e porre fine ad una maledizione, ha scelto di essere uno spirito maligno, divenendo l’oscura e potente Magnolia, il cui destino sembra essere indissolubilmente legato a quello delle due amiche. 
Infatti, le ragazze, che pensavano di essere le più invisibili di tutta Lunaria, con l’aiuto delle zie e dei ragazzi speciali che incontrano nel loro cammino e che fanno loro da cavalieri per il ballo della scuola, acquisiscono la consapevolezza di essere strette in un legame segreto, profondo e terribile e di avere una missione importante da svolgere.

Ne avevo già parlato qui, tempo fa, ma adesso il libro merita un altro post, perché il 22/04/2014 è stato pubblicato con la casa editrice libro/mania!



Luna per Aria lo ha scritto una delle mie amiche più care e io ho seguito - con entusiasmo - lo sviluppo, pagina per pagina, di buona parte di esso. E non potrei essere più contenta per Virginia.
La storia è carina, fresca e giovane, ma è anche intrisa di mistero. 
Tecnicamente è un fantasy, ma non ha nulla a che vedere con Harry Potter o Il signore degli anelli (come molti fantasy scritti da aspiranti scrittori, che mi è capitato di leggere negli scorsi anni). Io l'ho definito un fantasy molto originale, perché non ho letto o sentito parlare di niente nemmeno di vagamente simile. 
Ci si trovano alcuni simpatici riferimenti... ad Amori e Incantesimi (Practical Magic), il film con Nicole Kidman e Sandra Bullock, che si riconosce in alcuni particolari del libro (per chi conosce bene il film), a Hocus Pocus e Arsenico e vecchi merletti
Ma la storia è pura fantasia proveniente direttamente dal cervello di Virginia! 




mercoledì 16 aprile 2014

Food Corner - Spaghetti di zucchine

Se riesco a mantenere il proposito, da oggi inizio una rubrica - forse settimanale - che battezzo, senza scervellarmi troppo, "Food Corner".
In questa rubrica, parlerò di alimentazione in generale - in base alle mie esperienze e letture - e di ricette che sperimento, quasi tutte vegan o quantomeno vegetariane.

Inizio quindi con la condivisione di questa "ricetta" semplicissima e gustosa.

Spaghetti di zucchine crude con pesto di basilico, menta e noci
In effetti scrivere una ricetta per questo è anche superfluo, basterebbe il titolo.
Comunque...
Preparare il pesto, mettendo nel mixer qualche foglia grande di basilico, qualche foglia grande di menta, noci / nocciole / mandorle (io ho fatto un mix di queste tre) e olio quanto basta per consentire di avere una consistenza omogenea. Se volete aggiungete pochissimo latte, sempre per poter ottenere una salsetta, invece di pezzi di basilico e menta tritati.
Tagliare una o due zucchine a julienne (se avete l'apposito attrezzo ancora meglio).
Condire le zucchine con il pesto.

Questo il mio risultato (buonissimo tra le altre cose).



lunedì 14 aprile 2014

C’è una tigre nell’angolo

"La malattia mentale sembra un problema di comunicazione fra il primo e il secondo interprete. Ecco un tipico esempio di confusione:
primo interprete: C’è una tigre nell’angolo.
secondo interprete: No, non è una tigre… È una cassettiera.
primo interprete: È una tigre, è una tigre!
secondo interprete: Non esser ridicolo. Andiamo a vedere
Allora dendriti, neuroni, livelli di serotonina e interpreti si radunano tutti e trotterellano verso l’angolo.
Se non siete pazzi, l’asserzione del secondo interprete, che quella è una cassettiera, verrà accettata dal primo. Se siete pazzi, sarà il punto di vista del primo interprete, quello della tigre, a prevalere.
Il problema qui è che il primo interprete vede davvero una tigre. I messaggi che si trasmettono i neuroni sono in qualche modo errati. Le sostanze chimiche prodotte sono quelle sbagliate, o gli impulsi vengono inviati ai raccordi sbagliati. A quanto pare, questo accade spesso, ma il secondo interprete si precipita a sistemare le cose.
Immaginate di essere su un treno, vicino a un altro treno, in una stazione. Quando l’altro treno si mette in moto, siete convinti che a muoversi sia il vostro treno. Lo sferragliare dell’altro treno sembra lo sferragliare del vostro, e vedete il vostro treno che si lascia dietro l’altro. Ci vorrà un po - forse anche mezzo minuto - prima che il secondo interprete controlli le affermazioni di movimento del primo e le corregga. Questo perché è difficile neutralizzare la validità delle impressioni sensoriali. Siamo progettati per crederci.
(...)
A volte, quando avete capito che il vostro treno non si sta veramente muovendo, potete passare un altro mezzo minuto sospesi tra due regni della coscienza: quello che sa che non vi state muovendo e quello che invece ne ha la sensazione. Potete svolazzare avanti e indietro tra queste percezioni e provare una specie di vertigine mentale.
E se è così, siete nel territorio della pazzia: un luogo dove le false impressioni hanno tutte le caratteristiche della realtà."
(da "La ragazza interrotta", Susanna Kaysen)


L'altra notte mi sono imbattuta nel film, che mi ha colpito così tanto che l'ho guardato tutto anche se era passata l'una e cascavo dal sonno. Le protagoniste del film sono Winona Ryder e Angelina Jolie, contornate da un cast quasi esclusivamente femminile e molto in gamba, tra cui Brittany Murphy e Whoopi Goldberg.
Quello sopra è un estratto del libro. 

giovedì 3 aprile 2014

Alla ricerca del topinambur


Non amando i film di Fantozzi e avendo visto solo Fantozzi va in Paradiso o qualcosa del genere, solo per andare al cinema insieme ad amici, molti ma molti anni fa, non conoscevo questa versione di Abatantuono diabolico nell'amplesso.

L'altro giorno, dopo aver dato un'occhiata al carrello della frutta e della verdura di casa,


il marito mi ha chiesto se per caso mi sono innamorata del fruttivendolo.
E mi ha fatto vedere quel pezzetto di film sopra.
Apro una micro parentesi sull'attore Diego Abatantuono... non lo conoscevo in queste vesti da grezzone e lo stimo profondamente nei film di Salvatores, in Mediterraneo e Marrakech Express principalmente. 
Torniamo al fruttivendolo. 
Già da molti mesi ho smesso di mangiare carne e, da qualche settimana, mi sto facendo un po' di cultura sulla cucina non solo vegana, ma anche fruttariana e crudista. Non penso che diventerò mai crudista, ma di certo mangiare frutta e verdura mi sembra estremamente più sano che mangiare tanta altra roba. 
In ogni caso, alla ricerca del topinambur - che dai fruttivendoli locali non è molto diffuso - grazie al consiglio di amici, sono arrivata nella bottega di questo ragazzo, che, oltre a tenere avocado, sedano rapa e topinambur, è anche molto simpatico e ci sa fare... come fruttivendolo, intendo!! 
Comunque, no... non ne sono innamorata  
e il marito non troverà mai i topinambur nei cassetti, come Fantozzi trovava i panini.

In ogni caso, ancora il topinambur non l'ho trovato, ma ho acquistato un paio di avocado e un bel sedanorapa e mi stavo giusto consultando con amici su facebook per decidere come cucinarlo.






martedì 1 aprile 2014

La colpa è sempre del consulente...

... o del fornitore o di qualcun altro, ma certamente non mia.
Questo è il mantra del cliente medio. Quello che pensa di essere esentato dalle proprie responsabilità solo perché ha un fornitore o un consulente che fa alcune cose per lui.
Non critico, ovviamente, il cliente che si lamenta di un fornitore o consulente che non fa il lavoro per cui è pagato, ma di quel cliente che pensa che affidare un incarico a qualcuno lo dispensi dal fare comunque delle cose... dato che certe cose - in un'azienda - non possono certamente essere fatte da terzi.
Io devo ammettere di essere abbastanza fortunata, immagino perché ho pochi clienti!! Infatti, clienti del genere me ne sono capitati davvero pochi in oltre dieci anni di attività.
Però, il dispiacere nel rendersi conto di non essere ascoltati o capiti è direttamente proporzionale a quanto di te stesso metti nel fare una cosa.
Quando qualcuno mi dice "questo non me lo avevi detto", con tanto di scambi di email, riunioni verbalizzate e chiacchierate varie in proposito, a me viene la tristezza e la demotivazione... oltre che la rabbia. 


E inizio a vederci rosso, come quella tipa in pigiama qua sopra.
E allora, la prima reazione è quella del "Adesso ti faccio vedere io e poi ti mando a quel paese" e ricerco verbali, email, appunti e scrivo fiumi di parole, resoncontando le frasi dette e quando. E poi resta tutto nella memoria del mio programma di posta, perché tanto è inutile, fino a che il lavoro serve, ce lo teniamo stretto e ingoiamo anche bocconi amari.
Tanto poi risuccede, lo sappiamo... mi è successo tante volte... alcune persone, con cui - dopo anni - sono anche amica, mi ci diverto, rido, parlo... e poi, quando il capo chiede il perché e il percome di una cosa non fatta, rispondono "Non lo sapevo" (sottointendendo "la colpa è sempre del consulente"), evitando però di guardarmi in faccia mentre lo dicono. 
E allora, dapprima mi incavolo come al solito e penso "Adesso prendo giusto quel verbalino che abbiamo sottoscritto la settimana scorsa, quello in cui c'era scritto di fare il perché e il percome", però, poi, ci ripenso.