sabato 25 ottobre 2014

Donare sangue: un sì alla vita

Questo disegnino lo ha fatto un bambino in occasione di un concorso o qualcosa del genere sulla donazione di sangue e io ce l'ho per gentile concessione dell'Associazione ADVS.

Per una volta, voglio usare il blog non solo come sfogo di minch... ehm pensieri personali, più o meno di interesse per chi legge, ma come strumento di divulgazione di qualcosa di buono e importante.

Almeno per sentito dire, tutti sanno che donare sangue è una cosa utile... beh, non solo è utile: il sangue è indispensabile e non hanno ancora inventato il sangue artificiale e quindi donare il proprio sangue può salvare la vita a qualcuno.

La donazione è un atto sanitario, quindi la procedura è regolamentata da specifiche normative e avviene sotto la responsabilità e il controllo del personale medico.
Donare non comporta, infatti, rischi per il donatore in buona salute, infatti, il sangue che viene prelevato è intorno ai 450 ml che rappresenta una piccola percentuale della quantità di sangue circolante (circa 5/7 litri) e viene rapidamente ripristinato e, anzi, dal momento che i donatori sono sottoposti a controlli periodici, essere donatore abituale è sicuramente un vantaggio in termini di prevenzione e controllo della propria salute. 

Non considero ovviamente un rischio impressionarsi e magari svenire alla vista del sangue.... e il fatto che io per prima mi impressiono e una volta sono svenuta durante un prelievo di routine, perché il medico non trovava la vena e si era messo a cercarla con l'ago dentro il mio braccio! L'altro giorno, infatti, ho detto chiaramente al medico prelevatore che già mi stava parlando di "ago", "trovare la vena" e "cercare la vena", che se non voleva trovarsi una tizia corpulenta con un ago piantato nel braccio da rianimare, doveva smettere subito di parlare di queste cose e che potevamo avviare una conversazione su qualsiasi altro argomento, purché non avesse attinenza con ciò che stavamo facendo.

La donazione è un atto volontario e di grande altruismo e deve essere fatto con coscienza, dal momento che, attraverso il sangue, possono essere trasmesse svariate patologie. Prima della donazione, quindi, il medico fa delle domande, anche molto personali, cui è necessario rispondere con la massima onestà
Infatti, anche se il sangue da donare viene sottoposto a controlli analitici accurati, vi sono delle malattie che non sono subito individuabili con le analisi, per cui, in alcuni casi, l'unica "prova" dell'assenza di malattia diventa l'assenza del rischio. 
D'altra parte, la donazione è un atto volontario, per cui, per dire, se vi piace fare sesso non protetto con gli sconosciuti e poi vi vergognate a dirlo, non presentatevi alla prossima raccolta di sangue, nessuno vi ammazzerà... e voi riducete di molto il rischio di ammazzare qualcuno.

giovedì 23 ottobre 2014

Erano davvero dei gangster?

C'è una cosa che ho omesso, alla fine del racconto. 
Quando il tizio gentile mi ha dato le indicazioni per tornare a casa, in effetti non mi ha dato indicazioni dirette, ma mi ha detto di seguire la macchina di un tipo che stava uscendo dal suo cancello proprio in quel momento.
Sebbene io sia paurosa e queste sono proprio le cose che mi incutono più timore, non sapendo come riprendere la strada giusta, un po' perplessa, ho seguito quella macchina. 
Solo che la macchina mi ha portato in stradine sperdute, via via sempre più senza anima viva., mentre il navigatore mi indicava strade diverse. Quando mi sono trovata in una strada di campagna isolatissima e la macchina che stavo seguendo ha svoltato in una che sembrava ancora più isolata, mi è venuto il panico e ho pensato che sarei potuta finire in cronaca nera l'indomani.
Quindi, ho deciso di dare maggiore fiducia al mio navigatore satellitare, che, da tempo, mi diceva di fare "una inversione a U se consentita" e, in preda al semi panico, ho fatto retrofront e sono letteralmente scappata verso le strade indicate dal navigatore, che mi hanno riportato a casa.
Non saprò mai se la macchina che dovevo seguire mi stesse portando volutamente fuori strada oppure se mi ha fatto qualche cenno di cui non mi sono accorta, indicando la strada corretta, prima di fare una deviazione per i fatti suoi. 
Resta il fatto che mi sono presa uno spavento incredibile.
E che, difficilmente, seguirò la macchina di uno sconosciuto la prossima volta.

domenica 12 ottobre 2014

Non ci sono parole

E poi succedono cose a cui trovare un senso è impossibile.
Perché quale mai può essere il senso di morire a 40 anni.
Non ci sono parole per spiegarlo.
Ai genitori, alla moglie e ai figli, ai fratelli.
Agli amici, ai colleghi.
E anche solo a chi, come me, semplicemente, ti conosceva.

Etna.

domenica 5 ottobre 2014

Incubi ed esami parte 2: il retroscena dell'esame di maturità

L'altro giorno ho scritto di come sono stata spesso fortunata agli esami (o interrogazioni che fossero), durante la mia carriera scolastica/universitaria. Da quello che ho scritto, sembra che il mio esame di maturità sia andato splendidamente... ma, in effetti, ad essere andato splendidamente (o quasi) è stato solo l'orale.
Il mio esame di maturità, o meglio il voto del mio esame di maturità non mi ha fatto dormire la notte per moltissimo tempo. 
Non sono mai stata una secchiona e mi sono sempre collocata nel gradino subito sotto quello dei primi della classe, nel gradino di quelli con la media del 7 - 7 e mezzo... anche se sono sempre stata cosciente che avrei potuto davvero fare molto di più, in particolare i primi anni del liceo (e i professori me lo dicevano sempre). Infatti, l'ultimo anno, unico anno in cui abbia veramente studiato con impegno, sono arrivata all'esame di maturità, presentata con la media circa dell'8. 
Come dicevo prima, il mio esame orale è andato molto bene. Non ricordo domande che mi hanno lasciata spiazzata, ricordo invece che ho parlato tutto il tempo e che erano i professori ad interrompermi e a cambiare argomento.
Stesso non si può dire per l'esame scritto. 
Quando uscirono le materie, io avevo una speranza segreta (che condividevo con gran parte della classe): per favore no lo scritto di greco!! Ovviamente, è uscito il greco scritto. 
Quando dettarono i temi, consapevole che avrei fatto il tema di letteratura italiana, perché allora (a differenza di adesso) non ero molto brava ad argomentare e seguivo con poco interesse i temi di attualità, io avevo la speranza che non uscisse qualcosa su D'Annunzio, Montale o su Pascoli. Se volete sapere che temi sono usciti alla maturità classica nel 1990, potete leggere qui. Sì, certo, comunque: Pascoli.
Il risultato di questa doppia sfiga è stato il seguente.
Consapevole di non essere in grado di tradurre decentemente dal greco, confidando solo sul Rocci e sul mio cervello, mi sono affidata ciecamente ai consigli di qualche compagno, per quanto avessi comunque l'intelligenza di capire che la traduzione consigliata fosse alquanto sconclusionata.
Non so il voto che ho preso (e che ha preso 3/4 della classe, che si è affidata ai consigli sconclusionati!), ma non credo sia stato superiore a 4.
Il tema credo sia andato lievemente meglio, ma non troppo, perché, anche se Pascoli lo avevo studiato, era uno di quegli autori che proprio mi stava antipatico. Confidando sul fatto che sapevo scrivere, immagino di non aver preso meno di 6, ma, sapendo anche che su Pascoli non sapevo cosa raccontare, so di non aver potuto prendere nemmeno più di 6.
Beh... mettiamo che ho preso 8 all'orale, ero presentata con 8, poi ho preso 4 allo scritto di greco e 6 a quello di italiano... boh, non so se questo fa 44... ma è il votaccio che ho preso, che mi ha causato insonnia e incubi per un sacco di tempo.
Considerato che sono stata promossa ogni anno con la media del 7 - 7 e mezzo, aver preso un voto inferiore a molti della mia classe che a stento a fine anno raggiungevano la sufficienza e che sono stati anche rimandati varie volte... beh, diciamo che forse un po' si capisce perché ho avuto gli incubi.
L'unica cosa che mi ha sempre "consolato", se così vogliamo dire, è che ad aver avuto un voto completamente in controtendenza rispetto alla carriera scolastica siamo stati diversi. 


mercoledì 1 ottobre 2014

Incubi e esami

Ogni tanto penso, con orrore quasi, all'eventualità di dover ripetere, per qualunque ragione, gli esami (di maturità specialmente, ma anche quelli dell'università). 
Tipo, presente il film - stupidino ma simpatico - "Immaturi"?
Capita anche di sognarmeli... certi incubi!
L'esame di maturità, da un lato mi piacerebbe rifarlo con il senno di poi... anzi, tutto il liceo lo rifarei con il senno di poi e anche le medie, a pensarci bene. 
Beh... comunque, parlavo degli esami.




L'esame di maturità, l'orale, è stato l'esame che mi ha messo più terrore e che ancora oggi ricordo quasi per filo e per segno, anche se sono passati... quasi 25 anni da quell'8 luglio.
Ho dato italiano e filosofia, le mie materie preferite. 
Ero la prima quella mattina e sono andata in motorino, da sola, alle otto. 
Mi hanno chiamato, mi sono seduta e l'esame è iniziato. Ero sola con la commissione d'esame, forse c'erano un paio di compagni di classe in fondo all'aula. Tra una materia e l'altra, dopo circa venti minuti, mi sono girata... c'erano un sacco di persone, compreso mio papà, che erano venute per vedere i miei esami.
L'esame è andato bene, anche se, ancora penso con terrore che non avevo studiato bene tutto il programma di italiano e se mi avessero chiesto, che ne so, D'Annunzio o Montale... sai che figura. 
Come in quasi tutti gli esami orali che ho dato nella mia vita, però, ho avuto una fortuna sfacciata e mi hanno chiesto solo cose che avevo studiato decentemente. Meno male, non avrei sopportato di fare una figuraccia davanti a tutte quelle persone dietro di me in quell'aula. 

E poi, era luogo comune che io fossi una specie di secchiona... ma non era affatto così, io sono sempre stata abbastanza fortunata: non sono mai stata beccata impreparata a scuola e mai mandata a un esame all'università. E non che qualche volta non me lo meritassi pure.

Ad esempio, all'università, ho preso 30 all'esame di fisica. 
Ora... la fisica a me non è mai piaciuta e non dico che non avevo studiato nemmeno un secondo, questo no... avevo studiato con dei colleghi e facevamo anche le nottate, nel complesso, ci siamo pure divertiti un sacco... ma riconosco che non ero certo preparata da 30. 
Però, ho avuto una fortuna sfacciata allo scritto... "Signorina, lei ha fatto l'en-plain, non le ho corretto nemmeno una virgola", mi  ha detto il prof. poi all'orale. E all'orale ho continuato ad avere fortuna... fortuna che si è interrotta quando mi ha fatto la domanda per la lode, domanda che non ho azzeccato. E meno male che si è fermato lì con le domande e mi ha scritto il 30 nel libretto.

D'altra parte, è vero che non sono mai stata mandata e non ho mai fatto figuracce né a scuola né all'università, ma, talvolta, sono stata un po' sfortunata con le domande.
Ad esempio, ad uno degli esami più importanti del mio corso di laurea, quello di istologia, stava andando tutto splendidamente, fino a che il prof. mi ha fatto la classica domanda per darmi la lode; io non ho risposto in maniera brillante e lui, che era tutto entusiasta per come stava andando l'esame prima, posso solo supporre che ci sia rimasto talmente male che mi ha dato 25.
Una cosa analoga è successa all'esame di chimica organica, una delle mie materie preferite, che avevo studiato benissimo... ma non conoscevo la risposta alla domanda per la lode (e lei stessa disse che era difficile), anche quella volta la prof. ci è rimasta un po' male, ma non così tanto, perché, alla fine, mi ha messo 28.
Oppure, un'altra volta, un prof. mi ha dato 24 ad un esame andato molto bene (Zoologia degli invertebrati), secondo me solo per antipatia personale.
O ancora, quella volta che allo scritto di matematica, c'erano solo domande di cui non conoscevo la risposta e di cui ho parlato qui.