mercoledì 30 dicembre 2015

With Bones... all the way

David Boreanaz e Emily Deschanel in Bones (Special Agent Seeley Booth and Dr. Temperance Brennan, stagione 1, episodio 15... dalle espressioni felici dei loro volti, la foto è fatta in un momento "dietro le quinte")

Ho appena finito di leggere "Corpi freddi", di Kathy Reichs, il primo libro della serie di Temperance Brennan, personaggio che ha ispirato la serie tv Bones. Da recente e sfegatata fan dello show, mi sono buttata a capofitto in questa lettura, carica di aspettative.
Non posso dire che il libro non mi sia piaciuto, ma nemmeno che mi abbia tenuta incollata alle pagine.
La storia mi è piaciuta, macabra al punto giusto con un twist interessante per quanto prevedibile (sarà che ho letto centinaia di thriller!), e lo stile di scrittura è scorrevole, però mi mancava qualcosa... forse mi mancava Seeley Booth :D che, nel libro, non esiste... o meglio, c'è un personaggio che potrebbe diventare quello che Booth è per Brennan nella serie tv, ma non sono sicura.
A parte gli scherzi, sapevo già che la Temperance Brennan del libro era diversa da quella della serie tv, quella del libro è molto più "normale", e forse sono rimasta un po' delusa perché mi piacerebbe proprio leggere un libro la cui protagonista fosse la "mia" Bones, con tutti i suoi "problemi" di relazione e con Booth a sostenerla sempre. 

Comunque, alla fine, leggerò almeno un paio degli altri libri della serie per farmi un'idea precisa.

(I'm with Bones, all the way... don't doubt that for a second - Booth a Cam, stagione 2)




giovedì 22 ottobre 2015

Pensavo fosse dieta e invece era Dukan, di Virginia Scarfili

Tu hai una forte motivazione e un obiettivo?

Sinossi (dal sito Amazon)
Isabella Magri è una giovane donna che aspira al giornalismo d’assalto ma è relegata, invece, alla rubrica dei cuori solitari. Ha un fidanzato con un quoziente di romanticismo pari a una goccia nell’oceano e un cruccio, un enorme cruccio: quei 6-7 chili di troppo che non la fanno mai piacere abbastanza. Isabella insegue quindi un duplice sogno: una magnifica carriera come vera giornalista ma magra! 
Suo malgrado, grazie a quello che all’inizio reputa un lampo di genio, si ritroverà ben presto imprigionata in una situazione tale che i suoi desideri saranno inesorabilmente legati l’un l’altro. 
Un capo con aspettative oltre ogni immaginazione la porterà in un percorso a tratti esilarante e a volte da psicodramma ma soprattutto verso insospettabili conclusioni in attesa dell’articolo finale relativo al percorso intrapreso. 
Durante questo cammino si insinuerà nella sua vita anche Matteo, astronomo romantico dal sorriso splendente ma con un difetto che Isabella non riesce proprio a digerire. 
La giornalista, in un turbinio di situazioni al di là di ogni aspettativa, vivrà una realtà che in pochi mesi cambierà il suo modo di vedere gli altri e se stessa, scoprendosi una forte personalità e un coraggio che non credeva di possedere grazie alle persone che, insieme a lei, seguono la dieta “del momento”. 
Tra brutte figure, stati d’animo contrastanti, motivazioni e obiettivi un dubbio si farà sentire nella sua vita: sarà davvero così importante essere magra?


Cosa ne penso io.
Già il titolo mi ha colpito molto, lo trovo molto simpatico e "vincente". Trovo deliziosa anche l'immagine in copertina. E, ovviamente, trovo deliziosa la storia.
Conosco, "capisco al volo" e apprezzo lo stile di scrittura fresco, scorrevole e divertente di Virginia, che è anche una delle mie più care amiche, e che avevo apprezzato già tantissimo nel suo primo romanzo fantasy Luna per Aria.
Pensavo fosse dieta e invece era Dukan è una storia carina, infarcita di battute cinematografiche e non solo. Devo dire che mi sono fatta parecchie risate leggendolo e mi ha ricordato molto lo stile di Sophie Kinsella. La protagonista Isabella mi ha fatto pensare continuamente alla Becky della trasposizione cinematografica di I love shopping... ecco, semmai dovessero fare un film con questo libro, io ci vedrei proprio Isla Fisher.


Ma, sebbene molto divertente (le parti con Bea forse sono quelle che mi hanno fatto più ridere... oltre ad aver chiamato uno dei protagonisti Itclif!), Pensavo fosse dieta e invece era Dukan tocca un argomento serio e delicato, infatti la storia della protagonista si intreccia con quella di persone che hanno un problema importante di peso e che frequentano il gruppo di auto aiuto "Dimagranti Anonimi".
Raccontando di diete dimagranti è facile rischiare di essere poco delicati nei confronti di qualcuno che sta combattendo una dura battaglia contro la bilancia. "Pensavo fosse dieta invece era Dukan", invece, non risulta poco delicato, anzi. Il fatto che l'autrice abbia provato su di sé molto di quello che racconta, poi, rende il racconto autentico. E l'articolo finale è la ciliegina sulla torta.

In questa pagina c'è una bella intervista all'autrice, che vi farà conoscere un po' di lei e di come ha ideato questa simpatica storia.

Citazione
Ne ho scelta una, anche se ci sono molte parti che mi sono piaciute, ma estrapolate dal contesto non avrebbero avuto molto senso. Quella che ho scelto fa parte dell'articolo finale, che è tutto molto bello, e a me ha colpito molto perché è stata anche la mia motivazione per perdere peso in un certo periodo (anche se non si trattava di amore per un figlio, dato che non ne ho, ma per i figli di alcune mie amiche).

La sua forte motivazione era l’amore per il figlio, un amore che l’ha aiutata non a rimettersi in piedi ma seduta in ginocchio per poter giocare a terra con lui. C’è riuscita e oggi è una mamma più felice. Solo se lo vuoi davvero riuscirai in un’impresa alla quale gli altri non credono. E quando riesci in qualcosa che credi più grande di te diventi più forte e le difficoltà che prima credevi insormontabili ti sembreranno non una passeggiata ma quantomeno fattibili.

domenica 13 settembre 2015

Frugando tra le statistiche...


Ogni tanto vado a guardare le chiavi di ricerca del blog, perché talvolta ne trovo qualcuna che mi fa sorridere. In effetti, è raro che accada, perché le chiavi di ricerca del mio blog sono abbastanza ordinarie e quindi solitamente non mi fanno sorridere, piuttosto mi fanno sorgere delle domande.
Ad esempio, come mai le chiavi di ricerca che hanno portato a visualizzare più pagine sono quelle relative a cose di cui ho parlato pochissime volte (o una sola), mentre non compaiono mai tra le statistiche parole chiave come "cani", "mare" o "scrittura" di cui ho parlato un sacco?

Queste sono le parole chiave di "sempre"
Comunque, tra le chiavi di ricerca delle ultime settimane, ce ne sono anche un paio che mi hanno fatto sorridere e sono "ragazze nute" (sic!) e "buco nelle mutande".
Chi ha trovato il mio blog dopo tali parole chiave sarà rimasto molto deluso!!

Frugando tra le statistiche, poi, mi sono accorta che un mio post di un paio di settimane fa, nello specifico questo, ha avuto oltre 4000 visualizzazioni. Per alcuni blog questo può essere normale, ma nel mio caso non tanto, dato che un mio post, in media, di visualizzazioni ne accumula 30 in cinque anni! La cosa mi fa anche molto piacere, dato che il libro di cui ho parlato in quel post, mi è anche piaciuto molto. Sono curiosa di sapere su quale sito è stato postato.

Concludo con questo, che è sempre vero.

venerdì 11 settembre 2015

Corpo di pietra

Uomo dentro un corpo di pietra,
ti affacci curvo sul baratro, 
pestando l'esile spicchio di terra
dal quale ti sporgi ogni giorno.
sperando che lo spicchio crolli sotto di te,
giù nel vuoto, nel baratro che aneli.
I pensieri sono sempre i tuoi, quelli dell'uomo,
ma il corpo è di pietra,
non ti accompagna,
e sei tornato bambino tra le braccia della mamma.

Purtroppo questo mio breve pezzo, è stato ispirato da una storia realmente accaduta.
E non ci sono parole giuste o che bastino in questi casi.
E, come sempre, mi ripeto che la vita è una roulette (russa), che gira di continuo. La pallina ruota veloce e  poi si ferma e i numeri escono, uno dopo l'altro. Ed è solo un caso quando esce il numero di un altro invece del mio.


Il grido - E. Munch, 1885 (fonte)
Quanto ho scritto sopra mi fa pensare a questo quadro e mi piacciono molto le parole usate dall'autore per descriverlo.
Una sera passeggiavo per un sentiero,da una parte stava la città e sotto di me il fiordo. 
Ero stanco e malato. Mi fermai e guardai al di là del fiordo - il sole stava tramontando - le nuvole erano tinte di un rosso sangue. 
Sentii un urlo attraversare la natura: mi sembrò quasi di udirlo. 
Dipinsi questo quadro, dipinsi le nuvole come sangue vero. 
I colori stavano urlando.
Edvard Munch

venerdì 4 settembre 2015

Gli altri siamo noi

C'è una canzone di Umberto Tozzi, che ascoltavo molto quando ero ventenne, che mi piaceva moltissimo. 
Titolo che trovo adattissimo in questo periodo storico (ma forse è adattissimo in qualunque periodo).

La cosa che mi colpisce sempre molto - e che è dilagante in maniera impressionante - è la completa assenza di empatia verso chi sta peggio, come se "noi" avessimo un qualche diritto e se quelli si meritassero le sofferenze perché sono nati in un paese povero, martoriato dalle guerre o in un campo rom. 
Io ci penso spesso e se c'è una cosa di cui ringrazio sempre (Dio, il caso,..., boh?) è quella di avermi concesso di nascere dalla parte giusta del mondo e in una famiglia per bene e, seppur non ricca, comunque sufficientemente agiata da avermi permesso una vita facile.


Quelli che si riempiono la bocca di commenti razzisti e odiano i poveracci ci pensano mai che su quei barconi, a frugare tra i rifuti o a chiedere l'elemosina potrebbero esserci loro? E che è solo un caso se così non è?
No, mi sa di no.

E c'è una frase che gira su facebook in questo periodo e che dovrebbe fare riflettere chiunque. Più o meno è questa.

Nessuna madre metterebbe i propri figli in mare, 
se non pensasse che l'acqua è più sicura della terra.

lunedì 24 agosto 2015

Vacanza

Gioiosa Marea

Panorama Gioiosa Marea

Panorama Gioiosa Marea

Panorama Gioiosa Marea

Gioiosa Marea
 
Capo Calavà

Capo Calavà

Capo Calavà

Capo Calavà

Gioiosa Marea e Capo Calavà (provincia di Messina).
Tra le località di mare più belle della nostra isola.
Peccato che, come sempre quando c'è troppa gente, la spazzatura triplica e quindi abbiamo trovato il mare sempre sporco, eccetto brevi sprazzi di pulizia momentanea dovuti al vento che spostava la sporcizia da qualche altra parte.

Però ne è valsa la pena.

A parte che sono stati forse gli unici 4 giorni di vacanza effettiva di quest'estate, c'è stata la compagnia, quella degli amici ormai storici (quasi dieci anni che ci conosciamo), con cui abbiamo sperimentato un gioco di carte diverso dalla solita Carioca... il King, che ci ha rapiti e costretti a partite fino alle due di notte con gli occhi semichiusi per il sonno!



Reborn, Miriam Mastrovito


Reborn. 
Premessa (considerazioni personali)
Qualche tempo fa, ho scoperto che esiste un mercato di bambole identiche a bambini, tanto identiche, per espressione del viso, definizione dei particolari, "consistenza" e peso, da essere quasi inquietanti (specialmente se avete una mente horror orientata come la mia!). 
Si chiamano Reborn, Rinate
E ci sono molte persone che acquistano queste bambole, che, d'altra parte, sono spesso bellissime... come i neonati appunto, raramente i neonati sono brutti e anche quando lo sono, sono spesso teneri, quindi carini comunque.
Alcune persone acquistano le reborn per farci giocare i bambini, come fossero dei Ciccio Bello con fattezze un po' più realistiche, ma ho letto da qualche parte che ci sono persone adulte che comprano queste bambole e le trattano come fossero bambini veri. Cambiano loro il pannolino, le portano a spasso con il passeggino, preparano loro la pappa e così via. Questo, personalmente, mi sa un po' di inquietante. Non giudico chi lo fa, sono sempre stata per il vivi e lascia vivere. So solo che, per come sono fatta, se io mi mettessi a cambiare il pannolino a una bambola a 40 anni suonati, vorrebbe dire che ho perso qualche rotella.
Quando ero piccola, andavano di moda i Tamagotchi, erano praticamente dei videogame, ai quali dovevi dedicare le giuste attenzioni nei giusti tempi, perché altrimenti morivano. Io non sono mai stata attratta dai Tamagotchi, mi hanno sempre fatto una discreta antipatia e trovavo agghiaccante, già allora, l'idea di perdere tempo con un videogame, perché se no quello moriva.
Le reborn sono delle semplici bambole... oppure, per qualcuno, una specie di tamagotchi non virtuale.
Su facebook conosco un paio di pagine, una è questa, che realizza bambole normali e un'altra è questa, che invece realizza bambole un po' particolari (horror particolari).
La somiglianza di queste bambole con i bambini veri, in alcuni casi, dà i brividi e queste bambole esercitano su di me un certo fascino, anche perché, anche se non riesco a scrivere una riga da molto tempo, la mia mente è sempre proiettata a immaginare storie (dell'orrore in particolare), di cui queste bambole, ho sempre pensato, potrebbero essere le protagoniste perfette.

Detto questo, non c'è da stupirsi se il titolo di questo romanzo mi ha attratto come una calamita e l'ho comprato, senza conoscere nulla né della trama e nemmeno dell'autrice.

Trama 
(presa dalla pagina facebook dell'autrice)
Da quando ha perso il marito Andrea e la figlia Martina in un incidente stradale, Elga non è più la stessa. Si è isolata dal mondo e vive di ricordi. Il suo unico diversivo è rappresentato dalle bambole reborn che crea per mestiere. 
Il 9 settembre 2013, giorno in cui Martina avrebbe compiuto dieci anni, Elga realizza per lei una bambola, come avrebbe fatto se fosse stata ancora viva. A sera, la sistema nella cameretta, che ha lasciato intatta dal giorno della sua morte, celebrando così quella ricorrenza speciale.
La mattina dopo viene accolta da una strana sorpresa: una bambina che non conosce si è intrufolata in casa. Sembra avere la stessa età di sua figlia ma non le somiglia per niente. 
Rea − questo il suo nome − sostiene, invece, che Elga sia proprio la sua mamma ed è la stessa cosa che affermano tutti in paese.
Quale la verità?
Per scoprirla la donna potrà contare solo su Iuri, giovane impiegato delle Onoranze funebri nonché stalker che da tempo la tormenta. 
Sarà l’inizio di uno strano viaggio che la condurrà al confine tra i mondi, lì dove regna il mistero e la Morte non è che l’inizio di una vita oltre.

Cosa posso dire? 
 La storia è ben scritta e mi piace l'idea che ci sta dietro.
Realtà parallele, reincarnazione, bambole, sentimenti...
Mi è piaciuto molto. Mi ha intrigato. 
Lo consiglio assolutamente.

Ho appena scoperto che c'è un blog dedicato al romanzo, qui. Segnalo in particolare la sezione dei contenuti speciali, quella in cui l'autrice parla della genesi del romanzo.

Citazioni

Hanno gli occhi come specchi - soleva ripetere Martina, - fanno paura solo a chi è cattivo.

Guarda che non è una colpa continuare a vivere quando qualcuno muore. I morti non si offendono se accetti di farti volere bene da qualcuno...

Voi uomini siete schegge di vetro, Iuri. Schegge di vetro lanciate sul piano dell'infinito, mille e mille volte. Ciascuna delle vostre vite è un disegno casuale che si realizza. A volte si tratta di un capolavoro, altre volte no, ma non c'è un progetto e nemmeno un padre amorevole. Non c'è amore lassù e non siete figli privilegiati di nessuno. Che ti piaccia o no, quelli che reputi piccoli miracoli non sono che coincidenze. Strabilianti. Fottute. Coincidenze.



Questa è la bambola protagonista del romanzo.
Clicca sulla foto per andare alla pagina facebook dell'autrice.




venerdì 21 agosto 2015

La promessa, Allison Price

Consigliata dalla mia carissima amica V., ho letto "La promessa", libro d'esordio di una scrittrice italiana di nome Allison Price. 


Brevissima trama
Jane si risveglia in un cimitero, scalza e confusa, e incontra Owen, che si trova al cimitero a piangere sulla tomba di suo fratello Roger. Jane ha perso la memoria, ma di una cosa è certa: è morta. I due diventano amici, Owen aiuta lei a scoprire la verità sulla sua morte e Jane aiuta lui a superare il dolore per la morte del fratello.

Già dalle poche parole di presentazione di V., sapevo che mi sarebbe piaciuto un sacco. 
E così infatti è stato! 
Scritta in maniera scorrevole, intrigante e non banale, la storia passa dal presente al passato di Jane e tiene il lettore ancorato alle pagine per scoprire cosa viene dopo.
Inoltre, il genere che piace a me: un thriller, condito con un bel po' di romanticismo, in una storia commovente che connette vivi e morti.
Ed è sempre bello quando le storie ti prendono al punto che non riesci a staccartene e non hai voglia di iniziare un nuovo libro per non dimenticarne i personaggi, anzi vuoi rileggerle per fissarteli bene in mente.

Due citazioni
"A volte è meglio vivere con il ricordo di qualcuno al proprio fianco, che non aver avuto nessuno per paura di perderlo"

"- Sei mai stato innamorato? -
Sollevò l'indice - Una volta sola -
Sentii il cuore rompersi in piccoli pezzi. - Poi cos'è successo? -
- La storia è ancora tutta da scrivere. ... Devo capire se lei è innamorata di me -"



Apro una parentesi che nulla ha a che vedere con il libro, ma che ha a che vedere con la storia.
La connessione tra i vivi e i morti è una cosa che mi affascina da sempre, io credo che chi ci lascia - in qualche modo - resti tra noi. Forse è più una speranza che un credo vero e proprio, comunque.
Quando ho scritto questo mini racconto, che prima o poi porterò avanti, volevo proprio raccontare di questa connessione tra vivi e morti.



martedì 4 agosto 2015

Le ossa del lago, R. Vangelista


Cercavo un bel thriller da leggere, dopo la semi delusione di XY di S. Veronesi, che ho abbandonato (anche se forse lo riprenderò, ma, non so, ora non mi va). Allora, sul kindle store di Amazon, mi sono messa a frugare tra i titoli econonomici e ho visto questo. 
Non potevo resistere a tale titolo e tale immagine di copertina!
(oltre al fatto che è costato circa € 1.50!)

Di seguito la trama, presa da Anobii.
È una notte di mezza estate quando Jude, una giovane mamma, si suicida sulla riva del lago Silver Lake nel New Hampshire. In quello stesso lago un mese e mezzo prima viene ritrovato il corpicino senza vita del suo bambino, Marcos, ucciso da un assassino che non ha ancora un nome. Al ritrovamento del piccolo partecipa anche Kate, novella poliziotta da poco trasferitasi a Silver Lake da Atlanta. Kate è nuova del posto ma non riesce ad accettare l'ingiustizia subita dal piccolo, vuole dare un nome al suo assassino, e forse, vuole anche far pace con se stessa, anche a costo di riaprire ferite e segreti nascosti tra le sponde ed i verdi alberi del lago d'argento... Lo spaccato di una tranquilla cittadina statunitense visto dagli occhi di Kate, uno sguardo di sofferenza che rispecchia quello dei suoi protagonisti, e che mette a fuoco timori reconditi, pregiudizi e segreti, coi quali, emersi come incubi, ciascuno deve fare i conti. Una "terribile normalità" del territorio fa da contrappeso alla spaventosa soluzione che sta dietro a questo romanzo criminale.

Mi è piaciuto molto, l'ho trovato ben scritto e scorrevole.
Inoltre, la storia è abbastanza lineare, senza per questo essere scontata o banale.
Forse poteva essere ancora più "incisiva", non mi ha lasciato con quella sensazione di "questo è il libro più bello che abbia mai letto e non riesco a posarlo"... cosa che mi succede spesso con i libri, però ho trovato il libro decisamente piacevole e la storia carina.
Scoperto poi che si tratta di un romanzo d'esordio di questa autrice, lo apprezzo ancora di più!

giovedì 9 luglio 2015

Le avventure di Pillo e Polly

E' da un po' che non scrivo nulla sui cani. 
Beh, è da un po' (un bel po') che scrivo poco niente in generale. 
Comunque... continuano le avventure di Pillo (Nanetto Buono) e Polly (Strega Isterica).
La Strega Isterica negli ultimi mesi aveva iniziato a manifestare dei fastidiosi comportamenti nei confronti del Nanetto Buono, dove per fastidiosi intendo pericolosi
Infatti, la Strega (e si capisce perché l'avevo soprannominata così) lo trattava malissimo in generale e lo ha anche malamente aggredito un paio di volte, tanto che sono arrivata a tenerli separati quando li lascio soli.
Povero Nanetto!
E povera me. Infatti, i sensi di colpa nei confronti di Pillo mi hanno tormentato... come, io ho fatto un casino per il secondo cane che giocasse con Pillo e gli facesse compagnia e invece gli ho trovato una tiranna isterica che a momenti lo sbrana?!
Ecco, dopo alcuni mesi vissuti in queste condizioni di disagio e preoccupazione, finalmente abbiamo ascoltato i consigli di amici cinofili e veterinari e stiamo facendo un percorso educativo con Polly e Pillo. E i risultati si sono visti sin dalla prima seduta.
Adesso (ne abbiamo fatte tre di sedute) tengo i cani di nuovo insieme e lei ha perso il suo atteggiamento da Strega Isterica, si è calmata e non lo ha più aggredito. E oggi lo ha persino fatto uscire per primo dalla porta, quando di norma non solo usciva lei, ma poi lo mordeva quando lui usciva.
Gli educatori cinofili (quelli bravi) fanno miracoli.


giovedì 25 giugno 2015

Filler rughe, Lavera - Recensioni

Da oggi, inizio le recensioni dei prodotti per la cura del corpo/makeup, che uso o che ho usato abbastanza per poterne dare un giudizio attendibile. Anche se ci tengo a precisare, che, forse non tutti, ma la maggior parte dei prodotti possono dare un effetto diverso su persone diverse... persino i colori dei rossetti, per dirne una, variano da persona a persona.
A tal proposito, qualche settimana fa, ho comprato online un bellissimo rossetto della Neve Cosmetics che stava benissimo ad una mia amica... beh, su di me è un orrore!!

Detto questo, oggi inizio col parlare di un prodotto della ditta Lavera Naturkosmetik.
Lavera, al momento, sta nel gradino più alto delle mie preferenze cosmetiche, a pari merito con Neve Cosmetics (di cui avevo parlato qui e qui). Le due aziende hanno una filosofia simile, prezzi abbastanza simili e si collocano nella fascia di prezzo medio bassa.
Lavera non compare nelle liste Vivo, Leaping Bunny e altre liste famose, ma è nella lista Naturewatch, quindi è cruelty free (a meno che non ne sia appena uscita!) e molti dei loro prodotti sono contrassegnati dalla V di vegan, inoltre utilizza prevalentemente ingredienti naturali e biologici.
I prodotti di questo marchio, quindi, possono essere definiti "ecobio", un termine che recentemente si sente ovunque (anche a sproposito, talvolta). Il termine ecobio si utilizza, infatti, per un prodotto che dovrebbe avere caratteristiche ecologiche (quindi essere il meno inquinante possibile e il più naturale possibile) e biologiche (realizzato con ingredienti biologici).

Il prodotto che recensisco è il filler rughe per pelli mature.
Da quando, truccandomi, mi guardo allo specchio per più tempo di cinque secondi al giorno, mi sono accorta che ho le rughe! :) Beh, a 43 anni è pure normale, ma io non me ne ero mai resa conto prima, proprio perché il tempo passato guardandomi allo specchio era davvero molto poco, troppo poco. Comunque, di certo non ho una faccia tipo quello della strega di Biancaneve, anzi, rispetto a molte coetanee, mi posso ritenere parecchio fortunata... ma vorrei prevenire, o almeno tentare... :)


Qualche settimana fa mi sono imbattuta per caso, in questo filler rughe per pelli mature e, attratta prima di tutto dal marchio cruelty free e dalla V sulla confezione (che indica che il prodotto è vegano), oltre che dal nome che promette meraviglie, l'ho acquistato.

L'INCI, per chi è interessato, è questo:
WATER (AQUA)
GLYCERIN (denaturante / umettante / solvente )
ALCOHOL (solvente )
BUTYROSPERMUM PARKII (Vegetale/emolliente )
RICINUS COMMUNIS emolliente
SODIUM LACTATE (agente tampone / umettante )
SIMMONDSIA CHINENSIS (JOJOBA) SEED OIL (non trovato)
MYRISTYL ALCOHOL (emolliente / stabilizzante emulsioni / viscosizzante)
LAUROYL LYSINE (viscosizzante)
CETEARYL ALCOHOL (emolliente / emulsionante / stabilizzante emulsioni / opacizzante / viscosizzante )
SILICA (abrasivo / aassorbente / opacizzante / viscosizzante )
ARGANIA SPINOSA KERNEL OIL (non trovato)
OLEA EUROPAEA (emolliente / solvente / vegetale)
FRAGRANCE (PARFUM) (non trovato)
SODIUM HYALURONATE (può essere di orgine animale o sintetica... dal momento che il prodotto è contrassegnato con la V, suppongo sia di origine sintetica)
DODECANE (non trovato, ma nel biodizionario c'è un ISODODECANE che è un emolliente con pallino rosso)
VACCINIUM MACROCARPON (vegetale)
ALOE BARBADENSIS (emolliente )
PRUNUS DULCIS (vegetale / emolliente)
TITANIUM DIOXIDE (opacizzante)
SACCHARIDE ISOMERATE (non trovato)
HYDROGENATED CASTOR OIL (emolliente / emulsionante / tensioattivo / viscosizzante )
HYDROGENATED LECITHIN (emulsionante )
ASCOPHYLLUM NODOSUM EXTRACT (non trovato)
HYDROGENATED PALM GLYCERIDES (emolliente / emulsionante )
POTASSIUM CETYL PHOSPHATE (tensioattivo)
ALGAE (vegetale )
MAGNESIUM GLUCONATE (additivo)
MALTOSE (additivo)
CICHORIUM INTYBUS (vegetale )
TOCOPHEROL (antiossidante)
TOCOPHERYL ACETATE (antiossidante)
BRASSICA CAMPESTRIS (RAPESEED) STEROLS (non trovato)
XANTHAN GUM (legante / stabilizzante emulsioni / viscosizzante)
HELIANTHUS ANNUUS (emolliente / vegetale)
ASCORBYL DIPALMITATE (antiossidante )
LIMONENE (Allergene del profumo)
LINALOOL (Allergene del profumo)
CITRONELLOL (Allergene del profumo)
GERANIOL (Allergene del profumo)
CITRAL (additivo )
CITRAL (Allergene del profumo)
BENZYL SALICYLATE (Allergene del profumo)
COUMARIN (Allergene del profumo)
EUGENOL (denaturante )
BENZYL ALCOHOL (Allergene del profumo / conservante / solvente )


Considerata la netta predominanza di pallini verdi e il fatto che quasi tutti i non trovati sono ingredienti naturali, credo che l'INCI, in base al biodizionario, si possa definire più che accettabile.
Per chi fosse interessato, ho creato la lista degli ingredienti completa di pallini, utilizzando l'applicazione che trovate qui


Metto queste foto per dare l'idea delle dimensioni del tubetto... so che la quantità è indicata, ma così è più facile rendersi conto di quanto sono 15 ml di prodotto! Comunque, dato che se ne usa pochissimo per volta, la quantità va bene così.

Fatta queste considerazioni, dopo circa un mese di utilizzo più o meno costante, posso dire che... beh, direi che è utile e credo che lo ricomprerò. Certo, non fa scomparire le rughe come una bacchetta magica, ma si notano meno, come se davvero ci fosse un effetto filler. Soprattutto lo noto nella mia ruga principale, che si trova sulla fronte: una bella ruga verticale abbastanza pronunciata proprio in corrispondenza del naso.

Da quando uso il filler, la ruga è meno pronunciata... e già che non assomigli al Grand Canyon mi sembra una gran cosa.


Per il resto, la crema non è unta e si assorbe nel giro di pochi secondi. Io la applico sulla ruga di cui sopra, nel contorno occhi e bocca. E, dopo, applico la crema idratante.

La mia personale valutazione è 9+!