venerdì 2 gennaio 2015

Viaggio in Svizzera (nov. 2014) - parte 1

In viaggio in treno, tra La Chaux-de-Fonds e Neuchatel.
Dal treno, ho fatto foto spettacolari... quante storie si potrebbero raccontare. Le distese verdi della Svizzera sono una delle cose più belle, spazi enormi e dietro, spesso, le montagne.

Il lago di Neuchatel.
Immenso e bellissimo.

Particolare del giardino davanti al Casino di Neuchatel

Il ponte coperto di Lucerna

Volatili in prossimità del ponte coperto di Lucerna

Vista dei tetti di Berna, dal ponte sul fiume Aar

Fiume Aar, dalla zona della fossa degli orsi

Il fiume Aar e i suoi ponti

Il lago di Interlaken, dal treno in viaggio di ritorno.

In questo momento do per scontato che scriverò la parte 2... non ne sono molto sicura, dato che in questi giorni la mia ispirazione latita proprio, però mantengo il proposito.

Come per i miei 40 anni, anche per i 40 del marito siamo partiti.
Questa volta, la meta scelta è stata la Svizzera, che già da anni era nei nostri pensieri.
Le foto sopra rendono bene evidente che la Svizzera è uno dei posti più belli che io abbia mai visitato e certamente vi tornerò, se ne avrò la possibilità.
Ogni volta che mi allontano dalla mia città, in particolare se vado all'estero, quando giunge il momento del rientro, penso sempre "ma perché non restare qui?".
L'ho pensato moltissimo per Londra, un po' per Parigi, un po' per Cesena, persino un po' per Milano e molto per la Svizzera, in particolare per la cittadina di Neuchatel che, almeno da visitatrice, è davvero un bijoux.
In Svizzera è tutto pulito, persino i bagni pubblici e non solo quelli a pagamento (unica eccezione quelli della stazione di La Chaux-de-Fonds, che erano al pari dei bagni dei nostri autogrill), esiste il book sharing (ci sono delle cassette in cui puoi mettere e prendere libri, in prossimità delle fermate del bus, ma credo non solo lì), ci sono posti di lavoro, i mezzi pubblici sono molto efficienti e spostarsi in treno è un piacere, oltre che una comodità.
La vita costa molto cara, ma, d'altra parte, gli stipendi sono molto più alti che qui.

Unico problema non trascurabile è stato la lingua. Io a scuola ho studiato francese ed ero anche tanto bravina, ma sono passati quasi vent'anni da quando ho pronunciato l'ultima parola in francese e, ad eccezione di Berna e di un museo a Lucerna, non c'è stato un posto in cui qualcuno parlasse qualche parola in inglese. Questo, ovviamente, ha fatto sì che si creassero delle simpatiche gag!

Gag 1
Alla biglietteria della stazione dei treni di La Chaux-de-Fonds, c'era una giovanissima che non parlava una parola che non fosse francese (almeno 4 parole in inglese le potrebbero parlare in una biglietteria delle ferrovie, ma va beh...) e avevamo tante cose da chiedere. Non è stato facile, dato che noi non sappiamo parlare francese quasi per nulla... ma il top è stato raggiunto quando ho cercato di dire qualcosa e ho iniziato una frase con "Nous voulevon..." (che non so manco come si scrive e se esiste, ma ricorda tanto il famoso "Nous voulevon savoir" di Totò e Peppino a Milano)... a quel punto ci siamo ammazzati dalle risate, davanti agli occhi della tipa che non stava capendo niente!

Sempre la tipa alla biglietteria, poi, per essere certa che dovessimo pagare la tariffa intera e non ridotta, ha voluto essere certa che rientrassimo in una certa fascia d'età... così, ha chiesto al marito (che in effetti i suoi 40 anni li dimostra poco) se avesse più di 25 anni e a me se ne avessi più di 59!!! Ora, meno male che la mia autostima è a livelli sufficienti e che SO di non dimostrare 60 anni, se no...

Gag 2
La bigliettaia della stazione dell'autobus sempre di La Chaux-de-Fonds ci chiede, chiaramente in francese, se vogliamo biglietti a tariffa ridotta e noi rispondiamo con un "No, no... intèr"... la tizia si ammazza dalle risate. Subito dopo, abbiamo realizzato, senza nemmeno usare il vocabolario, che intero si traduce con entière e comunque la parola che avremmo dovuto usare era normale.

Gag3
Negozio  di La Chaux-de-Fonds di alimenti biologici e qualche prodotto vegano, caratterizzato dalle informazioni sulle confezioni interamente in lingua tedesca e commessa che parla solo esclusivamente francese. Doppia difficoltà, primo far capire dalla commessa che cerco prodotti vegani (commessa che, pur vendendo prodotti veg, non sapeva nemmeno cosa volesse dire vegan), secondo, tra i pochissimi prodotti "forse veg", cercare quelli davvero veg, leggendo le informazioni in tedesco... lingua nella quale io non so manco come si dice buongiorno, figuriamoci leggere gli ingredienti. La commessa, che non sa cosa vuol dire veg e non sa leggere il tedesco, si fa aiutare da un improvvisato aiutante che si aggira nel retrobottega. Morale, riesco a comprare un paio di cose, un paio delle quali nemmeno certa di cosa siano, ma che sono vegan, almeno a detta dell'aiutante.

Gag4
Museo dell'orologio di La Chaux-de-Fonds. Riusciamo a fare i biglietti, fino a lì ci arriviamo senza difficoltà ed entriamo. A un certo punto, un tizio si rivolge al marito, parlando in francese spedito... entrambi, non avendo capito un tubo, restiamo a guardarlo inebetiti. Alché lui chiede, più lentamente, se capiamo il francese, ma immagino supponesse già la risposta. Il marito risponde subito, come un riflesso patellare, "Oui", anche se è palesemente non vero, e allora io mi metto a ridere e guardando il tizio, rispondo "NO!!". Lui sorride e ci spiega, un po' a gesti, cosa voleva da noi... che il marito andasse a posare lo zainetto nel guardaroba, non si sa mai gli fosse venuta voglia di rubarsi qualche cimelio oppure di sbatterlo contro qualche pezzo.
A parte tutto, il museo è molto bello.



4 commenti:

  1. Coi tempi che corrono nella nostra povera Italia vi conveniva restarci in Svizzera, il francese ve lo sareste imparato in qualche settimana ;-)

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  2. Sono del parere che in posti così belli (vedi foto) non sia molto importante saper parlare una lingua differente che non sia la propria.Noi italiani, magari a gesti, sappiamo farci comprendere bene.
    Le gag sono state uno spasso, grazie.
    Auguroni a voi e un caro saluo,
    aldo.

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  3. fangyanting20150914
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