lunedì 24 agosto 2015

Reborn, Miriam Mastrovito


Reborn. 
Premessa (considerazioni personali)
Qualche tempo fa, ho scoperto che esiste un mercato di bambole identiche a bambini, tanto identiche, per espressione del viso, definizione dei particolari, "consistenza" e peso, da essere quasi inquietanti (specialmente se avete una mente horror orientata come la mia!). 
Si chiamano Reborn, Rinate
E ci sono molte persone che acquistano queste bambole, che, d'altra parte, sono spesso bellissime... come i neonati appunto, raramente i neonati sono brutti e anche quando lo sono, sono spesso teneri, quindi carini comunque.
Alcune persone acquistano le reborn per farci giocare i bambini, come fossero dei Ciccio Bello con fattezze un po' più realistiche, ma ho letto da qualche parte che ci sono persone adulte che comprano queste bambole e le trattano come fossero bambini veri. Cambiano loro il pannolino, le portano a spasso con il passeggino, preparano loro la pappa e così via. Questo, personalmente, mi sa un po' di inquietante. Non giudico chi lo fa, sono sempre stata per il vivi e lascia vivere. So solo che, per come sono fatta, se io mi mettessi a cambiare il pannolino a una bambola a 40 anni suonati, vorrebbe dire che ho perso qualche rotella.
Quando ero piccola, andavano di moda i Tamagotchi, erano praticamente dei videogame, ai quali dovevi dedicare le giuste attenzioni nei giusti tempi, perché altrimenti morivano. Io non sono mai stata attratta dai Tamagotchi, mi hanno sempre fatto una discreta antipatia e trovavo agghiaccante, già allora, l'idea di perdere tempo con un videogame, perché se no quello moriva.
Le reborn sono delle semplici bambole... oppure, per qualcuno, una specie di tamagotchi non virtuale.
Su facebook conosco un paio di pagine, una è questa, che realizza bambole normali e un'altra è questa, che invece realizza bambole un po' particolari (horror particolari).
La somiglianza di queste bambole con i bambini veri, in alcuni casi, dà i brividi e queste bambole esercitano su di me un certo fascino, anche perché, anche se non riesco a scrivere una riga da molto tempo, la mia mente è sempre proiettata a immaginare storie (dell'orrore in particolare), di cui queste bambole, ho sempre pensato, potrebbero essere le protagoniste perfette.

Detto questo, non c'è da stupirsi se il titolo di questo romanzo mi ha attratto come una calamita e l'ho comprato, senza conoscere nulla né della trama e nemmeno dell'autrice.

Trama 
(presa dalla pagina facebook dell'autrice)
Da quando ha perso il marito Andrea e la figlia Martina in un incidente stradale, Elga non è più la stessa. Si è isolata dal mondo e vive di ricordi. Il suo unico diversivo è rappresentato dalle bambole reborn che crea per mestiere. 
Il 9 settembre 2013, giorno in cui Martina avrebbe compiuto dieci anni, Elga realizza per lei una bambola, come avrebbe fatto se fosse stata ancora viva. A sera, la sistema nella cameretta, che ha lasciato intatta dal giorno della sua morte, celebrando così quella ricorrenza speciale.
La mattina dopo viene accolta da una strana sorpresa: una bambina che non conosce si è intrufolata in casa. Sembra avere la stessa età di sua figlia ma non le somiglia per niente. 
Rea − questo il suo nome − sostiene, invece, che Elga sia proprio la sua mamma ed è la stessa cosa che affermano tutti in paese.
Quale la verità?
Per scoprirla la donna potrà contare solo su Iuri, giovane impiegato delle Onoranze funebri nonché stalker che da tempo la tormenta. 
Sarà l’inizio di uno strano viaggio che la condurrà al confine tra i mondi, lì dove regna il mistero e la Morte non è che l’inizio di una vita oltre.

Cosa posso dire? 
 La storia è ben scritta e mi piace l'idea che ci sta dietro.
Realtà parallele, reincarnazione, bambole, sentimenti...
Mi è piaciuto molto. Mi ha intrigato. 
Lo consiglio assolutamente.

Ho appena scoperto che c'è un blog dedicato al romanzo, qui. Segnalo in particolare la sezione dei contenuti speciali, quella in cui l'autrice parla della genesi del romanzo.

Citazioni

Hanno gli occhi come specchi - soleva ripetere Martina, - fanno paura solo a chi è cattivo.

Guarda che non è una colpa continuare a vivere quando qualcuno muore. I morti non si offendono se accetti di farti volere bene da qualcuno...

Voi uomini siete schegge di vetro, Iuri. Schegge di vetro lanciate sul piano dell'infinito, mille e mille volte. Ciascuna delle vostre vite è un disegno casuale che si realizza. A volte si tratta di un capolavoro, altre volte no, ma non c'è un progetto e nemmeno un padre amorevole. Non c'è amore lassù e non siete figli privilegiati di nessuno. Che ti piaccia o no, quelli che reputi piccoli miracoli non sono che coincidenze. Strabilianti. Fottute. Coincidenze.



Questa è la bambola protagonista del romanzo.
Clicca sulla foto per andare alla pagina facebook dell'autrice.




2 commenti:

  1. Inquietantissimo, soprattutto per me che non amo troppo le bambole. Quasi quasi lo cerco e lo leggo :)

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