domenica 13 settembre 2015

Frugando tra le statistiche...


Ogni tanto vado a guardare le chiavi di ricerca del blog, perché talvolta ne trovo qualcuna che mi fa sorridere. In effetti, è raro che accada, perché le chiavi di ricerca del mio blog sono abbastanza ordinarie e quindi solitamente non mi fanno sorridere, piuttosto mi fanno sorgere delle domande.
Ad esempio, come mai le chiavi di ricerca che hanno portato a visualizzare più pagine sono quelle relative a cose di cui ho parlato pochissime volte (o una sola), mentre non compaiono mai tra le statistiche parole chiave come "cani", "mare" o "scrittura" di cui ho parlato un sacco?

Queste sono le parole chiave di "sempre"
Comunque, tra le chiavi di ricerca delle ultime settimane, ce ne sono anche un paio che mi hanno fatto sorridere e sono "ragazze nute" (sic!) e "buco nelle mutande".
Chi ha trovato il mio blog dopo tali parole chiave sarà rimasto molto deluso!!

Frugando tra le statistiche, poi, mi sono accorta che un mio post di un paio di settimane fa, nello specifico questo, ha avuto oltre 4000 visualizzazioni. Per alcuni blog questo può essere normale, ma nel mio caso non tanto, dato che un mio post, in media, di visualizzazioni ne accumula 30 in cinque anni! La cosa mi fa anche molto piacere, dato che il libro di cui ho parlato in quel post, mi è anche piaciuto molto. Sono curiosa di sapere su quale sito è stato postato.

Concludo con questo, che è sempre vero.

venerdì 11 settembre 2015

Corpo di pietra

Uomo dentro un corpo di pietra,
ti affacci curvo sul baratro, 
pestando l'esile spicchio di terra
dal quale ti sporgi ogni giorno.
sperando che lo spicchio crolli sotto di te,
giù nel vuoto, nel baratro che aneli.
I pensieri sono sempre i tuoi, quelli dell'uomo,
ma il corpo è di pietra,
non ti accompagna,
e sei tornato bambino tra le braccia della mamma.

Purtroppo questo mio breve pezzo, è stato ispirato da una storia realmente accaduta.
E non ci sono parole giuste o che bastino in questi casi.
E, come sempre, mi ripeto che la vita è una roulette (russa), che gira di continuo. La pallina ruota veloce e  poi si ferma e i numeri escono, uno dopo l'altro. Ed è solo un caso quando esce il numero di un altro invece del mio.


Il grido - E. Munch, 1885 (fonte)
Quanto ho scritto sopra mi fa pensare a questo quadro e mi piacciono molto le parole usate dall'autore per descriverlo.
Una sera passeggiavo per un sentiero,da una parte stava la città e sotto di me il fiordo. 
Ero stanco e malato. Mi fermai e guardai al di là del fiordo - il sole stava tramontando - le nuvole erano tinte di un rosso sangue. 
Sentii un urlo attraversare la natura: mi sembrò quasi di udirlo. 
Dipinsi questo quadro, dipinsi le nuvole come sangue vero. 
I colori stavano urlando.
Edvard Munch

venerdì 4 settembre 2015

Gli altri siamo noi

C'è una canzone di Umberto Tozzi, che ascoltavo molto quando ero ventenne, che mi piaceva moltissimo. 
Titolo che trovo adattissimo in questo periodo storico (ma forse è adattissimo in qualunque periodo).

La cosa che mi colpisce sempre molto - e che è dilagante in maniera impressionante - è la completa assenza di empatia verso chi sta peggio, come se "noi" avessimo un qualche diritto e se quelli si meritassero le sofferenze perché sono nati in un paese povero, martoriato dalle guerre o in un campo rom. 
Io ci penso spesso e se c'è una cosa di cui ringrazio sempre (Dio, il caso,..., boh?) è quella di avermi concesso di nascere dalla parte giusta del mondo e in una famiglia per bene e, seppur non ricca, comunque sufficientemente agiata da avermi permesso una vita facile.


Quelli che si riempiono la bocca di commenti razzisti e odiano i poveracci ci pensano mai che su quei barconi, a frugare tra i rifuti o a chiedere l'elemosina potrebbero esserci loro? E che è solo un caso se così non è?
No, mi sa di no.

E c'è una frase che gira su facebook in questo periodo e che dovrebbe fare riflettere chiunque. Più o meno è questa.

Nessuna madre metterebbe i propri figli in mare, 
se non pensasse che l'acqua è più sicura della terra.