lunedì 18 gennaio 2016

Settimana bianca in Veneto e Trentino Alto Adige - parte 1

Partiti da CT alle 15 circa del 9/01, con un caldo pazzesco e 22°C, siamo atterrati a Treviso alle 17.30 circa, con 1°C, la nebbia e la pioggia. 
Posso dire che forse mi sono un pochino tranquillizzata in merito alla paura di volare. Non che adesso mi piaccia o io desideri salire su un aereo con tutta me stessa, ma il terrore non mi è venuto né all'andata e nemmeno al rientro. Il decollo in particolare e l'atterraggio restano momenti che odio con tutto il cuore e che mi fanno uscire le lacrime e quasi singhiozzare, ma per il resto sono rimasta abbastanza tranquilla, anche durante alcuni sballonzolamenti del volo di ritorno e un atterraggio tutt'altro che morbido... oltretutto, ho fatto delle foto fantastiche (e distrarsi aiuta moltissimo).




Il nostro residence si trovava a circa 150 km, che abbiamo percorso comunque molto tranquillamente - tra nebbia, pioggia, neve e temperature sotto lo zero - grazie ai fantastici copertoni da neve della nostra macchina noleggiata, che saranno pure costati un botto, ma sono stati indispensabili.
Abbiamo soggiornato a Auronzo di Cadore, un paesino molto carino della provincia di Belluno, in un residence fantastico trovato per caso su internet (residence "Al lago", se volete leggere la mia recensione su tripadvisor, andate qui). Oltre al fatto che il residence era bello in sé e lo sarebbe stato anche se fosse stato in mezzo al nulla, una delle cose suggestive da morire era il lago di fronte, il lago di Auronzo, che mi ha affascinato tantissimo. Non avevo visto mai un lago ghiacciato dal vivo e questo forse è stato parte del fascino... inoltre, era ghiacciato ma non in modo uniforme, il che lo rendeva ancora più affascinante, inoltre i rumori  che emetteva, dovuti al ghiaccio e all'acqua che si spostano, lo rendevano molto suggestivo e anche un pochino inquietante.

Adoro questa foto.




Le prime 24 ore di viaggio non sono state proprio rose e fiori... iniziando dal freddo cane condito con nebbia e pioggia per la strada per il residence. Una delle prime cose che mi è capitata poi, appena arrivata al residence, è stata che un orecchino mi è caduto nello scarico del lavandino... niente di che, soprattutto perché il valore del paio era di circa 2 euro... ma mi ha colpito perché nel film "Pane e Tulipani", in una delle prime divertenti scene, a Licia Maglietta (la protagonista) cade un orecchino nel gabinetto di un autogrill... ho visto il film proprio qualche giorno fa (per l'ennesima volta) e proprio della scena ne avevo parlato con un'amica lo stesso giorno. 
Dopo qualche minuto dall'episodio dell'orecchino, mi sono guardata allo specchio e ho notato che ai miei occhiali si era staccata una delle stanghette che tiene il nasello... risultato: occhiali molto scomodi da portare, oltre che esteticamente un po' discutibili, meno male che avevo portato le lenti a contatto.
Un'altra cosa capitata nell'arco delle prime 24 ore di soggiorno è stata l'allagamento del residence... che poi dispiace quando questi inconvenienti capitano alle brave persone, che gestiscono uno dei posti più carini in cui hai alloggiato nella tua vita. Rientrati, dopo la prima giornata di sci, abbiamo subito notato lo scrosciare di acqua che si sentiva nel piano -1 e l'acqua che gocciolava copiosa dai lampadari e dall'ascensore... giunta poi nel nostro bilocale, mi sono accorta che pioveva dal soffitto e che non c'era corrente elettrica. L'emergenza (un tubo rotto) è stata gestita prontamente dalla gentilissima signora titolare e siamo stati spostati in mansarda, in un appartamentino se possibile ancora più carino del primo.
Ecco, queste cose sono state l'incipit della nostra settimana bianca, ma poi è andato tutto benissimo.


La pista più facile degli impianti di Auronzo di Cadore. In realtà, non è facilissima (cioè, lo è se uno sa sciare... ma ci sono piste molto più facili, come la pista 6 e 6a di Sesto Croda Rossa Moso) e in foto la pendenza non si nota, ma c'è, in particolare nel primo tratto.

La pista facile di Auronzo di Cadore, foto presa appena sganciata dallo skilift. Il mio tempo di discesa e risalita con lo skilift era di circa 3 minuti. 
Il primo giorno di sci ero talmente arrugginita che sono caduta malamente diverse volte e poi mi sono bloccata in mezzo alla pista (quella delle due foto sopra), fino a quando il marito non mi ha mandato in soccorso un istruttore, che mi ha sbloccato e ricordato alcuni rudimenti dello sci che avevo completamente dimenticato, visto che non mettevo gli sci ai piedi da circa dieci anni... e mi sa che, per me, non è come andare in bicicletta. Comunque, alla fine, ho sciato... a quanto pare non sono tornata al livello (medio basso) di dieci anni fa, ma un gradino più sotto, però spero di recuperare un po' sull'Etna quest'inverno.



3 commenti:

  1. Quanto tempo è che non vado sulla neve, una vita...
    Mi hai fatto venire voglia di tornarci, cosa strana peraltro visto che ormai sono talmente insofferente all'inverno che non sopporto l'idea di stare all'aperto nei mesi invernali.

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    1. Ariano, anche io sono insofferente all'inverno. La cosa difficile è decidersi, ma poi è bellissimo!

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