sabato 30 gennaio 2016

Punto.


Penso che omosessuali e eterosessuali abbiano gli stessi diritti, 
compreso quello di sposarsi e avere figli.

Non ho mai capito perché c'è chi si batte tanto strenuamente per negare i diritti alle altre persone.
Oltretutto, trovo profondamente fuori luogo (e molto ipocrita) questa difesa della "famiglia tradizionale".
E poi, quale famiglia tradizionale? 
Quella fatta da persone sposate "tradizionalmente" (e che  magari vanno pure in chiesa) e che frequentano prostitute (magari minorenni) o che hanno una o più amanti e figli in giro o che amano fare turismo sessuale quando la moglie/marito resta a casa con i figli?
(e che sono quelli che più si battono per difendere la loro ipocritissima famiglia tradizionale)
E poi le madri o i padri single/vedovi/divorziati? 
Togliamo i figli anche a loro, perché "i figli hanno bisogno di un padre e una madre"?!
I figli hanno bisogno di essere amati ed educati. 
L'essere capace di dare amore e di educare non ha nulla a che vedere con il sesso del genitore, ma con il suo essere persona.
Punto.


martedì 26 gennaio 2016

Fiorello qualche tempo fa


Fiorello è una delle persone più divertenti che io conosca... purtroppo, ovviamente, non lo conosco dal vivo anche se mi piacerebbe molto (e non succederà mai).

Qualche tempo fa abbiamo guardando un suo programma su Sky e ci siamo fatti un sacco di risate.

Parlava di ragazzi e ragazze adolescenti e di sua figlia che adesso è piccola e che tra una decina di anni probabilmente gli porterà a casa un fidanzato.

Si chiama Jonathan... Io avevo sempre pensato a un genero con un nome come Santino o Carmelo, non Jonathan!! E poi arriverà a casa mia camminando così (imita uno che cammina con dei pesi attaccati), magari a quel tempo andranno di moda i tostapani appesi ai testicoli (la gente ride e lui commenta "E che ne possiamo sapere?!") e mi dirà "Io vorrò bene a sua figlia per sempre". Allora mima una pistola con le mani e dice "Per sempre, finchè morte non vi separi... cioè ora!"
Bang!


Bambini e cani

Foto presa qui.
Foto presa qui.

Torno a parlare di cani, dopo un bel po'. 
Ma, più che di cani, di persone che interagiscono con i cani, nella fattispecie bambini. 
L'altro giorno ho assistito, mio malgrado, a una scena che mi ha fatto venire voglia di prendere a parolacce la mamma di una bimba circa quattrenne. La bimba, dopo aver fatto una serie di monellerie non cane correlate, alcune delle quali pericolose, ha rivolto la sua attenzione al suo sfortunato animaletto domestico: un cagnolino molto simile a Pillo e forse ancora più piccolo e simil-pupazzetto di pelouche. Come spesso fanno i bambini, gli si è lanciata addosso (questo cagnolino certamente era molto più piccolo di lei e forse gli ha fatto pure male, oltre a infastidirlo) e lo ha torturato alla maniera tipica dei bimbi piccoli, infilandogli le dita negli occhi, nelle orecchie, stringendogli il collo in un abbraccio, tirandogli la coda e cose così. Tutto questo per almeno cinque minuti di fila, senza che la mamma dicesse una sola parola. E no, il cane non ne era contento, ne era visibilmente infastidito.
Ecco, a me vedere queste cose infastidisce parecchio.
Perché poi, quando il cane morde il bimbo, sono tutti pronti a dire che il cane è pazzo, è pericoloso e va soppresso.
Quel cagnetto non credo morderà mai quella bambina pestifera e nemmeno glielo auguro ovviamente, però potrebbe succedere e non perché il cane è pazzo, ma perché la bambina gli sta dando un fastidio incredibile e sta facendo (inconsapevolmente) di tutto per portarlo all'esasperazione canina, che al 90%, si traduce con un morso.
L'educazione dei bambini è fondamentale: un bambino piccolo, lasciato in balia di se stesso, potrebbe non arrivare vivo alla sera... ma quando si tratta dell'interazione con i cani, spesso, li si lascia così, senza guida alcuna, liberi di fare ciò che vogliono al povero animaletto.
Perché?


lunedì 18 gennaio 2016

Settimana bianca in Veneto e Trentino Alto Adige - parte 1

Partiti da CT alle 15 circa del 9/01, con un caldo pazzesco e 22°C, siamo atterrati a Treviso alle 17.30 circa, con 1°C, la nebbia e la pioggia. 
Posso dire che forse mi sono un pochino tranquillizzata in merito alla paura di volare. Non che adesso mi piaccia o io desideri salire su un aereo con tutta me stessa, ma il terrore non mi è venuto né all'andata e nemmeno al rientro. Il decollo in particolare e l'atterraggio restano momenti che odio con tutto il cuore e che mi fanno uscire le lacrime e quasi singhiozzare, ma per il resto sono rimasta abbastanza tranquilla, anche durante alcuni sballonzolamenti del volo di ritorno e un atterraggio tutt'altro che morbido... oltretutto, ho fatto delle foto fantastiche (e distrarsi aiuta moltissimo).




Il nostro residence si trovava a circa 150 km, che abbiamo percorso comunque molto tranquillamente - tra nebbia, pioggia, neve e temperature sotto lo zero - grazie ai fantastici copertoni da neve della nostra macchina noleggiata, che saranno pure costati un botto, ma sono stati indispensabili.
Abbiamo soggiornato a Auronzo di Cadore, un paesino molto carino della provincia di Belluno, in un residence fantastico trovato per caso su internet (residence "Al lago", se volete leggere la mia recensione su tripadvisor, andate qui). Oltre al fatto che il residence era bello in sé e lo sarebbe stato anche se fosse stato in mezzo al nulla, una delle cose suggestive da morire era il lago di fronte, il lago di Auronzo, che mi ha affascinato tantissimo. Non avevo visto mai un lago ghiacciato dal vivo e questo forse è stato parte del fascino... inoltre, era ghiacciato ma non in modo uniforme, il che lo rendeva ancora più affascinante, inoltre i rumori  che emetteva, dovuti al ghiaccio e all'acqua che si spostano, lo rendevano molto suggestivo e anche un pochino inquietante.

Adoro questa foto.




Le prime 24 ore di viaggio non sono state proprio rose e fiori... iniziando dal freddo cane condito con nebbia e pioggia per la strada per il residence. Una delle prime cose che mi è capitata poi, appena arrivata al residence, è stata che un orecchino mi è caduto nello scarico del lavandino... niente di che, soprattutto perché il valore del paio era di circa 2 euro... ma mi ha colpito perché nel film "Pane e Tulipani", in una delle prime divertenti scene, a Licia Maglietta (la protagonista) cade un orecchino nel gabinetto di un autogrill... ho visto il film proprio qualche giorno fa (per l'ennesima volta) e proprio della scena ne avevo parlato con un'amica lo stesso giorno. 
Dopo qualche minuto dall'episodio dell'orecchino, mi sono guardata allo specchio e ho notato che ai miei occhiali si era staccata una delle stanghette che tiene il nasello... risultato: occhiali molto scomodi da portare, oltre che esteticamente un po' discutibili, meno male che avevo portato le lenti a contatto.
Un'altra cosa capitata nell'arco delle prime 24 ore di soggiorno è stata l'allagamento del residence... che poi dispiace quando questi inconvenienti capitano alle brave persone, che gestiscono uno dei posti più carini in cui hai alloggiato nella tua vita. Rientrati, dopo la prima giornata di sci, abbiamo subito notato lo scrosciare di acqua che si sentiva nel piano -1 e l'acqua che gocciolava copiosa dai lampadari e dall'ascensore... giunta poi nel nostro bilocale, mi sono accorta che pioveva dal soffitto e che non c'era corrente elettrica. L'emergenza (un tubo rotto) è stata gestita prontamente dalla gentilissima signora titolare e siamo stati spostati in mansarda, in un appartamentino se possibile ancora più carino del primo.
Ecco, queste cose sono state l'incipit della nostra settimana bianca, ma poi è andato tutto benissimo.


La pista più facile degli impianti di Auronzo di Cadore. In realtà, non è facilissima (cioè, lo è se uno sa sciare... ma ci sono piste molto più facili, come la pista 6 e 6a di Sesto Croda Rossa Moso) e in foto la pendenza non si nota, ma c'è, in particolare nel primo tratto.

La pista facile di Auronzo di Cadore, foto presa appena sganciata dallo skilift. Il mio tempo di discesa e risalita con lo skilift era di circa 3 minuti. 
Il primo giorno di sci ero talmente arrugginita che sono caduta malamente diverse volte e poi mi sono bloccata in mezzo alla pista (quella delle due foto sopra), fino a quando il marito non mi ha mandato in soccorso un istruttore, che mi ha sbloccato e ricordato alcuni rudimenti dello sci che avevo completamente dimenticato, visto che non mettevo gli sci ai piedi da circa dieci anni... e mi sa che, per me, non è come andare in bicicletta. Comunque, alla fine, ho sciato... a quanto pare non sono tornata al livello (medio basso) di dieci anni fa, ma un gradino più sotto, però spero di recuperare un po' sull'Etna quest'inverno.