lunedì 22 luglio 2019

Docenza

Da piccola, per un breve periodo alle elementari, volevo fare la maestra.
E allora, rileggevo tutti i miei quaderni e mettevo i voti dove non li aveva messi la maestra.
Oggi so che non vorrei fare l'insegnante, forse la maestra elementare sì mi sarebbe piaciuto, ma non ho mai fatto nulla che mi portasse in quella direzione... quando tutti i miei coetanei fecero il concorso per l'insegnamento, nel 1998/99, io me ne disinteressai completamente e continuo a non perseguire questo obiettivo.

Quando capita, invece, faccio delle docenze. Della durata variabile da qualche ora a una cinquantina, nell'ambito di progetti formativi aziendali. Ne ho fatte un bel po' di docenze, anche se da un paio di anni non è più capitato.

Fortunatamente le mie esperienze come docente sono state tutte positive, certo mi è capitato di discenti che parlavano al cellulare durante le lezioni, ma questi erano dei maleducati e lo facevano con tutti e non con me perché li annoiavo.

Una delle ultime docenze l'ho fatta qualche tempo fa, presso quella che allora era una mia azienda cliente. 
Sebbene la materia fosse tutt'altro che divertente, su cento persone, i distratti li ho potuti contare sulle dita di una mano e una buona parte di loro mi ha invece ringraziata e fatto i complimenti per la chiarezza nell'esposizione degli argomenti. Uno poi, particolarmente entusiasta, mi ha fatto anche i complimenti per la voce soave.

Mi è capitato di assistere a lezioni imbarazzanti, a dir poco, perché il docente non era in grado di trasmettere nulla e si limitava a leggere degli appunti (senza mai alzare gli occhi dal foglio) o a guardare la classe senza sapere cosa dire anche per ore di seguito. E non parlo di ignoranti, parlo di professionisti affermati (ma docenti improvvisati), pensare poi che questi erano pagati quasi 100 euro l'ora, mi fa venire una certa rabbia... ma questo è un altro discorso.

Una cosa che mi sento di dire a chi fa docenza è questa: la padronanza dell'argomento è certamente necessaria ma non è sufficiente. Le cose bisogna essere in grado di trasmetterle, senza annoiare chi ti ascolta: le slide piene di nozioni scritte minuscole non aiutano, leggere appunti non aiuta, condividere esperienze magari sorridendo e non con il muso lungo, invece, aiuta.



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