lunedì 22 luglio 2019

Moon

Per la serie "Il senso dei film che non colsi", oggi mi viene in mente "Moon" con Sam Rockwell, che ho visto casualmente a pochi giorni dal cinquantenario della missione dell'Apollo 11.

Picture


Devo ammettere che ho dovuto cercare su internet delle recensioni altrui per comprenderne il senso, perché mi ero persa alcuni passaggi e non lo avevo capito. Una volta capito, però, il film mi è piaciuto.

Sam Bell lavora sulla luna per la Lunar Industries, un'azienda che estrae l'energia del sole dalle rocce lunari e che richiede la presenza umana per inviare sulla terra l'energia raccolta.
Sam ha un contratto triennale che volge al termine e non vede l'ora di tornare dalla moglie e dalla figlia piccola. La solitudine infatti inizia a pesargli, visto che la sua unica compagnia in questi anni è stato Gerty, un robot molto stile Hal 9000 (anche come impostazione della voce), che gli fa da assistente. Le comunicazioni in diretta con la Terra, inoltre, non sono possibili, è possibile solo la comunicazione tramite messaggi registrati.
Un giorno Sam inizia a stare male e ad avere le allucinazioni, fino ad avere un incidente dal quale viene salvato da quello che sembra essere un altro se stesso molto più in forma e anche più giovane.

A still from the film Moon






SPOILER e PENSIERI 



Molto incuriositi dalla situazione, i due Sam vanno alla ricerca di risposte e scoprono che:
a) le comunicazioni con la Terra sono in effetti possibili ma sono state volutamente interrotte; il vecchio Sam quindi riesce a telefonare a casa, scoprendo che la moglie è morta, la figlia ha 16 anni invece di 3 e che un altro Sam è a casa, sulla Terra, insieme alla figlia;
b) in una stanza "segreta" ci sono diverse capsule con all'interno altrettanti Sam Bell, nessuno dei quali è mai rientrato sulla Terra.
A questo punto, è chiaro che entrambi sono cloni dell'originale Sam Bell (che si trova sulla Terra con la figlia) e che per nessuno dei due è in programma il rientro a casa: i cloni, a centinaia, sono utilizzati come manodopera e, al termine del periodo triennale, vengono inceneriti.


Questa tematica mi affascina e spaventa da sempre ed è stata trattata in diversi film, tra cui due che mi piacciono molto che sono The Island e Non lasciarmi (Never let me go).
Ho paura che ci finiremo davvero così, a creare interi cloni senzienti di noi stessi per avere "pezzi di ricambio": senza mostrare alcuna umanità e empatia, li ammazzeremo al bisogno per vivere un po' di più, sperando nell'immortalità.




Dialoghi dal film Moon

Sam vecchio: Da quanto tempo sei qui?
Sam: Quasi una settimana.
Sam vecchio: E come ti va?
Sam: Che?
Sam vecchio: Come ti va?
Sam: Come mi va? Secondo te?
Sam vecchio: Niente male... Uh, hanno bloccato tutte le uscite, chi sta controllando i Mietitori?
Sam: I Mietitori sono a posto. Quello che mi preoccupa è che sto parlando con un clone, non è un buon segno.
Sam vecchio: Hah! Ha ha! Non sono un clone! ...Non sono un clone! No... sei tu il clone.
Sam: Va bene, "Sam". Non sei un clone.




Sam vecchio: Gerty...? Gerty... sono veramente un clone?
GERTY: Poco dopo il tuo arrivo alla Sarang ci fu un piccolo incidente. Ti svegliasti in infermeria, avevi subito un lieve trauma cranico e una perdita di memoria. Rimanesti sotto osservazione e facemmo dei test.
Sam vecchio: Me lo ricordo, sì, me lo ricordo...
GERTY: Non c'è stato nessun incidente, Sam. Sei stato solo risvegliato. È la procedura standard per tutti i nuovi cloni. Si effettuano dei test per controllare la stabilità mentale e lo stato di salute fisica. Anomalie genetiche ed errori di duplicazione del DNA possono avere un impatto notevole su...
Sam vecchio: E allora Tess? Allora Eve?
GERTY: Sono impianti di memoria, Sam. Memoria aggiunta. Memoria editata. Proveniente dal Sam Bell originale





1 commento:

Grazie per essere passato/a da qui!
Thanks for stopping by!