sabato 20 luglio 2019

Settimana bianca in Veneto e Trentino Alto Adige - parte 2

Per la prima parte, qui.

Faccio una breve premessa a questo post. La vacanza di cui scrivo è del 2016 e ho deciso di pubblicare ora perché il post era già stato scritto (nel 2016, appunto), perché vorrei fare rivivere un po' questo blog e perché le foto sono molto belle!

Prima di partire, reduce dall'influenza, con un raffreddore e una tosse tremendi, ero preoccupata che mi potesse venire che ne so la broncopolmonite, ma molte persone mi avevano rassicurato dicendomi che il freddo, quello vero, mi avrebbe fatto stare meglio... quindi, voglio confermare che la teoria del "freddo buono" per me calza a pennello: partita da qui con un clima mite tendente al caldo, là una settimana- temperatura media 0 gradi, eccetto che dentro il residence e i locali in generale, ma io sono stata molto più al freddo che al caldo - nemmeno un colpo di tosse, sono tornata a casa e la tosse è ricominciata. O è vera quella del freddo buono o io ho un'allergia a qualcosa che ho in casa. 

Tornando al diario di viaggio... nel post precedente, tra le sfighe dei primi giorni, ho dimenticato due cose: 1) che la prima sera, in pizzeria, ho versato un bicchiere d'acqua sul cellulare, che, miracolosamente non se n'è nemmeno accorto; 2) che il lunedì, secondo giorno di vacanza (in effetti terzo, ma il sabato è stato interamente dedicato al viaggio, quindi non conta), ha diluviato (letteralmente) ininterrottamente dalla notte sino alle 19 circa, tanto che non siamo nemmeno potuti uscire... per fortuna, il nostro appartamentino era molto confortevole, inoltre, mi è sempre piaciuto lo scroscio della pioggia quando sei sotto le coperte in particolare se mi trovo in una carinissima mansarda in legno.

Dal martedì il tempo è stato molto bello e abbiamo potuto sciare in condizioni ottimali e in posti stupendi.

Come dicevo nel post precedente su questa vacanza, sugli sci sono regredita... non che dieci anni fa fossi l'erede di Tomba, ma mi sentivo un tantino più sicura. Questa volta, non sono riuscita ad andare oltre le piste azzurre e, in qualche caso, ho avuto più di una difficoltà anche con quelle... in particolare, mi riferisco alla pista più alta, meravigliosa sotto il punto di vista paesaggistico, degli impianti di Auronzo, quella di questa foto (si vede solo l'ultimo tratto e, come sempre, in foto, le cose sembrano molto più pianeggianti di quello che sono). 
Comunque, al di là di tutto, sciare è davvero bello. Anche se non tutti comprendono che a me piace sciare, anche se non mi piace fare piste al di sopra delle mie possibilità e se mi spavento quando vedo una pendenza notevole lunga più di un metro. A me piacciono le piste facili, quelle con lieve pendenza, quasi pianeggianti, magari che si fanno strada tra gli alberi da cui sbuca qualche raggio di sole, per portarti poi in piste più grandi, in tratti aperti assolati. Odio sentire freddo e non è colpa mia se mi congelano le mani, ma mi piace sciare e sentire il rumore della neve sotto lo sci, quello della neve fresca e quello della neve ghiacciata, anche se poi mi devo fermare e magari stare due ore dentro un rifugio a riscaldarmi le mani prima che mi cadano.



Qui vorrei fare una divagazione sulla classificazione delle piste da sci, per conoscenza di chi non lo sa e per ricordarmelo io un domani.

·         PISTA FACILEBLU
ha una pendenza longitudinale non superiore al 25% (11,25°), ad eccezione di brevi tratti e non apprezzabili pendenze trasversali.
SEGNALETICA: cartello cerchio di colore BLU.

·         PISTA MEDIA DIFFICOLTA':   ROSSA      
ha una pendenza longitudinale non superiore al 40%  (da 25% a 40%)(da 11,25° a 18°), ad eccezione di brevi tratti con apprezzabili pendenze trasversali ammesse per brevi tratti.
SEGNALETICA: cartello cerchio di colore ROSSO.

·         PISTA DIFFICILE:   NERA                      
ha una pendenza longitudinale superiore al 40% ma non al 60% (da 18° a 30°), presenta pendenze longitudinale e trasversali superiori alla media difficoltà.
SEGNALETICA: cartello cerchio di colore NERO.




Questo è Monte Elmo a Sesto, in Alto Adige. Viste le mie scarse doti sportive, quel giorno sono stata tutto il giorno sulla stessa pista azzurra... ma mi sono divertita moltissimo.



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